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15 anni fa i giorni di Genova…….

18 Luglio 2016 Commenti chiusi

15 anni fa, giovedì 19 Luglio 2001 cominciavano i tragici giorni di Genova.

FOTOGRAFIA: Genova 2001 – Un manifestante inchiodato alla serranda di un negozio e con le mani dietro la schiena da due agenti di polizia – Gianluca Fiesoli


Testo tratto dal libro ” Personal Observations ” di Gianluca Fiesoli,

https://www.youtube.com/watch?v=W2pgSbaffJ0&feature=youtu.be

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Senza alcuna ombra di dubbio i giorni che vanno dal giovedì 19 alla domenica del 22 luglio 2001 sono stati tra i più ignominiosi della Storia della Repubblica italiana. Un escalation di violenza in cui il bilancio poteva essere più pesante e dove le incolpazioni sono da dividersi tra tutti. Stato, forze dell’ ordine che si trovarono impreparati davanti ad un evento dalla valenza così straordinaria, municipalità, ambientalisti, Black Bloc e dimostranti. Fin dalla scelta della città, Genova sembrò completamente inadatta per ospitare un importante sessione di incontri tra i Grandi della Terra, i quali secondo il governo italiano necessitavano di imponenti servizi di coordinamento civili e militari per garantirne la sicurezza durante lo svolgimento.

La topografia del capoluogo ligure mostra che il tessuto urbano non ha una grandissima espansione. Il centro è angusto mentre alle spalle le colline sono sovrastanti e pertanto sbarrano le vie di fuga. Se poi viene istituita un area “ off limits “ con grate di ferro alte tre metri, tombini saldati e barriere di container è palese che per molti sembrò una restrizione alla libertà e quindi era facile prevedere che ci sarebbero stati dei disordini. Lo stesso Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri da pochi mesi, durante un sopralluogo organizzativo confermò queste preoccupazioni sottolineando che l’ indicazione di Genova era stata designata dall’ esecutivo precedente e quindi era oramai troppo tardi per inventare soluzioni immediate e alternative.

Il movimento dei No – Global, più comunemente chiamato “ Popolo di Seattle “, si era formato alla fine del 1999 ed aveva aumentato sensibilmente il numero dei consensi e nel frattempo in Italia gli anarchici avevano ripreso ad esternare il proprio disappunto. Si viveva un declino dell’ ideologia di sistema, le crisi sociali erano evidenti e una parte del mondo della cultura manifestava una certa insofferenza per l’ Italia clericale. Ci si preparava con scetticismo alla nascita dell’ Euro e diverse erano le correnti di pensiero che sostenevano con tenacia il ripristino dell’ effettiva emancipazione dei mercati economici attraverso una politica di deregolamentazione. Una sfida in comune organizzata sulla collaborazione reciproca tra centinaia di gruppi, associazioni di carattere nazionale, studentesche e ambientaliste ma disapprovato da alcuni di non avere molto realismo politico e poco spessore morale se al suo interno si potevano nascondere delle frange eversive in grado di sobillare la violenza. Nonostante il propugnare l’ uguaglianza dei diritti, la globalizzazione è diventata un processo a cui difficilmente si potrà tornare indietro ed impone la graduale riduzione d’ intervento dei singoli governi nell’ economia mondiale, allargando così il divario tra i paesi ricchi e quelli poveri con l’ accrescimento del potere plutocratico alle multinazionali.

Se la manifestazione del giovedì scivolò via senza intoppi, escluso qualche sporadica tensione, invece il peggio doveva ancora arrivare. Il fuggifuggi dei cittadini, la serrata totale degl’ esercizi commerciali e delle banche ne erano la conferma mentre le polemiche televisive, le dietrologie dei partiti, le minaccie via web nelle chat più intransigenti e gl’ allarmi bomba facevano presagire una situazione in caduta irreversibile. Numerosi cortei oramai erano stati programmati e la chiusura della frontiera italo – francese, che aveva l’ intento di respingere i facinorosi, non dette i frutti sperati.

