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Nikon Corporation, 100 anni di storia e di fotografia.

18 Luglio 2017 Commenti chiusi

Coming soon………NIKON CORPORATION azienda leader nel mondo per la fotografia e non solo, quest’ anno ha raggiunto il prestigioso traguardo di un secolo di attività.

Gl’ importatori del celebre marchio per festeggiare l’ avvenimento hanno messo in moto tante manifestazioni.
NIKON ITALIA ( NITAL SPA ) oltre a questo ha dato alle stampe un particolareggiato catalogo di qualità in alcune migliaia di copie che ripercorre la storia nei suoi passaggi più importanti sia tecnici che dinamici.

100 fotografi italiani selezionati, fedelissimi NIKON, uno per ogni anno.

Dal reportage al matrimonio, dalla cronaca allo still life…… dal viaggio al ritratto……… dalla natura…..allo sport agonistico…….

Qui sotto, la doppia pagina che riguarda il mio contributo:

Etiopia, tribu Omo, anno 1994 fotocamera Nikon F4s…….quella che considero la migliore reflex giapponese al tempo della pellicola nel formato 24×36 e che ricordo con un pò di nostalgia.

Le altre immagini sono alcune tra le più significative della pubblicazione assieme alla copertina e il cartonato e dei testi.

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Dieci anni fa moriva Pantani. Ma che cosa ne rimane oggi ?

Sono passati dieci anni dalla morte di Marco Pantani. E’ inutile ripercorrere le gesta, i trionfi, la vergogna di Madonna di Campiglio, i monumenti eretti, le condanne penali degli spacciatori e le infinite polemiche di questo controverso personaggio che ha fatto parlane di sè in tutti i modi.

Vittima o grande atleta, un dilemma mai sciolto ( forse tutti e due ),  fragile nella mente e forte sulle scalate, poco importa. La morte se lo portò via a 34 anni.

Il dolore, lo sgomento e la tragedia sono andate oltre qualsiasi cosa ma anche i successi che per quanto effimeri restano nella memoria delle persone che hanno gioito e applaudito con calore le sue imprese. E quei pochi amici che aveva come i familiari che dicono di aspettare ancora una ” verità ” quando forse la veridicità è probabilmente un appiglio per cercare di riportarlo in vita.

In questi due lustri il ciclismo ha provato a modificare alcune regole però i problemi, le iniquità, gli accordi  sottobanco e il doping sono tuttora una ragnatela inestricabile. Una guerra persa in partenza che neanche una ” reale  tolleranza zero ” riuscirebbe a vincerla.

Ma quello che più francamente ci suscita amarezza nell’ animo è che non ha insegnato niente oltre le parole di facciata.

Ed il fatto in cui gli eroi che sembravano inarrivabili nel corso del tempo hanno confermato le debolezze dell’ Uomo nei confronti dello sport pur di vendersi alla legge del business e dell’ ipocrisia. Anche a costo di perdere la dignità.

Amstrong il superman, Amstrong con gli occhi di ghiaccio che vuole battere il cancro fino ad arrivare alle recenti squalifiche delle nuove generazioni, che ricalcano i passi delle precedenti.

Una lista nera in continuo aggiornamento.

Viene spontaneo chiedersi oggi, oltre al dovuto ricordo, che cosa sarebbe stato Marco Pantani se fosse  vivo.

Avrebbe dimostrato negl’ ultimi anni  della carriera con ulteriori vittorie di essere uscito da tunnel e di essersi riscattato completamente ?

Difficilmente si sarebbe avverato.

Sarebbe stato un signore che sia avvicinava alla mezza età e che poteva dirsi soddisfatto degl’ allori conquistati o essere di esempio per i giovani ? No, neanche questo poichè l’ irreparabile era oramai accaduto.

O forse si sarebbe ritirato rilasciando sorrisi con una vena di rimpianti ? Improbabile poichè non era nel suo stile.

Una storia maledetta, che come tale ha dovuto piegarsi alla fine prematura e come tante presunte leggende ha avuto la pazzia di sfidare il destino.

