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La Juventus chiude il conto prima di aprirlo. Cardiff è all’ orizzonte.

3 Maggio 2017 Commenti chiusi

La finalissima Champions 2016 – 2017 che si giocherà in quel di Cardiff con ogni probabilità sarà Real Madrid – Juventus.

Stavolta è la grande occasione per vincere il trofeo agognato da diversi lustri …senza alibi e senza ombre.

Per il triplete e il quinteple……… ci sono gl’ ultimi ostacoli poi se si salteranno sarà Storia vera ed è bene ricordarsi che la Ruota della Fortuna gira una volta sola.

L’ avversario è duro ma battibile. Oltre agli sforzi calcistici, sarà necessario non cadere nella presunzione, di sentirsi vincitori prima della fine, concentrazione massima con un occhio e molti piedi di riguardo per CR7.

A sbagliare e cadere basta un attimo e tutto andrebbe perduto. Gl’ almanacchi della pelota sono pieni di episodi simili.

Ma veniamo ad ora. La urna delle stelle aveva dispensato fortuna ( un altro segno dell’ – Bydd yn flwyddyn dwyfol –   anno divino – in lingua gallese ) regalando ai torinesi l’ antagonista più debole.

E siccome il calcio vive di gelosie e polemiche qualcuno ha parlato di trucchetto favorito…….manolesta, ecc. ecc.

Potrebbe darsi ma le prove non ci stanno e nessuno sarà indagato….oramai non si può fare continuamente un processo ( mediatico ) all’ intenzioni.

A Montercarlo i ragazzi di Allegri si sono imposti per due reti a zero. Squadra attenta e pronta a colpire.

Risolve la questione una doppietta di Higuan.

Bravo e decisivo Dani Alves con assist di pregevole fattura.

In campo la differenza non è solo nei gol ma anche nei valori tecnici e di personalità.

Per il Monaco la strada adesso è  con una pendenza di salita intorno al 30 per cento.

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Juve basta lo 0 – 0 è tra le prime quattro d’ Europa.

Dopo tanti anni la Juventus raggiunge nuovamente la semifinale della Champions League insieme ai tedeschi del Bayern, il Real Madrid e il Barcellona.

Lo zero a zero di stasera nel Principato di Monaco in una gara spinosa e con molta tensione, a tratti sofferente ha fatto rilevare le difficoltà di attacco dei francesi che non è riuscita a sfondare il muro bianconero.

Match prudente, forse troppo da parte dei ragazzi di Massimiliano Allegri che conseguono l’ obbiettivo ma con qualche ombra per una tattica che sfiora il catenaccio e per niente intraprendente. Insomma con il minimo sindacale ora si trova in semifinale ma nel prossimo turno questo atteggiamento non potrà pagare e non potrà essere all’ occorrenza tenuto.

Se adesso è più che lecito sognare la notte di Berlino presto si conoscerà l’ avversario che senza nessun alibi sarà tosto e forte poiché tutte le altre  sono superiori tecnicamente ai torinesi.

Anche nel fattore dell’ esperienza internazionale che a questi livelli ha un certo peso.

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Juventus, la semifinale è vicina ma è vietato sbagliare.

22 Aprile 2015 Commenti chiusi

Le partite di ritorno dei quarti di finale della Champions League offrono allo spettatore e al tifoso dello sport più bello del mondo possibili spunti tecnici assieme alle emozioni e danno un taglio netto per arrivare all’ agognato trofeo.

Entrare tra le prime quattro d’ Europa è già di per sè un grosso traguardo per la maggioranza dei club oltre naturalmente alle solite note che nella loro storia di frequente conquistano degl’ importanti risultati. Da qui in avanti si comincia seriamente a pensare che ci si può fare………

Il Monaco è una dignitosa squadra ma non straordinaria. Ben organizzata tatticamente, ordinata ma non ha elementi di grande spicco, nel calcio di oggi comunemente enfatizzato con il nome di Top Player.

