Archivio

Post Taggati ‘champions’

Juve: notte straordinaria. Un mezzo passo avanti verso l’ agognata Champions League.

11 Aprile 2017 Commenti chiusi

Splendida Juve……..forse è l’ anno buono se avrà un pizzico…… ma…… un pizzico di fortuna.

Tre a zero al Barcellona per tentare di volare alle semifinali però servirà grande attenzione al ritorno poichè non si sa mai……….il Barca è specializzato nelle remuntade.

Dybala, Dybala di nuovo e poi Chiellini hanno firmato l’ impresa con un gioco all’ italiana e senza sbagliare nulla.

Azulgrana in fase calante rispetto al passato con la  difesa inguardabile.

Messi e soci in serata no e con poche idee.

Ottima la tattica e gli schemi di Allegri.

Ritorno tra una settimana al Camp Nou.

_______________

 

 

Anche gli Dei cadono…

Nessuno è invicibile e niente è impossibile. Persino le imprese più ardue. Questa assieme ad altre è una delle imprescendibili leggi della Champions League e di tutto lo sport.

Una giornata storta, sfortuna e quantaltro possono cambiare i responsi e i risultati. E poi il tempo che piano piano modifica tutto…..

Il Barcellona esce dalla Coppa dei Campioni edizione 2016. Quest’ anno la corsa finisce molto presto e già c’ è chi parla di declino, di Lionel Messi che è finito ma sicuramente non sarà così.

Il Barca ancora oggi resta il club più innovativo e il più forte degl’ ultimi anni.

Quarti di finale fatali nel doppio derby con l’ Atletico, il quale tutto sommato merita il passaggio del turno.

Il 2-1 all’ andata per gli azulgrana è troppo flebile e quindi è stato ribaltato da un 2-0 nel match di ritorno.

Anche l’ Italia è protagonista in negativo ( tanto per cambiare NOI non ci smentiamo mai ) con la direzione di Rizzoli che non ha dato un evidente rigore al novataduesimo per un fallo di mano dentro l’ area e che avrebbe riaperto il corso della qualificazione.

Marca e As le due testate sportive più autorevoli  hanno analizzato la gara definendo depressi i catalani e formidabili i madridisti. Dall’ altare alla polvere. I poveri hanno distrutto i ricchi.

Si sa che i giornali iberici ( e qui ci assomigliano ) spesso enfatizzano le imprese e criticano senza pietà i fallimenti. Il sangue è ” caliente ” e la penna diventa ” rossa “……

Un modo di fare giornalismo all’ estremo pur di vendere copie e colpire il cuore del tifoso nelle rivalità più storiche.

Le semifinali se le giocheranno Atletico, Manchester City, Real Madrid e Bayern Monaco.

_______________

 

Juve, onore delle armi. Champions al Barcellona.

Come volevasi dimostrare la Juventus lascia un altra finale perduta ma senza eccessivi rimpianti. Stavolta Berlino non ha portato fortuna come lo fu per gl’ Azzurri nel 2006 e il Barcellona si aggiudica la Coppa dei Campioni con indiscutibile merito per tre reti a uno.

Gli spagnoli  hanno dimostrato maggiore personalità e carattere che proprio in queste circostanze innalzano i valori in campo sapendo creare un buon numero di occasioni.

Fondamentali sono stati alcuni episodi come un rigore negato a Pogba nel momento in cui la gara era in parità e la rete di Raktich dopo appena quattro minuti dal fischio di inizio che ha dato una mazzata sul piano psicologico la quale si è risentita a lungo.

Ma non è tempo di recriminare adesso quando il cuore e la generosità comunque sono stati insufficienti per raggiungere il trofeo.

Nonostante l’ amarezza sul filo del traguardo per i bianconeri rimane la soddisfazione di una splendida stagione con la premessa concreta di potere ripetere l’ avventura in un immediato futuro e sopratutto di aver ridato smalto e lustro al calcio italiano con la dimostrazione di potersela giocare con tutti a livello internazionale.

______________

Juve, comunque vada a finire grazie lo stesso.

Inutile nascondersi dietro un dito. Dovessi scomettere un ” cent ” lo farei per gli spagnoli per quanto sia italiano e ami il mio paese. In qualsiasi caso e chiunque lo rappresenti, il mio spirito nazional popolare non accetta compromessi ma la realtà ha un suo peso e deve essere sempre tenuta in considerazione.

Il pronostico come tante altre volte volge al loro favore e nemmeno di poco. Tralasciamo le percentuali di rito e i numeri che li conosciamo benissimo. Il Barcellona nel corso degl’ ultimi lustri ha costruito un ciclo che lo ha portato nella storia del calcio mondiale. Quattro finalissime Champions League in dieci anni non si ottengono per caso, per fortuna o per un rigore mancato.

Anche i nazionali hanno scritto pagine straordinarie vincendo di tutto e di più, inventando un gioco moderno, un modello che in molti hanno tentato di copiare ma non ci sono mai completamente riusciti.

