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La Juventus chiude il conto prima di aprirlo. Cardiff è all’ orizzonte.

3 Maggio 2017 Commenti chiusi

La finalissima Champions 2016 – 2017 che si giocherà in quel di Cardiff con ogni probabilità sarà Real Madrid – Juventus.

Stavolta è la grande occasione per vincere il trofeo agognato da diversi lustri …senza alibi e senza ombre.

Per il triplete e il quinteple……… ci sono gl’ ultimi ostacoli poi se si salteranno sarà Storia vera ed è bene ricordarsi che la Ruota della Fortuna gira una volta sola.

L’ avversario è duro ma battibile. Oltre agli sforzi calcistici, sarà necessario non cadere nella presunzione, di sentirsi vincitori prima della fine, concentrazione massima con un occhio e molti piedi di riguardo per CR7.

A sbagliare e cadere basta un attimo e tutto andrebbe perduto. Gl’ almanacchi della pelota sono pieni di episodi simili.

Ma veniamo ad ora. La urna delle stelle aveva dispensato fortuna ( un altro segno dell’ – Bydd yn flwyddyn dwyfol –   anno divino – in lingua gallese ) regalando ai torinesi l’ antagonista più debole.

E siccome il calcio vive di gelosie e polemiche qualcuno ha parlato di trucchetto favorito…….manolesta, ecc. ecc.

Potrebbe darsi ma le prove non ci stanno e nessuno sarà indagato….oramai non si può fare continuamente un processo ( mediatico ) all’ intenzioni.

A Montercarlo i ragazzi di Allegri si sono imposti per due reti a zero. Squadra attenta e pronta a colpire.

Risolve la questione una doppietta di Higuan.

Bravo e decisivo Dani Alves con assist di pregevole fattura.

In campo la differenza non è solo nei gol ma anche nei valori tecnici e di personalità.

Per il Monaco la strada adesso è  con una pendenza di salita intorno al 30 per cento.

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Juve basta lo 0 – 0 è tra le prime quattro d’ Europa.

Dopo tanti anni la Juventus raggiunge nuovamente la semifinale della Champions League insieme ai tedeschi del Bayern, il Real Madrid e il Barcellona.

Lo zero a zero di stasera nel Principato di Monaco in una gara spinosa e con molta tensione, a tratti sofferente ha fatto rilevare le difficoltà di attacco dei francesi che non è riuscita a sfondare il muro bianconero.

Match prudente, forse troppo da parte dei ragazzi di Massimiliano Allegri che conseguono l’ obbiettivo ma con qualche ombra per una tattica che sfiora il catenaccio e per niente intraprendente. Insomma con il minimo sindacale ora si trova in semifinale ma nel prossimo turno questo atteggiamento non potrà pagare e non potrà essere all’ occorrenza tenuto.

Se adesso è più che lecito sognare la notte di Berlino presto si conoscerà l’ avversario che senza nessun alibi sarà tosto e forte poiché tutte le altre  sono superiori tecnicamente ai torinesi.

Anche nel fattore dell’ esperienza internazionale che a questi livelli ha un certo peso.

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Juventus, la semifinale è vicina ma è vietato sbagliare.

22 Aprile 2015 Commenti chiusi

Le partite di ritorno dei quarti di finale della Champions League offrono allo spettatore e al tifoso dello sport più bello del mondo possibili spunti tecnici assieme alle emozioni e danno un taglio netto per arrivare all’ agognato trofeo.

Entrare tra le prime quattro d’ Europa è già di per sè un grosso traguardo per la maggioranza dei club oltre naturalmente alle solite note che nella loro storia di frequente conquistano degl’ importanti risultati. Da qui in avanti si comincia seriamente a pensare che ci si può fare………

Il Monaco è una dignitosa squadra ma non straordinaria. Ben organizzata tatticamente, ordinata ma non ha elementi di grande spicco, nel calcio di oggi comunemente enfatizzato con il nome di Top Player.

I migliori della rosa sono il trentaquatrenne bulgaro Dimitar Berbatov, ex M. United, un ” dieci intelligente ” che è bravo a smarcarsi sottoporta. L’ esperto centrale Ricardo Carvalho che registra la difesa, l’ italiano Raggi ex di Bologna e Sampdoria alla sua terza stagione nella France Ligue, il lusitano Moutinho, centrocampista d’ ordine e per finire il giovanissimo attaccante francese A. Martial uno dei maggiori realizzatori del Monaco nell’ attuale stagione.

