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La Juventus chiude il conto prima di aprirlo. Cardiff è all’ orizzonte.

3 Maggio 2017 Commenti chiusi

La finalissima Champions 2016 – 2017 che si giocherà in quel di Cardiff con ogni probabilità sarà Real Madrid – Juventus.

Stavolta è la grande occasione per vincere il trofeo agognato da diversi lustri …senza alibi e senza ombre.

Per il triplete e il quinteple……… ci sono gl’ ultimi ostacoli poi se si salteranno sarà Storia vera ed è bene ricordarsi che la Ruota della Fortuna gira una volta sola.

L’ avversario è duro ma battibile. Oltre agli sforzi calcistici, sarà necessario non cadere nella presunzione, di sentirsi vincitori prima della fine, concentrazione massima con un occhio e molti piedi di riguardo per CR7.

A sbagliare e cadere basta un attimo e tutto andrebbe perduto. Gl’ almanacchi della pelota sono pieni di episodi simili.

Ma veniamo ad ora. La urna delle stelle aveva dispensato fortuna ( un altro segno dell’ – Bydd yn flwyddyn dwyfol –   anno divino – in lingua gallese ) regalando ai torinesi l’ antagonista più debole.

E siccome il calcio vive di gelosie e polemiche qualcuno ha parlato di trucchetto favorito…….manolesta, ecc. ecc.

Potrebbe darsi ma le prove non ci stanno e nessuno sarà indagato….oramai non si può fare continuamente un processo ( mediatico ) all’ intenzioni.

A Montercarlo i ragazzi di Allegri si sono imposti per due reti a zero. Squadra attenta e pronta a colpire.

Risolve la questione una doppietta di Higuan.

Bravo e decisivo Dani Alves con assist di pregevole fattura.

In campo la differenza non è solo nei gol ma anche nei valori tecnici e di personalità.

Per il Monaco la strada adesso è  con una pendenza di salita intorno al 30 per cento.

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Il cielo sopra Berlino si tinge di bianconero.

Berlino non è più una speranza. La Juventus ci è arrivata e il sogno continua. Ora rimane solo lo stratosferico  Barcellona con il trio delle meraviglie, ma in novanta minuti a questo punto può succedere di tutto.

Adesso non potremo dire più che non è una squadra da competizioni europee e che vince facile solo in Italia perché non ci sono concorrenti di rango.

Nel ritorno della semifinale in un Bernabeu infuocato e pieno fino all’ inverosimile i bianconeri  hanno vissuto una notte al cardiopalma. Prima hanno provato il brivido dello spettro dell’ eliminazione poi recuperano il punteggio e si aggiudicano la qualificazione alla finalissima.

A Madrid finisce uno a uno. Cristiano Ronaldo dopo una ventina di minuti segna su rigore per un ingenuo fallo di Evra ma risponde nella ripresa l’ ex Morata.

E’ stata però una gara sofferta, a ritmi forsennati, con il cuore in gola e come se non bastasse svoltasi con una temperatura afosa.

Ha prevalso l’ esperienza, il catenaccio, il classico gioco all’ italiana, mischie furibonde e qualche pallone in tribuna in un campo ostile. E in questa atmosfera Massimiliano Allegri ha costruito un capolavoro azzeccando tutte le mosse e i cambi, replicando colpo su colpo.

Il biglietto per l’ atto finale del 6 di giugno è più che meritato nel computo delle due sfide. La Juve non ha mai avuto paura e si è battuta con umiltà conscia delle proprie idee e dei suoi valori contro un Real Madrid che con stanotte ha fallito completamente la stagione dimostrando dei limiti e forse una sopravvalutazione di alcuni giocatori.

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Per la Storia e per Berlino.

Un calciatore, a seconda dell’ intesità della partita ma anche di altre condizioni che adesso non stò a spiegare percorre circa dagl’ otto ai dodici km ogni novanta minuti. La distanza tra il Il Santiago Bernabeu di Madrid  e l’ Olimpia Stadium di Berlino è di cica 2300 chilometri. Stasera ventidue giocatori si batteranno per coprire quel divario.