Se il calcio, oltre ad essere uno sport, è una “ scienza esatta ” intrisa di intelligenza, impegno, denaro in abbondanza, talento, pragmatismo aziendale e marketing al Barcellona di tutto questo  non manca proprio niente.

Però come  ci insegna Davide e Golia oppure nella Guerra di Troia assieme alla Vita stessa i pronostici possono essere ribaltati, cambiati, con inaspettate eccezioni o circostanze che tuttavia anche se avvengono continuano a confermare la regola dove in genere il più forte sovrasta il più debole.

Il Barca sarà al gran completo. Le recenti apparizioni lo hanno visto in forma smagliante con quel trio offensivo che non smette di segnare gol a raffica e da manuale del calcio.

Mentre la Juventus dovrà sopperire il forfait di Chiellini. Un assenza che probabilmente farà posto al rientro di Barzagli anch’ esso guarito  dopo un fastidioso infortunio. Per il resto ci auspichiamo di vedere una grande prestazione di Pogba che potrebbe essere decisivo nel labirinto del centrocampo.

Decifrare una finalissima in una sintesi esplicativa è pressoché inattuabile. Troppi fattori tattici e molteplici elementi in gioco ma credo che i ragazzi di Luis Enrique non cambieranno mentalità sebbene da quando Guardiola sia andato via gl’ azulgrana hanno innestato un po’ più di praticità ( o cinismo ) nello svolgimento della loro manovra.

Restano però intatte le intercambiabilità dei reparti, i sincronismi a memoria, le verticalizzazioni improvvise e il possesso palla costante. Dominanti risolutive dei grandi valori individuali quasi fosse una scuola.

Dall’ altra sponda stavolta Massimiliano Allegri non potrà fare calcoli o esibire prudenze poiché non ci saranno rivincite e nemmeno ritorni. L’ occasione per quanto ardua è una sola. Sarà banale e scontato ma da Berlino si porta a Torino la coppa con le grandi orecchie soltanto se si segna almeno un gol in più. Quindi bisogna cercare di farlo e gli uomini ci sono. Il tecnico prevarrà  per il classico gioco all’ italiana con il contropiede ed l’unica arma a sua disposizione la quale la usa egregiamente.

I bianconeri non hanno niente da perdere. Una sconfitta non scalfisce una splendida stagione senza dover ricorrere ad eccessivi rammarichi.

Per cui comunque vada a finire dovremo dirgli grazie lo stesso.

____________

 

 

 

Il cielo sopra Berlino si tinge di bianconero.

Berlino non è più una speranza. La Juventus ci è arrivata e il sogno continua. Ora rimane solo lo stratosferico  Barcellona con il trio delle meraviglie, ma in novanta minuti a questo punto può succedere di tutto.

Adesso non potremo dire più che non è una squadra da competizioni europee e che vince facile solo in Italia perché non ci sono concorrenti di rango.

Nel ritorno della semifinale in un Bernabeu infuocato e pieno fino all’ inverosimile i bianconeri  hanno vissuto una notte al cardiopalma. Prima hanno provato il brivido dello spettro dell’ eliminazione poi recuperano il punteggio e si aggiudicano la qualificazione alla finalissima.

A Madrid finisce uno a uno. Cristiano Ronaldo dopo una ventina di minuti segna su rigore per un ingenuo fallo di Evra ma risponde nella ripresa l’ ex Morata.

E’ stata però una gara sofferta, a ritmi forsennati, con il cuore in gola e come se non bastasse svoltasi con una temperatura afosa.

Ha prevalso l’ esperienza, il catenaccio, il classico gioco all’ italiana, mischie furibonde e qualche pallone in tribuna in un campo ostile. E in questa atmosfera Massimiliano Allegri ha costruito un capolavoro azzeccando tutte le mosse e i cambi, replicando colpo su colpo.

Il biglietto per l’ atto finale del 6 di giugno è più che meritato nel computo delle due sfide. La Juve non ha mai avuto paura e si è battuta con umiltà conscia delle proprie idee e dei suoi valori contro un Real Madrid che con stanotte ha fallito completamente la stagione dimostrando dei limiti e forse una sopravvalutazione di alcuni giocatori.

______________

Per la Storia e per Berlino.

Un calciatore, a seconda dell’ intesità della partita ma anche di altre condizioni che adesso non stò a spiegare percorre circa dagl’ otto ai dodici km ogni novanta minuti. La distanza tra il Il Santiago Bernabeu di Madrid  e l’ Olimpia Stadium di Berlino è di cica 2300 chilometri. Stasera ventidue giocatori si batteranno per coprire quel divario.

Tralasciate semplici ilarità di scrittura, la sfida di ritorno tra Real Madrid e la Juventus sancirà l’ avversaria del Barcellona che ha quasi conquistato la finalissima con un roboante tre a zero ed ha messo ancora una volta in piena luce, se mai ce ne fosse stato bisogno, la straordinarietà di Lionel Messi, del giovane paulista Neymar e di Suarez capaci di far cambiare volto ad un match intricato in soli pochissimi minuti. Un trio fenomenale che non ha uguali al mondo. D’ altro canto non tutti se li possono permettere certi giocolieri e questa è una legge e una realtà incontrovertibile del calcio odierno.