I migliori della rosa sono il trentaquatrenne bulgaro Dimitar Berbatov, ex M. United, un ” dieci intelligente ” che è bravo a smarcarsi sottoporta. L’ esperto centrale Ricardo Carvalho che registra la difesa, l’ italiano Raggi ex di Bologna e Sampdoria alla sua terza stagione nella France Ligue, il lusitano Moutinho, centrocampista d’ ordine e per finire il giovanissimo attaccante francese A. Martial uno dei maggiori realizzatori del Monaco nell’ attuale stagione.

I risultati parlano chiaro: i transalpini esprimono un gioco più efficace nelle partite in trasferta dove si aprono gli spazi mentre in casa se deve condurre la gara oppure recuperare di fronte  ad avversari chiusi ed arcigni può avere delle difficoltà.

Figli del lavoro di Jardim che li allena, la filosofia resta quella del calcio portoghese moderno ma naturalizzato latino con una retroguardia più coperta e pronti all’ occorenza ad usare il giocodi rimessa. Nel campionato francese il Monaco si è stabilizzato intorno alle prime posizioni ma tuttavia è ancora distante dal discorso dello scudetto.

Il vantaggio di uno a zero è sempre un risultato ” ambiguo “. Lo sa pure Massimiliano Allegri che in questa vigilia ha gettato molta acqua sul fuoco. Però è pur sempre un qualcosa che può tornare comodo. Anche con una sconfitta di due reti ad uno la Vecchia Signora oltrepassa il turno ed è quindi fondamentale segnare un gol per mettersi al riparo dalle sorprese mentre sarebbe un marchiano errore scendere in campo con la mentalità del pareggio.

La Juventus quest’ anno in Europa ci ha regalato prestazioni alterne. Sostanzialmente s’ intravede una certa ( lenta ) crescita a livello tecnico ma resta, secono il mio modesto giudizio, ancora inferiore ad almeno un paio di grandi club stranieri.

Se lo strapotere in Italia è a dir poco assoluto, in Coppa dei Campioni ha avuto la fortuna di pescare nei quarti un avversario più debole ma come ben sappiamo nelle sfide dentro e fuori non ci si può permettere gravi distrazioni.

Comunque, come detto più volte, i bianconeri ci sembrano maturati rispetto alle passate edizioni. Anche senza la presenza diPogba non le mancano i talenti per decidere una partita così. Pirlo con le sue punizioni, Tevez con la sua rapidità insieme all’ ariete Alvaro Morata e al temperamento del jolly Vidal.

Arbitrerà W. Collum, scozzese di 36 anni dal 2006 con il badge internazionale della Fifa che ha già diretto i bianconeri per ben tre volte ed è sempre andata bene.  Gl’ assistenti saranni i britannici MacGraith e G. Chambers.

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Champions: Juve, più che fortunata. Incontrerà il Monaco.

20 Marzo 2015 Commenti chiusi

Può darsi che mi sbagli ma per come stanno andando le cose mi tocca ripeterlo. Potrebbe essere l’ anno buono con la un dose di fortuna che tra l’ altro mi pare che stia passando…….

L’ urna di Nyon per i quarti di finale della Champions League regala alla Juventus l’ avversario più debole.

I transalpini del Monaco. Almeno sulla carta e quindi mai dire mai poichè il pallone è rotondo. Ma è sicuramente la favorita.

La formazione del Principato ha eliminato l’ Arsenal mentre nel campionato francese veleggia al quarto posto distante dalla vetta. Collettivo organizzato, di discreto livello ma senza grandissimi campioni.

Il sorteggio ha escluso ai bianconeri squadre forti e forse superiori che se la vredranno tra di loro eliminandosi a vicenda.

Se non ci saranno colpi di testa, distrazioni o quantaltro, la semifinale per la Juventus adesso è più vicina.

 

 

Champions League: sorteggi abbordali per Juve e Milan

La Juventus ritorna un Champions e ritrova il Chelsea. Ma il girone non è dei più proibitivi poichè gli ucraini dello Shaktar e i danesi del Nordsjaelland,  sono due squadre abbordabili.

Scongiurato quindi il temuto girone di ferro.

Bene anche il Milan, testa di serie in prima fascia che se la vedrà con i russi dello Zenit allenati dal bravo Luciano Spalletti, i belgi dell’ Anderlech e il Malaga.