Tralasciate semplici ilarità di scrittura, la sfida di ritorno tra Real Madrid e la Juventus sancirà l’ avversaria del Barcellona che ha quasi conquistato la finalissima con un roboante tre a zero ed ha messo ancora una volta in piena luce, se mai ce ne fosse stato bisogno, la straordinarietà di Lionel Messi, del giovane paulista Neymar e di Suarez capaci di far cambiare volto ad un match intricato in soli pochissimi minuti. Un trio fenomenale che non ha uguali al mondo. D’ altro canto non tutti se li possono permettere certi giocolieri e questa è una legge e una realtà incontrovertibile del calcio odierno.

Invece ” Blancos e Zebre “  se la dovranno sudare in una partita che si preannuncia a ritmi serrati. Dopo mercoledì notte non ci saranno ulteriori prove di appello ma nonostante tutto dobbiamo elogiare la Juventus la quale è già andata oltre se stessa. Nessun santone o professore del pallone nel settembre scorso avrebbe previsto tale risultato.

L’ esile vantaggio dei ragazzi di Massimiliano Allegri, come detto in precedenza è un arma a doppio taglio, poichè può essere immediatamente ribaltato e quindi non possiamo farci conto più di tanto. I giocatori devono restare umili senza cadere nella trappola della presunzione o della qualificazione già annunciata.

E’ comunque sempre un qualcosa ed è per questo che la Juventus dovrà tentare di fare almeno un gol in cui la metterebbe sotto il profilo psicologico e dei numeri al possibile riparo dei rischi.

La notizia migliore è che tra le fila del club piemontese rientrerà in pianta stabile Paul Pogba, la cui assenza si era sentita a Torino. Il francese di pelle nera con le leve di gazzella visto in campionato con il Cagliari è apparso in condizioni buone e quindi potrà dispensare fantasia e forza al centrocampo come negl’ interventi di contrasto per arginare la manovra degli spagnoli e sulle palle inattive.

Se il collettivo non può fare a meno dei gol di Carlos Tevez ha pure troppa esigenza dell’ incontrista. Per quanto la rosa dei sostituti sia di buona fattura restano due elementi decisivi negli schemi insegnati dal tecnico toscano.

Mentre per Carletto Ancelotti oltre a Karim Benzema avrà la presenza di Toni Kroos che si era leggermente infortunato nella gara di sabato scorso pareggiata al Bernabeu contro il Valencia. Assente sicuro invece è Modric. Ma il momento dei Galacticos non è proprio ottimale a cominciare dalle prestazioni opache del gallese Gareth Bale in cui la società ha investito moltissimo denaro e le numerose polemiche interne allo spogliatoio.

Come se non bastasse si sono allontanate le speranze di aggiudicarsi il titolo nella Liga grazie alla contemporanea vittoria per due a zero del Barcellona sul Real Societad e che ha rafforzato in vetta il distacco portandolo a quattro punti che probabilmente a questo punto della stagione diventerà irrecuperabile.

La Juventus in finale di Champions League non è più un utopia, non è più un astrazione e nemmeno una sciocca illusione sportiva ma bensì un sogno da vivere e da tramutare in realtà andando oltre il massimo sforzo e con un pizzico di fortuna il che non guasta mai.

Inutile nasconderlo. Il conseguimento di questo obbiettivo adesso è alla loro portata ed è stato ampiamente dimostrato nella partita di andata.

Visto e considerato i recenti arbitraggi delle semifinali nella Europa League per le italiane, e qui le vibranti proteste del Presidente De Laurentis in conferenza stampa sono state più che legittime e giustificate, ci auspichiamo di non dovere lasciare la Champions League per una direzione arbitrale un pò iniqua o per interessi di federazioni.

Non lo vogliamo nemmeno pensare.

Sarebbe un peccato per il calcio e per la Juventus la quale non se lo merita.