Invece ” Blancos e Zebre “  se la dovranno sudare in una partita che si preannuncia a ritmi serrati. Dopo mercoledì notte non ci saranno ulteriori prove di appello ma nonostante tutto dobbiamo elogiare la Juventus la quale è già andata oltre se stessa. Nessun santone o professore del pallone nel settembre scorso avrebbe previsto tale risultato.

L’ esile vantaggio dei ragazzi di Massimiliano Allegri, come detto in precedenza è un arma a doppio taglio, poichè può essere immediatamente ribaltato e quindi non possiamo farci conto più di tanto. I giocatori devono restare umili senza cadere nella trappola della presunzione o della qualificazione già annunciata.

E’ comunque sempre un qualcosa ed è per questo che la Juventus dovrà tentare di fare almeno un gol in cui la metterebbe sotto il profilo psicologico e dei numeri al possibile riparo dei rischi.

La notizia migliore è che tra le fila del club piemontese rientrerà in pianta stabile Paul Pogba, la cui assenza si era sentita a Torino. Il francese di pelle nera con le leve di gazzella visto in campionato con il Cagliari è apparso in condizioni buone e quindi potrà dispensare fantasia e forza al centrocampo come negl’ interventi di contrasto per arginare la manovra degli spagnoli e sulle palle inattive.

Se il collettivo non può fare a meno dei gol di Carlos Tevez ha pure troppa esigenza dell’ incontrista. Per quanto la rosa dei sostituti sia di buona fattura restano due elementi decisivi negli schemi insegnati dal tecnico toscano.

Mentre per Carletto Ancelotti oltre a Karim Benzema avrà la presenza di Toni Kroos che si era leggermente infortunato nella gara di sabato scorso pareggiata al Bernabeu contro il Valencia. Assente sicuro invece è Modric. Ma il momento dei Galacticos non è proprio ottimale a cominciare dalle prestazioni opache del gallese Gareth Bale in cui la società ha investito moltissimo denaro e le numerose polemiche interne allo spogliatoio.

Come se non bastasse si sono allontanate le speranze di aggiudicarsi il titolo nella Liga grazie alla contemporanea vittoria per due a zero del Barcellona sul Real Societad e che ha rafforzato in vetta il distacco portandolo a quattro punti che probabilmente a questo punto della stagione diventerà irrecuperabile.

La Juventus in finale di Champions League non è più un utopia, non è più un astrazione e nemmeno una sciocca illusione sportiva ma bensì un sogno da vivere e da tramutare in realtà andando oltre il massimo sforzo e con un pizzico di fortuna il che non guasta mai.

Inutile nasconderlo. Il conseguimento di questo obbiettivo adesso è alla loro portata ed è stato ampiamente dimostrato nella partita di andata.

Visto e considerato i recenti arbitraggi delle semifinali nella Europa League per le italiane, e qui le vibranti proteste del Presidente De Laurentis in conferenza stampa sono state più che legittime e giustificate, ci auspichiamo di non dovere lasciare la Champions League per una direzione arbitrale un pò iniqua o per interessi di federazioni.

Non lo vogliamo nemmeno pensare.

Sarebbe un peccato per il calcio e per la Juventus la quale non se lo merita.

Che vinca il migliore.

_____________

 

 

 

 

Juve, l’ ostacolo è tosto ma l’ impresa non è impossibile.

Delle quattro è la più debole o meglio  le manca quel Top Player che le farebbe fare quel salto di qualità definitivo. Se la Vecchia Signora avesse tra le sue fila un Messi un Cristiano Ronaldo o comunque un ” 10 ” offensivo chiamato in vecchio stile calcistico una mezz’ala  che segna in quantità con le tre semifinaliste partirebbe alla pari. Ma la Juventus sebbene sia brava è stata anche ” fortunata ” poichè dei tre concorrenti ha pescato si un osso duro ma con la polpa.

In qualsiasi modo vada a finire l’ avventura bianconera il Real Madrid è comunque l’ antagonista più alla loro portata, più attinente alle sue caratteristiche ed ha qualche punto debole che forse Bayern e Barcellona non hanno. Per quanto siano gl’ attuali campioni in carica.

Se la punta di diamante è il lusitano Ronaldo insieme a tutto il reparto offensivo, il tallone d’ Achille dei Galacticos si chiama difesa. E qui la Juve dovrà trarne fuori il massimo con un cavallo di Troia.

La Storia dei bianchi di Madrid è ricca come è grandioso il suo palmares. Niente da obbiettare ma nonostante il blasone, i tanti soldi a disposizione sfogliando l’ Almanacco europeo ci si trovano pure periodi minori.