Lo stesso successe per il tentativo di autorizzare marce considerate tranquille e non consentire quelle che venivano definite pericolose. Nella mattinata i manifestanti iniziarono a radunarsi, ognuno con la sua forma di protesta e all’ ora di pranzo si registrarono i primi incidenti. Corso Torino, Via Caffa, Via Tomelaide, Piazza Danovi, Corso Buenos Aires, via Crimea e intorno al carcere di Marassi divennero teatro per un susseguirsi di provocazioni che sfociarono in sassaiole, auto in fiamme, barricate e cariche dei battaglioni della polizia. Un clima surreale e l’ impotenza da parte di quelli che erano rimasti a casa travolse Genova oramai avviluppata dalla nebbia pungente dei gas lacrimogeni. I reparti delle forze dell’ ordine agivano senza una tattica precisa dovuta ad inesattezze di valutazione mentre le comunicazioni radio con la Questura non sempre erano perfette. Il caos regnava totale, il sangue cominciava a scorrere e le strade erano piene di una collera che urlava sempre più forte.

Ma l’ apice si verificò in Piazza Alimonda con la morte di Carlo Giuliani, 23 anni, freddato dai colpi di pistola dell’ ausiliario Mario Placanica. Una tragedia che marchierà per sempre la storia dei summit del G8. Il giovane cessò di vivere nell’ atto di lanciare un estintore contro un “ defender “ dei carabinieri che era rimasto bloccato da un cassonetto della spazzatura mentre stava subendo la furia di un gruppo di estremisti.

La camionetta aveva preso parte all’ assalto del dodicesimo Battaglione Sicilia che voleva colpire sul fianco la marcia delle Tute Bianche, le quali probabilmente avevano l’ intenzione di violare la zona rossa. Erano le cinque e mezza del pomeriggio e la dinamica si svolse in maniera così repentina che non ci fu il tempo e il modo di evitarla. Poi la jeep riuscì a disincagliarsi e passò per ben due volte sopra il corpo esanime disteso sul selciato. La notizia fece il giro del mondo e dentro il Palazzo Ducale alcune riunioni vennero temporaneamente sospese mentre i servizi degli accordi politici finirono in secondo piano nelle edizioni dei telegiornali della sera.

Nella giornata di sabato la solidarietà per la morte del giovane e l’ impatto emotivo sull’ opinione pubblica fecero affluire trecentocinquantamila persone che parteciparono alla grande manifestazione sul lungomare, la quale doveva concludersi nella zona della Fiera. Però ancora una volta il buonsenso da ambo le parti non riuscì a prevalere. La spirale dell’ odio riprese il sopravvento, oramai era guerra aperta. Il corteo si spezzò in due enormi tronconi, dai quali scapparono gente disarmata e con famiglia per evitare di essere coinvolti negli scontri collettivi.

Durante la notte si consumò l’ ultimo atto di violenza che venne imposto con un ordine dall’ alto. L’ irruzione di trecento agenti nella scuola Diaz, sede provvisoria del Genoa Social Forum, è un palese tentativo di massacro e di vendetta, peraltro svolto alla cieca, con prove simulate per giustificarlo e messo in atto solamente su un centinaio di innocenti che comprendevano diversi stranieri. Persino i soprusi e le angherie avvenuti nella caserma di Bolzaneto ribadiscono che i metodi usati dalla polizia non erano certamente conformi ai principi teorici e pratici della democrazia. Sistemi ambigui, che possiamo definirli vicini a quelli dell’ epoca del fascismo e finiscono per compromettere l’ immagine e l’ etica di un organo del potere esecutivo dello Stato.

E’ trascorso più di un decennio da quei convulsi giorni e in questo tempo si è scritto, detto e deplorato con tanta acrimonia. La Giustizia ha svolto lentamente il suo corso e le sentenze dei processi hanno confermato nei vari gradi le responsabilità degli elementi in divisa e di qualche vertice ma numerosi sono i procedimenti archiviati per l’ impossibilità di identificare le persone implicate. Anche dei dimostranti sono stati condannati con l’ imputazione di saccheggio e distruzione. Per i fatti della Diaz in primo grado il Tribunale ha assolto i capi della Mobile, del Servizio della Centrale, i vicedirettori dell’ Ucigos e altri funzionari che durante il dibattimento avevano alzato un impenetrabile cortina di omertà negando così evidenti responsabilità.