Che vinca il migliore.

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Juve, l’ ostacolo è tosto ma l’ impresa non è impossibile.

Delle quattro è la più debole o meglio  le manca quel Top Player che le farebbe fare quel salto di qualità definitivo. Se la Vecchia Signora avesse tra le sue fila un Messi un Cristiano Ronaldo o comunque un ” 10 ” offensivo chiamato in vecchio stile calcistico una mezz’ala  che segna in quantità con le tre semifinaliste partirebbe alla pari. Ma la Juventus sebbene sia brava è stata anche ” fortunata ” poichè dei tre concorrenti ha pescato si un osso duro ma con la polpa.

In qualsiasi modo vada a finire l’ avventura bianconera il Real Madrid è comunque l’ antagonista più alla loro portata, più attinente alle sue caratteristiche ed ha qualche punto debole che forse Bayern e Barcellona non hanno. Per quanto siano gl’ attuali campioni in carica.

Se la punta di diamante è il lusitano Ronaldo insieme a tutto il reparto offensivo, il tallone d’ Achille dei Galacticos si chiama difesa. E qui la Juve dovrà trarne fuori il massimo con un cavallo di Troia.

La Storia dei bianchi di Madrid è ricca come è grandioso il suo palmares. Niente da obbiettare ma nonostante il blasone, i tanti soldi a disposizione sfogliando l’ Almanacco europeo ci si trovano pure periodi minori.

Prima della finale 2014 allo Estadio da Luz di Lisbona sono state ben 12 le edizioni in cui non giocavano in una finalissima ( 2002 a  Glasgow ) e se si esclude l’ epoca straordinaria degl’anni Cinquanta dei vari Gento, Santamaria, Zarraga, Di Stefano dal 1966 è dovuto trascorrere 22 anni con una matchball perso nel 1981 ad opera del Liverpool al Parco dei Principi a Parigi prima di rigiocare una finale.

Se guardiamo la classifica della Liga oltre l’ attuale secondo posto il Real Madrid ha segnato una caterva di gol come il Barcellona. Ben 105 centri fino ad oggi. Ma la retroguardia madridista nonostante tra i pali ci sia il  pregevole Casillas ne ha incassati ben 32 contro i 19 degl’ azulgrana.

Anche l’ Atletico Madrid, il Valencia e il Villareal hanno subito meno reti. Per quanto il Real Madrid nel corso del tempo abbia cambiato faccia e modo di giocare, aggiungendo più tatticismo nelle loro partite certe priorità di gioco sono rimaste le stesse.

Insomma hanno vinto tantissimo, un po’ come la nazionale del Brasile ma qualche volta si sono presi delle improvvise batoste. La chiave dell’ accesso alla notte di Berlino è sicuramente la partita di domani sera allo Stadium di Torino.

La Juventus orfana di Pogba che mai come questa volta avrebbe regalato fantasia, potenza e imprevedibilità  in mezzo al campo non dovrà partire a testa bassa ma avrà il dovere di fare la gara con intelligenza e di cercare almeno un gol che le consentirebbe di lasciare qualche speranza nella seconda sfida al Bernabeu. Con un pari tra le mura di casa potremmo considerarci quasi fuori dalla Champions League.

E questo Massimiliano Allegri lo ha ben intuito annunciando alla vigilia che giocherà con la difesa a quattro nella pura tradizione italiana e quindi più aperto, forse con una manovra razionale come ha fatto altre volte, quasi a voler far capire che dovrà appellarsi alle giocate di Carlos Tevez, il quale sta vivendo la migliore stagione della sua carriera e alle punizioni di Andrea Pirlo.

Proprio da queste ultime, colpi balistici di grande qualità, potrebbero rendere le Merengues vulnerabili come è successo nel match con lo Schalke 04. E proprio dalle statistiche più accurate si evince che una buona percentuale di falli importanti degli spagnoli avvengono nei pressi della loro area di rigore quando si tratta di fermare atleti avversari in velocità e frequentemente sono sanciti dagl’ arbitri con calci da fermo.