I risultati parlano chiaro: i transalpini esprimono un gioco più efficace nelle partite in trasferta dove si aprono gli spazi mentre in casa se deve condurre la gara oppure recuperare di fronte  ad avversari chiusi ed arcigni può avere delle difficoltà.

Figli del lavoro di Jardim che li allena, la filosofia resta quella del calcio portoghese moderno ma naturalizzato latino con una retroguardia più coperta e pronti all’ occorenza ad usare il giocodi rimessa. Nel campionato francese il Monaco si è stabilizzato intorno alle prime posizioni ma tuttavia è ancora distante dal discorso dello scudetto.

Il vantaggio di uno a zero è sempre un risultato ” ambiguo “. Lo sa pure Massimiliano Allegri che in questa vigilia ha gettato molta acqua sul fuoco. Però è pur sempre un qualcosa che può tornare comodo. Anche con una sconfitta di due reti ad uno la Vecchia Signora oltrepassa il turno ed è quindi fondamentale segnare un gol per mettersi al riparo dalle sorprese mentre sarebbe un marchiano errore scendere in campo con la mentalità del pareggio.

La Juventus quest’ anno in Europa ci ha regalato prestazioni alterne. Sostanzialmente s’ intravede una certa ( lenta ) crescita a livello tecnico ma resta, secono il mio modesto giudizio, ancora inferiore ad almeno un paio di grandi club stranieri.

Se lo strapotere in Italia è a dir poco assoluto, in Coppa dei Campioni ha avuto la fortuna di pescare nei quarti un avversario più debole ma come ben sappiamo nelle sfide dentro e fuori non ci si può permettere gravi distrazioni.

Comunque, come detto più volte, i bianconeri ci sembrano maturati rispetto alle passate edizioni. Anche senza la presenza diPogba non le mancano i talenti per decidere una partita così. Pirlo con le sue punizioni, Tevez con la sua rapidità insieme all’ ariete Alvaro Morata e al temperamento del jolly Vidal.

Arbitrerà W. Collum, scozzese di 36 anni dal 2006 con il badge internazionale della Fifa che ha già diretto i bianconeri per ben tre volte ed è sempre andata bene.  Gl’ assistenti saranni i britannici MacGraith e G. Chambers.

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Juve: passeggiata a Dortmund, avanti tutta in Champions.

18 Marzo 2015 Commenti chiusi

Quello che si poteva temere non si è avverato, ma non per fortuna o puro caso, bensì per volontà e capacità. Con lo Scudetto archiviato la Juventus si può concentrare in Coppa dei Campioni mentre con  l’ arrivo della primavera, potrà dare il meglio  in fatto di condizione e tenuta psicologica.

Sebbene la strada sia ancora lunga un altro ostacolo è stato saltato. Potrebbe ( uso il condizionale per prudenza ed esperienza ) essere l’ anno buono nonostante Barcellona, Bayern e PSG e Real Madrid siano bene attrezzati.

Tuttavia se la Vecchia Signora continuerà ad aumentare la cattiveria ed accrescere la fame assieme all’ autostima per vette ambiziose se la può giocare con tutte fino in fondo.

Nella gara di ritorno forte di un incerto ( scusate il lessico ingarbugliato ) due a uno dell’ andata che poteva dare incomplete garanzie, i bianconeri  in terra tedesca se la cavano con una passeggiata del tutto piacevole, ma anche tipicamente italica usando con maestria il contropiede.

Tre a zero il risultato finale. Però il Borussia ha evidenziato diversi limiti e numerose sbavature d’ impostazione tra i reparti.

Il match è stato dominato fin dalle prime battute e la coppia Tevez – Morata si sta dimostrando innovativa ed efficace con o senza Pirlo. I due la davanti hanno molti colpi a sorpresa verso la porta avversaria. Si muovono in sintonia in particolar modo quando gli spazi si aprono con improvvise e rapide verticalizzazioni.

Per il resto i rischi sono stati rarissimi e già dal primo gol il morale dei tedeschi è finito sotto i tacchetti.

L’ approdo ai quarti della Juventus è un segnale importante  per futuro migliore in campo internazionale e per l’ immagine del nostro calcio che negl’ ultimi anni ci ha dato cocenti delusioni.

