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La Bosnia Erzegovina ricorda Srebrenica.

5 Luglio 2017 Commenti chiusi

Alcune decine di persone hanno cominciato lunedì mattina da Sarajevo il cammino di oltre duecentocinquanta chilometri che li porterà a Nezuk per andare a ricongiungersi con la Marcia della Pace dove poi proseguiranno per il mausoleo di Potocari l’ 11 Luglio per ricordare il massacro di Sebrenica oramai giunto al ventiduesimo anniversario.

Sono attese per i funerali sessantamila persone provenienti da tutta la Bosnia Erzegovina ma non solo.

Secondo l’ ultimo comunicato del MPI quest’ anno le sepolture saranno settanta provenienti da due aree della Bosnia orientale.

Il più giovane si chiamava Damir Suljic ed aveva solamente 15 anni quando venne assassinato mentre il più vecchio era un uomo che allora aveva compiuto da poco 72 anni.

Tuttavia, se le famiglie delle vittime identificate in precedenza avessero concesso all’ Istituto delle persone scomparse di finire  il processo di ricomposizione ci sarebbe stato sicuramente un aumento del numero delle vittime da essere sepolto martedì prossimo.

La stragrande maggioranza dei corpi esumati dalle fosse comuni dopo anni di ricerca e di lavori di scavo sono pressoché incompleti e alcune famiglie sono stanche e invecchiate di attendere una dignità che comunque non lenirà mai il dolore e la sofferenza di questa tragedia.

La ricerca dei corpi è un lavoro difficilissimo aiutato dalla scienza ma anche ostacolato dalla precarietà di mezzi finanziari e dalle naturali difficoltà oggettive che s’ incontrano sul territorio.

Anche per Srebrenica 2017 non sono mancante delle tensioni politiche e la diplomazia tra Bosnia e Serbia è tuttora molto distante ma soprattutto non si intravedono tangibili segnali di distensione malgrado siano ambedue candidati ad entrare nell’ Unione Europea.

La Corte dell’ Aja a fine Giugno ha confermato in Appello gran parte della condanna risalente al 2014  e che il governo olandese è parzialmente responsabile della morte di trecento mussulmani.

Nonostante questo e nel tempo alcuni criminali serbi siano stati catturati e condannati, la vicenda di Srebrenica ha ancora molte ombre e la ricerca della Verità non è del tutto conclusa.

 

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Srebrenica – Potocari, Bosnia Erzegovina, 11 Luglio 2011.

Sedici anni non bastano per alleviare il dolore. Nel giorno della commemorazione la Bosnia Erzegovina si stringe intorno ad altre 613 vittime che sono state pietosamente ricomposte e riconosciute tramite la scienza e i test del dna. Un lavoro complesso eseguito da antropologi forensi e che continua senza un attimo di sosta, con pochi mezzi a disposizione e senza sapere quando finirà.

Suljic Hazan Nedzad era nato nel 1975. E’ stato assassinato a soli venti anni ed è uno dei più giovani di questi ultimi ritrovamenti. La lapide con la mezzaluna porta la numero 451. Oggi sarebbe stato un adulto con una famiglia e un onesto lavoro. La madre siede mestamente davanti alla fossa in attesa che venga sotterrato.

Il suo viso è segnato da profonde rughe e dalla sofferenza che contrastano su un candido fazzoletto color crema il quale le raccoglie i candidi capelli bianchi. In quella che fu un aberrante strage ha perso pure il marito che venne trucidato con una raffica di mitra in un magazzino della borgata di Kravica dopo che aveva tentato di scappare attraverso i boschi. Lei assieme ad altri sfollati dei villaggi circostanti fu trasferita nella zona libera di Tuzla.

Alla fine dell’ anno scorso l’ Istituto Nazionale delle persone scomparse le ha comunicato che avevano ritrovato i resti dell’ unico figlio che aveva. Con voce interrotta da un pianto convulso, nelle frasi che mi vengono tradotte dall’ inviato del quotidiano Oslobodenje di Sarajevo, la donna ci racconta che il ragazzo fu preso durante un rastrellamento dei militanti serbi quando erano appena entrati nel centro abitato.