Dopo l’ istanza da parte della Procura, l’ appello del 2010 ha ribaltato la sentenza precedente. La Corte di Genova reputò gl’ imputati tutti colpevoli anche se alcune pene vennero considerate lievi e non corrispondenti a quello che aveva chiesto l’ accusa. Venticinque saranno le condanne per complessivi novantotto anni di reclusione. Nel luglio 2012 la Suprema Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva questo giudizio e potrebbe costringere alcuni dirigenti a lasciare gli incarichi. Una sentenza che gran parte dell’ ambiente politico italiano ha definito “ importante ma che non restituisce una completa giustizia “.

Mario Placanica ha chiuso con l’ Arma ed è stato congedato. Dopo un periodo di riposo adesso lavora come impiegato all’ Ufficio del Catasto di Catanzaro. Indagato assieme al collega Filippo Cavataio le differenti giurie, compresa quella della Corte Europea dei Diritti dell’ Uomo, hanno sancito che agì per legittima difesa e conseguentemente è stato prosciolto. Però il ritorno alla normalità per l’ ex carabiniere si sta rivelando più difficoltoso del previsto e per diverse volte è salito sulla ribalta della cronaca. Prima per uno strano incidente di auto, poi per delle minacce di morte ricevute da ignoti.

In un secondo tempo è stato sottoposto ad intercettazioni telefoniche e che sono state pubblicate da un settimanale milanese. In esse raccontava di avere seri problemi psicologici dovuti alla vicenda che gli era accaduta, di dover ricorrere giornalmente a dosi di antidepressivi e di soffrire di idee suicidarie. Nella primavera del 2009 il Placanica è stato inquisito dalla Procura della Repubblica calabrese con la grave accusa di violenza sessuale e maltrattamenti nei confronti della figlia dell’ ex convivente, la quale in precedenza aveva sporto denuncia. Insomma, quella tragica settimana di luglio gli ha sicuramente cambiato la vita.

Carlo Giuliani ha pagato carissimo per il fatto di essersi trovato al posto sbagliato nel momento inopportuno, ma soprattutto per una certa sprovvedutezza e follia che talvolta sono proprie della gioventù. Cercare di farne un eroe e altresì un martire è francamente eccessivo da qualsiasi punto di vista si guardi la questione poiché la violenza non è mai giustificata.

Per motivi diversi alcuni anni dopo sono tornato a Genova. E’ sempre bella, imperiosa, affacciata sull’ immensità del mare scuro con i palazzi nobiliari restaurati. Le parole di Paolo Conte si dissolvono nello zefiro di ponente…..” Genova ha i giorni tutti uguali, i gamberoni rossi sono un sogno e il sole è un lampo giallo al parabrise “. Delle rabbie antiche non rimane che uno sbiadito ricordo e una targa alla memoria.

In un carruggio una scritta rossa campeggiava su di un muro d’ ardesia.

Hanno ammazzato Carlo……..Carlo vive.

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Testo tratto da ” Personal Observations ” Gianluca Fiesoli

https://www.youtube.com/watch?v=W2pgSbaffJ0&feature=youtu.be

Consiglio Federale: Nomina dei 5 saggi e nuovo codice di Giustizia Sportiva.