Questi i gruppi che sono usciti dall’ urna di Monaco oggi pomeriggio.

group a

Porto(POR)

Dynamo Kyiv(UKR)

PSG(FRA)

Dinamo Zagreb(CRO)

group b

Arsenal(ENG)

Schalke(GER)

Olympiacos(GRE)

Montpellier(FRA)

group c

Milan(ITA)

Zenit(RUS)

Anderlecht(BEL)

Málaga(ESP)

group d

Real Madrid(ESP)

Man. City(ENG)

Ajax(NED)

Dortmund(GER)

group e

Chelsea(ENG)

Shakhtar Donetsk(UKR)

Juventus(ITA)

Nordsjælland(DEN)

group f

Bayern(GER)

Valencia(ESP)

LOSC(FRA)

BATE(BLR)

group g

Barcelona(ESP)

Benfica(POR)

Spartak Moskva(RUS)

Celtic(SCO)

group h

Man. United(ENG)

Braga(POR)

Galatasaray(TUR)

CFR Cluj(ROU)

 

 

Addio a Gunter Sachs, surreale interprete della fotografia.

12 Maggio 2011 3 commenti

20110529Collage-01

Una vita da romanzo, un fabbricatore di denari, un amante delle donne e dell’ arte, un esistenza per l’ immagine.

In questi giorni è morto Gunter Sachs, personaggio e leggendario playboy della giovinezza  che ha fatto parlare di sé in mille modi e non ci stupisce se il finale sia stato tragico.

L’ artista si è ucciso settantaotto anni con un colpo di pistola, quasi come fosse un copione già scritto e attinente alla sua controversa figura. Il padre aveva compiuto lo stesso gesto.

Noto personaggio per la fiabesca relazione con Brigitte Bardot di cui negl’ ultimi anni aveva raccontato piccanti dettagli come quando faceva l’ amore su un motoscafo alla deriva e sotto il chiaro di luna, Gunter Sachs verrà ricordato come un raffinato fotografo e un documentarista di talento, in cui la firma migliore è “ Happening in white “ che ottenne il primo premio nel comitato olimpico.

Un personaggio che segno l’ epoca della “ dolce vita “ in Costa Azzurra e non solo, ma anche un trentennio di totale dedizione all’ arte figurativa, con una passione che lo portò addirittura a cedere alcune aziende di famiglia per sviluppare e raggiungere quell’ ambizione che coltivava fin da bambino.

Sachs fin dall’ uscita del suo primo libro all’ inizio degl’ anni settanta – Ragazze ai miei occhi – suscito ammirazione e invidia presso i critici e subito vinse prestigiosi premi internazionali. La scalata al successo fu così repentina che lui stesso in una intervista alla tv tedesca dichiarò di non aspettarsi tale consenso del pubblico.

Fino ad allora, oltre ad essere ricco di famiglia è soprattutto un collezionista di opere d’ arte, era diventato negl’ anni sessanta il Presidente del celebre Museo di Arte Moderna a Monaco di Baviera.

Ma la sua attività, che rispecchiava un carattere tenace, non si fermò qui. Le successive pubblicazioni furono “ Fotografia “ e “ T racconti e fotografie surreali “ forse l’ opera che più lo contraddistingue.

Lo stile di Sachs era per certi versi unico. Il fotografo riusciva ad unire la bellezza femminile, il paesaggismo perfetto con il surreale e l’ astrattismo, il quale veniva aggiunto all’ immagine con importanti manipolazioni virtuali e che facevano intravedere una ricchezza di idee e una creatività inconsueta.

Chiamato computer – composing che in quei tempi apriva orizzonti infiniti, ma ancora tutti da decifrare, oggi sarebbe una rielaborazione approfondita di Photoshop ma il risultato venne annesso nei Maestri della Pop Art.

All’ artista però va riconosciuto il merito che nelle stampe finali riusciva a lasciare intatta la grazia e la delicatezza dell’ immagine stessa, per quanto manipolata, il desiderio femminile  fortemente connotato con l’ espressione che voleva comunicare allo spettatore.