Da allora non ha saputo più niente, ma in tutto questo tempo nonostante la realtà fosse così evidente e tragica si è sempre illusa di riaverlo vivo. Conclude dicendoci che non conosce neppure la dinamica dell’ omicidio e che è possibile soltanto fare delle ipotesi. Fucilato, torturato, sgozzato con un coltello oppure ucciso in ginocchio con un vigliacco colpo di pistola alla nuca. Probabilmente resterà per sempre un atroce mistero.

Neanche il recente ma tardivo arresto dell’ ex Comandante militare Ratko Mladic, il boia dei Balcani, cancella la disperazione e il rancore che questo popolo si porta addosso. Proprio oggi le vedove di Srebrenica hanno usato toni duri e perentori contro quelli lo hanno preso. Sostengono che da tempo il governo serbo era perfettamente a conoscenza del luogo in cui Mladic si nascondeva e guarda caso la cattura è avvenuta nei giorni della visita a Belgrado di Catherine Aston, l’ Alto Rappresentante per gli Affari Esteri dell’ Unione Europea.

Le donne bosniache chiedono risarcimenti per le vite distrutte. Però, dopo oltre tre lustri sono ancora più di un migliaio i casi pendenti. Sebbene alcuni progressi siano stati fatti per tutelare i diritti umani, il piano di recupero fondi destinato alle famiglie degli scomparsi non è stato pienamente attuato e quindi le controversie rimangono insabbiate nella burocrazia.

E’ una giornata toccante, pregna di tristezza. La ricorrenza del genocidio assume una dimensione e un valore simbolico molto profondo. E’ inammissibile restare insensibili di fronte a queste scene, ma purtroppo nei prossimi anni il numero dei morti accertati salirà ancora. Molte bare saranno tumulate nuovamente perchè ulteriori fosse comuni secondarie sono state individuate tra le montagne e andranno ad aggiungersi alle migliaia di vittime che riposano dal 2003 nel memoriale di Potocari.

Sembra non finire mai il massacro di Srebrenica anche se nella regione c’ è un processo di stabilizzazione e in futuro la prospettiva di aderire nell’ Europa che conta. Resta però il fatto che tuttora vige una situazione temporale ma con le amministrative dell’ autunno 2012 molte cose sul piano legislativo potrebbero mutare poiché non sarà concesso lo statuto speciale e avranno diritto a votare soltanto gl’ effettivi residenti.

Tuttavia l’ annullamento dei valori, le metamorfosi politiche, la perdita dell’ identità culturale, la mancanza di opportunità lavorative e la scarsa volontà di ottemperare collaborazioni tra serbi e bosniaci hanno portato la piccola città alla decadenza.

Ovunque è tangibile un senso di vuoto e di afflizione. Volti diffidenti che celano un fondo oscuro mentre le nuove generazioni quando possono si trasferiscono altrove. Attualmente a Srebrenica vivono circa novemila persone che con il deserto dentro l’ anima restano attaccati alla loro terra e al passato.

Lo sterminio del 1995 è un capitolo così riprovevole che l’ Uomo ha saputo creare con l’ odio e l’ ostilità, armandosi di pesante artiglieria, granate e bombe, fino a mettere in atto una pulizia etnica con lo scopo di sopprimere qualsiasi avversario. Un annientamento che ha una lampante similarità con la pazzia del nazionalsocialismo.

Nonostante ciò in Serbia ancora adesso ci sono rigurgiti di negazionismo dovuti all’ importante sostegno della popolazione verso i partiti più radicali che nell’ elezioni politiche del 2007 ha visto registrare un consenso di quasi un terzo degli elettori.

La strada della riconciliazione è ancora lunga e il Parlamento di Belgrado soltanto quindici anni dopo la fine dei combattimenti ha chiesto ufficialmente scusa alle famiglie delle vittime, qualificando Srebrenica come un “ crimine di guerra “ e non come genocidio, rivendicando però che esistono anche dei delitti subiti dal popolo serbo. La dichiarazione è stata raggiunta dopo quasi tredici ore di acceso dibattito e risolta con una risicata approvazione grazie al voto dei democratici e socialisti.

Dopo quattro anni di lotta armata che coinvolse buona parte dei Balcani occidentali e causò quasi centomila morti con seicentomila profughi, gli episodi di Srebrenica furono decisivi per la svolta finale della guerra. La Storia è nota ma presenta ancora delle zone d’ ombra ed è per questo che ci deve essere di grande insegnamento senza scordare i diversi doveri dei paesi, il supporto spirituale della Chiesa ortodossa serba improntato al revanscismo e del ruolo che l’ Onu ebbe in tutta la vicenda.

