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Quella fotografia in alta risoluzione alla Cultura e i suoi esponenti…

31 Marzo 2017 Commenti chiusi

Ogni momento va celebrato, ogni cosa deve essere ricordata.

Il senso della fotografia, oltre l’ esegi, l’ attimo fuggente,  la provocazione in alcuni casi e la divulgazione ossessiva sul web, nelle strade, sui giornali e quantaltro…….. è anche questo.

Come dire. In un Mondo di comunicazione, senza l’ immagine non possiamo andare avanti. Mai.

Ma la fotografia è anche Storia, Arte e valori.

Ed è per ciò che l’ amiamo nel profondo dell’ anima.

Una delle molte essenze dell’ Umanità.

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Firenze, 30 marzo 2017

Con un “banco ottico”, apparecchiatura fotografica ottocentesca, lo staff Alinari ha realizzato, nella Sala della Musica di Palazzo Pitti, una fotografia celebrativa del primo G7 della Cultura inaugurato oggi a Firenze, a cui hanno preso parte, oltre al Ministro Franceschini, i suoi colleghi di Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna e Stati Uniti, nonché il commissario europeo per la cultura ed il segretario generale dell’Unesco.

La fotografia verrà sviluppata e stampata in analogico secondo le tecniche artigianali dell’800, garantendo la massima qualità ed il prestigio propri di Alinari.

Una copia della fotografia, consegnata a tutti i partecipanti, entrerà anche negli Archivi Alinari che, con un patrimonio di oltre 5 milioni di fotografie, conservano e valorizzano la memoria del nostro Paese e del mondo intero e, da oltre 150 anni, producono e tramandano al futuro comunicazione per immagini.

La “Cultura come strumento di dialogo tra i popoli”: medium privilegiato, che non conosce barriere o limiti, la fotografia racconta da quasi 180 anni la storia, i popoli, l’arte, la cultura, il paesaggio, il lavoro. La società Alinari è protagonista di questo racconto dalla metà dell’800.

Credit fotografico: Archivi Alinari, Firenze Ufficio stampa: Susanna de Mottoni

www.alinari.it

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Rocca Vintage, una galleria dedicata alla fotografia d’ epoca.

16 Novembre 2016 Commenti chiusi

Apre RoccaVintage, la prima galleria a Torino dedicata alla fotografia d’epoca.
In mostra fino al 24 dicembre 2016
“Vedute del Grand Tour: l’Italia fra Ottocento e Novecento nella fotografie degli Archivi Alinari”.