Sachs pubblicò anche numerosi calendari ed eseguì notevoli lavori per grandi aziende come Castrol, Polaroid, Balli e via dicendo mentre le mostre hanno girato in lungo e in largo negl’ istituti di cultura e le gallerie più prestigiose della Vecchia Europa.

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Ulteriori foto e informazioni su G. Sachs le trovate a questo link:

http://www.gianlucafiesoli.com/addio_a_gunter_sachs.htm

Ultima chiamata Italia.

eto'o inter

Non ci rimane che l’ Inter ed è  l’  ultima spiaggia per il calcio Italia.

Decisiva tornata degl’ ottavi di finale di Champions League, fino ad adesso disastrosi. All’ Allianz Arena di Monaco milanesi e tedeschi stanotte si incontrano di nuovo in una sfida che potremmo definire infinita.

E’ una partita cruciale per il club di via Durini poiché potrebbero dipendere le sorti dell’ intera stagione. Sia nel bene che nel male.

Un passaggio del turno infonde sicuramente fiducia anche sul discorso Scudetto e il derby del tre aprile forse verrebbe affrontato con maggiore convinzione.

Anche se il Milan continua a regalare match point, ” Bari docet “,  ma tutto sommato rimane favorito seppure sarà orfano di Ibrahimovic nelle prossime  gare.

Invece, un uscita di scena dall’ Europa avrebbe contraccolpi importantissimi e guardando oltre l’ ostacolo potrebbe tradursi nell’ inizio della fine di un ciclo.

Per quanto l’ Inter abbia conquistato l’ Intercontinentale, trofeo  considerevole  per la bacheca ma minore rispetto al fascino del passato, però sarebbe troppo poco al fine di un bilancio se dovesse fallire tutti gl’ altri obbiettivi.

Gl’ annali del calcio ci ricordano che con i germanici non di rado ci siamo presi delle bellissime soddisfazioni nonostante siano acerrimi e irriducibili rivali, ma spesso presuntuosi e perciò inclini ad errori.

Alcuni giornali  di ieri hanno citato con non poca magniloquenza  l’ impresa che del lontano 1988, dove una caparbia e briosa Internazionale strapazzò i bavaresi con un secco 2-0 in Coppa Uefa.

Altri uomini, altro gioco, tempi differenti ma pur sempre utili per trovare motivazioni e stimoli. Resta però il fatto che l’ Inter nel percorso della Champions League fino ad ora non ha mai vinto in trasferta.

Come per il Milan ci tocca ripetere che è una missione complicata ma non impossibile. Il risultato di uno a zero subito al Meazza taglia le gambe e soprattutto incute forti perplessità di riuscita ma se proprio devo esprimere il mio modesto parere preferisco il Bayern al Tottenham come tipo di avversario.

L’ Inter nelle ultime settimane dopo un ottima rincorsa in campionato ha mostrato nuovamente  alcune ombre, forse dovute  alla stanchezza in un momento dell’ anno in cui i giocatori richiedono un maggiore incremento d’ energie a livello fisico e psicologico. Si entra in una fase dove sbagliare non è più ammesso.

Il pareggio con il Brescia  ne è una riprova là dove poteva riguadagnare ulteriore terreno alla capolista.

Bayer Monaco al gran completo con Gomez, Muller, Ribery e Robben pronti a cercare di fare la festa. Per Leonardo sarà disponibile Lucio.

Probabile l’ impiego fin dall’ inizio delle due punte, Pandev ed Eto’ò.

Infattibile stilare una tattica, ogni partita ha una storia a sé e un semplice episodio può stravolgere tutto.

Arbitra  il lusitano Proenca.

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F. 1: trionfo di Alonso nel gran premio di Monaco.


