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Quella fotografia in alta risoluzione alla Cultura e i suoi esponenti…

31 Marzo 2017 Commenti chiusi

Ogni momento va celebrato, ogni cosa deve essere ricordata.

Il senso della fotografia, oltre l’ esegi, l’ attimo fuggente,  la provocazione in alcuni casi e la divulgazione ossessiva sul web, nelle strade, sui giornali e quantaltro…….. è anche questo.

Come dire. In un Mondo di comunicazione, senza l’ immagine non possiamo andare avanti. Mai.

Ma la fotografia è anche Storia, Arte e valori.

Ed è per ciò che l’ amiamo nel profondo dell’ anima.

Una delle molte essenze dell’ Umanità.

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Firenze, 30 marzo 2017

Con un “banco ottico”, apparecchiatura fotografica ottocentesca, lo staff Alinari ha realizzato, nella Sala della Musica di Palazzo Pitti, una fotografia celebrativa del primo G7 della Cultura inaugurato oggi a Firenze, a cui hanno preso parte, oltre al Ministro Franceschini, i suoi colleghi di Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna e Stati Uniti, nonché il commissario europeo per la cultura ed il segretario generale dell’Unesco.

La fotografia verrà sviluppata e stampata in analogico secondo le tecniche artigianali dell’800, garantendo la massima qualità ed il prestigio propri di Alinari.

Una copia della fotografia, consegnata a tutti i partecipanti, entrerà anche negli Archivi Alinari che, con un patrimonio di oltre 5 milioni di fotografie, conservano e valorizzano la memoria del nostro Paese e del mondo intero e, da oltre 150 anni, producono e tramandano al futuro comunicazione per immagini.

La “Cultura come strumento di dialogo tra i popoli”: medium privilegiato, che non conosce barriere o limiti, la fotografia racconta da quasi 180 anni la storia, i popoli, l’arte, la cultura, il paesaggio, il lavoro. La società Alinari è protagonista di questo racconto dalla metà dell’800.

Credit fotografico: Archivi Alinari, Firenze Ufficio stampa: Susanna de Mottoni

www.alinari.it

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Censure di Facebook.

15 Marzo 2017 Commenti chiusi

 

Un interessante articolo del fotografo, pubblicitario, designer, Marco Maraviglia.        http://www.photopolisnapoli.org/

http://iviaggidiziomarco.blogspot.it/2017/03/la-tortura-20-ai-tempi-della-censura-di.html

 

       Risultati immagini per facebook

LA TORTURA 2.0 AI TEMPI DELLA CENSURA DI FACEBOOK

Per 24 ore eravate nel mio mondo ma io ero senza diritto di parola.
Credo che sia l’ultima trovata di Facebook: ti blocca ma puoi scrollare la bacheca, puoi leggere tutto di tutti, puoi entrare a dare un’occhiata nei gruppi e sulle pagine… ma ti si impedisce di scrivere commenti. Non puoi nemmeno cliccare un like.
Costretto a restare muto. Come in certi coma di cui si racconta che il paziente è totalmente cosciente di ciò che gli accade intorno ma non ha capacità reattive se non una lacrima che gli scende sul volto.
Come una nuova tortura virtuale. La tortura 2.0.
Il motivo della punizione? Una roba che credevo fosse finita lì: mi era stata rimossa una foto fatta alla mostra di Helmut Newton ma a distanza di qualche giorno mi sono ritrovato anche sbattuto fuori. In castigo. Nuovo accesso, nuova password, nuovo codice di sicurezza e poi la schermata di foto (mie) di cui dovevo spuntare quelle che non rispettavano gli standard della piattaforma. “Tutte caste, niente tette, niente violenza”, mi dico e quindi non spunto nulla e vado avanti.
Ma ecco la sorpresa appena rientro su Facebook… non posso scrivere il mio status del giorno. Come se qualcuno mi impedisse di scrivere sul mio diario personale che tengo nel cassetto della scrivania.
Non posso commentare i post degli amici. Non posso cliccare nemmeno un like.
Non ho più diritto di parola. Per 24 ore, mi dice Facebook.
E chi le decide le 24 ore?
Ma chi sei tu che mi impedisci di esprimermi?

Ma il problema non è solo questo.

Non posso rispondere ai commenti sui miei post e per chi non sa del castigo impostomi immagino che potrebbe pensare che sia un codardo o uno scostumato che si è dileguato. Nelle migliori delle ipotesi.
Per chi gestisce il proprio brand anche sui social è un danno non da poco apparire come uno che pianta in asso decine, centinaia, migliaia di followers.
Stranamente Messenger funziona e quindi qualcosa in privato l’ho potuto comunicare.