Prima della finale 2014 allo Estadio da Luz di Lisbona sono state ben 12 le edizioni in cui non giocavano in una finalissima ( 2002 a  Glasgow ) e se si esclude l’ epoca straordinaria degl’anni Cinquanta dei vari Gento, Santamaria, Zarraga, Di Stefano dal 1966 è dovuto trascorrere 22 anni con una matchball perso nel 1981 ad opera del Liverpool al Parco dei Principi a Parigi prima di rigiocare una finale.

Se guardiamo la classifica della Liga oltre l’ attuale secondo posto il Real Madrid ha segnato una caterva di gol come il Barcellona. Ben 105 centri fino ad oggi. Ma la retroguardia madridista nonostante tra i pali ci sia il  pregevole Casillas ne ha incassati ben 32 contro i 19 degl’ azulgrana.

Anche l’ Atletico Madrid, il Valencia e il Villareal hanno subito meno reti. Per quanto il Real Madrid nel corso del tempo abbia cambiato faccia e modo di giocare, aggiungendo più tatticismo nelle loro partite certe priorità di gioco sono rimaste le stesse.

Insomma hanno vinto tantissimo, un po’ come la nazionale del Brasile ma qualche volta si sono presi delle improvvise batoste. La chiave dell’ accesso alla notte di Berlino è sicuramente la partita di domani sera allo Stadium di Torino.

La Juventus orfana di Pogba che mai come questa volta avrebbe regalato fantasia, potenza e imprevedibilità  in mezzo al campo non dovrà partire a testa bassa ma avrà il dovere di fare la gara con intelligenza e di cercare almeno un gol che le consentirebbe di lasciare qualche speranza nella seconda sfida al Bernabeu. Con un pari tra le mura di casa potremmo considerarci quasi fuori dalla Champions League.

E questo Massimiliano Allegri lo ha ben intuito annunciando alla vigilia che giocherà con la difesa a quattro nella pura tradizione italiana e quindi più aperto, forse con una manovra razionale come ha fatto altre volte, quasi a voler far capire che dovrà appellarsi alle giocate di Carlos Tevez, il quale sta vivendo la migliore stagione della sua carriera e alle punizioni di Andrea Pirlo.

Proprio da queste ultime, colpi balistici di grande qualità, potrebbero rendere le Merengues vulnerabili come è successo nel match con lo Schalke 04. E proprio dalle statistiche più accurate si evince che una buona percentuale di falli importanti degli spagnoli avvengono nei pressi della loro area di rigore quando si tratta di fermare atleti avversari in velocità e frequentemente sono sanciti dagl’ arbitri con calci da fermo.

Tutte e due le squadre stanno attraversando un periodo di forma complessivamente buono, ma ambedue nel corso della stagione hanno avuto qualche alternanza di rendimento. Il Real Madrid dovrà a fare a meno dell’ attaccante Karim Benzema mentre è assicurata la presenza di Rodríguez e Bale.

Nel computo dei pronostici sulla qualificazione gl’ iberici sono favoriti, e lo confermano anche i bookmakers, ma la Juventus ha dalla sua uno Scudetto conquistato, una Coppa Italia a portata di mano mentre le motivazioni assieme alle aspettative sono altissime.

Il fattore psicologico è di fondamentale importanza, l’ ambiente juventino appare in tranquillità e inoltre è cresciuta l’ autostima e la fiducia con il raggiungimento della semifinale.

Come dire: l’ ostacolo è tosto ma l’ impresa non è impossibile.

____________

 

 

 

Juventus, la semifinale è vicina ma è vietato sbagliare.

22 Aprile 2015 Commenti chiusi

Le partite di ritorno dei quarti di finale della Champions League offrono allo spettatore e al tifoso dello sport più bello del mondo possibili spunti tecnici assieme alle emozioni e danno un taglio netto per arrivare all’ agognato trofeo.

Entrare tra le prime quattro d’ Europa è già di per sè un grosso traguardo per la maggioranza dei club oltre naturalmente alle solite note che nella loro storia di frequente conquistano degl’ importanti risultati. Da qui in avanti si comincia seriamente a pensare che ci si può fare………

Il Monaco è una dignitosa squadra ma non straordinaria. Ben organizzata tatticamente, ordinata ma non ha elementi di grande spicco, nel calcio di oggi comunemente enfatizzato con il nome di Top Player.

I migliori della rosa sono il trentaquatrenne bulgaro Dimitar Berbatov, ex M. United, un ” dieci intelligente ” che è bravo a smarcarsi sottoporta. L’ esperto centrale Ricardo Carvalho che registra la difesa, l’ italiano Raggi ex di Bologna e Sampdoria alla sua terza stagione nella France Ligue, il lusitano Moutinho, centrocampista d’ ordine e per finire il giovanissimo attaccante francese A. Martial uno dei maggiori realizzatori del Monaco nell’ attuale stagione.

I risultati parlano chiaro: i transalpini esprimono un gioco più efficace nelle partite in trasferta dove si aprono gli spazi mentre in casa se deve condurre la gara oppure recuperare di fronte  ad avversari chiusi ed arcigni può avere delle difficoltà.