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Juve, la strada è diventata dura.

La Champions è un altra cosa titola stamani mattina un noto quotidiano sportivo. E forse ha un pò ragione. Europa compromessa o perlomeno a rischio per la Juventus a differenza del campionato oramai in cassaforte.

La sconfitta subita  ieri sera a Monaco di Baviera per due reti a zero sarà difficile da ribaltare tra otto giorni a Torino. I bianconeri non sono il Barcellona che hanno cancellato il Milan. Questo è un dato di fatto e come era stato scritto da più parti nella gara di andata per passare alle semifinali era di fondamentale importanza ridurre il passivo.

Certo, è stata anche una serata nata male fin dall’ inizio, con quel gol dopo appena trenta secondi che ha influenzato fortemente l’ impatto psicologico all’ Allianza Area ma d’ altra parte adesso le recriminazioni non servono a niente.

Il Bayern ha comunque meritato il doppio vantaggio e la Juventus non ha saputo reagire come invece ci abituato negl’ ultimi due anni.

Quello che preoccupa è la stata la mancanza di motivazioni e la modesta prestazione di alcuni uomini chiave, come Pirlo, Marchisio, Buffon e Chiellini che non hanno saputo imporsi e prendere in mano le redini della squadra. Anche i cambi ordinati da Conte sono serviti a poco.

Al ritorno servirà un impresa e se la ruota della fortuna girasse totalmente in favore può farcela ad agguantare le semifinali ma tutto dovrà andare alla perfezione senza il  minimo errore che a questo punto risulterebbe fatale.

Staremo a vedere.

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Milan, sprofondo rosso e la stagione diventa tutta in salita.

16 Settembre 2012 Nessun commento

Da stasera Berlusconi sarà sicuramente meno ” allegro ” e quando perde la pazienza si preannunciano cambiamenti. Il Milan smarrisce  la rotta di navigazione, anche se oramai ci ha abituato a partenze di campionato in maniera “ diesel “ per poi risalire la china, ma stavolta la questione è diversa. La seconda sconfitta casalinga in tre turni contro una coriacea Atalanta per una rete a zero non è un semplice campanello dall’ allarme ma la triste conferma che questa stagione sarà deludente sotto diversi aspetti.

Inutile prendersela con Massimiliano Allegri, talora anche criticabile per alcune scelte tattiche, ma quando non si hanno i campioni e sono stati venduti per ripianare i buchi dei bilanci la colpa è solo della dirigenza. Certo i bilanci vogliono la loro parte ma con questa squadra, priva di qualità in mezzo al campo, con un carattere altalenante, un gioco corale prevedibile e con i recenti acquisti che potremmo definire ” normali ” il futuro, almeno quello immdiato, ci appare poco roseo. A questo punto anche un avvicendamento di allenatore modificherebbe di poco lo stato delle cose.

Il sopravvalutato De Jong e l’ innesto di Pazzini scambiato con Cassano che almeno dava geometrie e un pò di fantasia, non sono sufficienti per competere per uno Scudetto.

La società adesso dovrà rivolgersi al prossimo mercato di gennaio per potere fare delle correzioni di organico, fermo restando che in quell’ epoca difficilmente i migliori talenti lasciano i club.

Aspettando l’ ennesimo ma mai definitivo rientro di Pato e la prova del nove contro l’ Anderletch in Champions League martedì sera nella quale un risultato negativo comprometterebbe anche il passaggio del turno, non rimane che rimpiangere Andrea Pirlo e dover prendere atto che per ritornare agl’ antichi fasti la strada è ancora molto lunga.

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Champions League: sorteggi abbordali per Juve e Milan

La Juventus ritorna un Champions e ritrova il Chelsea. Ma il girone non è dei più proibitivi poichè gli ucraini dello Shaktar e i danesi del Nordsjaelland,  sono due squadre abbordabili.

Scongiurato quindi il temuto girone di ferro.

Bene anche il Milan, testa di serie in prima fascia che se la vedrà con i russi dello Zenit allenati dal bravo Luciano Spalletti, i belgi dell’ Anderlech e il Malaga.