La Federcalcio con un comunicato stampa ha dichiarato le decioni delle nomine della Commissione di Garanzia e l’ approvazione del nuovo testo del Codice di Giustizia Sportiva che sarà in vigore dal prossimo primo di luglio.
Il comunicato nel suo testo integrale – Figc – tutti i diritti riservati.
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La nomina della Commissione di garanzia della Figc, come prevede l’articolo 34 dello Statuto federale, che dovrà procedere alle nomine negli organi della giustizia sportiva per la prossima stagione; l’approvazione del testo definitivo del Codice di Giustizia sportiva che entrerà in vigore dal 1° luglio prossimo, del Regolamento AIA e dei principi informatori dello stesso regolamento: sono queste alcune delle decisioni adottate dal Consiglio federale che si è riunito questa mattina nella sede della Figc in via Allegri.
Sono cinque i membri della Commissione di garanzia: il presidente è Pasquale De Lise, presidente del Tar del Lazio e attualmente anche della Corte federale, i 4 componenti sono Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale (nel 2000), Francesco Saverio Borrelli, ex procuratore capo presso la Procura di Milano e oggi capo dell’Ufficio indagini, Paolo Alberto Capotosti, presidente emerito della Corte Costituzionale (nel 2005), Raffaele Squitieri, segretario generale della Corte dei Conti (questi ultimi due designati dal presidente del CONI Petrucci). I cinque saggi sono stati nominati all’unanimità su proposta del presidente della Figc Abete.
Per quanto riguarda il nuovo codice di giustizia sportiva, Abete ha affrontato l’argomento nel corso della conferenza stampa che ha fatto seguito al Consiglio: “Abbiamo un problema – ha dichiarato Abete – quello di contrarre, per quel che riguarda la giustizia sportiva, le tempistiche. Non possiamo permetterci di arrivare, come quest’anno, a fine campionato con dei ricorsi ancora aperti, come nel caso di Arezzo e Triestina. Sostanzialmente è stato confermato l’impianto del Codice di Giustizia Sportiva approvato a marzo dal commissario straordinario Pancalli. Sono state apportate solo delle piccole modifiche a livello sanzionatorio; per esempio abbiamo tolto la norma per cui automaticamente il dirigente inibito non può accedere allo stadio. Abbiamo ritenuto che la sanzione accessoria fosse non compatibile, facendo anche riferimento alla normativa internazionale. Impedire a un dirigente di entrare in uno stadio e rilasciare interviste solleverebbe anche profili di incostituzionalità. Anche al regolamento dell’Aia abbiamo apportato delle piccole modifiche, che riguardano il ripristino di un’unica figura a livello di organi regionali che si occuperà sia degli aspetti tecnici che di quelli amministrativi, in più abbiamo previsto che i votanti nel consiglio nazionale dell’Aia rimangano solo coloro che provengono dalle assemblee, e quindi siano stati eletti”.
Sulla data dell’inizio dei prossimi campionati è stato fatto il punto nel corso della riunione e sarà oggetto di una specifica delibera in un prossimo Consiglio Federale: “Sono disponibile – ha dichiarato Abete – ad accettare la richiesta della Lega calcio di far cominciare il prossimo campionato di serie A il 26 agosto. Resta il rammarico per il fatto che non si siano create le condizioni per iniziare il 19 agosto. Sarebbe stato meglio per la nostra nazionale ma va bene così. Ribadisco comunque – ha aggiunto Abete – che la Federcalcio ha la titolarità, qualora lo volesse, per intervenire nella decisione delle date dei campionati”.
Nel corso del Consiglio federale, è stata confermata la normativa in vigore sul trasferimento degli extracomunitari: le società di serie A potranno tesserare per la stagione 2007-2008 soltanto un calciatore cittadino di
paesi extracomunitari, a condizione che vada a sostituire un altro loro calciatore extracomunitario che si trasferisca all’estero o altro calciatore il cui contratto sia scaduto il 30 giugno 2007. “C’è stato un calo significativo dei calciatori extracomunitari nei campionati professionistici – ha sottolineato Abete – dai 265 nella stagione 2002-2003 ai 166 della stagione 2006-2007″.
Nelle Comunicazioni introduttive al Consiglio federale, il presidente ha riassunto i passaggi più significativi dell’attività federale delle ultime settimane.
Tra gli altri argomenti, l’attività dell’ufficio indagini; le licenze UEFA; i prossimi impegni delle squadre nazionali; i rapporti di proficua collaborazione con l’Osservatorio del Ministero degli Interni; l’apertura del corso per la formazione degli steward.

