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Censure di Facebook.

15 Marzo 2017 Commenti chiusi

 

Un interessante articolo del fotografo, pubblicitario, designer, Marco Maraviglia.        http://www.photopolisnapoli.org/

http://iviaggidiziomarco.blogspot.it/2017/03/la-tortura-20-ai-tempi-della-censura-di.html

 

       Risultati immagini per facebook

LA TORTURA 2.0 AI TEMPI DELLA CENSURA DI FACEBOOK

Per 24 ore eravate nel mio mondo ma io ero senza diritto di parola.
Credo che sia l’ultima trovata di Facebook: ti blocca ma puoi scrollare la bacheca, puoi leggere tutto di tutti, puoi entrare a dare un’occhiata nei gruppi e sulle pagine… ma ti si impedisce di scrivere commenti. Non puoi nemmeno cliccare un like.
Costretto a restare muto. Come in certi coma di cui si racconta che il paziente è totalmente cosciente di ciò che gli accade intorno ma non ha capacità reattive se non una lacrima che gli scende sul volto.
Come una nuova tortura virtuale. La tortura 2.0.
Il motivo della punizione? Una roba che credevo fosse finita lì: mi era stata rimossa una foto fatta alla mostra di Helmut Newton ma a distanza di qualche giorno mi sono ritrovato anche sbattuto fuori. In castigo. Nuovo accesso, nuova password, nuovo codice di sicurezza e poi la schermata di foto (mie) di cui dovevo spuntare quelle che non rispettavano gli standard della piattaforma. “Tutte caste, niente tette, niente violenza”, mi dico e quindi non spunto nulla e vado avanti.
Ma ecco la sorpresa appena rientro su Facebook… non posso scrivere il mio status del giorno. Come se qualcuno mi impedisse di scrivere sul mio diario personale che tengo nel cassetto della scrivania.
Non posso commentare i post degli amici. Non posso cliccare nemmeno un like.
Non ho più diritto di parola. Per 24 ore, mi dice Facebook.
E chi le decide le 24 ore?
Ma chi sei tu che mi impedisci di esprimermi?

Ma il problema non è solo questo.

Non posso rispondere ai commenti sui miei post e per chi non sa del castigo impostomi immagino che potrebbe pensare che sia un codardo o uno scostumato che si è dileguato. Nelle migliori delle ipotesi.
Per chi gestisce il proprio brand anche sui social è un danno non da poco apparire come uno che pianta in asso decine, centinaia, migliaia di followers.
Stranamente Messenger funziona e quindi qualcosa in privato l’ho potuto comunicare.

Cosa inquietante è la censura preventiva di Facebook.
Se un utente posta in un tuo gruppo qualcosa che Facebook individua subito come “fuori regole”, ti arriva in tempo reale una notifica: “segnalazione automatica”.
Come possa farlo è spiegato qui:     https://www.thesun.co.uk/news/2315358/facebook-using-artificial-intelligence-to-censor-nudity-violence-and-other-naughty-content/

Ma il problema non è solo questo.
Io se voglio chiacchierare con qualcuno, sono uno di quei fortunati che in piena autonomia può uscire di casa per incontrare qualche amico.
Immaginate invece se fossi stato un paraplegico, un disabile o un anziano costretto ad avere come unico contatto col mondo esterno questo Facebook.
“Eh”, mi direste, “la prossima volta non posti una foto di tette e culi”. Non è una risposta giusta perché anche se pubblico la Venere Callipigia o il Nettuno di Piazza Maggiore a Bologna potrei incappare nella censura senza saperlo.
Ma c’è dell’altro… Facebook ti avvisa che se continui a postare foto contro i suoi standard, ti blocca poi in maniera permanente. Ma non ti offre uno strumento per testare preventivamente una foto prima di postarla.
Quindi devi stare veramente attento se sei un appassionato di arte perché c’è il rischio di essere censurato caricando un nudo di Canova o una foto di Robert Mapplethorpe.
E se lo fai ancora e poi ancora, sei bannato definitivamente; hai la fucilazione digitale, diventi un cadavere virtuale.  Ma Facebook non ti dice quante possibilità di “sopravvivere” hai ancora, non ti dice quante volte hai sbagliato e quante altre te ne restano. C’è probabilmente chi decide sommariamente di uccidere senza giusto processo. Fascismo 2.0.
Ma io non voglio stare attento a queste cazzate. A 53 anni credo di saper bene a cosa veramente bisognerebbe stare attenti e certe costrizioni me le fanno girare.
Ecco, volevo soltanto dirvi che Facebook sta culturalmente ammalando una parte della nostra civiltà.
Impedire di divulgare l’arte attraverso immagini di Helmut Newton o i nudi di Corbet, Manet, Goya o le sculture greche lasciando aperti gruppi e pagine che istigano al nazismo, non fa bene.
No, non fa assolutamente bene.

 

 

 

Dodici immagini di Impossible Naples in mostra al PAN di Napoli.

9 Novembre 2016 Commenti chiusi

Impossible Naples Project è una mostra-happening che avrà luogo grazie al contributo di oltre 130 appassionati di Napoli e grandi sostenitori che attivamente hanno sostenuto un crowdfunding avvenuto dal 10 giugno al 20 luglio.

DOVE E QUANDO

PAN – Palazzo delle Arti di Napoli, via dei Mille, 60
Dal 30 novembre al 13 dicembre 2016.
Inaugurazione 30 novembre ore 17.00.

LA MOSTRA

Dodici immagini di Marco Maraviglia fotografo e grafico napoletano molto apprezzato sono relative a una sua ricerca artistico-professionale che rappresentano la città in maniera metafisica e surreale e che stimolano una percezione visiva insolita della città con luoghi impossibili di Napoli che l’autore definisce “inesistenze” o “visionarismo contemporaneo”.
Tra queste vi è Metamorfosi Reloaded, il panorama di Napoli più lungo del mondo che sarà esposto per la prima volta nella sua versione definitiva in una lunghezza di oltre 8m.