Questi i gruppi che sono usciti dall’ urna di Monaco oggi pomeriggio.

group a

Porto(POR)

Dynamo Kyiv(UKR)

PSG(FRA)

Dinamo Zagreb(CRO)

group b

Arsenal(ENG)

Schalke(GER)

Olympiacos(GRE)

Montpellier(FRA)

group c

Milan(ITA)

Zenit(RUS)

Anderlecht(BEL)

Málaga(ESP)

group d

Real Madrid(ESP)

Man. City(ENG)

Ajax(NED)

Dortmund(GER)

group e

Chelsea(ENG)

Shakhtar Donetsk(UKR)

Juventus(ITA)

Nordsjælland(DEN)

group f

Bayern(GER)

Valencia(ESP)

LOSC(FRA)

BATE(BLR)

group g

Barcelona(ESP)

Benfica(POR)

Spartak Moskva(RUS)

Celtic(SCO)

group h

Man. United(ENG)

Braga(POR)

Galatasaray(TUR)

CFR Cluj(ROU)

 

 

Champions: Milan, fine della corsa. Il Barca va avanti e se lo merita.

Come faceva intuire e come volevasi dimostrare. A Barcellona ci vincono in pochi e ci perdono in tanti.

Il Milan termina la corsa in Champions League dopo che il pareggio nella partita di andata per zero a zero poteva illudere chi crede in una maglia quando invece non convinceva a chi di calcio se ne intende. E tra questi Silvio Berlusconi.

Pur senza essere straordinario e con un secondo rigore generoso, i catalani si sbarazzano per tre  a uno di un Milan troppo attendista e poco lucido.

Al gol iniziale di Messi su calcio di rigore ha replicato Nocerino alla mezz’ora grazie ad un assist ( l’  unica cosa buona che ha fatto in tutta la gara ) di Ibrahimovic. 

Però alla fine del tempo l’ argentino ha ribadito nuovamente dal dischetto. In apertura della ripresa il il gol di Iniesta taglia completamente le gambe, le idee e il morale ai rossoneri. Il resto è soltanto accademia e note per i tabellini.

Però ad essere onesti nelle due partite il Barca ha meritato e non solo nel computo dei gol. Un collettivo preparato, dove alcuni campioni fanno la differenza, ( vedi Messi ), con un centrocampo intelligente in cui giostrano grandissimi palleggiatori e bravi ad inventarsi la superiorità numerica.

Ed proprio qui che la tattica e la tecnica si fondono in un gioco brillante con le piccole squadre ma anche difficile da interrompere alle grandi come lo è stato per il Milan.

D’ altra parte gli uomini di Massimiliano Allegri sono lo specchio di un Italia calcistica che già ai quarti è fuori dalla Champions League e tutto ciò ha sicuramente un significato.

Lo conferma il livellamento del nostro campionato e la crisi di alcuni club come Roma oppure Inter e lo stesso Napoli.

E se questo Barcellona curerà il ricambio generazionale, come sta già facendo, l’ egemonia in Europa durerà a lungo.

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Questa volta Berlusconi ha ragione.

Milan – Barcellona nulla di fatto. Uno zero a zero che rimanda tutto tra sei giorni. E di mezzo il Diavolo ha lo scoglio siciliano del Catania.

Questa volta Silvio Berlusconi ha ragione. E’ stato un Milan cosi e così. Può non piacere come uomo ed essere insopportabile come politico ma di calcio il “ Cavaliere Mascarato “ se ne intende. 

Inutile negarlo. I rossoneri non hanno giocato una brutta gara ma neanche una grandissima partita. Certamente gli fa onore non avere preso gol e non aver perso contro i campioni del mondo, i quali al momento rimangono sul piano tecnico e di espressione sportiva sicuramente i migliori. 

Lo dicono i numeri degl’ ultimi anni e non è un caso se la Spagna abbia vinto  tutto a livello di Nazionale seppure nel collettivo azulgrana ci siano diversi e fondamentali stranieri. A cominciare da Messi.

Inamissibile fare dei confronti con gli scontri avvenuti nel  girone eliminatorio. Quella era tutta un altra storia, un periodo completamente differente e si poteva fare dei calcoli considerato che gl’ altri avversari del gruppo erano sicuramente di caratura inferiore.

Quindi si giocò a viso aperto. Adesso o si sta dentro o si va fuori e un episodio negativo può decidere il turno.

Anche il Barca non ha brillato come suo solito, ma il rigore su Sanchez, guardandolo con occhio imparziale e senza la faziosità del campanilismo e della maglia, ci stava quasi tutto.