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Messie, una storia dalla Sierra Leone.

Messie è stata investita da un furgone: ha una frattura esposta di tibia alla gamba destra e una ferita estesa al collo del piede sinistro. Un caso come tanti altri, se non fosse che Messie è all’ultimo mese di gravidanza.

La bambina sta bene, ma Messie presenta un’infezione alla gamba abbastanza grave da mettere a rischio la vita di entrambe. L’unica soluzione è far nascere la bambina il prima possibile, per poi amputare la gamba ormai irrecuperabile.

Quando i parenti di Messie arrivano in ospedale scopriamo che è vedova e che a casa l’aspetta un altro figlio. Procediamo subito all’intervento: la ginecologa locale e il nostro chirurgo fanno nascere Mariam; subito dopo lo staff ortopedico procede all’amputazione. Dopo un paio di giorni, viste le sue ottime condizioni, mandiamo Mariam a casa con la nonna.

Per Messie invece le preoccupazioni non sono ancora finite. La ferita al piede sinistro viene chiusa con un innesto di pelle e, dopo 5 giorni, Messie può iniziare a camminare con le stampelle. Nei giorni di visita la famiglia accompagna Mariam dalla madre; appena la piccola arriva, Messie chiama tutti per mostrarla con gioia e orgoglio, mentre le altre pazienti la festeggiano cantando e battendo le mani.

Dopo due mesi in ospedale, finalmente Messie può tornare a casa.

Per maggiori informazioni visita il sito http://www.emergency.it

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La storia di Allimany

 

Allimany, 8 anni, aveva bevuto accidentalmente soda caustica e
l’ustione gli aveva chiuso l’esofago al punto da rendergli impossibile
mangiare. La nonna, con cui vive da quando sono morti i suoi genitori,
l’ha accompagnato all’ospedale di Emergency, che con il suo programma
di dilatazioni endoscopiche dell’esofago e’ diventato il centro di
riferimento di tutta la Sierra Leone per questo tipo di patologia.
L’esofago di Allimany e’ tanto stretto che, negli interventi
precedenti, e’ stato quasi impossibile inserire il filo guida. Questa
volta, pero’, dopo qualche tentativo, il filo passa e scorre bene.
Antonio, il chirurgo internazionale, e il medico locale Suaredine
verificano attraverso la telecamera le lesioni dell’esofago per
valutare l’esito dell’intervento e programmare la prossima operazione.
Fra qualche settimana, Allimany sara’ sottoposto a un’altra seduta di
dilatazione con un tubo di diametro maggiore. Un altro passo verso la
guarigione.

Prosegui la lettura…

Finale Coppa Uefa: il Siviglia per il bis, l’ Espanyol per la Storia.