Figli del lavoro di Jardim che li allena, la filosofia resta quella del calcio portoghese moderno ma naturalizzato latino con una retroguardia più coperta e pronti all’ occorenza ad usare il giocodi rimessa. Nel campionato francese il Monaco si è stabilizzato intorno alle prime posizioni ma tuttavia è ancora distante dal discorso dello scudetto.

Il vantaggio di uno a zero è sempre un risultato ” ambiguo “. Lo sa pure Massimiliano Allegri che in questa vigilia ha gettato molta acqua sul fuoco. Però è pur sempre un qualcosa che può tornare comodo. Anche con una sconfitta di due reti ad uno la Vecchia Signora oltrepassa il turno ed è quindi fondamentale segnare un gol per mettersi al riparo dalle sorprese mentre sarebbe un marchiano errore scendere in campo con la mentalità del pareggio.

La Juventus quest’ anno in Europa ci ha regalato prestazioni alterne. Sostanzialmente s’ intravede una certa ( lenta ) crescita a livello tecnico ma resta, secono il mio modesto giudizio, ancora inferiore ad almeno un paio di grandi club stranieri.

Se lo strapotere in Italia è a dir poco assoluto, in Coppa dei Campioni ha avuto la fortuna di pescare nei quarti un avversario più debole ma come ben sappiamo nelle sfide dentro e fuori non ci si può permettere gravi distrazioni.

Comunque, come detto più volte, i bianconeri ci sembrano maturati rispetto alle passate edizioni. Anche senza la presenza diPogba non le mancano i talenti per decidere una partita così. Pirlo con le sue punizioni, Tevez con la sua rapidità insieme all’ ariete Alvaro Morata e al temperamento del jolly Vidal.

Arbitrerà W. Collum, scozzese di 36 anni dal 2006 con il badge internazionale della Fifa che ha già diretto i bianconeri per ben tre volte ed è sempre andata bene.  Gl’ assistenti saranni i britannici MacGraith e G. Chambers.

_______________________

Champions: Juve, più che fortunata. Incontrerà il Monaco.

20 Marzo 2015 Commenti chiusi

Può darsi che mi sbagli ma per come stanno andando le cose mi tocca ripeterlo. Potrebbe essere l’ anno buono con la un dose di fortuna che tra l’ altro mi pare che stia passando…….

L’ urna di Nyon per i quarti di finale della Champions League regala alla Juventus l’ avversario più debole.

I transalpini del Monaco. Almeno sulla carta e quindi mai dire mai poichè il pallone è rotondo. Ma è sicuramente la favorita.

La formazione del Principato ha eliminato l’ Arsenal mentre nel campionato francese veleggia al quarto posto distante dalla vetta. Collettivo organizzato, di discreto livello ma senza grandissimi campioni.

Il sorteggio ha escluso ai bianconeri squadre forti e forse superiori che se la vredranno tra di loro eliminandosi a vicenda.

Se non ci saranno colpi di testa, distrazioni o quantaltro, la semifinale per la Juventus adesso è più vicina.

 

 

Roma -Juve: la differenza rimane la stessa ( in tutti i sensi).

3 Marzo 2015 Commenti chiusi

Juve e Roma, tutto come prima o forse più di prima……se i punti sono gli stessi la differenza tra le due squadre è la medesima. In tutti i sensi: gioco, idee, organizzazione e convinzione.

Oltre il risultato la Juventus si conferma ancora una volta la migliore in assoluto in Italia e salta con molto cervello e giudizio un altro ostacolo anche se fin da stasera poteva chiudere definitivamente i conti per poi gestire nelle prossime settimane il turn over e concentrarsi  sulla Champions League. Ma forse è meglio così…….

Senza cadere nella trappola della banalità giornalistica doveva essere il match clou, l’ ultima battaglia, la Partitissima, lo scontro decisivo…..e chi ne ha e più ne metta.

Perlomeno ce lo aspettavamo, ci speravamo. E’ stata invece una partituccia, a tratti scialba, molto tattica e con poche vere emozioni specialmente nel primo tempo. Meno male nulla da contestare sulla dirigenza arbitrale e per il comportamento delle tifoserie che è rimasto nei canoni della civiltà.

I giallorossi hanno sprecato l’ ennesima opportunità per ridare vita e brio ad un campionato che per il discorso del titolo oramai difficilmente ritornerà in bilico. Avevano anche l’ organico al completo e il ” sergente Garcia ” poteva avvalersi di più soluzioni confidando il fatto di essere tra le mura amiche dello stadio Olimpico.

Qualcuna l’ ha provata però non è cambiata la sostanza.

Ma ancora una volta la differenza che dicevamo prima ne è venuta fuori. I romanisti rimangono una squadra incompiuta, e non solo per il profilo tecnico dei giocatori, ma bensì  a livello psicologico dove l’ alternanza regala dei brutti scherzi. Vecchi problemi che si erano già visti negl’ anni passati.