L’HAPPENING

Durante l’esposizione, il pubblico potrà partecipare gratuitamente al riconoscimento dei luoghi e monumenti di Napoli presenti in ognuna delle opere.
Basterà prendere all’ingresso una scheda da compilare ed infilarla in un’urna.
L’11 dicembre l’organizzazione ritirerà l’urna con tutte le schede per effettuare lo spoglio e contatterà tutti i partecipanti per invitarli al finissage durante il quale sarà proclamato il vincitore.
Colui che avrà dato il maggior numero di risposte esatte potrà scegliere come premio una delle opere esposte (esclusa Metamorfosi Reloaded). In caso di ex aequo si procederà a un sorteggio.
Al momento del prelievo dell’urna, l’organizzazione applicherà nello spazio espositivo una tabella con le soluzioni.

INGRESSO

L’ingresso alla mostra e la partecipazione all’happening, saranno gratuiti.

CATALOGO

Presentazioni di:
- Michele Smargiassi ( Repubblica )
- Luca Sorbo

ORGANIZZAZIONE

Associazione Culturale Photo Polis (ringraziamenti speciali a Massimo Vicinanza e Livio Caldore).
In collaborazione con l’Assessorato Turismo e Cultura del Comune di Napoli e del PAN – Palazzo delle Arti di Napoli
Patrocinio morale del Touring Club Italiano – Club di territorio di Napoli

CONTATTI INFORMAZIONI

associazione@photopolis.org

http://impossiblenaples.weebly.com/blog/12-immagini-di-impossible-naples-in-mostra-al-pan

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Juve, sorpasso per un altro Scudetto.

E così l’ opera sembra compiuta e per certi versi più straordinaria delle precedenti con l’atto decisivo un pò opaco e fortunoso ma quanto basta per tornare in pole position. La rimonta juventina è stata superlativa.

Da stasera il campionato ha una nuova capolista e forse un vecchio padrone che si è ripreso legittimamente il suo trono. Allo Stadium di Torino i bianconeri si aggiudicano lo scontro diretto con i partenopei per una rete a zero. Ha deciso Zaza,  gregario umile e aiutato da una leggera deviazione quando mancavano pochi minuti al fischio finale.

Chi voleva emozioni  è rimasto alquanto deluso quasi a confermare che le aspettative nei momenti importanti di un annata possono rimanere tali.

Match  guardingo, ossessivo possesso palla e dominato da un tatticismo esasperato che lo hanno reso avaro di occasioni e scontentato chi ha pagato il biglietto.

Al di là di tutto dobbiamo dare merito al lavoro certosino e costante di Massimiliano Allegri che dopo la partenza inguardabile dell’ inizio torneo ha saputo motivare i giocatori più anziani e inserire al meglio in tempi relativamente brevi i nuovi arrivati. Resta comunque il fatto e ne sono fermamente convinto che sul piano dello spettacolo questa Juventus è meno espressiva delle edizioni passate.

Sebbene ci siano ancora da disputare tredici gare e il vantaggio sia minimo questo successo, oltre la posta in gioco, fa abbassare le quotazioni dei napoletani che comunque potranno continuare a lottare mentre si è alzato il morale dei  bianconeri sul fattore psicologico.

Champions permettendo, l’ esperienza, la qualità della rosa e un calendario tutto sommato più agevole ci viene da pensare che con stanotte si è aperta la porta per il quinto scudetto consecutivo.

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Juve, campionato ( quasi ) finito.

26 Settembre 2015 Nessun commento

Adesso c’ è da mettere in discussione diverse cose. Non è tempo di processi definitivi ma quasi. Una cosa è certa: la Vecchia Signora non indosserà l’ abito dello Scudetto 2015/2016.

Questa squadra sta facendo intravedere dei limiti, il gioco latita, i nuovi non assomigliano  sia nella tecnica e nemmeno come carisma  a chi oramai ha lasciato Torino per sempre.

La difesa ha perduto smalto e il centrocampo non copre abbastanza. Sei gol fatti e sette subiti in sole sei gare sono forti problematiche ovunque, le quali soltanto un grandissimo finale di carriera di Gianlugi Buffon li minimizza ma senza risolverli.

Pogba è tuttora un incognita in quella che dovrebbe essere una stagione che lo vorrebbe  un leader in grado di prendere in mano il collettivo e di consacrarlo come campione a titolo definitivo.

In estate la società piemontese ha  svolto una campagna acquisti insufficiente, errata, forse per rimettere in sesto i conti o probabilmente per strategie di mercato divenute inarrivabili  ripiegando su atleti più acerbi e inadatti a lottare ad altissimi livelli.

Quindi Massimiliano Allegri che deve assemblare un organico rinnovato sta incontrando enormi difficoltà a dargli un impostazione ed è ovvio che viva d’ improvvisazioni tattiche.  Il continuo cambio di modulo indica palesemente le idee confuse di questo allenatore.  In alcuni momenti, a cominciare dalle quotidiane dichiarazioni ai Media, non sembra neanche il lontano parente della notte di Berlino contro lo stratosferico Barcellona.

Le assenze attuali pesano ma non possono essere una giustificazione per un inizio annata a dir poco disastroso. Ci incute paura il fatto che la Juventus non riesce ad imporsi  nemmeno con le squadre di terza fascia.

I bianconeri stasera al  San Paolo di Napoli hanno subito l’ ennesima punizione.

2 a 1 il risultato finale.

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Per la Storia e per Berlino.

Un calciatore, a seconda dell’ intesità della partita ma anche di altre condizioni che adesso non stò a spiegare percorre circa dagl’ otto ai dodici km ogni novanta minuti. La distanza tra il Il Santiago Bernabeu di Madrid  e l’ Olimpia Stadium di Berlino è di cica 2300 chilometri. Stasera ventidue giocatori si batteranno per coprire quel divario.

Tralasciate semplici ilarità di scrittura, la sfida di ritorno tra Real Madrid e la Juventus sancirà l’ avversaria del Barcellona che ha quasi conquistato la finalissima con un roboante tre a zero ed ha messo ancora una volta in piena luce, se mai ce ne fosse stato bisogno, la straordinarietà di Lionel Messi, del giovane paulista Neymar e di Suarez capaci di far cambiare volto ad un match intricato in soli pochissimi minuti. Un trio fenomenale che non ha uguali al mondo. D’ altro canto non tutti se li possono permettere certi giocolieri e questa è una legge e una realtà incontrovertibile del calcio odierno.