I caschi blu delle compagnie Dutchbat guidati dal colonnello Thom Karremans assistettero impotenti e non intervennerro. Circostanze poco chiare avvennero in quei giorni fino al punto che la fanteria arrivò a stabilire rapporti molto amichevoli con i paramilitari serbi agli ordini di Ratko Mladic, un generale lucido e spietato che era diventato il braccio destro di Radovan Karadzic. Una festa a base di birra, allegria e scambio di regali prima di abbandonare la base al suo destino e che cominciasse il mattatoio. Tuttora restano gl’ interrogativi del perchè i soldati Onu furono lasciati senza un adeguata copertura aerea sebbene ci fossero stati diversi contatti con il comando operativo di Tuzla.

All’ inizio di luglio del 2011 la sentenza di un Tribunale della Corte di Appello di Amsterdam e che ha ribaltato la precedente del 2008, ha condannato lo stato olandese a risarcire alcuni mussulmani senza però specificarne un preciso indennizzo. Un verdetto sicuramente esemplare e per certi versi “ storico e coraggioso “, il quale ha reiterato la corresponsabilità di quella che doveva essere una missione a protezione dell’ enclave e sancisce la fine dell’ immunità, del garantismo e i privilegi che da sempre hanno avuto i Peacekeeper.

Se verrà confermata in via definitiva nel terzo grado di giudizio potrebbe aprirsi la prospettiva di intentare altre vertenze civili ma molte sono le perplessità che tuttociò possa succedere. E’ comunque una decisione utile a comprendere che nelle guerre sotto l’ egida di un organizzazione che dovrebbe cercare di mantenere la pace con la naturale equanimità, invece si nascondono interessi, finzioni, egoismi e tanto cinismo.

Dopo la fine del processo ancora una volta una volta si è riproposto il dibattito sull’ utilità e l’ efficenza delle Nazioni Unite nelle direttive e nei compiti che svolge. Per antinomia è una struttura che utilizza organici militari di altre nazioni e talora durante le operazioni è in disaccordo con i centri di potere politici.

Dignità ed esternazioni misericordiose squarciano il cielo durante la Salatul Janazah, la preghiera collettiva prima della sepoltura e che chiede la grazia dei defunti ad Allah.

Le Madri di Srebrenica non vestono in luttuoso nero ma continuano a versare copiose lacrime sulle verdi bare dei congiunti. Il verde è il colore della speranza, della giovinezza, della Natura mentre per l’ Islam è il Paradiso nell’ ultimo viaggio e che consentirà allo spirito di evolversi.

Trentamila, forse quarantamila persone sono arrivate fin qui da ogni parte del mondo per non dimenticare e per continuare a volere giustizia e verità. Tante bandiere e una marcia della Pace che è partita due giorni prima dal villaggio di Nezuk ed ha ripercorso i luoghi della strage.

Sotto un torrido sole che sfiora i quaranta gradi non mancano gli svenimenti degl’ anziani intanto che fin dalle prime luci dell’ alba un’ imponente schieramento di poliziotti ha vigilato sulla sicurezza.

Il rumore di un interminabile fila di automobili ha infranto la quiete e i silenzi di questa rigogliosa valle, nella quale niente sarà più come prima.

Under 21: una buona vittoria contro i campioni in carica.

 

Prosegue al meglio l’ avvicinamento dell’ Under 21 alle prossime Olimpiadi  che si terranno in estate a Pechino.

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Under 21: l’ Olanda è campione d’ Europa.