E forse qualche occasione in più dei milanesi l’ ha avuta. Non da meritare una vittoria ma parlando in termini di percentuali un gradino appena sopra.

Il ritorno sarà diverso. Il fattore campo è da tenersi in forte considerazione. Al Camp Nou vincono in pochi e perdono in molti. Nell’ odierna edizione della Liga tra le mura di casa i catalani hanno vinto tredici volte, un pari e nessuna  sconfitta. All’ attivo 86 gol fatti e solamente otto incassati. Una media straordinaria che ci fa capire come sia arduo espugnare questo tempio del calcio.

E’ vero che Massimiliano Allegri ha a disposizione due risultati su tre e un pareggio con gol lo porterebbe avanti, ma il Barcellona farà la partita e se Ibrahimovic, come spesso accade nei match decisivi europei si nasconde, allora mi chiedo: 

Chi segnerà ?

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Napoli, bravo, bravo, bravo e……..bravo…..il sogno continua.

Quanto sei bella Napoli stasera. Bravo e complimenti. I partenopei approdano agl’ ottavi di finale della Champions League e cancellano il Villareal   con una secca vittoria che non lascia dubbi allo spessore del successo.

Due a zero al Madrigal con reti di Inler e Hamsik mentre il presuntuoso City di Mancini resta a casa.

Gl’ azzurri fanno bene a credere in questa competizione anche se da febbraio la corsa europea diventerà ancora più dura.

In un girone difficile,  una bellissima impresa.

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Barcellona e Manchester: finale – rivincita, ma il vincitore è Abidal.

abidal-messi  2 insieme copia

Una Coppa per due dopo una lunga corsa corsa durata un intera stagione. Tutto finisce in una notte e come sempre sarà immensa gioia da una parte e lacrime dall’ altra.

Il sipario è a dir poco prestigioso: New Wembley Stadium in London City.

Manchester United e Barcellona al momento sono le due squadre più forti d’ Europa. Lo dimostrano la personalità, la tradizione,  il cammino nei rispettivi campionati e l’ alto numero dei talenti che si trovano tra le loro fila.

Entrambe hanno un gioco più piacevole e concreto di quello delle italiane e tedesche che hanno partecipato alla Champions League.

Guidati da due eccellenti allenatori, così diversi  nella filosofia di intendere il calcio ma uniti nel ricco palmares.  Uno è giovane e rampante, l’ altro più anziano, saggio ed esperto. Trent’ anni di differenza, dalla Scozia alla Catalogna.

L’ inglese Ferguson è un team manager, un Comandante, un monumento vivente insignito dell’ Eccellentissimo Ordine dell’ Impero Britannico.

Pep Guardiola è un tecnico universale, molto orgoglioso, basta analizzare la lunga polemica con Mourinho che è iniziata da quando l’ ex allenatore dell’ Inter è andato in Spagna, ma come detto altre volte gli aspettano prove per confermare il proprio valore dopo che un giorno finirà la straordinaria  esperienza con il team azulgrana.

Ferguson sta vivendo una stagione splendida che potrebbe diventare simile a quella del 1998 – 1999 dove si aggiudicò tutto: Champions, Premier e Coppa Nazionale. Ma nonostante gl’ ottimi risultati ottenuti l’ ambiente ultimamente è stato scosso dallo scandalo Giggs che nei giorni della vigilia ha riempito le pagine dei giornali e i siti web, sebbene il tentativo da parte dei legali del giocatore di bavagliare i media  sulla delicata questione è caduto nel vuoto.

Proprio da questi è emersa l’ ennesima storia extraconiugale che da tempo invade il mondo del calcio. Si ha l’ impressione che queste storie esistano da sempre e pertanto vengano fatte esplodere  non solo per vendere più tabloid ma anche per danneggiare gl’ avversari.  La faccenda è finita anche nella Camera dei Comuni e ha scatenato un acceso dibattito tra le forze politiche.

Il giocatore, peraltro tassello importante del collettivo inglese, padre di due figli, avrebbe avuto una relazione con l’ avvenente Imogen Thomas, partecipante del ” Grande Fratello ” versione english.

I Reds da pochi giorni hanno prevalso con pieno merito nella Barclays Premier League, la numero 19 nella storia del club. Il calendario prevede che i festeggiamenti avverrano per le strade del centro di Manchester il 30 maggio sperando di mettere sul bus scoperto insieme allo scudetto anche il trofeo dalle grandi orecchie.