Non riuscire a prendere in mano la gara è l’ ennesimo segnale che ci sono dei grossi limiti. A cominciare dalla continuità e dalla tensione. Gli uomini chiave come Gervinho, De Rossi,  Totti e per finire a Pijanic hanno ampiamente deluso.

La Juventus aveva l’ handicap di aggiustare la difesa e aggiungendo  le assenze forzate di Pirlo e Progba che avrebbero tolto inventiva, geometrie e fantasia in mezzo  al campo, la situazione da gestire era una cosa non semplice.

Motivi per i quali  hanno dato l’ avviso ad Allegri di metterla sulla prudenza. Atteggiamento saggio e di esperienza fin dai giorni antecedenti alla sfida. Ci fosse stato ancora Antonio Conte avrebbe agito diversamente.

Come nella vita anche sul rettangolo delle arene esistono delle  ” volpi ” e al momento giusto i bianconeri hanno sfruttato l’ errore dell’ avversario per portarsi in vantaggio con una magistrale esecuzione di Tevez che non per caso è il capocannoniere del torneo.

Ma quello che sorprende è il fallo di Torosidis il quale ha generato la punizione dal limite dell’ area. Un errore sesquipedale.

La Roma si è accesa solamente in quei venti minuti finali in cui prevale la rabbia e un orgoglio disordinato per raggiungere il pareggio con Keita.

Ma serve a poco ed è l’ immagine di un altra stagione a luci e ombre.

Per lo Scudetto e per eventuali sogni europei ci vuole ben altro.

________________________

 

C’ era una volta il Milan.

25 Gennaio 2015 Commenti chiusi

Se una nostalgia è da coltivare non è per il passato, ma per il futuro.

( Pino Caruso, Ho dei pensieri che non condivido, 2009 ).

E il futuro del Milan appare in questo momento lontanissimo e per ricostruirlo non sarà del tutto indolore.

Il calcio italiano negl’ ultimi anni ha perduto diversi treni per aggiornarsi e sopratutto per migliorarsi. Anche per ritrovare credibilità con la gente che ha abbandonato gli stadi e gli abbonamenti.

Il razzismo, il gioco dei club e della Nazionale, la disattenzione sulla crescita dei vivai, le società fallite con i libri contabili che entrano nelle aule dei Tribunali, le mancate vittorie in campo internazionale, doping, scommesse, violenza e arbitri compiacenti ne hanno fatto uno sport a cui è rimasto solamente la parola………..e le chiacchere sui giornali e tv.

Milano da tempo non è più capitale del pallone ed è lo specchio rotto del nostro calcio. Massimo Moratti dopo aver assaporato la gloria mondiale con uno storico Triplete ed essersi svenato ha capito che il giochino si era concluso e alla prima ( vera ) occasione ha ceduto il club. L’ avvicendamento con un indonesiano poco simpatico, a tratti annoiato, difficilmente riporterà gl’ antichi fasti in tempi brevi.

Silvio Berlusconi da canto suo tra onerose separazioni, declino in politica, processi e assoluzioni ridicole è rimasto ai margini della società con  una presenza che sa di circostanza e di facciata.

Il Milan sta vivendo l’ ennesima stagione grigia, forse la peggiore negl’ ultimi tre lustri. Il tempo passa gli uomini si stancano, il ” piatto piange ” e gli errori aumentano ma è lo società che oramai sembra allo sbando con scelte di ripiego, talora incomprensibili,  allenatori giovani e inesperti e uno spogliatoio quasi mai unito.

Non basta una giovane rampolla, Barbara,  per quanto possa cercare di scuotere l’ ambiente ma senza professionalità, in uno sport sempre più agguerrito e convivere con un Galliani che non la sopporta. I rossoneri dopo la sconfitta con la Lazio hanno perso definitivamente l’ autobus per la Champions League ma da ora in avanti un altro sbaglio sarà fatale e così anche la Coppa Italia rimarrà una chimera.

Questa squadra non ha uno straccio di gioco e nemmeno i giocatori. Poco carattere, una difesa incerta e non esprime personalità. La colpa è di Pippo Inzaghi ma fino a un certo punto sebbene con ogni probabilità sarà il primo a pagarne il conto. Comunque sia, al momento, un altro tecnico farebbe ben poco. Affidare la guida a ex giocatori che hanno vissuto e sono state bandiere nell’ ambiente rossonero ma alla loro prima esperienza di panchina è chiaro s’ incontrano enormi difficoltà. Come lo fu per Seedorf, è una politica calcistica che non rende e se vogliamo troppo familiare.

La gavetta per qualsiasi mestiere è necessaria per salire in alto. Gli scudetti si vincono con il sudore, la fortuna, il talento, i giusti schemi unitamente in un progetto mirato.

Ed è per tuttociò che le colpe attuali devono essere divise con la dirigenza.

Se analizziamo bene la società non ha un programma di mercato attendibile anche in considerazione dei recenti acquisti.