Tutte e due le squadre stanno attraversando un periodo di forma complessivamente buono, ma ambedue nel corso della stagione hanno avuto qualche alternanza di rendimento. Il Real Madrid dovrà a fare a meno dell’ attaccante Karim Benzema mentre è assicurata la presenza di Rodríguez e Bale.

Nel computo dei pronostici sulla qualificazione gl’ iberici sono favoriti, e lo confermano anche i bookmakers, ma la Juventus ha dalla sua uno Scudetto conquistato, una Coppa Italia a portata di mano mentre le motivazioni assieme alle aspettative sono altissime.

Il fattore psicologico è di fondamentale importanza, l’ ambiente juventino appare in tranquillità e inoltre è cresciuta l’ autostima e la fiducia con il raggiungimento della semifinale.

Come dire: l’ ostacolo è tosto ma l’ impresa non è impossibile.

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Juve basta lo 0 – 0 è tra le prime quattro d’ Europa.

Dopo tanti anni la Juventus raggiunge nuovamente la semifinale della Champions League insieme ai tedeschi del Bayern, il Real Madrid e il Barcellona.

Lo zero a zero di stasera nel Principato di Monaco in una gara spinosa e con molta tensione, a tratti sofferente ha fatto rilevare le difficoltà di attacco dei francesi che non è riuscita a sfondare il muro bianconero.

Match prudente, forse troppo da parte dei ragazzi di Massimiliano Allegri che conseguono l’ obbiettivo ma con qualche ombra per una tattica che sfiora il catenaccio e per niente intraprendente. Insomma con il minimo sindacale ora si trova in semifinale ma nel prossimo turno questo atteggiamento non potrà pagare e non potrà essere all’ occorrenza tenuto.

Se adesso è più che lecito sognare la notte di Berlino presto si conoscerà l’ avversario che senza nessun alibi sarà tosto e forte poiché tutte le altre  sono superiori tecnicamente ai torinesi.

Anche nel fattore dell’ esperienza internazionale che a questi livelli ha un certo peso.

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Juve, è dovere provarci.

Le rimonte sono sempre state difficili. Per diversi motivi. A cominciare da quello psicologico, tecnico, per finire a quelle sulla lunga distanza. Ce lo insegna la storia ma anche quest’ anno dove in un disastroso avvio di campionato il Milan  ha perso il treno per competere ( almeno ) nella lotta dello Scudetto. Eppure le giornate a disposizione erano tante ma non sono bastate. In Europa poi quando si compie il destino in soli 180 minuti la questione è ancora più ardua. D’ altra parte chi sta davanti oppure ha un vantaggio cospicuo acquisito all’ andata, le statistiche ci ricordano che l’ ottanta per cento delle volte approda al turno successivo.

Tuttavia non è una regola assoluta anche se le eccezioni sono poi la conferma della stessa. E’ bene essere chiari e realisti lasciando in un angolo qualsiasi tipo di circonlocuzione:  due gol da recuperare sono tanti e non tutti si chiamano Barcellona, Milan di Sacchi o il Real Madrid di Gento, Puskas, Di Stefano e Santamaria mentre i panzer tedeschi non si possono certamente paragonare all’ Albinoleffe. ( Che non me ne vogliano da quelle parti ).  Robben e soci sono vecchie volpi del pallone e di esperienza ne hanno da vendere.

La Vecchia Signora al momento ha un piede fuori della Champions League. Qualche errore di valutazione e anche tattico nella notte di Monaco di Baviera è stato fatto ma è inutile recriminare o lanciare colpe ad Antonio Conte. ” I rimpianti non servono a niente: abbandonarvisi vuol dire perdere il tempo presente per un passato che non ci  appartiene più “. Lo scriveva Abel Dufresne, letterato francese dell’ Ottocento e ancora oggi mai parole furono più vere………sia nel calcio che nella vita.