Giornata trionfale per la McLaren che si prende quasi tutto il podio con un splendida doppieta. Gran Premio però noioso sul piano delle emozioni, scontati i pit stop, tutto si è svolto secondo copione il quale era già stato scritto nei test ufficiali.
Fernando Alonso mette tutti in riga ribadendo di essere il favorito per il titolo e rivince per il secondo anno consecutivo questo Gran Premio atipico, suggestivo nel percorso, ma dove è impossibile superarsi.
Lewis Hamilton rispetta gl? ordini di scuderia senza fare colpi di testa, frenando nella seconda parte della gara l? indole battagliera.
Terzo posto per Felipe Massa che limita i danni ma perde terreno nella graduatoria generale. Il brasiliano giunge sul traguardo staccato di oltre un minuto e il divario fa notare la differenza che al momento esiste tra i due team, in particolar modo sui tracciati misti.
Oltre ad essere più potente il team dei motori Mercedes appare più affidabile mentre la Ferrari paga un inizio di stagione incerto in cui Kimi Raikkonen non si è del tutto integrato sulla nuova macchina. A Monaco il finlandese è arrivato solamente ottavo, ma la rimonta, poiché era partito in ottava fila, fa ben sperare per migliori prestazioni in futuro .
Il week end monegasco è stato perfetto per le vetture di Ron Dennis le quali non hanno mai avuto un attimo di cedimento con l? aiuto del tempo che oggi è rimasto sereno scacciando così la paura della pioggia che avrebbe rivoluzionato il piano della scelta delle gomme.
Quarto si conferma Giancarlo Fisichella, un parziale riscatto per la Renault che lotta con la Bmw per dimostrare di essere la terza forza di questa annata.
Quinto Kubica, Heidfeld è sesto.
Alonso e Hamilton sono adesso in testa la mondiale con 38 punti, segue Massa a 33 staccato a 23 l? altro ferrarista Raikkonen insediato da Heidfeld con 18.
Prossime sfide oltre l? Atlantico. Si corre prima a Montreal e poi a Indianapolis.

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Caro vecchio Milan, a Monaco devi fare come il Chelsea.