Invece ” Blancos e Zebre “  se la dovranno sudare in una partita che si preannuncia a ritmi serrati. Dopo mercoledì notte non ci saranno ulteriori prove di appello ma nonostante tutto dobbiamo elogiare la Juventus la quale è già andata oltre se stessa. Nessun santone o professore del pallone nel settembre scorso avrebbe previsto tale risultato.

L’ esile vantaggio dei ragazzi di Massimiliano Allegri, come detto in precedenza è un arma a doppio taglio, poichè può essere immediatamente ribaltato e quindi non possiamo farci conto più di tanto. I giocatori devono restare umili senza cadere nella trappola della presunzione o della qualificazione già annunciata.

E’ comunque sempre un qualcosa ed è per questo che la Juventus dovrà tentare di fare almeno un gol in cui la metterebbe sotto il profilo psicologico e dei numeri al possibile riparo dei rischi.

La notizia migliore è che tra le fila del club piemontese rientrerà in pianta stabile Paul Pogba, la cui assenza si era sentita a Torino. Il francese di pelle nera con le leve di gazzella visto in campionato con il Cagliari è apparso in condizioni buone e quindi potrà dispensare fantasia e forza al centrocampo come negl’ interventi di contrasto per arginare la manovra degli spagnoli e sulle palle inattive.

Se il collettivo non può fare a meno dei gol di Carlos Tevez ha pure troppa esigenza dell’ incontrista. Per quanto la rosa dei sostituti sia di buona fattura restano due elementi decisivi negli schemi insegnati dal tecnico toscano.

Mentre per Carletto Ancelotti oltre a Karim Benzema avrà la presenza di Toni Kroos che si era leggermente infortunato nella gara di sabato scorso pareggiata al Bernabeu contro il Valencia. Assente sicuro invece è Modric. Ma il momento dei Galacticos non è proprio ottimale a cominciare dalle prestazioni opache del gallese Gareth Bale in cui la società ha investito moltissimo denaro e le numerose polemiche interne allo spogliatoio.

Come se non bastasse si sono allontanate le speranze di aggiudicarsi il titolo nella Liga grazie alla contemporanea vittoria per due a zero del Barcellona sul Real Societad e che ha rafforzato in vetta il distacco portandolo a quattro punti che probabilmente a questo punto della stagione diventerà irrecuperabile.

La Juventus in finale di Champions League non è più un utopia, non è più un astrazione e nemmeno una sciocca illusione sportiva ma bensì un sogno da vivere e da tramutare in realtà andando oltre il massimo sforzo e con un pizzico di fortuna il che non guasta mai.

Inutile nasconderlo. Il conseguimento di questo obbiettivo adesso è alla loro portata ed è stato ampiamente dimostrato nella partita di andata.

Visto e considerato i recenti arbitraggi delle semifinali nella Europa League per le italiane, e qui le vibranti proteste del Presidente De Laurentis in conferenza stampa sono state più che legittime e giustificate, ci auspichiamo di non dovere lasciare la Champions League per una direzione arbitrale un pò iniqua o per interessi di federazioni.

Non lo vogliamo nemmeno pensare.

Sarebbe un peccato per il calcio e per la Juventus la quale non se lo merita.

Che vinca il migliore.

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Juve, di nuovo a +3 e campione d’ inverno.

11 Gennaio 2015 Commenti chiusi

La diciottesima giornata si Seria A è un crocevia importantissimo per le sorti dello Scudetto anche se il cammino è ancora lungo e la primavera lontana. In un annata più incerta tra le ultime, la Juventus firmata Massimiliano Allegri deve e dovrà faticare più del previsto per raggiungere il quarto titolo consecutivo e tentare di tornare protagonista anche in Europa dove da diversi anni regala prestazioni incolori.

Ma come detto all’ inizio stagione fuorigioco e dimenticata Milano ex capitale del calcio, le distanze tra Roma e Juventus si sono molto mentre tutte le altre restano incompiute o perlomeno si trovano davanti ad un abisso ( Lazio e Sampdoria comprese ).

Napoli – Juventus e il derby capitolino hanno caratterizzato un turno infuocato con due belle gare di alta qualità, tasso tecnico pregevole ed emozioni. La Roma ha recuperato un doppio svantaggio con un 2- 2 e un Totti in grande spolvero. Un match che sembrava perso a conferma che qualunque tipo di derby è una storia a sé ed è sempre imprevedibile ma sono ancora diverse le incertezze difensive giallorosse e potrebbe essersi ammalata di psicosi ai pareggi in quanto stanno diventando troppi.

La gara era difficile e non si può dire se sia un punto guadagnato o due persi. Il bicchiere ( o la pelota…….) in questo particolare caso è mezzo pieno.

I bianconeri si ” vendicano ” della sconfitta in Qatar per la Supercoppa e il Napoli perde una vera opportunità per riavvicinarci alla vetta. Rafa Benitez ha disposto bene l’ organico in campo, ma tutto ciò non è bastato. Un 3 a 1  in un terreno che è sempre stato ostile per i torinesi e dove non vincevano da diversi anni, è un segnale da non sottovalutare.

Dopo un periodo a corrente alternata per la Signora arriva una vittoria indiscutibile con minore spettacolarità ma con una maggiore convinzione unitamente ad un assoluta praticità. I bianconeri ritrovano l’  umiltà che in tempi recenti sembravano aver smarrito, sfruttando appieno quelle pochissime ingenuità e occasioni sbagliate dei napoletani.

Ora i punti di vantaggio della capolista sono nuovamente tre e considerato le gare di domenica prossima in casa con il Verona e la Roma che sbarca a Palermo il titolo di campione di inverno in solitaria non gli e lo toglie nessuno.

E come recita un “ vecchio adagio calcistico “, chi è primo a Gennaio  ( otto volte su dieci quando la matematica non è un opinione…..)  è primo anche a Maggio !!!