Il prossimo 19 novembre alle ore 17, nello storico palazzo di Via Della Rocca 20, sarà inaugurata RoccaVintage, la prima
galleria in Torino dedicata alla fotografia d’epoca. A lanciarsi in questa attività è Federico Bollarino, architetto e titolare
di una società di comunicazione con in curriculum alcune realizzazioni museografiche.
La galleria apre con una mostra dal titolo “Vedute del Grand Tour” e presenta le straordinarie inquadrature delle nostre
città d’arte che tanto amavano i giovani aristocratici stranieri in viaggio in Italia.
Torino, Venezia, Firenze, Roma Napoli e altri luoghi monumentali furono per secoli le mete preferite del Grand Tour
e le fotografie che le ritraevano sul finire dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, divennero il souvenir desiderato
dai viaggiatori europei. Le immagini furono scattate dai maggiori fotografi dell’epoca: i Fratelli Alinari, Giacomo Brogi,
Domenico Anderson, Anchise Mannelli.
Le fotografie selezionate, tutte in vendita, provengono dagli Archivi Alinari e sono rappresentative sia delle vedute più in
voga, sia delle diverse tecniche di stampa utilizzate all’epoca: dalle stampe all’albumina con il caratteristico color seppia,
alle stampe al carbone dai neri intensi; dai primi esperimenti di stampa al bromuro d’argento, a sei vedute di Torino realizzate
con la raffinata tecnica della collotipia, alle stampe che ancora oggi vengono realizzate a mano da negativi in lastra
di vetro, secondo la tecnica tradizionale.
RoccaVintage ha scelto di esordire presentando a Torino il vasto patrimonio degli Archivi Alinari.
Fondata nel 1852, Fratelli Alinari è la più antica azienda al mondo operante nel campo della fotografia, tutt’ora in attività;
in oltre 160 anni di storia ha creato un corpus di oltre 5 milioni di fotografie, dai primi pionieri dell’obiettivo agli autori
contemporanei. Non a caso ad inaugurare la mostra in via Della Rocca 20 interverrà il presidente di Fratelli Alinari, Claudio
de Polo che ha sempre sottolineato il legame storico tra Firenze e Torino, le prime due capitali d’Italia, nonché ricordato
con ammirazione le generazioni di fotografi torinesi, dei quali alcuni archivi sono conservati nelle collezioni Alinari.
Sulle motivazioni che lo hanno indotto a dar vita a RoccaVintage, Federico Bollarino dice: “Una passione che si è alimentata
negli ultimi anni, da quando per chiunque è diventato normale scattare una foto con il proprio smartphone.
Questa nuova abitudine ha sancito il confine tra le istantanee digitali immediatamente visibili e le fotografie analogiche
che contenevano il margine di incertezza fino al momento dello sviluppo in camera oscura. Incertezza che imponeva al
fotografo una grande attenzione nella composizione dell’inquadratura, nella messa a fuoco, nel tempo di esposizione, e
che solo al momento dello sviluppo del negativo in camera oscura avrebbe confermato la sua bravura: tutti elementi che
emergono in maniera spiccata nelle prime immagini dei pionieri della fotografia.
In particolare alle fotografie d’epoca che ritraggono Torino e il Piemonte si aggiunge il fascino della rivelazione. Scoprire
cosa è cambiato dall’altro ieri a oggi, permette di capire meglio i luoghi in cui viviamo e immaginarne potenzialità di cui
abbiamo perso la memoria”.
Le “Vedute del Grand Tour” saranno esposte in galleria fino al 24 dicembre, ma è già in programma nel corso del 2017 una
nuova mostra dedicata alla fotografia di un autore eclettico molto conosciuto e apprezzato a Torino: l’architetto Carlo Mollino.
Vedute del Grand Tour: l’Italia fra Ottocento e Novecento nella fotografie degli Archivi Alinari
Rocca Vintage Photogallery – Torino, via Della Rocca 20
Orari: giovedì e venerdì 16-19; sabato 10-13 16-19; domenica 16-19
Info: photogallery@roccavintage.it – 011 19780920 Sito: www.roccavintage.it – www.alinari.it
Ufficio Stampa: Fratelli Alinari Idea press@alinari.it – 055 2395204

Italy in food.

31 Luglio 2015 2 commenti

Alinari presenta la mostra fotografica “Italy in food” presso la Biblioteca Alinari, in largo Alinari 15 a Firenze.

Italy in food è un omaggio all’Expo di Milano. Le immagini, in bianco e nero e a colori, dalla

metà dell’800 a fine XX secolo, raccontano i cambiamenti del nostro vivere quotidiano

attraverso il tema del cibo.

Dalla produzione della pasta, ai mercati di strada, alla prima forma di grande distribuzione,

dalle immagini calde e colorate del gusto mediterraneo, ai momenti di svago e convivialità

attorno al cibo.

Gli scatti sorprendono e riscoprono un rito quotidiano, tutto italiano, che fa del cibo un

emblema di calore e cordialità, ma anche una forma di espressione dell’inarrestabile

evoluzione della società.

La mostra è accessibile anche dalla nuova App mobile di Alinari per Android, scaricabile

gratuitamente dal Play Store.

La mostra sarà aperta al pubblico presso la Biblioteca Alinari fino al 30 Ottobre 2015.

Ingresso libero

Biblioteca Alinari

Largo Alinari 15

Firenze

Orari Lunedi’ e venerdi 9-13

da martedi’ a giovedi’ 9-13 / 14-18

Chiuso il sabato e la domenica

Chiuso dal 10 al 14 agosto.

Le stampe fotografiche esposte sono acquistabili presso lo showroom Alinari.

