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Nikon Corporation, 100 anni di storia e di fotografia.

18 Luglio 2017 Commenti chiusi

Coming soon………NIKON CORPORATION azienda leader nel mondo per la fotografia e non solo, quest’ anno ha raggiunto il prestigioso traguardo di un secolo di attività.

Gl’ importatori del celebre marchio per festeggiare l’ avvenimento hanno messo in moto tantissime manifestazioni.
NIKON ITALIA ( NITAL SPA ) oltre a questo sta per dare alle stampe un particolareggiato catalogo di qualità in numerose migliaia di copie che ripercorre la storia nei suoi passaggi più importanti sia tecnici che dinamici.

100 fotografi italiani selezionati, fedelissimi NIKON, uno per ogni anno.

Dal reportage al matrimonio, dalla cronaca allo still life…… dal viaggio al ritratto……… dalla natura…..allo sport agonistico…….

Qui sotto, l’ impaginato della doppia pagina che riguarda il mio contributo:

Etiopia, tribu Omo, anno 1994 fotocamera Nikon F4s…….quella che considero la migliore reflex giapponese al tempo della pellicola nel formato 24×36 e che ricordo con un pò di nostalgia.

Prossimamente ulteriori aggiornamenti…..

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Giappone e poesie: 170 Haiku per un albero.

Presentazione di  MAGNOLIA 170 haiku per un albero

3° edizione con testo in italiano e russo

Poesie  di ANGELO TONDINI
Premiate all’Istituto Giapponese di Cultura -Roma

L’Haiku è una composizione di soli 3 versi, con metrica
rigida (5-7-5 sillabe), nata in Giappone nel XVII secolo

Immagini fotografiche sul  Giappone in slideshow e letture  di Michele Mostacci

Martedì 15 aprile 2014 ore 18-20
Spazio Tadini- Via Niccolò Jommelli 24 (Loreto, Via Porpora)
MM1 Loreto – Bus 72 e 81

Angelo Tondini è un noto reporter internazionale: 170 Paesi visitati nel corso di circa 300 viaggi in tutti i continenti, 1 milione d’immagini in archivio. Primo uomo occidentale alle sorgenti del Fiume Giallo in Cina, premiato in Costarica  nel 1993 come reporter dell’anno e in Italia nel 2002 dall’Adutei (Associazione degli Enti del Turismo).

Ha avuto grandi maestri tra cui Art- Kane, uno dei geni della fotografia del Novecento. Ha pubblicato articoli in tutto il mondo e dieci libri in Russia, Stati Uniti, Gran Bretagna e Italia.

Nel libro “Fotografia tra cronaca e arte” Davide Faccioli,  direttore della prestigiosa  Photology di Milano, giudica Tondini tra i 10 fotografi italiani viventi piu’ rappresentativi

Per saperne di più potete visitare il suo siti personale www.angelotondini.com oppure www.corsifotomilanoinviaggio.com

 

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Giappone, ancora un terremoto.

Un forte terremoto ha colpito al largo della costa nord-orientale del Giappone, ma non si prevede tsunami.

La US Geological Survey ha riferito che il terremoto è di magnitudo 6,1 ed è successo all’inizio del Giovedi cioè oggi in quanto il Giappone è avanti nove ore rispetto all’ Italia. 

E’ stato localizzato circa 107 km (66 miglia) a nord-est di Hachinohe con l’ epicentro ad una profondità di 40 chilometri (25 miglia).       

La nipponica agenzia Kyodo  News riferisce che il sisma ha scosso la prefettura di Aomori (stato) e in altre zone del nord-est del Giappone, ma non sono stati riportati anomalie nelle vicinanze delle centrali nucleari. Nessun allarme tsunami è stato rilasciato.       

Una massiccia magnitudo 9,0-terremoto e lo tsunami hanno devastato il litorale nord-orientale del Giappone nel marzo dello scorso anno, provocando circa 19.000 morti e danneggiando gravemente il Dai-ichi Fukushima una centrale nucleare.      

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Nikon D700, è quasi una D3.