Adesso Sir Alex ha la grande occasione di riprendersi la rivincita del 2009 all’ Olimpico di Roma dove dovette soccombere con un secco due a zero siglato da Messi ed Eto’ò.

Allora non ci fu storia, ma stavolta potrebbe essere diverso. Magari con un beffardo epilogo ai calci di rigore, visto e considerato che nelle  ultime dieci finali di Champions ben quattro sono finite in questo modo.

I bookmakers sono meno prudenti nelle quote e danno favoriti gli spagnoli. Un segnale da non sottovalutare. Certo è che ai blugrana va dato maggiore considerazione in quanto con Messi, il numero uno al mondo, può decidere una gara e al fatto che nella complessità il tasso tecnico è sicuramente  superiore.

Abbiamo visto e ammirato cosa è successo nella semifinale di andata con il Real Madrid, quando un brutto match caratterizzato dal nervosismo e principio di risse stava indirizzandosi verso il pareggio.

La ” Pulce “ mise le cose a posto con due magie nel giro di pochi minuti e staccò il biglietto per la finalissima da solo, rendendo così la gara di ritorno una pratica già espletata.

Se Wembley porta bene ai catalani poichè nel vecchio impianto vinsero la loro prima Coppa dei Campioni contro la Sampdoria nel lontano 1992, ( uno a zero con gol di Koeman ), i Reds Devils hanno il favore però di giocare pressochè sul terreno di casa.

Magnum Castrum, come la definirono gl’ antichi romani, dista solamente quattrocento chilometri dalla capitale del Regno Unito e sarà come essere all’ Old Trafford malgrado l’ Uefa abbia partizionato abbastanza equamente l’ assegnazione dei tickets.

Il fattore campo è opportuno sempre tenerlo in debita considerazione però potrebbe non bastare. Come da copione consumato sul piano dei nervi si prevedono novanta minuti intensi con una pressione altissima.

La chiave dell’ incontro sarà al centrocampo oltre ai singoli episodi che determineranno il risultato. L’ essenza del calcio odierno sta tutta qui.

Il Barcellona con il gioco avvolgente, quasi maniacale e improvvisamente finalizzatore riesce a creare una ragnatela in cui spesso gl’ avversari ci finiscono dentro. Xavi, Iniesta e Busquets sono abilissimi nel possesso palla.

Oggettivamente e statisticamente dovrebbe avere la meglio ma lo United può spezzare la manovra con un pressing attento e un possente muro sulla trequarti per poi sfruttare la velocità. Se non lo fai giocare anche il Barca diventa più umano e proprio in questa maniera l’ Inter lo fece fuori l’ anno scorso.

In questa finale dai mille motivi ce ne sono due di grande rilievo.

Se non ci saranno ripensamenti dopo questo match Van Der Saar appenderà le scarpette e i guanti al fatidico chiodo. L’ olandese corona una carriera lunghissima. Solo il periodo vissuto a Torino non fu eclatante. Commise diversi errori.

Il portiere fu scaricato dalla dirigenza bianconera dopo due campionati ma con il tempo si è preso numerose rivalse e adesso alla soglia dei quarantuno anni termina la parabola ancora sul proscenio continentale.

La seconda commuove in particolar modo. Prima del fischio d’ inizio c’ è già un vincitore. Eric Abidal, pelle ambrata, faccia simpatica, difensore del Barcellona, nato a Lione ma con la Martinica nel cuore e nell’ anima.

Non c’ è Scudetto, Coppa, Campionato del Mondo o Pallone d’ Oro vinto che può equivalere al ritorno alla vita.

E la sua storia è un ode a qualsiasi speranza.

Un professionista brillante, soldi, squadre blasonate, tutto sembrava filare liscio fino ad un normalissimo giorno di marzo che diventa di punto in bianco un incubo. I medici gli diagnosticano un tumore al fegato.

Doccia gelata, il povero Eric Abidal vede crollare il mondo addosso. Tutto quello che aveva fatto, tutti i sacrifici non hanno più un senso. Gli amici si stringono, i messaggi di affetto si sprecano da ogni parte del globo e il sito del Barcellona diventa quasi un guestbook per il giocatore, ma il mondo del calcio è sotto choc.