11 Aprile 2007 2 commenti


La Roma ha lasciato in maniera molto amara la Champions e il Milan rimane l’ unica squadra a difendere i colori italiani nella competizione. Chissà se ieri sera nel ritiro in Baviera Dida e soci hanno guardato i Blues di Mourinho. Gli avrebbe fatto bene a costo di un breve ritorno di nostalgia per Shevchenko che ha cambiato casacca e paese, ma non ha perso il vizio del gol.
Servirà la cosiddetta P.P. ( Partita Perfetta ), e il risultato dell’ andata non prevede niente di buono. Non resta che vincere all’ Allianz Arena.
Ancelotti si affiderà a Super Pippo, un po’ acciaccato per il flessore ballerino, l’ attaccante quando sente aria di Coppa si esalta sensibilmente. Ne ha fatti tanti di gol nella sua carriera, alcuni inutili, altri pesanti, ma si è specializzato contro i tedeschi. Sono sette i centri fino ad oggi. Il Bild stamani lo ha demonizzato definendolo un cascatore incallito.
Tutte le speranze sono riposte in Lui, poiché almeno all’ inizio Oliveira non sarà preso nemmeno in considerazione. E poi Kaka, il brasiliano che da solo può decidere l’ incontro con un invenzione o crearsi il rigore fatale.
Assente Gilardino per un ammonizione del tutto gratuita su un fuorigioco inesistente e un gol annullato. Dirigerà la sfida lo spagnolo Gonzalez e speriamo che ci ridia quello che ci hanno tolto all’ andata dopo che la direzione del sovietico ha sfiorato il comico.
Mai come questa volta ne abbiamo veramente bisogno.
Il nome di Gonzalez però ci riporta alla mente brutti ricordi. La sciagurata finale di Istanbul brucia ancora e se vogliamo dirla proprio tutta da quella partita il Milan non ha più raggiunto traguardi di particolare prestigio.
Chiamatela cabala, superstizione oppure coincidenze, ma purtroppo è così. Viene da chiedersi però chi in Uefa sceglie gl’ arbitri e con quali parametri visto i madornali errori che sono successi a San Siro. Inammissibili per un ” Quater of final ” di primavera.
Da tempo l’ organico di Ancelotti stenta a far gol, non impone più il proprio gioco avvolgente. In Campionato è uscito di scena dalla lotta per il tricolore ancor prima di cominciare con quella penalizzazione che lo ha visto coinvolto in Calciopoli. Da mesi la continuità si è trasformata in alti e bassi, le garanzie di diversi elementi della storica guardia hanno perso smalto, credibilità e fantasia. Forse la colpa sta in una preparazione affrettata però l’ anagrafe di alcuni non regge più a pressioni e spreco di energie. Novanta minuti ad altissimo livello non si sono mai visti. Neanche l’ arrivo di Ronaldo, che qualche palla la mette nel sacco, ha appuntito il pungiglione offensivo della squadra.
Ma non è la prima volta che il Milan risorge regalandoci colpi di coda, una rabbia tipica di chi oramai ha imboccato la strada del tramonto.
Comunque vada a a finire, quella di oggi è un altra tappa di avvicinamento in cui la prossima estate vedrà diversi cambiamenti nel club di Via Turati. Le voci si rincorrono, il futuro di Ancelotti viene affiancato sulle prime pagine dei quotidiani da nomi di altri tecnici. In primis Marcello Lippi suggerito da molti per riaprire un ciclo.
Sul fronte teutonico le cose vanno meglio, anche se sabato il Bayern non ha giocato brillantemente nella Bundesliga. Probabile il rientro di Khan, ma se fossi in Hitzfeld dopo le straordinarie e istintive parate del giovane Rensing al Meazza avrei una perplessità in più nel mandarlo in campo. Il funambolico numero uno dei panzer ha però esperienza da vendere quando la battaglia si farà calda e questo conta di più di una forma non proprio perfetta. Rientra Van Bommel, ex Barca, considerato la chiave e il motore del centrocampo. Anche Lucio sarà nella mischia. Assenti invece il nazionale francese Sagnol e De Michelis. Da non trascurare Van Buyten lo stopper che ci ha fatto scivolare su una buccia di banana, addirittura con una doppietta che se andremo a far compagnia alla Roma la sogneremo a lungo.
Il Bayern può contare su due risultati utili dei tre: ha il pubblico a favore, il morale alle stelle, la diretta sarà trasmessa in più di cinquanta paesi del mondo.
Tutto sembra presagire per un approdo alla semifinale in modo più che scontato. Lo era così anche per il Valencia ieri sera, il quale dopo aver fatto fuori la corazzata Inter e con il pareggio sulle rive del Tamigi si sentiva già vincitore tra le gradinate amiche del Mestalla Stadium.
La presunzione può fare brutti scherzi e in questo i tedeschi sono dei maestri a sbagliare. Lo è stato anche a Germania 2006 contro gl’ Azzurri. Ci davano per morti e un po’ bugiardi, siamo diventati Campioni del Mondo per la quarta volta.
Caro vecchio Diavolo, stavolta niente scuse, devi fare come il Chelsea.

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Riferimenti: Bayern Milan.

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Milan, pareggio molto pericoloso con il Bayern Monaco.