 

                                                 
Con molta sorpresa e ulteriore apprezzamento da parte dei suoi numerosissimi utenti la Nikon Corporation ha presentato in queste settimane la nuovissima D 700. Una fotocamera digitale che si affianca alla recentissima nascita della Nikon D3, ammiraglia della categoria.
 Nikon, quindi, conferma nuovamente di indirizzare gli sforzi economici e tecnologici, in un segmento che oramai non ha più rivali e soprattutto per certi versi " cancella " l’ area analogica che oramai è destinata con tempo a scomparire o comunque ad avere un numero limitatissimo di clienti e pertanto porterà scarse vendite. Un fattore che le aziende di fotografia negl’ ultimi anni ne hanno tenuto conto per far quadrare i bilanci dell’ industria. Una svolta epocale poiché se non fosse nato il digitale sicuramente alcuni marchi avrebbero chiuso i battenti.
 La Nikon D700 è innanzitutto una sagace mossa di mercato. E’ destinata a quei fotografi amatoriali o professioni che siano, i quali non possono assolutamente permettersi di spendere cifre stratosferiche per acquistare il meglio della classe.
 Difatti il " leit motiv " di questo apparecchio è che investendo meno euro avremo comunque una macchina fotografica di notevole livello dove le differenze con la D3 sono quasi ininfluenti.
 Analizzando la camera, la prima prerogativa che viene in risalto è che la D 700 lavorerà in pieno formato senza che ci sia il pericolo di avere fastidiose aberrazioni cromatiche.
 Formato FX sul sensore CMOS, che compensa quel piccolo, ma importante handicap, che avevano ancora con gl’ apparecchi in pellicola. La Nikon D700 è la seconda macchina che utilizzerà questo sistema, dopo la D3. Questo pregevole risultato non si avrà solamente sul campo visivo, ma nei calcoli della ripresa e quindi un maggiore dettaglio su una stampa o su un file.
 Il digitale tra le tante qualità che è riuscito a portare nell’ ambiente dell’ immagine, fino a poco tempo fa non era riuscita a raggiungere questo traguardo. Scattare una foto con un teleobbiettivo da 300 mm su un corpo a emulsione non era perfettamente identico a quello digitale e non si riusciva a sfruttare completamente tutto l’ angolo visivo della focale.
 Il sensore preparato da Nikon emetterà oltre 12 milioni di pixel. Tutti effettivi. Se consideriamo che all’ uscita della D100, la quale ebbe successo agl’ albori del Duemila, aveva circa sei milioni di picture elements, il raddoppio permette stampe di grandi dimensioni che saranno indirizzate anche a scopi espositivi e artistici con una qualità a dir poco sorprendente.
 Un grande passo avanti in pochi anni. Le case costruttici hanno messo a  frutto  una volontà tecnologica che permette di non far rimpiangere a nessuno la fotografia tradizionale. La camera oscura sostituita oggi con il personal computer.
 Il dispositivo di controllo ha una caratteristica di lettura a 12 canali, in cui è stato creato un piccolo circuito che avrà facoltà di ridurre il disturbo sul chip mentre il processore che elabora tali dati, Expeed a 16 Bit, garantisce un livello qualitativo pregevole anche nelle condizioni ambientali di scarsa luminosità. Secondo i tecnici la resa dei colori sarà perfetta e conforme alla gradazione delle tonalità, sia con luci artificilai che con quella solare.  Il mirino è in vetro. Nel comunicato ufficiale l’ azienda lo sottolinea con orgoglio definendolo di " qualità superiore ". Il prisma è ampio e facilita la composizione di qualsiasi immagine anche a chi piace usare la messa a fuoco manuale.
 La Nikon D700 ha un dispositivo di auto pulizia del sensore. Un elaborato sistema di vibrazioni ad altissima frequenza. Un automatismo molto utile, poiché la polvere, l’umidità, i micro organismi nell’ aria e quant’ altro, sono sempre in agguato quando si sostituisce l’ obbiettivo alla reflex, sopratutto  in luoghi ostili.
 La società giapponese, però, raccomanda anche di utilizzare gli speciali kit di pulitura che si trovano in commercio e di rivolgersi sempre ai centri di assistenza con una cadenza regolare per svolgere un esame accurato e rimuovere pertanto imperfezioni più resistenti.
 Un’altra apprezzabile innovazione è dovuta al fatto che la D700 all’ accensione ha un tempo di risposta brevissimo.
 0,12 secondi e la camera è pronta all’ uso e ha caricato tutte le sue numerose funzioni.
 Il ritardo dell’ otturatore è stimato in soli quaranta millesecondi. Un valore molto basso e tra i migliori che si possono ottenere nella fotografia digitale. L’ unità di otturazione è stata testata per 150.000 cicli e secondo i progettisti potrà lavorare senza inconvenienti per un ulteriore 50 % in più, mentre il bilanciamento dello specchio ha subito un miglioramento avendo un assorbimento preciso che attenua il disturbo dovuto dallo stesso specchio al momento del click.
 Per chi opera prevalentemente in esterno questi meccanismi così rapidi torneranno convenienti sia sul risparmio delle batterie, poiché potrà spengere il body quando lo ritiene opportuno, confortato dal fatto che può riaccendere la fotocamera in qualsiasi momento senza correre il rischio di dover perdersi un fatidico scatto. Anche sul piano dell’ energia questa Nikon offre il meglio di se. Tra gli 800 e i 900 scatti. La batteria agl’ ioni di litio assicura in assoluta tranquillità 5 fotogrammi al secondo ma è quasi obbligatorio accludere il battery pack MB – D10 al corpo che aumenta a 8 fotogrammi al secondo la velocità di esecuzione e maggiore riserva energetica.
 Il sistema dell’ autofocus così potrà ottenere il massimo rendimento in tutte le funzioni, dove gl’ ingeneri nipponici hanno lavorato a lungo per realizzarlo. E il risultato si vede. Cinquantuno punti su quindici sensori a croce, i quali riescono a " inseguire " senza tentennamenti qualsiasi soggetto in movimento. Un autofocus particolarmente " studiato " per la fotografia sportiva ma anche dove l’ immagine ha notevoli sbalzi tra alte luci e ombre, il controluce esasperato, oppure le superfici con colori dominati e lucenti come il rosso fuoco, il giallo o il bianco puro.
 Il monitor posteriore è un Lcd a colori in alta risoluzione. 3 pollici con 920.000 punti, cento per cento di copertura del fotogramma. Lo stesso montato sulla D300 e la D3. Un display comodissimo che permette di analizzare immediatamente le foto scattate e di regolarne la luminosità.
 Una visione il cui ingrandimento arriva fino a 27X nel formato large – Tiff senza influire negativamente sulla nitidezza.
 Sul piano ergonomico la D700 ha una assetto e un ottimizzazione dei pulsanti che non creerà nessun problema al professionista esperto e anche il neofita imparerà presto ad usarla con piacere e in grande scioltezza.
 Miscele di gomme consolidate la sigillano dalla forza nociva delle intemperie. Un telaio di magnesio pressofuso la cui robustezza è più che nota la salvaguardia da urti accidentali e la  ripara dalle onde trasversali e elettromagnetiche che potrebbero causare interferenze ai circuiti interni.
 Maneggevole, estremamente versatile,  resistente, raffinata ma anche pratica. Squisita nell’ intreccio delle armoniose linee del design. Uno strumento di lavoro destinato a divenire " fidato " come i precedenti e come lo saranno quelli in futuro. Costerà meno della Nikon D3. Un " risparmio " consistente da non sottovalutare. Utilizzabile " on location " dove le luci e il set sono creati con maggiore meticolosità e gli scatti sono meno frequenti, farà felice anche il fotografo di reportage, fotogiornalismo, fotografia d’ architettura. Il tutto in una tradizionalismo che ha conquistato il mondo della fotografia e che si chiama semplicemente Nikon. Come conferma proprio quest’ anno il settentacinquesimo anniversario dal lancio del primo obbiettivo Nikkor che aprì una lunga strada ad una storia commerciale straordinaria.