Si tinge ancora una volta di arancione il Campionato Europeo Under 21, a conferma del vivaio e di una potenzialità che il calcio olandese coltiva da diversi anni per poi esprimerli ad alti livelli.
Gl? orange dopo l? interminabile semifinale con l? Inghilterra conclusasi con la roulette dei penalty dalla quale però non hanno risentito la fatica, sono apparsi fin dall? inizio tonici e determinati nella conquista dell? alloro continentale.
Vince una squadra che ripete le gesta dell’ ultima edizione 2006, per certi versi quella con più continuità e il divario di stasera è confermato dal risultato che ci sta tutto.
Sfruttando il fattore di giocare tra le mura di casa, sorretti dal solito e coloratissimo pubblico, in una serata di pioggia fastidiosa ma con il campo di Groningen che ha tenuto al meglio, hanno battuto nella finalissima la Serbia per quattro a uno.
Gl? olandesi dopo appena un quarto d? ora sono andati in vantaggio con Bakkal ma oltre al gol hanno avuto altre occasioni. Drenthe, che assomiglia nel gioco e nella fisionomia all’ ex juventino Davids, è un folletto che sulla fascia sinistra con il suo movimento crea scompiglio a Ivanovic e Tosic, i quali non riescono ad arginarlo.
I serbi sono stati anche sfortunati per un palo colpito da Kolarov abile nel sferrare una tagliente punizione dalla trequarti che poteva riportarli in parità.
La ripresa ha visto gli ospiti più convinti, ma la chiave di svolta dell? incontro è avvenuta al sessantesimo quando per un cattivo fallo a centrocampo dello stesso Kolarov, il quale ha costretto l? arbitro Skomina a tirare fuori il cartellino rosso.
Il colpo psicologico dell? espulsione è stata una doccia fredda e subito dopo Babel ha raddoppiato grazie anche ad una indecisione della retroguardia serba.
Finale sul velluto per gl? olandesi, girandola di cambi, poi il terzo gol di Rigters cancella definitivamente le speranze dei ragazzi di Djukic che con un sussulto però riescono a trovare il gol della bandiera grazie a Mrdjia. C’ è il tempo anche per sbagliare un rigore con Babel, prima della rete conclusiva quasi allo scadere di Bruins, che arrotonda il punteggio.
E’ l’ ultimo atto, poi comincerà la grande festa dei tulipani.

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Riferimenti: Under 21.

Serbia e Olanda, sfida che vale l’ Europa.

L’ Inghilterra, come da copione e come la Stria del pallone c’ insegna, quando gareggia nelle manifestazioni internazionali non riesce ad arrivare in fondo. Sarà tra Serbia e Olanda la finalissima dell’ Under 21, con i tulipani favoriti dal fattore campo anche se hanno dovuti sudare le proverbiali sette camicie per arrivarci.
Gl’ olandesi passano il turno solamente dopo aver battuto i leoni d’ oltremanica in un interminabile e avvincente roulette dei rigori. Dopo 120 minuti il risultato era ancora fermo sull’ uno a uno e il pari gl’ orange lo avevano raggiunto solamente nel finale. Ci sono voluti ben 32 tiri dal dischetto per decretare un vincitore.
Più facile il successo della Serbia che si è imposta per due reti a zero con il Belgio. Firmano i gol, uno per tempo, Kolarov e Mrdja.

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L’ Olanda conferma Commissario Tecnico Marco Van Basten.

Nonostante il quasi fallimento degl’orange a Germania 2006, con il ritorno a casa anzitempo la Federazione olandese sarebbe in procinto di rinnovare il contratto a Marco Van Basten fino.
L’attuale accordo lavorativo ed economico scade nel 2008 ma è probabile che venga prolungato e così l’ex giocatore del Milan potrà partecipare sia ai prossimi europei e i Mondiali del 2010 che si terranno in Sudafrica.

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Riferimenti: Olanda.

Ottavi: Olanda – Portogallo e Inghilterra – Ecuador.

Proseguono gl?incontri degl?ottavi di finale. A Stoccarda l?Inghilterra di Sven Goran Eriksson ha il compito di battere l?Ecuador, una delle rivelazioni del Campionato del Mondo. Gl? inglesi fino adesso hanno giocato a corrente alternata, sono privi di Owens e molti problemi nel reparto avanzato sono ancora irrisolti. I britannici sono favoriti sulla carta ma l?Ecuador ha già buttato fuori la Polonia e potrebbe metterli in difficoltà con un gioco attendista per poi tentare dei colpi a sorpresa.
Inoltre, fattore da non sottovalutare, i sudamericani non hanno niente da perdere nei confronti degl? avversari. La qualificazione agl?ottavi è gia di se per se un grande traguardo.
A Norimberga invece appare più equilibrato lo scontro tra Olanda e Portogallo ed aperto a qualsiasi eventualità. I lusitani , tre partite tre vittorie, mettono in campo diverse e buone individualità: Figo, Cristiano Ronaldo, Deco e stanno tentando di ripetere l?impresa dell?Europeo svoltosi tra le mura di casa.
L? Olanda due vittorie un pareggio nei preliminari, squadra giovane guidata da Van Basten ha comunque tutte le possibilità a disposizione per aggiudicarsi il confronto. L?unico neo è che non segna moltissimo. Fino ad ora ha realizzato soltanto tre gol.