Forza Nano – come lo chiamano i compagni del Barca – ti aspettiamo presto…… – c’ è scritto sull’ armadietto nello spogliatoio del Camp Nou.

Anche se il numero 17 per gli scaramantici porta male, quel giorno il luminare Obregon decide di agire immediatamente. Un operazione complessa che dura oltre tre ore nell’ ospedale Barnaclinic di Barcellona, un centro all’ avanguardia che per la ricerca biomedica è considerato tra i primi migliori dieci in Europa.

Ablazione del cancro al fegato con speciali tecniche. L’ epatocarcinoma è una patologia infida e irreversibile se non è fermata in tempo. Fortunatamente è un processo maligno appena all’ inizio e tra i medici si percepisce un sincero ottimismo.

Il decorso post operatorio scorre via veloce e mentre il giocatore svolge la terapia il Barcellona continua a giocare e a vincere.

Contro il Getafe tutti i giocatori indossano la maglia numero 22 e gli spettatori del Camp Nou si alzano in piedi e dedicano ad Abidal un fragoroso applauso mentre sul grande schermo scorrono le  immagini.

La sorte sembra ribaltata e dopo otto giorni Abidal torna a casa. Gli esami confermano esiti buoni, i medici con un sorriso gli comunicano che il cancro è sconfitto e tra un mese potrà riprendere un allenamento personalizzato. Comunicati, video, l’ oscuro tunnel si allontana e la luce si avvicina sempre di più.

Poi di nuovo con il pallone, la festa dei compagni, l’ abbraccio di Guardiola e del Presidente mentre il rientro al calcio agonisitco avviene contro le Merengues in Champions League. Sono passati appena  45 giorni dall’ intervento chirurgico.

Una favola che riprende, un miracolo che si è avverato.

Non c’ è niente di più bello.

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Poco calcio al Bernabeu tra espulsi e risse. Ci pensa Messi, il Barca vicino alla finale

Poco calcio al Santiago Bernabeu, tra espulsi, ammoniti e risse. Spettacolo a tratti per niente edificante dove ha dominato il nervosismo. L’ arbitro Stark più volte in difficoltà in un clima da corrida.

Ci ha pensato però Lionel Messi, numero uno al mondo, a rimettere tutti in riga con due magie.

I campioni si vedono anche da questo. Non pensano alle zuffe ma a fare gol.

Gl’ azulgrana battono le merengues per due reti a zero.

Con ogni probabilità la finalissima di Wembley che si disputerà il 28 maggio sarà tra Barcellona e Manchester United.

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Inter, fine di un ciclo.

“ Ogni cosa ha il suo tempo e il tempo cancella qualsiasi cosa “ ( aforisma anonimo ).

Suona la campana funerea per l’ Inter che in sole 72 ore dilapida una stagione la quale nonostante il  trionfo della Coppa Intercontinentale, trofeo prestigioso per gl’ almanacchi e le bacheche ma un po’ meno nella realtà odierna e sul fattore strettamente tecnico, è stata spesso in salita.

Segnata da un cambio di allenatore in corsa e diverse delusioni anche sul piano internazionale come la sconfitta della Supercoppa Europea dello scorso agosto a Montecarlo, il collettivo non ha quasi mai espresso un bellissimo gioco.

Con stasera probabilmente Massimo Moratti dovrà rivedere diverse cose per il futuro e abbandonare quella abitudine al successo e alle grandi soddisfazioni che l’ ha visto dominare l’ ultimo quinquennio. La favola è stata straordinaria ma sta volgendo al termine.

La risonante sconfitta per cinque a due sul prato di San Siro da parte dei tedeschi dello Schalke 04, compagine organizzata, tenace e che ha ridicolizzato Leonardo e soci, oltre all’ esclusione della Champions League ha il cattivo sapore della fine di un ciclo ed evidenzia tutti i limiti che il calcio italiano in questo periodo incontra nelle coppe.

Quella vista stanotte e nel secondo tempo del derby è un organico crollato strutturalmente, nel fisico e nel morale dove le reazioni sono solamente di flebile orgoglio e di esperienza ma comunque quasi mai decisive per ribaltare situazioni sfavorevoli.

Che quest’ anno non fosse stato uguale a quello firmato dal mago Mourinho, comandante di una storica “ triplete “, si è capito subito fin dalla prima giornata di campionato ma eravamo in molti a credere che l’ oblio sarebbe stato più lento e meno amaro.