? Vaya a jugar ? è l’ urlo che si leverà stasera quando lo speaker avrà finito di stilare le formazioni nello storico Hampden Park di Glasgow teatro per l’ assegnazione della Coppa Uefa 2006/2007.
Derby tutto spagnolo, una corrida calcistica, tra due squadre che hanno molto da dire e che si assomigliano come modulo, ma non come spirito combattivo.
Il Siviglia è il campione uscente e vuole ripetersi, non dimenticando la Liga dove si trova a soli due punti dalla testa. Sono stati dodici mesi intensi e straordinari per i tori dell’ Andalusia, per alcuni versi irripetibili.
Il 10 maggio dell’ anno scorso si sbarazzarono facilmente del Middlesbrough, con un travolgente quattro a zero nel catino del Psv Stadium. A fine agosto una lezione di tattica e volontà piegarono con tre indiscutibili prodezze lo stellare e un po’ presuntuoso Barcellona di Ronaldinho nella Supercoppa europea che si disputò al Louis II di Montecarlo.
In campionato il Siviglia ha avuto alti e bassi per poi risalire decisamente nel finale di stagione a conferma di quello che si considerava in estate il terzo incomodo tra le Merengues e gl’ azulgrana. Nelle prossime settimane li attende la conclusione della Coppa del Re, un trofeo che ha molto valore in Spagna e quindi un altro palcoscenico di prestigio.
Stanotte sono ancora qui in cerca del bis. Da quando l’ Uefa ha introdotto la finale a senso unico nel lontano 1997 ha ripreso ad avere un fascino ammaliante. E non è la coppetta di riserva alla Champions League come qualcuno vorrebbe insinuare. Ci partecipano club blasonati e di rango.
La finalissima parlerà ancora italiano, con Enzo Maresca indiscusso protagonista nella scorsa edizione dove siglò una doppietta. Questo talento non compreso e chiuso da altri goleador in Juventus e Fiorentina, si sta togliendo diversi sassolini dalle scarpe.
Il Siviglia parte favorito. Raramente e non a caso una società per due anni di seguito arriva sul traguardo. Non ci sono primedonne in questo collettivo e neanche Fenomeni dai piedi straordinari che quando tirano ti lasciano a bocca aperta……..si potrebbe benissimo definirli con il motto: ? tutti per uno e uno per tutti ?.
Ma non c’ è nemmeno un reparto debole. Luis Fabiano, Maresca, Poulsen, Daniel Alves e Kanoutè assicurano continuità e disciplina tattica alle idee di Ramos.
Ciò nonostante la semifinale non è stata una passeggiata con l’ ostico Osasuna, che per quanto inferiore li ha battuti prima di misura per poi essere costretti a ribaltare la questione nel ritorno.
L’ Espanyol invece sta attraversando un momento a dir poco magico, vuole entrare di diritto nella Storia. Lo spauracchio del Weder Brema si è dissolto dopo i primi novanta minuti e a qualificazione acquisita, tanto per ribadire il concetto che farà sul serio, sono andati a vincere anche in terra di Germania senza risparmiarsi.
Imbattuto in Europa, l’ aggressività e un gioco offensivo non difetta ed è indole innata dei club catalani, ma in difesa talvolta si registrano alcune sbavature.
Si rivede De La Pena, vecchia conoscenza, che nel periodo romano non entusiasmò moltissimo. Tamudo, Rufete e Luis Garcia se sono in serata possono fare veramente scintille, sopratutto se riusciranno a sbloccare presto il risultato, poiché Valverde ha uomini capaci di lanciare all’ occorrenza il contropiede. Mancherà dall’ inizio Pandiani. Il bomber è lievemente acciaccato ma non è escluso che all’ ultimo momento il tecnico lo getti nella mischia.
Arbitra l’ elevetico Busacca. Le italiane sono uscite in inverno e non gli resta che accomodarsi in poltrona davanti al televisore.
Diretta su La7, ore venti e trenta.

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Riferimenti: Finale Uefa Cup.

Fabio Cannavaro, nella Storia del Calcio


Si chiama Fabio Cannavaro il vincitore del Premio Fifa World Player 2006, come le indiscrezioni spagnole avevano già anticipato.
Per l’ ex juventino un altro prestigioso premio che va ad arricchire una anno straordinario, irripetibile, e che gli ha segnato e per certi versi stravolto la Vita in positivo. Dopo essere stato il ” Direttore ” di una difesa arcigna e compatta a Germania 2006 si era già preso il ” Pallone d’ Oro “. Quest’ ultima onorificenza ha il sapore di un riconoscimento totale, poichè la giuria era composta da tecnici e giocatori, che sicuramente a dispetto dei giornalisti se ne intendono veramente di pallone conoscendo a fondo l’ ambiente circostante e gli stessi atleti.
Un altro lato di questa ” vittoria ” è che ad arrivare primo sia un difensore, cosa molto rara in queste genere di graduatorie.
Cannavaro, aveva già vinto abbastanza con la Juventus negl’ anni passati, ed era considerato un ottimo giocatore ma l’ anno che si sta per concludere lo inserisce di diritto nell’ Olimpo dei Grandi.
Restano due pagine un pò offuscate per la sua immagine: la prima la ” fuga ” dal club torinese in un momento delicato della società per emigrare in terra spagnola e quindi levarsi di colpo i problemi annessi e quel filmato che fece il giro del Mondo di una flebo nel braccio….un episodio mai completamente chiarito.