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Olanda e Argentina, un pari senza eccessivi affanni.

Termina a reti bianche l’incontro che decide la testa del girone C. Arancioni e biancocelesti hanno dato vita ad una gara senza eccessive emozioni, ma i sudamericani sono apparsi comunque in forma nonostante abbiano attuato un notevole turn over.
Negl’ottavi l’Olanda se la vedrà con il Portogallo e l’Argentina con il Messico.
Di tutt’altro spessore è stata la partita tra Costa d’Avorio, la quale era senza Droghba, e Serbia – Montenegro, anche se oramai rassegnate ambedue all’eliminazione.
Ritmi piacevoli, numerose occasioni da gol, due espulsi, gioco maschio.
3 – 2 il finale.

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Mondiali, gruppo C, l’Olanda batte la Costa d’ Avorio.

Seconda vittoria per l?Olanda agguanta l?Argentina in testa al gruppo C.
Gl?orange a Stoccarda superano la Costa d?Avorio per due reti ad uno e si qualificano per gl?ottavi di finale.
Decidono i gol Van Persie, poi Van Nistelrooy, ambedue su punizione. La Costa d? Avorio ha provato a reagire ed riuscita dimezza le distanze con Kone ma non basta per agguantare il pareggio e riaprire il discorso qualificazione già compromesso dopo la prima gara.
Partita piacevole dove si sono viste molte occasioni da gol, a tratti spigolosa e maschia con ben sette ammoniti.
Il 21 giugno a Francoforte alla ore 21.00 Argentina e Olanda si scontreranno per il primo posto del girone.

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Riferimenti: Olanda

Germany 2006: Olanda tre punti per cominciare.


Nel girone di ferro a Lipsia l’Olanda comincia abbastanza bene, si aggiudica i tre punti in palio e tieni il passo dell’Argentina.
Con la Serbia Montenegro, squadra ostica ma poco pungente, decide la gara un gol di Robben che insieme a Van Nistelrooj e Van Bommel è stato uno dei migliori.
Partita spigolosa ben sette ammoniti, i tulipani però non riescono a raddoppiare nonostante abbiano creato alcune occasioni da gol.

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Riferimenti: Olanda.

Nazionale: l’Italia domina l’Olanda all’Amsterdam Arena.


Una grande Italia strapazza gli orange di Marco Van Basten all?Amsterdam Arena: 3- 1 il risultato finale, dopo essere passati in svantaggio a causa di una rete di Babel, poi pareggia Giardino, autogol di Vlaar e splendido sigillo conclusivo di Toni.
Amichevole di lusso, ritmo elevato, che gli uomini di Lippi interpretano al meglio con autorevolezza e sagacia tattica, ridimensionando le attuali quotazioni degl?olandesi, i quali però avevano nelle loro file alcune assenze molto importanti, tra cui i talentuosi Van Nistelrooy e Robben interrompendo così un?imbattibilità che durava da quindici gare.
Gli Azzurri di stasera sono stati i più concreti e i più lucidi da quando il bel Marcello si è insediato sulla panchina della Nazionale: precisi in difesa, buon pressing a centrocampo, movimento sulle fasce e improvvise ripartenze, mentre la mancanza di Totti è stata compensata da un ottima serata di vena del sempre disponibile Alessandro Del Piero, il quale ha dispensato assist di pregevole fattura per gl?attaccanti.
Anche Abbiati è sembrato più sicuro del solito nelle uscite non facendosi mai trovare impreparato.
? Pinturicchio ? riveste con umiltà e abnegazione il ruolo di riserva ma consente alla squadra di aggiungere inventiva e alternative di gioco quando viene chiamato, giostrando con maestria la palla alle spalle della linea offensiva e supportato dagl?incontristi nel mezzo del campo.
Comunque tutto il collettivo ha saputo esprimere una prova di personalità e carattere assolutamente convincente, confermando così un salto di qualità nelle tappe di avvicinamento al Mondiale di Germania 2006.
In settimana, a Ginevra, il prossimo test con la Costa d?Avorio, mentre cresce la fiducia e l’ottimismo intorno a tutto il club Italia e i tifosi incominciano a intravedere qualche possibile sogno.

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Riferimenti: Italia Olanda.