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Laura Antonelli risarcita dalla Giustizia

Laura Antonelli avrà un risarcimento di 108 mila euro dal Ministero della Giustizia a causa di danni all?immagine e alla salute causati dall?incredibile lentezza del procedimento, durato ben nove anni.
Considerati troppi dalla Corte di Appello Civile di Perugia, la quale ha considerato fondamentale nella sentenza ? la destabilizzazione psichica ? che ha subito l?attrice.
Ex bomba sexy di Malizia, forse la più desiderata dagl?italiani, fini nei guai in una perquisizione nella sua villa di Velletri dove furono trovati oltre 20 grammi di cocaina, pronte per essere sniffate.
Venne condannata a 3 anni e sei mesi nel primo processo e dopo ben nove anni venne assolta nel secondo, ma in questo periodo dovette rinunciare ad alcune proposte cinematografiche importanti ed ebbe seri problemi di salute.
Il Dicastero dovrà anche pagare le spese processuali.
Secondo le dichiarazioni dei suoi legali i soldi saranno devoluti in beneficenza.
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Riferimenti: Laura Antonelli.

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Giustizia Sportiva, due turni a Iaquinta.

La Giustizia Sportiva ha diramato l?elenco delle sanzioni inerenti agl?avvenimenti della trentatreesima giornata.
Due turni di squalifica a Iaquinta, una giornata per Cruz, Cassetti, Castellini, Franceschini,
Giuliatto, Guana, Doni, Thuram, Ujfalusi, Vucinic, Zanchi.
Sanzioni pecuniarie per per Ascoli, Siena, Roma e Messina., rispettivamente di settemila, quattromila, cinquemila e tremila euro.

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Riferimenti: Iaquinta.

Quando si dice la burocrazia e la Giustizia….

Ricevo e pubblico la seguente da ALG ODG e Tribuna Stampa.

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-Sentenza della Corte d’Appello di Milano

DOPO QUASI TRENT’ANNI
OTTANTASETTEMILA EURO
PER 349 FOTO
RESE DAL TOURING EDITORE
E SMARRITE DAL CORRIERE SDA

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( Fonte: Tribuna Stampa )

Ci sono voluti quasi trent’anni e alla fine un fotoreporter è riuscito a
spuntarla e ad ottenere dalla magistratura un verdetto che prevede un
risarcimento di più di ottantaseimila euro per lo smarrimento da parte del
corriere Sda di 349 foto che il Touring Editore gli aveva spedito in resa.
Una valutazione che si aggira, più o meno, attorno ai 250 euro per ogni
immagine perduta.
La notizia è stata pubblicata nell’ultimo numero di “Tribuna Stampa”,
notiziario che fa capo all’omonima corrente sindacale dell’Associazione
lombarda dei giornalisti.
La fonte è l’avvocato milanese Guido Mercati che lo ha comunicato con una
apposita missiva a Giulia Carrese, presidente del Gruppo Agenzie
Distributori e Fotografi di Milano.
” Gentile signora Carrese -dice l’avv.Mercati nella lettera rilanciata dal
periodico Tribuna Stampa – le segnalo una recentissima importante sentenza
della Corte d’Appello di Milano, emessa a favore di un mio cliente fotografo
professionista, che compiutamente motivata ha respinto totalmente l’appello
proposto dalla soc. SDA (il vettore delle Poste Italiane) in una causa che
vedeva coinvolto anche il Touring Editore (Touring Club Italiano). Al
fotografo è stato pertanto confermato il risarcimento dei danni per
smarrimento, avvenuto nel 1977, di 349 fotocolors per una somma superiore a
Euro 87.000,00″.
Come afferma l’avvocato, sicuramente la sentenza è importante. Decisamente
inquietante invece la notizia che il collega per vedere riconosciuto un suo
diritto ha dovuto attendere quasi trent’anni : un lasso di tempo che, o si è
fotoreporter quasi imberbi e longevi, oppure implica il rischio che il
danneggiato potrà godersi i quattrini del risarcimento solo nell’aldilà.
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Riferimenti: Touring

Giustizia sportiva: 2 turni ad Adriano per lo schiaffo di Livorno.