Al giro di boa invernale i milanisti veleggiano quasi a metà classifica. Non sono mai stati, neanche per un turno, in lotta alla vetta.

I dati odierni sono pressoché impietosi, allo stesso tempo incontrovertibili e quindi senza attenuanti.

Ventisei punti, sei sconfitte, ventotto gol fatti e ben venticinque subiti sono numeri di un club di provincia che se non correrà ai ripari con delle nuove idee e ulteriori risorse è destinato a rimanere tale anche nella prossima stagione.

_____________

 

 

 

La Juve uccide il campionato. Titolo d’ inverno e mezzo scudetto in tasca.

La Juve uccide il campionato e lo fa con il massimo splendore e cinismo. Due doti che nello sport spesso vanno di pari passo per chi vuole segnare delle epoche vincenti. Titolo d’ inverno e mezzo scudetto in tasca.

Allo Juventus Stadium quello che ci si aspettava si è avverato.  D’ altra parte se si esclude la prima parte del torneo dove la Roma ha fatto vedere buone cose, ma non eccezionali, ad oggi si confermano i valori ( assoluti ) delle forze in campo.

Totti, De Rossi, Destro e soci fanno quello che possono ma alla distanza la volontà non è sufficiente. Ancora meno il lavoro di tattica, di recupero pscicologico e di equilibri che ha saputo dare il ” sergente ” Garcia.

In Italia i bianconeri dominano e regneranno a lungo dove neanche i milioni di euro approdati dall’ Indonesia a Milano cambieranno questa situazione.  E forse è anche per questo che Massimo Moratti ha ceduto la società.

E neanche Barbara Berlusconi che vuole dirigenti giovani, aitanti e super attivi farà tornare a vincere il Diavolo considerato che il Cavaliere ha il desiderio di cedere le armi e chiudere il rubinetto.

Nonostante una Vecchia Signora con problemi di bipolarismo o qualsivoglia doppia personalità, ( in Champions è uscita anzitempo rimediando una pessima figura ), quest’ anno sembrava che potesse faticare di più del previsto e difatti nelle prime settimane in autunno non era mai stata eccessivamente pregevole.

Ma le problematiche sono svanite presto. Il club e l’ organico hanno compreso da tempo che non ci si può concedere flessioni e la sconfitta di Firenze, fino adesso il momento più incolore della stagione,  è stata presto metabolizzata.

E’ convinzione di molti che la Serie A  negl’ ultimi anni stia attraversando una fase transitoria in cui dopo la Juventus c’ è veramente  poco. Sia di novità tecniche che di avversari talora assemblati male e in alcuni casi incompiuti. Il resto lo fa il perdurare della crisi economica.

Forse è proprio per questo che la rende pressochè invicibile nel nostro campionato.

Stanotte la Juventus si è imposta sulla Roma per tre reti a zero. Hanno deciso i gol di Vidal, Bonucci e Vucinic.

_________________

 

Juve, è dovere provarci.

Le rimonte sono sempre state difficili. Per diversi motivi. A cominciare da quello psicologico, tecnico, per finire a quelle sulla lunga distanza. Ce lo insegna la storia ma anche quest’ anno dove in un disastroso avvio di campionato il Milan  ha perso il treno per competere ( almeno ) nella lotta dello Scudetto. Eppure le giornate a disposizione erano tante ma non sono bastate. In Europa poi quando si compie il destino in soli 180 minuti la questione è ancora più ardua. D’ altra parte chi sta davanti oppure ha un vantaggio cospicuo acquisito all’ andata, le statistiche ci ricordano che l’ ottanta per cento delle volte approda al turno successivo.

Tuttavia non è una regola assoluta anche se le eccezioni sono poi la conferma della stessa. E’ bene essere chiari e realisti lasciando in un angolo qualsiasi tipo di circonlocuzione:  due gol da recuperare sono tanti e non tutti si chiamano Barcellona, Milan di Sacchi o il Real Madrid di Gento, Puskas, Di Stefano e Santamaria mentre i panzer tedeschi non si possono certamente paragonare all’ Albinoleffe. ( Che non me ne vogliano da quelle parti ).  Robben e soci sono vecchie volpi del pallone e di esperienza ne hanno da vendere.

La Vecchia Signora al momento ha un piede fuori della Champions League. Qualche errore di valutazione e anche tattico nella notte di Monaco di Baviera è stato fatto ma è inutile recriminare o lanciare colpe ad Antonio Conte. ” I rimpianti non servono a niente: abbandonarvisi vuol dire perdere il tempo presente per un passato che non ci  appartiene più “. Lo scriveva Abel Dufresne, letterato francese dell’ Ottocento e ancora oggi mai parole furono più vere………sia nel calcio che nella vita.

I bianconeri hanno il dovere di provarci con il cuore e l’ anima, con il talento che hanno a disposizione assieme al sostegno del loro pubblico. Per continuare a sognare una stagione che comunque vada a finire questo match, resta straordinaria e sarà d’ insegnamento anche per il prossimo futuro.