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Pino Daniele 1955 – 2015.

7 Gennaio 2015 Commenti chiusi

Photo Painting – Pino Daniele in concerto, 1999 – Gianluca Fiesoli ©.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Bellezza di Napoli in un concorso fotografico.

Fotografare Napoli, fotografare la Bellezza di Napoli in tutte le sue sfumature e le proprie accezioni.

E’ questo il proponimento del concorso a premi bandito dall’ Associazione Photopolis. org di Marco Maraviglia e il Presidente Massimo Vicinanza con il patrocinio di alcuni partners della città partenopea.

Qui per scaricare il regolamento del concorso:   http://www.wonderfulnaplesprize.org/uploads/2/6/5/3/26534336/bando_wnp.pdf

Tutti dettagli li potrai leggere sul sito ufficiale:


http://www.wonderfulnaplesprize.org/

SCADENZA 1 GIUGNO 2014

Oppure contattare


Tel. 081 0284843081 0284843
Cell. 328 5923487328 5923487


marco@photopolisnapoli.org


http://www.photopolisnapoli.org


https://www.facebook.com/PHOTOPOLISnapoli

 

Settima di Serie A: turno importante per capire i pretendenti allo Scudetto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ oramai chiaro che quest’ anno per la Juventus non sarà tutto liscio come la scorsa stagione. Lo dimostrano i due pareggi di Champions League, non quanto per i punti persi ma per le prestazioni un pò opacizzate, i problemi di spinta sulle fasce e quella grinta offuscata che per due anni è stato il cavallo di battaglia di Antonio Conte.

La lotta è più difficile e ripetersi è sempre un rebus mentre il livello dei pretendenti è cambiato. Anche se la strada per il traguardo finale dello Scudetto è molto lunga e le sorprese saranno tante, la settima giornata di campionato offre numerosi spunti per capire le condizioni delle squadre e verificare chi veramente può stare ai piani alti.

A cominciare dalla Roma che dopo un avvio scintillante pieno di belle promesse, consensi ed elogi affronterà l’ Inter di Mazzarri a San Siro. Il sergente Garcia fino ad oggi ha sempre vinto con avversari di medio livello e adesso arriva il test della verità.

Match classico, spesso intenso e ricco di gol, e considerato che i nerazzurri sono un organico con buone geometrie che se la stanno cavando abbastanza bene non mi sento di fare un pronostico. Nella schedina metterei la tripla.

Un convincente successo della Roma in trasferta contro una diretta avversaria per i posti in Europa, la porterebbe a dovere annunciare le proprie ambizioni di tricolore. Spicca l’ assenza di Campagnaro e per la curva nord che è di nuovo accessibile sarà un altro esame di civiltà dopo la squalifica dovuta ai cori razzisti.

Per il Milan, azzoppato dalla immaturità di Balotelli e dall’ infermeria, la sfida allo Juventus Stadium suona come un ultima spiaggia. Lo sottolinea anche la media inglese con un evidente meno quattro.

Se esce sconfitto con i torinesi la rincorsa diventa pressochè impossibile. Ma i guai arrivano da lontano con una difesa incerta che subisce troppi gol, il gioco stenta a decollare, il reparto del centrocampo non è molto tecnico e l’ allenatore sembra poco in sintonia con le scelte della società.

Il Napoli ha un turno abbordabile. Il Livorno al San Paolo è un ostacolo di lieve entità che potrebbe farlo avvantaggiare. I partenopei dopo la sconfitta con l’ Arsenal si rituffano in campionato ma con l’ incertezza della presenza di Higuain.

Rafa Benitez sceglierà poche ore prima del fischio d’ inizio.

All’ Olimpico di Roma, Lazio e Fiorentina potrebbero escludersi a vicenda. I viola devono fare i conti senza i bomber che sono stati falcidiati dagl’ infortuni. Montella pratica umiltà e dice di stringere i denti. Chi si aggiudica i tre punti resta agganciato alle posizioni alte. Però, non mi sorprenderebbe che ne venisse fuori un pari.

Il Parma incontra il Sassuolo che con i due recenti pareggi si è mosso dal numero zero. Catania – Genoa ci riporta  Gasperini sulla panchina dei grifoni e quell’ oramai noto 4-3-3.

Chievo – Atalanta, Bologna – Verona, Udinese – Cagliari e Sampdoria – Torino chiudono il turno.

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Juventus bis: che la festa cominci, tutto il resto è noia……

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Era già tutto previsto……. fin da quando nell’ autunno anno scorso i sondaggi degl’ addetti ai lavori lo avevano pronosticato con larga maggioranza. La Juventus taglia il traguardo e raddoppia. Due titoli nazionali in due anni, potremmo dire che il ciclo, almeno in Italia, è cominciato. Uno Scudetto forse meno importante del precedente considerato che quello chiuse definitivamente un epoca delle più brutte del club piemontese. La Juventus vince con merito, gli onori sono suoi ma  la pochezza del calcio italiano, livellato a causa anche di una crisi economica persistente, è a dir poco disarmante.

Ancora una volta la vittoria è del gruppo e non dei singoli talenti. Della volontà, della continuità assieme alla fame di affermazione. Un pò meno l’ impronta Antonio Conte che nella scorsa edizione fu determinante con le proprie idee e  il carisma. Lo dimostra il fatto che per molte giornate a causa dei noti fatti disciplinari è stato sostituito dai vice ma ” alla fine dei salmi ” il risultato è stato identico.

Stavolta al tecnico salentino è bastato plasmare, aggiustare, confermare la squadra che aveva inglobato una maggiore esperienza e che nell’ arco di dieci mesi non ha conosciuto eccessive difficoltà considerato il ritmo che il collettivo juventino è riuscito ad imprimere. Anche sul pianodello spettacolo e della brillantezza la Juve bis ha mostrato qualche leggera sbavatura. Roba di poco conto.