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Gp 500: Giappone tutto tricolore.

25 Settembre 2006 Nessun commento


Adesso Valentino Rossi non po? più fallire. Come Schumacher verso la fine del campionato si riapre improvvisamente la lotta per il titolo. In Giappone, a Motegi, terz? ultima prova del Mondiale, il podio si avvolge tutto nella bandiera tricolore con Capirossi, Rossi e Melandri, quest? ultimo sempre più il futuro del motociclismo italiano.
Gara senza storia ma anche avvincente poiché dietro di loro c? è il vuoto e davanti ci regalano scavalcamenti al limite, a costo di prendersi qualche rischio che però favoriscono lo spettacolo.
In questo momento la Ducati ha la possibilità di duellare alla pari con le giapponesi che da quasi sempre dominano nella classe regina. Lo conferma ulteriormente l? ottimo quarto posto di Gibernau , mentre l? Honda ha già vinto il mondiale costruttori edizione 2006 essendo matematicamente irraggiungibile.
Se per Loris Capirossi si tratta dell? ennesimo successo e può puntare verso il terzo posto in classifica generale, Pedrosa e Melandri permettendo, per Valentino è l? occasione di mettere il fiato sul collo di Hayden.
Dopo un inizio stagione non proprio bellissimo, aggravato anche da qualche errore, da un po? di sfortuna e forse dal pensiero di passare in Formula 1, decisione poi saggiamente respinta, il sette volte iridato di Tavullia ha ritrovato la voglia e la costanza su una motocicletta che non sempre è stata perfetta.
Ma nulla è perduto e Hayden come Alonso sulle quattro ruote si dimentica da diversi grandprix che cosa è la vittoria. Lo statunitense oggi poteva avere ancora meno punti se un folle Nakano non fosse caduto nel tentativo di forzare un sorpasso improbabile, il che gli consente di afferrare un insperato quinto posto ribadendo però il momento negativo del pilota Honda. L? americano è in caduta libera, la quale sembra non accennare a fermarsi. Ha ceduto decine di punti al diretto avversario nelle ultime gare e adesso è costretto a vincere, perchè discreti piazzamenti potrebbero non bastare per diventare Campione del Mondo della cinquecento.
Dodici punti da recuperare per Valentino Rossi in due corse.
Estoril e Valencia sono nel complesso favorevoli e chissà se proprio i suoi spericolati amici connazionali siano loro a dargli una mano per superare Hayden nel rush conclusivo.