I bianconeri hanno il dovere di provarci con il cuore e l’ anima, con il talento che hanno a disposizione assieme al sostegno del loro pubblico. Per continuare a sognare una stagione che comunque vada a finire questo match, resta straordinaria e sarà d’ insegnamento anche per il prossimo futuro.

E’ vero che il gap con alcuni blasonati club europei ha una differenza significativa, ma al momento è quello che passa il convento e le casse della Exor ( la finanziaria di maggioranza ). E scusate se è poco. Tralasciando ogni forma di campanilismo se guardiamo le altre squadre italiane sono già fuori dalle coppe e soprattutto giocano peggio.

Quello che però ci fa dubitare nonostante sia saldamente prima in classifica in Italia è che in alcune occasioni la squadra juventina abbia smarrito qualche convinzione, cosa che non deve accadere mercoledì sera poiché è meglio perdere con l’ onore delle armi che non aver lottato in una battaglia. Sarebbe imperdonabile.

Alcuni uomini chiave seppure non si chiamino Messi o Maradona posso fare inventare il colpo giusto e il Bayern che vince i titoli in Bundesliga con sei giornate d’ anticipo, correndo completamente da solo, ha un organico di tutto rispetto ma resto della modesta opinione che sia un collettivo forte tra le proprie mura e un po’ meno fuori. E poi a seconda delle squadre che incontra. Vedi l’ Arsenal, che per un soffio non è riuscito nell’ impresa di buttare fuori i tedeschi agl’ ottavi.

La Juventus deve fare la partita senza timori sorta, come spesso ci ha abituato nell’ ultimo biennio. A questo punto giocare di rimessa è pressoché impossibile poiché è probabile lo faranno i bavaresi.

E sperare nella dea bendata con la consapevolezza che giocare con il modulo 4-3-3  potrebbe essere esiziale. Non diamo consigli a Conte poichè non ne ha nessun bisogno ma un 4 – 3-1- 2 oppure un 4-4-2 sarebbero più coperti nella retroguardia e sulle fasce.

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Mou e Pep: la sfida dei tecnici in una finale anticipata.

Mondiali: l'Argentina lascia il calcio per il tennis, 6 -0 alla Serbia.

Chi passa il turno si troverà di fronte un altro avversario ostico e non è detto che perda proprio con quello.

La Champions League spara gl’ ultimi fuochi mentre il Manchester United sta già aspettando la finale di Wembley dopo aver vinto in casa dello Schalke 04.

Un secco due a zero firmato” Giggs and Rooney “ e storia chiusa. Il ritorno sarà una pura e divertente formalità. I Reds nonostante qualche flessione sono sempre tra i favoriti. Invece iI tedeschi hanno dimostrato tutto il loro poco valore. Quanti rimpianti per la nostra Inter.

Stanotte tocca a Real Madrid e Barcellona, un grosso pezzo di cronistoria del pallone ed è sicuramente il primo atto di una  finale anticipata ma soprattutto il match dei tecnici.

Gl’ allenatori che hanno segnato maggiormente con la loro personalità l’ ultimo quinquennio europeo.

Josè Mourinho dopo lo straordinario periodo interista ha scelto una nuova avventura nella Liga che per il momento gli sta portando alterne fortune. Una Coppa del Re in bacheca ma in campionato è fuori. Lo scudetto iberico, salvo tracolli, se lo aggiudicherà Guardiola.

Pep è considerato un allenatore universale, ma nella sua carriera gli aspetteranno altre prove per dimostrarlo. I maligni dicono che è facile farlo con tanti campionissimi. Adesso è corteggiato da tutti. Ha avuto la fortuna di sedersi su una delle panchine più prestigiose del mondo dopo aver appeso le scarpette al chiodo, plasmando un calcio spettacolo, avvincente, offensivo con un possesso palla per certi versi stucchevole ma bello a vedersi.

Quando il Barca è in giornata non esiste al mondo una squadra che gioca così. Resta però il fatto che anche in passato altri allenatori a Barcellona avevano fatto ammirare tattiche e svolgimenti di manovra molto simili.