I numeri parlano da sè e non possono essere smentiti: migliore difesa, secondo attacco dopo la Roma, più vittorie e meno sconfitte di tutti. E’ impossibile anche appellarsi ai regali arbitrali, poiché se c’ è stato qualche aiutino o episodio oscuro il divario finale conferma la genuinità del risultato.

Però adesso che il tetto italiano è stato bissato rimangono delle incognite per una nuova avventura europea la quale ricomincerà dopo l’ estate. Una società per essere grande nel vero senso della parola e per lasciare pagine incancellabili ha bisogno di trionfare in Europa e in questo caso le note si fanno un pò dolenti mentre l’ immenso popolo ” zebrato ” aspetta con ansia il grande colpo.

Lo abbiamo visto con il Bayern Monaco ma sarebbe stato lo stesso con il Barcellona seppure in fase calante: umiliata e sconfitta senza attenuanti. Pertanto la differenza c’ è. Passata la sbornia, terminata le passerella tra le ali di folla con il bus scoperto e consumato le notti a champagne ghiacciato in discoteca con le modelle di turno, bisognerà pensare a comprare perlomeno un bomber che garantisce un certo numero di centri.

Nell’ ampia rosa segnano in tanti ma se guardiamo la classifica dei marcatori di quest’ anno dentro i primi dieci posti non c’ è un bianconero. Vucnic regala fantasia, movimento e guizzi, Quagliarella è discontinuo, Matri idem e non sono certamente attaccanti di sfondamento. Contro squadre robuste occorrono pesi massimi e forti colpitori di testa.

La Juventus è un ottimo cantiere, in specialmodo sulle lunghe competizioni come la Serie A dove riesce a ” minimizzare ” i momenti opachi, gl’ inevitabili infortuni e lo stress, ma l’ officina non ha concluso il capolavoro. Senza ingenti investimenti la Vecchia Signora non si riprenderà l’ ambita Coppa dalle grandi orecchie. La dirigenza non deve tentennare anche a scapito di prendersi qualche rischio sul piano economico e  Antonio Conte da tempo è stato molto chiaro: il progetto deve essere rinforzato sebbene sul piano psicologico e morale il dominio anticipato aiuterà i bianconeri.

Le novità del campionato sono state poche. Assai le delusioni. Il Napoli si attesta nella piazza d’ onore dove ha ribadito di essere un incompiuta anche se ha fatto diversi punti in più della passata stagione. Cavani è uno straordinario campione, ma si gioca in undici e  la difesa ha bisogno di un salto di qualità.  I partenopei sono destinati ad essere un eterna seconda finché ci sarà questa Juventus e la cessione di Lavezzi forse è stata uno sbaglio.

Al Milan il problema non è Massimiliano Allegri sebbene possa essere criticabile per alcune scelte tattiche, come gestisce lo spogliatoio e non possa piacere totalmente a Berlusconi. I rossoneri oltre la partenza disastrosa dove erano inguardabili sono un organico di medio livello e che nemmeno Balotelli riuscirà a trasformare ( http://gianlucafiesoli.blog.tiscali.it/2013/01/30/ma-balotelli-non-risolvera-i-problemi-del-milan/ ).

Le cessioni di Ibrahimovic, Motta e Pirlo sono state perdite più pesanti di quello che si poteva pensare. Certi campioni sono insostituibili nell’ egemonia del gioco.

L’ Inter ha smarrito la bussola ed ha perso troppe opportunità per l’ Europa che conta. Stramaccioni si è accollato una panchina bollente e probabilmente la società non lo appoggia fino a tal punto di effettuare una giusta ricostruzione. Quando ci si rivolge a Zanetti che è alla soglia dei quarant’anni, per quanto ancora valido, a cercare di coprire le magagne di un centrocampo scadente vuol dire che i sostituti non sono degni. Senza offendere nessuno,  Schelotto Alvarez, Kovacic e molti altri non sono giocatori per un club che ha quasi sempre fatto la storia del calcio italiano.

Dovranno passare diversi anni perché l’ amata Internazionale possa rivincere qualcosa. Serve un cambio radicale che in pochi mesi è impossibile fare. Un nuovo allenatore troverà diverse gatte da pelare.

Conclusa l’ infelice esperienza di Zeman, la Roma è ritornata sulla terra e nella capitale si aspettano di più.

La Fiorentina ha svolto il gioco più piacevole per chi ama il calcio. Montella sta operando bene ma qualche peccato di ingenuità e alcune incomprensibili sconfitte si potevano evitare. Il prezzo da pagare sarà importante perché il terzo posto se lo prenderà il Milan.

Resta il fatto che a Firenze dopo Prandelli siamo tornati a cullare qualche piccolo sogno, l’ armonia regna sovrana l’ Artemio Franchi è ritornato pieno. Le premesse per un futuro soddisfacente ci sono tutte ma Jovetic deve rimanere e Della Valle ha il dovere di cacciare fuori più soldi. L’ altra novità, è stato il Catania mentre la Lazio dopo essersi avvicinata alla Juve ha mostrato tutti i suoi limiti con un rendimento scostante sebbene Klose abbia fatto molti gol.

Pektovic, ha ribaltato lo scetticismo generale di quando si presentò in Italia e si è tolto delle buone soddisfazioni che potrebbero essere coronate dalla conquista della Coppa Italia.

Tutto il resto è stato noia o quasi.

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Juve: 10 al termine, ma è già Campione d’ Italia.

Un detto ci ricorda: il meglio viene sempre a galla. La Juventus a dieci giornate dalla fine incamera il secondo scudetto consecutivo sbaragliando gli avversari che se la dobbiamo dire proprio tutta non sono mai veramente esistiti.

La matematica non è un opinione e deve essere sempre tenuta in considerazione ( fa anche rima….) però adesso è come fosse Vangelo.

La vittoria su un coriaceo Catania, una delle pochissime rilevazioni del torneo per organizzazione di manovra e disposizione sul campo, ottenuta allo scadere del match sancisce la fiducia che lo scudetto  sia acquisito e facile da gestire.