Nel primo quarto di finale della Champions League che si è giocato a San Siro il Milan pareggia per 2-2 con il Bayern di Monaco. Si preannunciava una serata difficile e così lo è stato. La qualificazione è compromessa, non quanto per la differenza dei valori in campo, ma bensì per un gioco di numeri e di situazioni che l? hanno resa anche un po? beffarda. E? sembrato di rivivere, seppure in contesti diversi, la notte in cui negl? ottavi l? Inter pareggiò con il Valencia. D? altra parte il palcoscenico erboso era lo stesso e il risultato idem.
Milan a più facce, bello per più di sessanta minuti, poi sfortunato, quindi incredibilmente distratto.
Ci si mette anche l? arbitro che prima sbaglia e poi rimedia. Questa volta gl? avvertimenti polemici delle ex glorie come Rumenigge e Hoeness, non erano poi tanto errati.
Però, ne esce penalizzato il Milan e non il Bayern.
Ma andiamo con ordine. I ragazzi di Ancelotti prendono subito possesso della gara. E? un Milan tonico, più pratico e sciolto di quello visto sabato all? Olimpico, che sa alzare il ritmo, con triangolazioni e lanci millimetrici a superare la linea difensiva. Ed è proprio questa tattica che costringe a far indietreggiare ai tedeschi, i quali soffrono in velocità cercando di compensare con l’ agonismo fisico.
Tutto sembra proseguire per il verso giusto, la sfida è gagliarda, corretta e piacevole da guardarsi. Diverse sono le occasioni per i milanesi. Prima con Gilardino e Ambrosini, dove il portiere di riserva Rensing non fa rimpiangere l? esperto Khan. Il giovane numero dodici si supera con l? istinto e la Divina Provvidenza….
Poi Kakà viene atterrato, il rigore è netto ma il russo Bashakov dice di proseguire. Bisogna arrivare allo scadere della prima frazione di gioco per vedere entrare la palla in porta. Ci pensa Pirlo che per un attimo lascia da parte le consuete geometrie e si posiziona nel posto giusto al momento adatto. Pallonetto di testa e uno a zero.
Il riposo arriva propizio, il Milan ha speso molto e raccolto poco. Ma la ripresa lo vede rientrare con il solito piglio.
Gilardino segna ma per il guardalinee non è così e alza la bandierina del fuorigioco. Invece le indiscutibili prove tv del dopo partita confermano che la rete era regolare.
Il centrattacco si prende anche un ammonizione, già diffidato, non potrà assaggiare birra genuina a Monaco di Baviera.
E? una fase in cui il Milan è scalognato, se il gol fosse stato convalidato adesso si parlerebbe in termini differenti, poiché il volto della gara avrebbe preso una piega migliore. Ed è proprio da questo momento che cominciano i guai.
I tedeschi si fanno coraggio e pareggiano a un quarto d? ora dalla fine, grazie ad una amnesia in cui è complice Dida ma tutta la retroguardia italiana non è stata all? altezza della situazione.
Lo realizza Van Buyten che di gol non ne fa quasi mai. Il suo mestiere è marcare stretto, in gergo tecnico centrale difensivo e questa la dice lunga sulle potenzialità dell? attacco tedesco.
Allora è la volta dell? arbitro sovietico il quale ha forse un senso di colpa o perlomeno un illuminazione della memoria. Guarda caso l? azione è quasi simile a quella incriminata con gli stessi interpreti. Ricardo Kakà discende sulla fascia sinistra e il difensore Lucio lo contrasta correttamente. Il longilineo brasiliano entra in area e cade ma il contatto non c? è assolutamente.
L? arbitro è irremovibile e il centrocampista con grande eleganza e freddezza trasforma il penalty mandando la palla a sinistra e il portiere a destra.
Il due a uno è una panacea anche per Galliani, che ritrova il sorriso, saluta e scende dalla tribuna dei Vip.
Ma la cocente delusione è alle porte. Al terzo e ultimo minuto di recupero c? è nuovamente lui, Van Buyten, che con la palla in rete ci ha preso gusto. Se non era bastata la precedente, lo aiuta un altra ? dormita ? collettiva della difesa. Gran bel regalo di Pasqua.
Il Bayern esulta, il Milan esce a capo chino. Sarà una settimana di polemiche e processi. Mercoledì prossimo all? Allianz Arena è obbligatorio vincere. Con un pari si va fuori. I rossoneri andranno in Germania con vistosi problemi di attacco e non potranno tenere un atteggiamento da barricata ad oltranza. Per tentare di pungere là davanti saranno disponibili solo Inzaghi e Oliveira.
Sul piano psicologico non è proprio l? ideale questa trasferta. Un bel rebus se non riesce nell? impresa che oserei sottolineare con la ? I ? maiuscola. Carlo Ancelotti può pensare di essere all? ultima spiaggia poiché se non approda alla semifinale Berlusconi non lo riconferma.
Oggi tocca alla Roma.

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Riferimenti: Milan e Bayern.

Bobo Vieri al Monaco.