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Riferimenti: Cannavaro.

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Ricardo Kakà, un gol per la Storia.


Quarantraquattresimo del secondo tempo l’ incontro oramai è segnato sul due a zero e si aspetta solo il fischio della fine. La gara, piuttosto piacevole ha fatto vedere delle cose positive del nuovo Brasile di Dunga, mentre l’ Argentina non è mai sostanzialmente entrata in partita. L’ ex viola, soprannominato ” cucciolo ” si avvia a conquistare la prima vittoria da allenatore in questa amichevole di lusso che si gioca a Londra, dove sono scomparsi alcuni di quelli che sono stati gl’ artefici del fallimento mondiale nel luglio scorso.
Da un corner corto i biancocelesti cercano di portare l’ ultimo pericolo alla porta brasiliana nel tentativo di fare il gol della bandiera. La palla arriva a Messi, ma un giovane centrocampista, di figura elegante, gli ruba il pallone. Siamo sulla trequarti, l’ argentino tenta di contrastarlo ma il brasiliano lo brucia nei primi metri come una gazzella africana, ancora abbastanza fresco poichè entrato all’inizio della ripresa. Palla al piede sguardo alto, attraversa tutto il campo, inseguito, ma è una galoppata sensazionale e dirompente, che viene ” misurata ” in circa una settantina di metri. Lo affronta Milito, ma viene saltato e lo lascia sul posto esce anche Abbondanzieri ma non c’ è nulla da fare.
Tre a zero.
Straordinario Kakà.

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Riferimenti: Kakà

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E’ la notte di Berlino, Francia e Italia si sfidano per un posto nella Storia.


Non sarà una partita facile la Francia è l? ultimo scalino prima della vittoria, ma è quello più arduo perché è una squadra di Campioni e molti di loro hanno già vinto un Mondiale e successivamente un Europeo. Un accoppiata che è riuscita in pochi a breve distanza.
Ma l? Italia ce la può fare a coronamento di un torneo un po? fortunoso sul piano dei sorteggi ma anche meritato fino a questo punto, poiché gl? Azzurri non sono da meno e lo hanno dimostrato con i tedeschi. Serviranno, attenzione, ritmo, cuore per riportare la quarta Coppa del Mondo nel nostro Paese in una partita ad alta tensione che però si preannuncia corretta.
I transalpini non sono solamente Zinedine Zidane e gl? Azzurri dovranno fare attenzione a tutti.
In primis a Henry che ha portato recentemente alla finale della Champions l? Arsenal e alle avanzate di Patrick Vieira. Anche Ribery con le sue piroette potrebbe essere una spina nel fianco della difesa italiana e anche Trezeguet sarà pronto a scendere nella mischia con il favore di conoscere molto bene i segreti dei nostri giocatori
Lippi ha detto che vincerà chi ha più fame ma a questi livelli nessuno vuole perdere, inoltre si respira un clima di auto proclamarsi vincenti. Tutto ciò è sbagliato, se dovessimo perdere la delusione sarà ancora più cocente.
Dal lato tattico non dovrebbe cambiare molto l?allenatore viareggino: giocherà con una punta e Totti a sostegno, confidando sempre in un centrocampo roccioso che sa fare anche i gol con Perrotta, Camoranesi, e Pirlo. Non è previsto l?impiego di De Rossi, almeno fin dall?inizio, che si è liberato della pesante squalifica per la gomitata con gl? americani.
All?occorrenza è prevista l? entrata di Alessandro Del Piero e di Vincenzo Iaquinta o Gilardino in staffetta con Toni e per vedere un Italia a trazione più anteriore.
La Francia ha 24 ore in più sulle gambe, l? Italia ha la favolosa e frenetica mezz?ora con i tedeschi che l? ha portata a Berlino. Anche su questo sono pari. I Blues con un età non verdissima potrebbero risentirne, ma c? è da non fidarsi. Quello che preoccupa è che l? organico guidato da Domenech ha un esperienza immensa e l? abbiamo vista con il Portogallo con cui hanno gestito un gara ottenendo il massimo con il minimo sforzo e sfruttando a dovere i calci piazzati e le palle inattive. Stesso discorso nella difficilissima sfida con il Brasile, hanno concluso in affanno ma ne sono usciti trionfatori. La Francia odierna è meno champagne che nelle notti di Parigi del 98, ma con più mestiere, una bassa corsa, maggiore tattica e senza spregiudicatezza.
Sarà anche la finale degl? addii: Totti ha fatto capire di voler lasciare, Marcello Lippi nonostante la possibile vittoria potrebbe non presentarsi all? Europeo del 2008, e sull? altro fronte appenderanno le scarpette al chiodo l? ex Pallone d? Oro Zidane, Vieira, Thuram e Barthez. Comunque si chiude un epoca di calcio straordinario.
Non sono da escludere il cospetto dei supplementari e gl? eventuali rigori visto la quasi equiparazione delle forze in campo, ma speriamo che tutto ciò non avvenga. Sarebbe un ulteriore sofferenza e la roulette dei penalty è troppo crudele per l? anima Tricolore e ci porta immediatamente a tristi e recenti ricordi.
Forza Italia e che vinca il migliore.