Proprio dalle gare difficili si vede che questo è un altro anno positivo per i torinesi perchè i frutti arrivano dall’ umiltà e dalla totale dedizione al lavoro che hanno svolto i ragazzi agl’ ordini di Conte a dispetto dei suoi attaccanti che non sono stati prolifici come ci si aspettava. Ma il lavoro di gruppo paga e in questo collettivo segnano un pò tutti. Anche i rincalzi, come nel caso di oggi con Giaccherini.

Nove lunghezze sulla seconda ( anzi dieci in virtù degli scontri diretti ) sono un cospicuo vantaggio e quindi perdere un punto a turno è una cosa quasi inammissibile per i bianconeri seppure la Champions League porterà via numerose energie fisiche e mentali.

La Vecchia Signora merita anzitempo questo titolo in un campionato tutto sommato tecnicamente abbastanza mediocre dove il Milan ha perso la bussola, l’ allegria  e le opportunità di stare in vetta   fin dalla prima giornata ( o meglio in estate con le conosciute  cessioni ).

L’ Inter è solo un decadente specchio di un passato importante e pertanto il presente è una delusione senza via di uscita. Le colpe non sono tutte di Stramaccioni che può aver peccato in alcune circostanze ( l’ esperienza si paga a prezzi d’ inflazione…..) ma per aprire un nuovo ciclo si vuole pazienza, fortuna, grandi talenti, lo spogliatoio coeso e l’ appoggio incondizionato della società.

Per non parlare della Roma che dopo la parentesi negativa di Zeman e quella precedente di Luis Enrique  rimane un collettivo tuttora incapace di assimilare un calcio continuativo.

 Il Napoli con l’ ennesima caduta contro il Chievo conferma ancora una volta tutti i limiti di difesa e di gioco. Forse deve essere ripensato anche il ruolo di Walter Mazzarri che sembra abbia fatto il suo tempo in Campania.

Lo stesso vale per Edinson Cavani che potrebbe scegliere la strada di ritrovare il sorriso in un club più ambizioso e blasonato. La storia dell’ uruguagio ci ricorda quella di Gabriel Batistuta a Firenze, coccolato e idolatrato segnava gol a caterve ma non vinceva mai niente di significativo. Questa squadra, per quanto a periodi abbia svolto un gioco brillante e proprositivo, non è mai stata una big.

Lazio e Fiorentina stanno facendo bene. L’ ho detto più volte ma per lottare per il primo posto ci vuole ben altro.

Come si dice in gergo e in toscano, Lotito e Della Valle devono frugarsi ancora……

Adesso il vero campionato è incentrato nelle retrovie, posti in Europa da conquistare per non fallire la stagione e lotta ( dura ) per rimanere nella serie maggiore anche se Palermo e Pescara hanno già un piede nella fossa.

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Juve, un pari che ha il sapore di un secondo scudetto.

Napoli Juventus finisce con un pari in una gara spigolosa e nervosa mentre le aspettative di riaprire il campionato muoiono all’ alba, anzi terminano nella notte del gremitissimo San Paolo.

Partiamo da una premessa. Non è la Juventus dello scorso anno, forse meno cinica ma resta la squadra migliore che al momento può offrire il decadente panorama calcistico italiano e con ogni probabilità si aggiudicherà il secondo traguardo dello Scudetto.

Champions League permettendo poichè in Europa le energie si consumano molto presto e sebbene il Celtic sia solamente una formalità gia esplicata strada facendo gli ostacoli saranno più duri.

Lo abbiamo visto anche ieri sera che per quanto meno scintillante del solito gl’ alfieri di Conte hanno saputo amministrare un risultato tutto sommato utilissimo dopo essere passati in vantaggio, ed hanno attuito un Napoli che ha giocato con tanto cuore dove però  ancora una volta è stato determinante il periodo opaco  di Cavani, ( quasi un incubo considerato che non centra la porta da una vital !!!)  e le disattenzioni difensive che oramai sono diventate il tallone di Achille facendo perdere diversi treni alla banda di Walter Mazzarri.

Va però sottolineato che comunque i mali di Cavani in minima percentuale sono anche da attribuire ad una manovra di gioco talvolta poco idonea alle sue caratteristiche.

Inoltre è mancata la personalità unitamente al coraggio ( le due cose vanno di pari passo ) e questo li porterà ad avere dei rimpianti, poiché in una stagione in cui la Juventus non è più imbattibile  e le altre fanno da mediocri figuranti, poteva essere l’ anno giusto per riportare gloria e felicità all’ ombra del Vesuvio. Ad oggi, dalla classifica si evince che gl’ azzurri hanno pareggiato di più dei bianconeri mentre hanno vinto meno gare e le sconfitte sono anch’ esse quattro come i loro diretti avversari.

Oltre le parole. la distanza sta tutta qui.

Anche se rimangono undici match da giocare il vantaggio acquisito ( sette punti per via degli scontri diretti a favore ) è una forte garanzia di successo per la Vecchia Signora senza contare che Inter, Roma, Lazio e Milan si scanneranno tra di loro per i posti in Europa dimenticando di affannarsi per una vetta oramai divenuta irraggiungibile.

La Juventus è più squadra, più geometrica, maggiormente solida e più intelligente tatticamente nonostante il famigerato top player non arrivi mai e che a questo punto servirebbe solamente per un eventuale finalissima di Coppa dei Campioni.

A giugno del 2012, per quanto sia un incompetente di calcio ( senza falsa modestia…..) scrissi che la Juventus poteva aprire un ciclo.

Questo è già iniziato.

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Non ce ne è per nessuno. Juve, un passo importante verso il bis.

Ahimè…..scopro l’ acqua calda e mi ripeto ma al momento la Juventus è la migliore squadra italiana. La diciassettesima giornata del Campionato di Serie A rimarrà di fondamentale importanza per questa stagione.

Napoli e Inter dimostrano tutti i loro limiti, di immaturità calcistica, di personalità, di collettivo e anche di difese imperfette. I sogni ( e le ambizioni troppo ardite ) di Stramaccioni sono rimandati a data da destinarsi. All’ Inter non servirebbe neanche il rientro del tulipano volante, Sneijder, al di là dei moduli e delle diatribe di contratto. Questa squadra è incompiuta e discontinua. Pure sfortunata ( vedi nel big match con la Lazio ).