Nella partita Livorno – Inter il brasiliano Adriano aveva rifilato uno schiaffo al livornese Grandoni.
Nessuno della terna arbitrale l’aveva notato, ma il gesto non è sfuggito alle televisioni posizionate ai bordi del campo.
Sollecitato dalle trasmissioni serali della domenica, la prova tv stavolta non perdona e arriva sul tavolo del Giudice Sportivo, il quale punisce l’interista con due turni di sospensione.
Un’altra tegola per l’Interazionale, anche se dobbiamo dire che le prestazioni del sudamericano ultimamente non erano state eclatanti e pertanto questo doppio turno di riposo obbligato potrebbe addirittura tornargli molto utile per tentare di ritrovare una forma che sembra essere perduta.
Adriano sarà assente nella gara casalinga con l’Udinese e nella trasferta all’Olimpico con la Roma e non è escluso un ricorso della società milanese.
La Giustizia sportiva ha anche inflitto la squalifica di una giornata a Cannavaro della Juve e a quello del Parma, Candela, Flachi, Ledesma, Giunti e Cristiano Zanetti.
Desta curiosità l’ammenda pecuniaria alla Fiorentina per un chicco di uva che è piombato dalle gradinate sul collo di un guardaline in Fiorentina – Lazio.
1750 euro da pagare più gl’ oneri fiscali……
Lo riferiscono le agenzie di stampa.

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Riferimenti: Giustizia Sportiva.

Giustizia Sportiva: squalificato il campo della Roma.

1 Febbraio 2006 3 commenti


Il Giudice Sportivo risponde alle critiche sul decreto Pisanu che sono apparse sui giornali in queste ultime ore infliggendo un turno alla Roma per gli striscioni con svastiche naziste, provocazioni all?odio razziale e per le molotov pronte ad essere usate contro i tifosi avversari.
Tolleranza Zero, ancora una volta e la sanzione comprende anche due ammende per un totale di 12 mila euro che la società capitolina dovrà pagare i tempi brevi.
La squalifica scatterà mercoledì 8 Febbraio e Roma – Cagliari si giocherà in campo neutro e a porte chiuse.

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Riferimenti: Giustizia Sportiva.

Giustizia Sportiva: un turno di squalifica a Di Canio per il saluto romano.


Di Canio è stato squalificato per un turno e dovrà pagare un ammenda di 10 mila euro.
Un ulteriore multa della stessa consistenza è stata inflitta alla società a cui s’imputa una colpa oggettiva nella vicenda.
Tolleranza Zero, come previsto, per i fatti di Lazio – Juve, ma oltretutto è da intendere che la sanzione sia eseguita in prospettiva futura per prevenire ad altri giocatori che hanno voglia di ” ribellarsi ” a certe regole imposte, mentre le società proprietarie del cartellino devono prendersi le loro responsabilità anche se non coinvolte direttamente nelle azioni dei loro dipendenti.
La motivazione della sentenza esposta dal Giudice Sportivo, pubblicata dai Media, analizza in maniera capillare l’uscita dal campo dell’atleta e sottolinea che il gesto deve essere inteso come un saluto di parte politica inequivocabile a cui è sottoposta una legge e pertanto vietato.
Di Canio era comunque anche recidivo perchè altre volte l’aveva già fatto e in modo più chiaro e netto.
Con la decisione odierna il la Giustizia Sportiva unitamente al Palazzo del calcio ribadisce ancora una volta il suo modo di agire intransigente, ma nonostante ciò i problemi, taluni anche gravissimi, nel panorama del calcio italiano rimangono.
A cominciare dalla sicurezza negli stadi.
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Riferimenti: Giustizia Sportiva.

Ustica 25 anni senza giustizia.