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NBA: Miami nella Storia.

La vittoria ha il sapore più gustoso, poichè oltre il successo hanno saputo ribaltare il pronostico e poi il risultato.
Sotto di due gare, rimontano e poi vanno a vincere a Dallas in una notte dove il tempo sembra essersi fermato con i forti Mevericks.
Finale 4 a 2, l’ultima sul filo del suono della campana per 95 a 92.
E’ il primo titolo dei Miami Heat in tutta la Storia della NBA, ” eroe ” decisivo Dwyane Wade, 24 anni, media dei playoff quasi 35 punti a partita e un infinità di assist e rimbalzi….

Riferimenti: NBA

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Life: scatti della Storia….a Milano.

12 Aprile 2006 1 commento

Allo Spazio Forma a Milano dal 19 aprile si apre la mostra della collezione del magazine Life dedicata ai grandi fotografi. Curata dall?Agenzia Contrasto con catalogo annesso saranno esposte 150 fotografie dal 1936 ad oggi.
Nonostante la crisi , lo scorrere del tempo, la concorrenza spietata, Life resta una tappa d?obbligo nel percorso dei fotogiornalisti che hanno raccontato la Storia e i suoi momenti topici, pagando talvolta anche con la Vita un attimo irripetibile,
Dalla guerra alla fame, dalla depressione alla ritrattistica, dal sociale all?effimera moda.
Glambigui fotogrammi di Capa, di Mc Nally, il conflitto dei Sei giorni in Medio Oriente, l?ironia di Cecil Beaton, l?intensità della Bourke ? White l?orrore nella guerra di Corea immortalata da David Duncan, i personaggi politici in semplici ma efficaci ritratti dell?inglese Harry Benson e di tantissimi altri meno conosciuti, l?hanno resa insieme ai professionisti della carta stampata un ? prodotto ? di altissima qualità che ha il dovere di raccontare l?informazione in tutti suoi aspetti nel Mondo che ci circonda.

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Riferimenti: Life.

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25a giornata di Serie A: la Juve ad un passo dalla Storia e dal Tricolore.