Il Napoli non riesce a crescere e basta un Bologna coraggioso per metterlo a terra. Lazio e Fiorentina navigano con il vento in poppa ma la differenza tecnica con la capolista è notevole, in particolar modo quando devono giocare fuori casa. Adesso il cammino per le inseguitrici si fa veramente duro e il torneo potrebbe addirittura diventare noioso.

In questi mesi con o senza Antonio Conte la Vecchia Signora ha guardato tutti dall’ alto e anche in Champions League si è rimessa in rotta. Segnali inequivocabili. E non sarà la Coppa dei Campioni a disturbare le notti della società anche se dovesse essere eliminata in primavera. La Juventus rispetto alle antagoniste ha una rosa più ampia e di qualità ma soprattutto ha fame e Pirlo è stato l’ asso nella manica della rinascita, quando a Milano lo davano sul viale del tramonto……

Con il titolo d’ inverno e il freddo alle porte ha già incamerato punti importantissimi per un bis che sembra a questo punto quasi acquisito. Non vorrei sbagliarmi ma se a giugno Agnelli comprerà un top player giusto senza cadere in attrazioni di giocatori costosi e bizzarri ( come Balotelli e il prestito del 35enne Drogba ) e lascerà andare qualche zavorra ( come ha fatto con il brasiliano Lucio ) da quelle parti si aprirà un lungo ciclo di vittorie.

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Seria A: pronti via !!

Se osserviamo l’ assetto delle squadre del campionato di Serie A che parte in queste ore, ci sarebbe già un vincitore con largo anticipo. Il nome è uno solo: Juventus. Ma i pronostici talvolta sono fatti per essere smentiti e quindi aspettiamo l’ ardua sentenza che arriverà alle porte della prossima estate. Come tutte le cose la prudenza non è mai troppa……..e poi non costa niente.

Calcio, sempre calcio, nonostante tutto il rito si ripete con l’ intrinseca speranza che ogni volta sia quella buona oppure sia finalmente diverso. E’ un pò come le donne e i motori……gioie e dolori…… ma non ne possiamo fare a meno.

Nell’ anno del post europeo e che ci ha visti protagonisti in positivo la Serie A riapre gli stadi dopo diverse settimane di aule di Tribunale, polemiche feroci, squalifiche, penalizzazioni e processi che non hanno convinto appieno. D’ altra parte lo sport ha oramai perduto da tempi immemorabili credibilità e fiducia. Le stesse Olimpiadi londinesi lo hanno riconfermato per le questioni relative al doping.  Lo sport va preso per quello che è se no è meglio guardare un film al cinema oppure andare la domenica a fare una passeggiata lasciando spenta la radio o la tv.

Stiamo vivendo un calciomercato all’ insegna della miseria e delle poche vere novità. Eccezionali campioni non sono pervenuti, si veleggia con molti scambi alla pari e prestiti. Anzi sul piano tecnico questa annata sarà sicuramente inferiore poichè alcuni talenti se ne sono andati e indebolendo il club di ex appartenenza. E’  la dimostrazione che il calcio italiano non è più la terra promessa di un tempo. La crisi internazionale, i bilanci in rosso, gli spalti semivuoti, le difficoltà nel reperire nuovi sponsor, gli alti costi di gestione delle società si stanno mangiando completamente tutto.

Sarà il primo campionato senza Alessandro del Piero e questo ci dispiace francamente un pò. Pinturicchio era diventato un totem, un punto di riferimento ma la Juventus dovrà fare a meno di Antonio Conte. L’ Uomo della rinascita, della Divina Provvidenza, del successo starà in tribuna per 38 giornate ( salvo clamorosi ribaltoni ).  Un fatto importantissimo però non decisivo. Il trionfo dell’ anno scorso non era solo merito suo.  Con questa squadra qualsiasi allenatore potrebbe fare bene. La Vecchia Signora si è rafforzata con acquisti mirati ( Isla, Asamoah e il ” to start come back ” di  Giovinco ), in tutti i reparti appare solida, ha ancora fame di vittorie dopo quella, seppur discutibile, della Supercoppa contro il Napoli in Cina, e ha le motivazioni giuste per ripetersi. Inoltre svolge una manovra propositiva sempre che Andrea Pirlo giochi ad  altissimi livelli.

Se poi si aggiungerà in extremis anche un top player allora sono dolori per chiunque. Resta però l’ incognita che la Juve dovrà fare la Champions League, competizione che ti ruba energie e che aumenta le ambizioni fino al tal punto di dovere trascurare il campionato ( Vedi i partenopei nella passata stagione ).

Il Milan non è più quello di una volta. Bisogna prenderne atto. L’ austerity lo ha colpito e Silvio Berlusconi è stanco di metterci milioni di euro per coprire gl’ enormi buchi lasciati aperti da  ingaggi scriteriati. Il ciclo dell’ apoteosi è concluso. Per andare avanti era necessario sacrificare diverse cose, a costo di diventare antipatici. Le cessioni di Thiago Silva e Ibrahimovic e l’ addio di alcuni campioni che hanno fatto la Storia di Milanello lasciano un pò di amaro in bocca e diventano nostalgia.  Meno male che non si è ripreso Kakà dal Real Madrid. Il brasiliano odierno sarebbe servito soltanto a fare il giardiniere a San Siro.

Il Diavolo ha il forcone spuntato. Pato non può reggere da solo il peso dell’ attacco. E’ un ottimo giocatore ma fragilissimo come un bicchiere di cristallo. Lo scambio Pazzini - Cassano toglie e aggiunge qualcosa da ambo le parti. La difesa con l’ addio di Nesta ci appare deficitaria di esperienza. Certo è che la squadra ha smarrito qualità individuale, è senza un leader capace di fargli cambiare passo e anche Massimiliano Allegri non è contento della situazione interna e dei programmi che sono stati deliberati dalla società. E’ palese che il club di via Turati sta vivendo un momento ( ma può diventare lungo !! ) di transizione in attesa di tempi migliori e di ulteriore innesto di capitale fresco. Secondo il mio modestissimo parere è un collettivo a cui manca delle pedine per tornare a vincere qualcosa di significativo.