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Riferimenti: Gp 500

Mondiali: la Germania fatica a pareggiare con il Giappone.

La Germania è il Paese ospitante del Mondiale che inizierà tra pochi giorni, ma la marcia di avvicinamento prosegue con prove modeste e sopratutto alterne. La batosta con l’Italia a Firenze nei mesi passati rilevò molte crepe e anche poco carattere sul piano pratico, poi alcuni test insignificanti come le vittorie su Usa e Lussemburgo. Ieri una partita in casa con un altra antagonista che sarà nel torneo.
Il Giappone che avrà un girone di ferro con Croazia, Brasile e Australia, è da sempre in cerca di Maestri a fine carriera, pagati a suon di yen per far progredire il calcio nazionale.
Adesso sono guidati in panchina da Zico e ha messo sotto nel primo tempo per due reti i vicecampioni del mondo che stentano visibilmente a far quadrare gli schemi.
Nella ripresa i tedeschi sono riusciti a pareggiare, ma nonostante il rientro di Ballack hanno ancora diversi problemi da risolvere. Non piace il tecnico Klismann, ex Inter, con le sue transvolate oceaniche poichè abita in America anche se di recente ha soggiornato a lungo in Germania, contestato più volte sui giornali tedeschi per il suo operato ma sopratutto per la scarsa esperienza da allenatore in una avventura così importante di questo tipo.
Secondo la stampa locale anche se Klismann dovesse fare un buon Mondiale a fine luglio verrà sostituito.

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Riferimenti: Germania.

Scatti silenziosi.