13 Febbraio 2006 2 commenti


La Juventus ribadisce il concetto del più forte e sbanca San Siro, tutto esaurito per l?occasione. Non si accendono le luci per gl?interisti e il finale è di 1-2. Ibrahimovic, Samuel e poi ancora una volta Alessandro del Piero con una straordinaria punizione, sempre più decisivo e soddisfatto per le rivincite che riesce a prendersi ogni qualvolta che viene chiamato in causa.
Il numero dieci juventino, 190 gol con la casacca zebrata, come spesso succede parte dalla panchina e stavolta è un gol pesantissimo poiché il campionato è praticamente concluso. L?Internazionale va a più dodici in coabitazione con i cugini della Madonnina, ma sopratutto con il morale a terra.
La differenza dei valori e dei punti chiude anche il discorso polemiche e regali arbitrali.
Buona partita nel complesso come richiedeva il copione, ritmi abbastanza alti, attimi di nervosismo, la Juve è apparsa più concreta e determinata rispetto alle ultime uscite, non ha giocato per il pari, sempre molto attenta a chiudere gli spazi, i rincalzi Chiellini e Balzaretti si sono comportati all’altezza dei titolari, mentre la direzione di Paparesta è stata ottima e sopra le parti, richiamando all?ordine con alcuni cartellini gialli.
In ombra Adriano che penalizza sensibilmente con la sua apatia l’offensività degli schemi nerazzurri e non basta a svegliarlo il rientro di Martins dalla Coppa d’Africa.
Per l?Inter e il patron Moratti il discorso Tricolore è rimandato ad un’altra stagione anche se dobbiamo dire che stasera un pareggio ci poteva stare per quel bel palo nel finale di Recoba, ma nei momenti clou della gara è mancato il guizzo e la lucidità decisiva per imporsi.
Mai come adesso la squadra di Mancini sta pagando un inizio incerto di campionato e rincorrere non è piacevole per nessuno, poichè bisogna contare sui passi falsi altrui, ma la capolista fino ad oggi ne ha concessi veramente pochi.
Resta il fatto che l?Inter è tutto sommato una buona squadra, dove il rendimento è andato a migliorare rispetto ai primi mesi dell’annata, ma contro questa Juve stratosferica purtroppo non c?è niente da fare.
I bianconeri in 25 gare, hanno vinto 21 volte, 3 pareggi, una sola sconfitta con un ottimo Milan sul terreno del Meazza, 51 gol fatti e 15 subiti, la migliore difesa e il secondo miglior attacco del torneo……. sono tutti numeri che parlano da soli e pertanto indiscutibili.
La Vecchia Signora può essere simpatica o antipatica, bellissima oppure noiosa, però bisogna rendergli onore.
Nel derby toscano la Fiorentina cade a Livorno, 2-0 con un doppio gol di Lucarelli.
Luca Toni, sbaglia sorprendentemente un rigore e i viola affondano.
Il cambio di panchina degl?amaranto ha fatto bene alla squadra mentre Prandelli e soci adesso devono veramente guardarsi dalla Roma.
La Champions è a forte rischio.
Per Mazzone un rientro sotto i riflettori della Serie A ed è probabile che riuscirà a vedere un pezzetto di Europa con i labronici.
E? un vecchio desiderio che non è riuscito a realizzare in carriera.
Meglio tardi che mai.
La Roma suona la nona sinfonia e non è ? un canto del Cigno ?, poiché i giallorossi espugnano Siena senza nessuna paura e lanciano precisi segnali di voler continuare.
La rimonta alla quarta piazza è quasi compiuta.
0-2 gol di De Rossi e il solito Mancini.
Il Milan torna un pò a sorridere, si riprende il secondo posto e Inzaghi si ripropone come alternativa a Tonigol per la maglia di Lippi, firmando una bella tripletta.
Dopo essere stati in svantaggio per un gol di Parades i rossoneri prendono facilmente il sopravvento. A Reggio Calabria finisce 1-4.
Festival del gol anche a Marassi. Sampdoria ? Messina 4-2.
Il Treviso è sconfitto in casa dal Chievo oramai sempre più vicino ai piani alti della graduatoria generale, la Lazio invece impatta all?Olimpico con l’ Udinese a cui non basta al momento aver cacciato Cosmi e aver dato la guida a Sensini che ha chiuso con l’agonismo per una panchina sul momento imprevista.
Parma ? Ascoli 0-0 e Empoli ? Palermo 0-1. Decide Barzagli nei minuti di recupero. Cagliari – Lecce 0-0, vincono soltanto gli sbadigli…..
Domenica prossima ventiseiesimo turno: l?Inter approda a Livorno, il Milan ospita il Cagliari, la Juventus nella trasferta siciliana di Messina, la Fiorentina con la Lazio all’Artemio Franchi, la Roma in casa affronterà l?Empoli.