Cosa inquietante è la censura preventiva di Facebook.
Se un utente posta in un tuo gruppo qualcosa che Facebook individua subito come “fuori regole”, ti arriva in tempo reale una notifica: “segnalazione automatica”.
Come possa farlo è spiegato qui:     https://www.thesun.co.uk/news/2315358/facebook-using-artificial-intelligence-to-censor-nudity-violence-and-other-naughty-content/

Ma il problema non è solo questo.
Io se voglio chiacchierare con qualcuno, sono uno di quei fortunati che in piena autonomia può uscire di casa per incontrare qualche amico.
Immaginate invece se fossi stato un paraplegico, un disabile o un anziano costretto ad avere come unico contatto col mondo esterno questo Facebook.
“Eh”, mi direste, “la prossima volta non posti una foto di tette e culi”. Non è una risposta giusta perché anche se pubblico la Venere Callipigia o il Nettuno di Piazza Maggiore a Bologna potrei incappare nella censura senza saperlo.
Ma c’è dell’altro… Facebook ti avvisa che se continui a postare foto contro i suoi standard, ti blocca poi in maniera permanente. Ma non ti offre uno strumento per testare preventivamente una foto prima di postarla.
Quindi devi stare veramente attento se sei un appassionato di arte perché c’è il rischio di essere censurato caricando un nudo di Canova o una foto di Robert Mapplethorpe.
E se lo fai ancora e poi ancora, sei bannato definitivamente; hai la fucilazione digitale, diventi un cadavere virtuale.  Ma Facebook non ti dice quante possibilità di “sopravvivere” hai ancora, non ti dice quante volte hai sbagliato e quante altre te ne restano. C’è probabilmente chi decide sommariamente di uccidere senza giusto processo. Fascismo 2.0.
Ma io non voglio stare attento a queste cazzate. A 53 anni credo di saper bene a cosa veramente bisognerebbe stare attenti e certe costrizioni me le fanno girare.
Ecco, volevo soltanto dirvi che Facebook sta culturalmente ammalando una parte della nostra civiltà.
Impedire di divulgare l’arte attraverso immagini di Helmut Newton o i nudi di Corbet, Manet, Goya o le sculture greche lasciando aperti gruppi e pagine che istigano al nazismo, non fa bene.
No, non fa assolutamente bene.

 

 

 

Un film sul cinema Universale.

20 Settembre 2014 Nessun commento

Erano gli anni settanta e ottanta quando a Firenze i cinema vivevano un fervido successo con le sale che si riempivano di persone.

Cultura, fascino, attori irripetibili, andare al cinema equivaleva ad uno stile di vita intelletuale ma anche un modo per svagarsi.

Un opzione alle borghesi discoteche.

Gente di una certa sinistra che sfociava nell’ anarchia…….

Come si diceva allora, ” Un must ” della  notte, del sabato per vedere una pellicola d’ Essai nell’ anima del capoluogo toscano  in quel quartiere, forse l’ unico, veramente fiorentino……San Frediano.

Poi come tutte le cose sono arrivati i tempi in cui la cinematografia aveva meno da dire, i costi di gestione sono lievitati mentre gli spettatori sono sensibilmente diminuiti. Un problema che neanche le moderne multisale in 3D sono riuscite ad arginare, per non parlare della televisione o internet che hanno complicato ulteriormente le cose e infine l’ odierna crisi economica.

Il cinema Universale ha vissuto un epoca strana e per chi come la nostra generazione con i capelli lunghi e jeans strappati, un pò alternativa, lo porta ancora oggi nel cuore con una punta di malinconia.

Riceviamo e pubblichiamo e per chi fosse interessato può contribuire a questo progetto.

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Come molti di voi avranno da tempo sperimentato, a Firenze non è facile creare qualcosa di nuovo senza arrivare da fuori città con la fama di potente e ricco e avere un formidabile conto in banca.

Federico Micali, nostro sostenitore fin dall’inizio (lo potete vedere nella foto di copertina del nostro blog www.societaperleidee.it), ha da tempo intrapreso la sfida di realizzare un film VERO sul mitico CINEMA UNIVERSALE di Firenze rimasto in attività (bizzarra) fino alla fine degli anni 80.

Iniziato sotto buoni auspici il progetto ha incocciato la CRISI e i relativi tagli ma ora DEVE andare in porto.

Non si tratta di un progettino amatoriale e per questo c’è bisogno di aiuto da tutti coloro che si lamentano sempre e che questa volta hanno l’occasione di fare parte di qualcosa di notevole.

Pertanto cliccate questa link, leggetevi tutto e poi cliccate su in alto su CONTRIBUISCI e finalmente entrerete in un progetto sfida alla perfidia e al mega mobbing tipici di Firenze che pesa su coloro che hanno idee e immaginazione che in genere si scontrano con coloro che hanno i soldi ma quasi mai hanno idee e immaginazione. Complici coloro che non compicciano niente salvo criticare chi fa qualcosa.

http://www.universaleilfilm.it/film/

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Istat: esce la prima edizione delle 100 statistiche del Paese.

Arte, fotografia e architettura: continuano gl’ incontri alla Fondazione Marangoni.

Copyright su internet.

16 Gennaio 2008 2 commenti

 

Copyright su internet –

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I pescatori nel Mediterraneo malato.

L’ Istituto italiano di Cultura ad Haifa sta organizzandoi una mostra che si terrà in autunno sulla pesca nel Mediterraneo. Qui sotto una nota del curatore  e le informazioni per parteciparvi.

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Musica e cultura.


Luca Barbarossa torna davanti al suo pubblico con un tour che durerà tutta l’estate e che viaggerà lungo la penisola. Più di trenta date e in luoghi che si avvicinano all’arte, quasi a voler esaltare l’impegno culturale che il cantautore intende proporre.
Centri storici, siti archeologici noti e meno noti, aree naturali: sarà accompagnato da diversi musicisti e il titolo del tour organizzato dalla Paddeu Produzioni si chiamerà ” Musica e cultura “.

Foto: Luca Barbarossa con la nazionale cantanti.
Riferimenti: Musica e cultura.

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