Tempo di emigrazioni eccellenti nel calcio italiano. Dopo Cassano al Real Madrid, il barese aveva un rapporto con la Roma che oramai non aveva nessun sbocco per un nuovo contratto, adesso anche Bobo Vieri lascia l?Italia per giocare con continuità nel Principato di Monaco nel tentativo di partecipare ai Mondiali.
Vieri ha cambiato più casacche che la sua folta chioma: non è mai stato uno stabile nei club e il trasferimento avvenuto dall?Inter al Milan nell?estate scorsa era il preludio di una stagione difficile e che poteva diventare un problema all?interno dello spogliatoio, cosa che si è puntualmente avverata.
Non più giovanissimo, con un contratto a dir poco oneroso, nei rossoneri era chiuso dai migliori e più giovani Giardino e Shevchenko.
Inoltre il rapido recupero d?Inzaghi faceva presagire un campionato con poche presenze.
La scelta del Monaco è quindi dettata da poche possibilità sul mercato italiano, ma sicuramente è una soluzione che potrebbe anche, con il sapore della beffa, lasciarlo fuori dal giro della Nazionale per Germania 2006, quella che oramai è l?ultima occasione della carriera per rendesi parzialmente protagonista al campionato del Mondo.
L?esordio con il Bordeaux non è stato brillante e il Monaco ha perso di misura mentre la coppia con di Vaio, altro emigrante incompreso nel territorio italiano, è ancora in alto mare. Guidolin dovrà farlo lavorare molto per fargli ritrovare la forma perduta.
Il Milan invece acquista una vecchia conoscenza della Serie A: il brasiliano Amoroso, ex Udinese, ex Parma, ritorna nel nostro Paese accontentandosi di una panchina continuativa e di un po? di soldi, ma non mancheranno le occasioni per mettersi in mostra.
Resta il fatto che le campagne acquisti del Milan continuano a essere indirizzate verso gl?attaccanti quando i problemi sono nella retroguardia, ma forse Adriano Galliani è troppo preso dagl?impegni della Lega e dai suoi agguerriti avversari politici che da tempo vogliono scalzarlo dalla poltrona del Palazzo del calcio.
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Riferimenti: Vieri

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Alberto II sale al trono del Principato di Monaco.

20 Novembre 2005 3 commenti

Giorni di festa a Montecarlo. Dopo sette mesi dalla morte di Ranieri, Alberto II si è definitivamente insediato a Palazzo Grimaldi nel Principato di Monaco. 47 anni, scapolo d’oro, non si è mai sposato ed ha un figlio riconosciuto. Amante dello sport e del jet set internazionale, nella sobria ma elegante cerimonia avvenuta nella sala del trono ha ricevuto la collana dell’Ordine di San Carlo. Il nuovo reale promette una gestione trasparente, una ferrea determinazione nel portare avanti l’impegno e seguire le orme del Padre e garantire a questo piccolo stato un’indipendenza assoluta. Sabato, festa nazionale, con una Messa solenne a cui parteciperanno numerose nobiltà europee e diverse delegazioni straniere. Foto: Alberto Di Monaco con due fans – Italia – Gianluca Fiesoli. ©.

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Calcio: Laurea a Sacchi, panchina per Guidolin al Monaco.

29 Settembre 2005 Nessun commento


Arrigo Sacchi, pioniere tecnico del calcio internazionale, ex Milan, ex Nazionale, riceverà il 10 Ottobre all’Università di Urbino la Laurea ad Honorem nella consueta Aula Magna.
La motivazione dell’onorificenza è che secondo l’Ateneo il progetto di Arrigo Sacchi si è sempre dimostrato vincente fin da quando allenava sui campetti del Fusignano per arrivare a guidare i più garndi clu del mondo. Nessun tecnico ha saputo influenzare come lui l’evoluzione del calcio italiano ma anche la visione tecnica tattica del pallone, praticamente un innovatore che ha vinto tutto o quasi.
Intanto, dopo numerose polemiche, il Monaco Calcio trova il sostituto sulla panchina dell’ex juventino Deschamps: sarà l’italiano e bravo Guidolin, da tempo disoccupato, che con questa esperienza all’estero cercherà di risollevare le sorti del club.

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PS: In data odierna è stato corretto questo articolo che dava come allenatore del Monaco l’argentino Ramon Diaz, le trattative erano quasi arrivate in porto, ma poi nel giro di alcune ore il club monegasco ha deciso per ‘ingaggio dell’italiano Guidolin.
Mi scuso per l’errore commesso.
Fiesoli.

Riferimenti: Calcio: Sacchi e Guidolin.