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Riferimenti: 25a giornata di Serie A.

Formula 1: Alonso entra nella Storia.

26 Settembre 2005 2 commenti


In un annata dove le Ferrari non sono riuscite a mettere a punto una macchina decente e sono uscite di scena anzitempo, mentre l’addio di Barrichello ha sciolto un binomio trionfatore che oramai era giunto al capolinea, lo spagnolo Fernando Alonso, 24 anni, è diventato campione del Mondo.
Giovane talento, ha saputo sfruttare il declino e la poca voglia di Schumacher, qualche errore di Raikkonen e la non continuità di Montoya.
Si laurea vincitore prima dell’ultimo giro di pista, un successo per certi versi annunciato. L’iberico che soltanto nel 2001 aveva debuttato con la Minardi nel Grande Circo e nel 2002 era un semplice tester delle Renault, ha fatto anche una gavetta nei kart e ha completato in pochissimi anni una rapida ascesa che lo ha portato ad entrare di prepotenza nella Storia della Formula 1. Il terzetto Alonso, Fisichella e i propulsori francesi hanno centrato l’obiettivo grazie ad una strategia saggia e indovinata, lavorando strenuamente su una macchina tutto sommato migliore delle concorrenti.
Adesso se riuscirà a tenere fede ad un comportamento razionale, calcolatore, e puntare sull’affidabilità e la concretezza, due doti che tutti gli riconoscono, potrà fare certamente il bis e forse aprire anche un ciclo a suo nome, ma sopratutto ha ancora un certo margine di miglioramento nella tecnica.
Schumacher, a fine carriera, sempra oramai destinato a non infastidirlo più di tanto, poichè presumibilmente in un prossimo futuro è destinato a lasciare il cavallino rosso e potrebbe anche ritirarsi. Trentasei anni non sono pochi per inseguire nuovi sogni, che ha realizzato già diverse volte.
Un rapporto oramai un pò logoro e stanco, dove gli stimoli vengono meno, anche se ha scritto pagine grandiose nella F.1 e un’egemonia incontrastata che ha dettato legge per tanti GP.
Con la vittoria matematica di ieri nella categoria dei piloti, la Renault è ancora in corsa per il Mondiale costruttori, vicinissima alla McLaren Mercedes, e soltanto un appagamento dovuto alla conquista del titolo iridato potrebbe fargli perdere anche questo importante alloro, che coronerebbe così una doppietta storica.

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Riferimenti: Formula 1: Alonso entra nella Storia.

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Afghanistan: un voto per la Storia e per il futuro.

18 Settembre 2005 Nessun commento


Si sono concluse le votazioni in Afghanistan, in un clima tutto sommato abbastanza buono per l’attuale situazione interna al Paese. Ci sono stati degl’episodi di violenza ma non sono sfociati nel temuto bagno di sangue. Un deposito dell’organizzazione Unicef è stato colpito da un colpo di bazooka, ma Karzai e i rappresentanti di governo li hanno considerati ” avvenimenti di non particolare importanza e di pericolo per la sicurezza “.
L’affluenza è stata minore delle precedenti presidenziali e stavolta si è votato per i consigli provinciali e per la Wolesi Jirga, la Camera Bassa del Parlamento.
La nazione nonostante le evidenti difficoltà è riuscita a fare un passo avanti dopo tre decenni di cruente guerre e la caduta dei Talebani avvenuta nel 2001. I risultati definitivi si conosceranno tra circa cinque settimane soltanto, a causa delle obsoleta macchina elettorale per lo spoglio dei voti.
Quella di oggi è da considerare una piccola vittoria, per un futuro che comunque rimane molto incerto e fragile a causa di possibili destabilizzazioni del Paese.

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Riferimenti: Afghanistan elezioni.

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