11 Gennaio 2005 4 commenti


Da una visita di un caro amico che mi è venuto a trovare allo studio ho avuto l’opportunità di provare la nuova Nikon F6, uscita sul mercato alla fine di ottobre.
L’ammiraglia nipponica della fotografia analogica, con questo nuovo modello si ripropone nel segmento alto della categoria delle reflex 35 mm, contrastata solamente nella qualità dalla rivale Canon.
La casa giapponese Nikon Corporation da molti anni porta avanti con intelligenza uno sviluppo tecnologico della fotografia tradizionale che negl’ultimi anni è stata affiancata da quella digitale, peraltro anch’esso di grande qualità.
La F6, appare rinnovata nel design, e il progetto di ergonomia è stato affidato al noto disegnatore Giugiaro. La precedente Nikon F5, regina incontrastata in passato, si distingueva per una linea imponente, iniziata precedentemente con la rigorosa F4 che segnò la svolta delle reflex con l’impiego di motori ad alta velocità, adatti al reportage alla cronaca e comunque alla fotografia di azione, anche in ambienti ostili.
Giugiaro e i suoi assistenti hanno ” ammorbidito ” questo nuovo modello, che tenendola in mano, oltre alla totale affidabilità, infonde un immagine di perfezione sapientemente amalgamata alla modernità, alla dinamicità e la robustezza.
Questa camera accompagnerà i fotografi nel prossimo decennio, poichè Nikon generalmente da ogni nuova presentazione reflex professionale trascorre otto o nove anni, sia per l’indiscutibile impegno che necessita ogni programma e sia per l’ampio consenso che gli riservano i suoi utenti e professionisti. La F6 è destinata a restare a lungo ai massimi livelli di vendita della sua categoria.
Nella mia modesta prova ho notato che l’elettronica ha ancora preso più campo all’interno del corpo e comunque è indispensabile per un neofita leggere le istruzioni allegate per capire la grande moltitudine di funzioni che offre questa splendida 24 X 36. Provenendo da un ininterrotto uso delle reflex superaccessoriate non si riscontrano queste difficoltà di apprendimento.
Le innovazioni rispetto all’ultima versione uscita sul mercato, la F5 nel 1996, si notano subito: gl’ingegneri orientali hanno lavorato a lungo sull’otturatore relizzandolo con speciali leghe di alluminio e le lamine sono diventate più silenziose. Infatti scattando a ripetizione, come nell’uso sportivo, si dimentica quasi il classico rumore di sottofondo dello scatto e del trascinamento del motore che è diventato molto più fluido nel riavvolgimento o avanzamento della emulsione, che sono i momenti di massimo sforzo del meccanismo propulsore.
I maggiori responsabili di Nikon Japan Corporation, mai prodighi dei loro segreti industriali, garantiscono oltre 150.000 scatti dell’otturatore prima dell’inevitabile inizio di usura, i quali sono registrati e leggibili, all’interno della macchina con un dispositivo di autodiagnosi denominato Shutter Monitor.
Questo meccanismo, peraltro creato con la F4 ma senza autodiagnosi, ( che veniva stimata per centomila click ), aiuta certamente l’assistenza tecnica nel conoscere meglio l’apparecchio nelle sue eventuali riparazioni con il passare del tempo.
Difatti il sapere realmente quanto la fotocamera ha ” girato ” diventa provvidenziale per il ripristino e il lavoro da svolgere nel laboratorio.
Il movimento trasversale e incrociato delle lamine è stato perfezionato con l’aiuto del computer e delle videocamere, con i quali si sono svolte delle simulazioni di prova.
Il corpo strutturale, il suo chassis e le calotte sono state realizzate in lega pressofusa di magnesio e alluminio, che si appoggiano a guarnizioni e protezioni di miscele di gomme di grande qualità e che garantiscono un eccellente aderenza tra le parti. Per arrivare a tuttociò è stata ” ascoltata ” ogni parte meccanica tramite un meticoloso lavoro con uno studio audio professionale, che ha portato a dei risultati sbalorditivi mai raggiunti fino ad oggi e riducendo anche il consumo energetico delle batterie.
Se la precisione e la silenziosità hanno influenzato nelle decisioni progettuali i tecnici nikonisti, non sono state dimenticate altre importanti migliorie: il consolidato sistema di misurazione della luce Matrix 3D e il relativo autofocus rileva adesso la media da ben undici aree di messa a fuoco, indicizzate da nove sensori a croce.
Questa novità riduce ancor più sensibilmente i margini di errore dell’autofocus, dispositivo ideato di recente nella fotografia tradizionale ma che in determinate condizioni di luce, tipo il controluce esasperato o la superfice dominante di un colore come il rosso o il bianco, oppure quando le alte luci del soggetto sono diseguali dallo sfondo, può portare ad effettuare delle inesattezze sui valori dell’esposimetro.
Adesso calcolando su undici aree e con nove sensori credo proprio che la foto completamente sbagliata non possa veramente più esistere….
Infine per gli amanti delle variazioni la fotocamera ha qualcosa come ben 41 metodi di personalizzazione: funzioni che per alcuni sono importanti in quanto portano a scegliere a suo piacere l’impostazioni della reflex che vanno di pari passo con le abitudini del fotografo, elevando così anche la rapidità e il divertimento nell’utilizzo lavorativo sul campo.
Anche il dorso macchina, che permette di memorizzare tutti i dati di ripresa è stato ampliato in dimensioni e risulta facilmente leggibile anche in basse condizioni di luce ambiente.
Infine il corredo degl’accessori che si integrano magistralmente nel prestigioso catalogo delle ottiche, da sempre il ” cavallo di battaglia ” della casa costruttrice, il quale offre il Battery Pack, i mirini esposimetrici e schermi di messa a fuoco intercambiali, alimentatore multi power e altro ancora.
La F6, quindi, continua il cammino iniziato con la serie F nel lontano 1960, che si potrebbe definire ” fortunata “, ma oltre questo è comunque il proseguio di una tradizione che oramai ha fatto innamorare migliaia di ” fans ” in tutto il mondo.
Il marchio Nikon con questo modello ribadisce il dovere e il legame di portare avanti la strada dell’analogico professionale, nonostante l’esigua fetta di mercato che trae da questa costosissimo segmento.
La fotocamera sicuramente sarà apprezzata a lungo e farà la felicità del pubblico, come sempre accade per gl’amanti del piccolo formato, che la utilizzeranno per fermare le emozioni, i ricordi, gli avvenimenti, con la massima definizione che l’immagine di una pellicola può ancora regalare.

Gianluca Fiesoli.

Foto: Nikon F6 – Per gent. concessione Nikon Europe Corporation ©.

Riferimenti: Scatti silenziosi.