Problemi di appagamento, fisici e che facevano intravedere un logorio, personalità appannata, l’ ingaggio di un allenatore, Rafa Benitez, che lasciava tanti dubbi considerato che era così differente dal suo predecessore, vittorie faticose contro avversari di modesto rango, hanno portato prima questo club ad una dimensione più umana e successivamente ad una dura realtà.

Nemmeno la guida di Leonardo ha cambiato lo stato delle cose. E’ vero che con il brasiliano si sono raggiunti dei risultati migliori, ma gl’ obbiettivi sono stati falliti quasi tutti. L’ ex milanista è contestato da più parti per aver dato un profilo troppo sbilanciato alla squadra, un modulo definito quasi zemaniano, ma che spreme i giocatori e richiede un dispendio di energie non più tollerabile. Inoltre  lascia spesso la retroguardia scoperta e regala un uomo ai rivali a centrocampo.

Parlare di rifondazione è presto ma di sicuro diversi giocatori a giugno cambieranno casacca. Se si esclude Ranocchia dalla linea difensiva fino alla trequarti nella formazione tipo sono tutti atleti che hanno superato i trent’anni.

E ritrovarli in tempi brevi e  di medesimo valore non sarà assolutamente semplice.

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eto-o-triste

Questa Inter ha un ” gran bucio de c…..” e può fare il bis.

A dirla proprio tutta e in maniera triviale ……… questa Inter ha un “ gran bucio de c…..”

Fortunata non una ma due volte……..la scorsa stagione incontrò il Cska di Mosca nei quarti, quest’ anno lo storia si ripete…..

Lassù qualcuno mi ama…………..ed è l’ urna di Nyon al tiepido sole del mezzodì e quando sta per approssimarsi la primavera gli regala lo Schalcke 04, la squadra più debole del mazzo……

Non che nel calcio esistano avversari facili, ma meglio di così. Se l’ impresa di Monaco è stata dettata dalla volontà  e quindi non trova nessuna critica in proposito, ora la strada diventa sicuramente più facile anche considerato che nel big match tra Manchester e Chelsea una delle due andrà fuori.

La semifinale si preannuncia dura, come lo fù con il Barcellona nella scorsa edizione, ma è proprio con le grandi che l’ Inter riesce a dare il meglio di sè.

I nerazzurri  possono fare il bis se riusciranno a mantenere alta la concentrazione, stima, senza le papere di J. Cesar, la fame di vittorie e magari con il rientro a tempo pieno del miglior Milito. L’ Inter ha troppo bisogno di questo cannoniere ” smarrito ” anche se dopo Monaco Pandev ha ritrovato credibilità e fiuto del gol.

Visto che a Moratti piace il successo internazionale lo Scudetto potrebbe essere ” lasciato al Milan ” per applicarsi alla Champions League, poichè cinque punti da recuperare non sono pochi e i rossoneri dopo l’ eliminazione di Londra punteranno con tutte le loro energie solamente al Tricolore.

L’ ottimismo, il pensiero positivo di Leonardo sta dando i suoi frutti anche se il reparto difensivo non è quello che aveva Mourinho ma quando la fortuna gira unitamente all’ esperienza si tenatre il tutto per tutto.

E due Champions League di seguito la farebbero entrare di diritto nella Storia delle migliori formazioni del calcio. 

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Questi i quarti di finale della Champions League.

Real Madrid Tottenham
Chelsea Manchester United
Inter Schalke  04
Barcellona Shakthar

Fuori due. La volontà non basta, il Milan è eliminato.

Anche il Milan dopo la Roma lascia l’ Europa.

E’  l’ anno nero per le squadre italiane. Dobbiamo essere consapevoli della superiorità e concretezza altrui.

Dal altra parte la Champions League è una competizione totalmente differente da un campionato e un errore oppure una serata storta può portarti all’ eliminazione.

Un pareggio a reti bianche fa volare  il Tottenham ai quarti di finale.

A Londra i rossoneri non pungono e gl’ inglesi hanno preso le misure che tra le mura di casa sono una compagine ostica da superare.

Partita tutto sommato scialba, con poche occasioni nonostante la volontà dimostrata dai milanisti.

Adesso rimane solamente l’ Inter che si trova nelle medesime condizioni dei cugini.

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