L’ Inter si affida alle  idee del giovane Stramaccioni il quale avrà vita ” eterna “ se raggiungerà risultati positivi, altrimenti Massimo Moratti come ha fatto con altri non si farà scrupoli a sostituirlo. Silvestre, Palacio, Gargano, Pereira sono onesti lavoratori del pallone e l’ età del collettivo resta abbastanza elevata. Antonio Cassano può creare dei problemi. Lo spogliatoio interista è differente da quello dei cugini milanesi.

Si è lavorato molto a livello amministrativo per togliersi fastidiose zavorre economiche che gravavano sui conti e oramai erano solamente delle vecchie glorie sul campo. Sarà un  Inter argentina e brasiliana in attesa del progetto di uno stadio di proprietà e che garantirebbe con ennesime risorse con la possibilità di iniziare una nuova  epoca. Le premesse sono buone.  Senza l’ assillo della Champions, ma ricordiamoci che corre in Europa League e nella Tim Cup, è la principale antagonista della Juve.

Il ritorno di Zeman a Roma piace. Sebbene si voglia dire il boemo ha molti difetti ma ha il pregio che non le manda a dire dietro. A suo modo è un Maestro della pelota che insegna movimento, velocità e fantasia.

Le squadre che ha allenato hanno quasi sempre dato spettacolo con l’ esuberante 4-3-3 ma per sua sfortuna hanno vinto pochissimo. E questo non bisogna dimenticarlo. Rimane comunque un personaggio atipico…….. e scomodo in alcune occasioni.

Chiusa l’ era Sensi questi enigmatici americani si muovono con passo felpato, rivolgendosi ai giovani e con una campagna acquisti più che dignitosa. Curiosità e attenzione vengono riposte dai Media ma per stare in vetta credo che la difesa dovrà essere rafforzata quando si svolge un calcio così offensivo. L’ attacco invece ha delle buone soluzioni.

Il Napoli è in leggera fase discendente. La partenza di Lavezzi per una Parigi ricca e romantica è un handicap. Vargas stenta ad imporsi e tutto ruota intorno ai gol di Cavani. Il bomber se riece a a fare oltre venti centri da un grandissimo contributo ma in mezzo al campo c’ è poca luce di personalità e carisma. Behrami corre molto, ci mette tanto agonismo ma i piedi non sono sopraffini.  Alla difesa manca un pezzo esperto.

La Lazio riparte con Klose che si avvia verso le 35 primavere. La rosa rimane più o meno immutata. Il ritono di Zarate la dice lunga sulla voglia di spendere e sulle decisioni di Lotito.  Affidare la panchina al bosniaco Vladimir Petkovic è senz’ altro una scommessa ardita e un pò strana. Ce ne potrebbere essere abbastanza per pentirsene per uno che ha allenato solamente in Svizzera. Di tecnici che garantiscono serietà e affidabilità in Italia se ne possono trovare diversi e prendere uno straniero quasi sconosciuto potrebbe portare a turbare gl’ animi della  piazza biancoceleste, come accadde nella Roma capitolina con Luis Enrique.

Che il Friuli sia l’ unica isola felice per il calcio iltaliano oramai è una realtà consolidata. L’ Udinese ogni anno cede pezzi importanti e poi ne scova con volontà certosina degl’ altri più o meno uguali. La famiglia Pozzo ha una filosofia di gestione riservata ma sempre azzeccata, senza presunzione o gratuita vanagloria e che altri club ne dovrebberro trarre insegnamento.

Di Natale sarà ancora una volta la chiave del successo. E’ come il vino: più passano gli anni e più è apprezzato. Ottanta reti in tre stagioni lo hanno inserito trai i migliori centravanti ( o punta che sia ) dell’ ultimo decennio. Ma stavolta le cessioni della società sono state pesanti e quindi il miracolo dell’ anno scorso è probabile che non si ripeta. A centrocampo il turn over è insufficiente per provare a competere in Coppa dei Campioni e ambire nuovamente al terzo posto. Guidolin nel cappello ha sempre qualche sorpresa ma se non arriva un colpo grosso dell’ ultima ora dovrà arrendersi anche lui.

La Fiorentina prova a rinnovarsi. Tecnico giovane e ambizioso ( Montella ), qualche acquisto di buona fattura come Pizarro e Aquilani è approdato sulle rive dell’ Arno ma continua ( troppo ) a sperare nell’ estro di Jovetic. E’ già un risultato essere riuscito a tenerlo al Franchi, poichè un altro più opportunista se ne sarebbe andato. A Firenze i sentimenti sono fortissimi e l’ affetto è grande, i tifosi regalano calore ma per amarsi è necessario conseguire dei successi concreti. E questo i giocatori ne sono perfettamente a conoscenza.

La Viola può fare una stagione decorosa nella zona medio alta a seconda di come andranno le cose. Se si farà avvincere da un possibile sogno questo porterà delusione.

E’ noioso ripetere le solite frasi: fino a quando i Della Valle non si decidano a investire seriamente le grosse soddisfazioni resteranno una chimera.

La salvezza è aperta a tutti: Siena, Pescara e Catania sono le maggiori candidate per retrocedere ma Torino, Sampdoria, Cagliari, Chievo, Bologna e Atalanta devono stare all’ erta e le penalizzazioni possono costare care. In un torneo così equilibrato anche un solo punto alla fine potrebbe fare la differenza.

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Napoli, bravo, bravo, bravo e……..bravo…..il sogno continua.

Quanto sei bella Napoli stasera. Bravo e complimenti. I partenopei approdano agl’ ottavi di finale della Champions League e cancellano il Villareal   con una secca vittoria che non lascia dubbi allo spessore del successo.

Due a zero al Madrigal con reti di Inler e Hamsik mentre il presuntuoso City di Mancini resta a casa.

Gl’ azzurri fanno bene a credere in questa competizione anche se da febbraio la corsa europea diventerà ancora più dura.

In un girone difficile,  una bellissima impresa.

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