Vincere e giocare splendidamente è nel dna della società catalana che ha sempre anteposto l’ acquisto di grandi fantasisti, trequartisti dal tocco imprevedibile, come Maradona, Kubala, Messi, Ronaldo e via dicendo.

Ma come tutte le trazioni interiori, la storia ci ha raccontato anche di cocenti delusioni, poiché per giocare in questo modo ci vogliono delle difese fortissime. Nel football vige la ferrea regola fin dagl’ albori, i quali cominciarono in Inghilterra, dove chi prende meno gol si aggiudica la gara e questo è determinato quasi sempre da una difesa forte e affidabile.

Mourinho, invece, punterà sull’ intelligenza della pretattica in cui è un abilissimo manipolatore. Polemico, critico, riesce sopratutto ad anticipare le mosse degl’ avversari, poiché è consapevole che sul piano tecnico i suoi giocatori  sono inferiori.

Ma come fu lo scorso anno con l’ Inter il vecchio catenaccio con contropiede stile made in Italy potrebbe rilevarsi fatale per il Barca. E qui il portoghese di esperienza ne ha da vendere.

Pronostico incerto sulla doppia sfida. Anche i bookmaker sono prudenti nelle valutazioni e nelle quote mentre un nuovo polpo, dopo quello dei mondiali tedeschi, sta elargendo pronostici azzeccati.

Iker si muove in un acquario di Malaga e dice Real Madrid.

Staremo a vedere.

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Mourinho, nato per vincere.

Ovunque vada  ha lasciato il segno. Sia nel bene che nel male. Con frasi che hanno sollevato  polemiche ficcanti e infinite,  gesti provocatori, l’ Uomo è sicuramente un personaggio.

Amato oppure odiato. Per alcuni rivoluzionario della tattica, ” un intellighenzia del pallone “, per altri solamente un mescolatore di carte ma che non aggiunge niente di nuovo al conosciuto.

In Italia sono in molti che lo rimpiangono. Moratti, nonostante quello che voglia dire in pubblico, lo riprenderebbe subito all’ Inter.

Josè Mourinho, nato per vincere e non si smentisce.

Dopo Inghilterra, Portogallo, Italia, anche in Spagna sebbene abbia incontrato diverse difficoltà.

Il palmares continua ad allungarsi a dismisura.

12 finali vinte su 18 disputate.

Il Real Madrid ha conquistato la Coppa del Re battendo gli storici rivali del Barcellona.

Gl’ azulgrana che si aggiudicheranno il campionato della Liga, adesso li ritroveranno in Champions League e non è detto che dopo nove anni di astinenza “ Josè il fabuloso “ riesca a riportare la coppa delle grandi orecchie in Concha Spigna 1 in quel di Madrid.

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Champions: gironi impegnativi per le milanesi.

Alla vigilia della finalissima europea tra Internazionale Milano e Atletico Madrid, a Montecarlo si sono svolti i sorteggi dei gironi eliminatori della Champions League edizione 2010 / 2011, quest’ anno orfana di numerosi club blasonati e che si concluderà a Wembley nel prossimo 28 di maggio.

Ripetersi non sarà facile. L’ Inter di Benitez che ha la possibilità di continuare un ciclo prestigioso e forse unico, non è stata particolarmente facilitata dall’ urna dell’ Uefa.

Con i nerazzurri giocheranno i tedeschi del Weder Brema, gl’ inglesi del Tottenham, e gl’ olandesi del Twente. Ci sarà da sudare per qualificarsi poiché sono tutti collettivi di buon livello.

Anche il Milan dovrà faticare. Scontro di antichi ricordi con il Real Madrid, quest’ anno parzialmente rinnovato dalla guida di Josè Mourinho, poi l’ Auxerre che ha eliminato lo Zenit di Luciano Spalletti e infine l’ Ajax. Più agevole il cammino della Roma, se si esclude il Bayer Monaco, Basilea e Cluj sono sicuramente alla loro portata.

 

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