E’ vero che il gap con alcuni blasonati club europei ha una differenza significativa, ma al momento è quello che passa il convento e le casse della Exor ( la finanziaria di maggioranza ). E scusate se è poco. Tralasciando ogni forma di campanilismo se guardiamo le altre squadre italiane sono già fuori dalle coppe e soprattutto giocano peggio.

Quello che però ci fa dubitare nonostante sia saldamente prima in classifica in Italia è che in alcune occasioni la squadra juventina abbia smarrito qualche convinzione, cosa che non deve accadere mercoledì sera poiché è meglio perdere con l’ onore delle armi che non aver lottato in una battaglia. Sarebbe imperdonabile.

Alcuni uomini chiave seppure non si chiamino Messi o Maradona posso fare inventare il colpo giusto e il Bayern che vince i titoli in Bundesliga con sei giornate d’ anticipo, correndo completamente da solo, ha un organico di tutto rispetto ma resto della modesta opinione che sia un collettivo forte tra le proprie mura e un po’ meno fuori. E poi a seconda delle squadre che incontra. Vedi l’ Arsenal, che per un soffio non è riuscito nell’ impresa di buttare fuori i tedeschi agl’ ottavi.

La Juventus deve fare la partita senza timori sorta, come spesso ci ha abituato nell’ ultimo biennio. A questo punto giocare di rimessa è pressoché impossibile poiché è probabile lo faranno i bavaresi.

E sperare nella dea bendata con la consapevolezza che giocare con il modulo 4-3-3  potrebbe essere esiziale. Non diamo consigli a Conte poichè non ne ha nessun bisogno ma un 4 – 3-1- 2 oppure un 4-4-2 sarebbero più coperti nella retroguardia e sulle fasce.

________________________

 

 

 

 

Quarti Champions: Juve con il Bayern. Ce la può fare.

Ad essere sinceri poteva andare peggio, considerato la fine che ha fatto il Milan con il Barcellona e che ci poteva stare anche il Real Madrid, le quali le considero superiori.

La Juventus è l’ unica a difendere l’ onore, i colori e la dignità del pallone nostrano nella coppa dalle grandi orecchie. L’ urna di Nyon le ha regalato il Bayern di Monaco. Una sfida classica. Italiani e tedeschi si sono sempre dati battaglia, ma se giocherà come sa fare arriverà alle semifinali. Poi, con il nuovo regolamento di quest’ anno, dovrà rivolgersi nuovamente alla fortuna del sorteggio previsto per il 12 aprile

Ma quando si entra nelle prime quattro di Europa è comunque un ottimo risultato se consideriamo che negl’ ultimi anni la Juventus più volte non ha nemmeno partecipato ad una competizione europea oppure è uscita anzitempo facendo delle pessime figure.

Stavolta l’ occasione per il riscatto continentale è nelle sue mani. Ha tutte le carte inregola per oltrepassare anche questo ostacolo, con l’ innegabile vantaggio di uno Scudetto quasi già conquistato. La squadra è pronta, matura e tranquilla per conludere questa stagione che le sta dando grandissime soddisfazioni. Si giocherà prima in Germania quindi  il ritorno a Torino.

Il Bayern Monaco è un organico organizzato ed è saldamente in testa nella Bundesliga con molti punti di vantaggio. Tra le sue fila ci sono giocatori importanti come Robben e Lahm ma comunque è battibile nel doppio confronto e con una difesa non sempre all’ altezza della situazione. E’ vero che è arrivato nelle ultime due finalissime di Champions League però in entrambe le partite ha perso.

Nel girone eliminatorio è giunto primo insieme al Valencia mentre agl’ ottavi ha faticato con l’ Arsenal qualificandosi grazie alla regola dei gol in trasferta.

Qui sotto il tabellone dei quarti.

 

Barca: remuntada avvenuta. Quarti di finale con quattro sberle al Milan.

Le grandi squadre non si arrendono mai e nei momenti topici tirano fuori sempre la grinta. Anche quando sono in fase calante. D’ altra parte essere campioni del mondo e d’ europa non è un caso. Il Barcellona ancora una volta  lo ha dimostrato con un match di carattere, tecnica, volontà e orgoglio.

Non bastano due gol di vantaggio al Milan per approdare ai quarti di finale. La corsa in Champions League si ferma nell’ infuocato catino del Nou Camp dove gli azulgrana in grande spolvero ribaltano un intricata situazione che si era venuta a creare nella gara di andata. Vittoria con pieno merito. Messi è stato  stratosferico con i suoi decisivi guizzi.

Quattro a zero il finale. Fin dalle battute iniziali non c’ è stata mai partita e neanche il palo di Njang se fosse finito dentro avrebbe cambiato le cose.

Sovrastati sul piano fisico, della convinzione e anche tecnico – tattico i ragazzi di Allegri hanno avuto poche occasioni per andare a segno.

Doppietta di Messi nella prima frazione, poi Villa ad inizio ripresa e allo scadere Jordi Alba chiude definitivamente il conto.

______________