Erano le 20.58 del 27 giugno 1980 che il DC 9 dell’Itavia diretto da Bologna a Palermo si inabissò nel mar Tirreno al largo di Ustica.
81 morti, un mistero che rimane senza risposta dopo esattamente 25 anni che in questi giorni compie il suo triste anniversario.
Circa un’ottantina di rogatorie, 280 miliardi di vecchie lire per l’iter processuale svoltosi fino ad oggi secondo fonti di stampa e parlamentari, molte ipotesi, qualche ammissione e una sentenza che ha assolto quattro generali con seicento pagine di motivazioni.
La probabile presenza di un velivolo sconosciuto, il cedimento strutturale, o il missile che l’avrebbe abbattuto, il Mig libico caduto in Calabria, sono tutte congetture che però non hanno mai portato alla Verità.
Dopo un quarto di secolo, in una delle inchieste più lunghe e tortuose della Magistratura Italiana, resta la possibile presenza di una aereo incrociante e un processo senza colpevoli che è forse l’unico vero punto fermo di tutta la storia.
Ma probabilmente i familiari, i parenti delle ottantuno vittime non avranno mai nessuna giustizia e sopratutto non conosceranno i veri responsabili della vicenda, coperti da una cortina di ferro che avvolge un inquietante e nebuloso mistero, di tinte politico – militari e che non si riuscirà mai a capire pienamente.

Riferimenti: Ustica 25 anni senza giustizia.

Contro il terrorismo per la verita’ e la giustizia.


Ciudad Habana, Cuba, 2 Junio, 2005, Palacio de las Convenciones.

Si e’ aperto questa mattina in sessione plenaria l’incontro internazionale che durera’fino al 5 di giugno con le tematiche della lotta al terrorismo.
Alle cerimonia iniziale Fidel Castro ha tenuto il discorso di prefazione dei lavori e successivamente sono intervenuti i familiari dell’ Associazione delle Vittime del Terrorismo internazionale. Ci sono stati momenti di grande commozione quando sono state ripercorse le tragedie e gl’attentati compiuti dai criminali. I familiari hanno raccontato le loro tristi esperienze ed hanno fatto rivedere video e filmati di alcuni avvenimenti degl anni passati.
La speciale manifestazione organizzata e voluta dal Governo Cubano
si svolge al Palacio de le Convenciones tra i quartieri di Playa e Marianao di Havana City e sono riuniti centinaia di delegati di numerosi paesi del mondo, in particolar modo dell’America Latina e del Centro America.
Nella giornata odierna e’stato anche presentato il libro di Alicia Herrera giunto alla quarta edizione e tradotto in numerose lingue internazionali.
Nel pomeriggio hanno parlato dal Palco del salone dell assemblea centrale, Ricardo Alarcon de Quesada, l’uruguagio Bixen, il cileno Hernesto Carmona e Martin Almada, i quali hanno trattato svariati argomenti del terrorismo connesso alla citta’di Miami e dell’operazione Condor a cui non sono mancate accuse agli Stati Uniti e all’attuale amministrazione di George Bush Junior.
Domani secondo giorno, parlera’il cileno Hernan Uribe e lo spagnolo Serrano e sara’la giornata dedicata alla memoria. Probabile anche un intervento del Ministro Felipe Roque.
Sabato invece ci sara’ l’oratoria speciale di Daniel Ortega e il tema del giorno sara’ la politica ” menzognera ” degl’americani.
La grande manifestazione sta’ avendo un grosso successo a Cuba e oltre allo scambio e al protocollo e alla visione di documenti contro la lotta al terrorismo nel grande spazio espositivo si tengono diverse mostre, incontri con organizzazioni internazionali come la Fao e altre umanitarie, e l’ultimo giorno la kermesse chiudera’ con un concerto al Teatro Karl Marx della capitale, dopo una cena di gala, in cui dovrebbero essere presenti tutti i delegati.

G. Fiesoli.

Foto: Fidel Castro interviene sul discorso di Hernesto Carmona, HAvana, Cuba, 2005 – Fiesoli ©.
Riferimenti: Contro il terrorismo per la verita’ e la giustizia.