Per ulteriori informazioni:

Fratelli Alinari

press@alinari.it

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Platinotipie d’autore.

La Fotografia Alinari torna in Versilia!

La linea Alinari Fine Art, Platinotipie d’autore in mostra all’Hotel Villa Undulna

 

La più antica azienda italiana della fotografia presenta sul territorio apuano versiliese una prestigiosa collezione Fine Art: le platinotipie d’autore.

La platinotipia è da sempre considerata il punto di arrivo qualitativo nella stampa in bianco e nero, inimitabile in quelle prodotte con altre tecniche, sia antiche che moderne e inalterabile nel tempo.

Unendo le immagini uniche dell’Archivio Alinari, selezionate da professionisti della fotografia, alla ricerca tecnologica che oggi permette di realizzare stampe in platino anche di grandi dimensioni, Alinari ha creato dei capolavori unici, dando nuova vita ad una tecnica ormai dimenticata.

Le collezioni propongono soggetti che prendono vita propria nelle immagini e creano un messaggio emotivo di geometrie eccentriche e classiche e di riflessi di luce e materia. Gli autori delle fotografie sono i fratelli Alinari, Ferruccio Leiss, Carlo Wulz, Wanda Wulz, Achille Villani, Giulio Parisio.

Un progetto d’arte unico e prezioso, a tiratura limitata e non riproducibile. Alinari Fine Art, un nuovo modo nell’arte.

La mostra, allestita nello splendido scenario dell’Hotel Villa Undulna, al Cinquale di Montignoso, si inaugura venerdì 10 luglio a partire dalle ore 18.00, e resterà allestita fino al 20 luglio.

Per ulteriori informazioni: Fratelli Alinari press@alinari.it

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Per l’ Amore di Parigi.

11 Marzo 2015 Commenti chiusi

Nell’ambito di EXPO IN CITTÀ, Comune di Milano | Cultura, Polo Musei Storici e Musei Archeologici, la Fratelli
Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia e l’Estate Brassaï, con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in
Italia e in collaborazione con Comune di Parigi, Dipartimento Mostre; Institut français Milano e Camera di
Commercio e Industria francese in Italia presentano a Palazzo Morando | Costume Moda Immagine, in anteprima
in Italia, la mostra a cura di Agnès de Gouvion Saint Cyr: “Brassaï. Pour l’amour de Paris”, dal 20 marzo al 28 giugno
2015 con conferenza stampa e inaugurazione giovedì 19 marzo, ore 12 e ore 18.
La mostra, una selezione di circa 260 fotografie originali, è stata ideata per il Comune di Parigi da Philippe
Ribeyrolles, nipote di Brassaï e gestore dell’omonimo Archivio (Estate Brassaï), ed esposta all’Hotel de Ville dall’8
novembre 2013 al 29 marzo 2014. A corredo della rassegna milanese sono previsti seminari a Palazzo Morando e
una retrospettiva cinematografica, proposta dall’Institut français Milano presso la propria sala cinema nella sede di
Corso Magenta 63, con proiezioni a ingresso libero il 31 marzo e il 14 e 21 aprile 2015, sempre di martedì alle ore
20.00.
“Brassaï. Pour l’amour de Paris”, dedicata all’opera intensa e luminosa di uno dei più grandi fotografi del Novecento,
racconta la storia eccezionale di una passione, quella che ha unito per più di cinquant’anni il fotografo agli angoli e ai
più nascosti recessi della capitale francese, ma anche a tutti quegli intellettuali, artisti, grandi famiglie, prostitute e
mascalzoni, che hanno contribuito alla leggenda di Parigi. Sarà così l’occasione di una vera e propria scoperta,
l’opportunità di conoscere l’intensa attività di questo straordinario autore che approda a Parigi ancora bambino e
che per tutta la vita vivrà la capitale francese come fonte delle sue riflessioni e fil rouge del suo lavoro.
Nato nel 1899 a Brasso (l’attuale Bra?ov) in Transilvania, Gyula Halász (prende il nome di Brassaï quando inizia a
fotografare nel 1929) ha solo quattro anni quando suo padre lo porta con sé a Parigi, dove è stato invitato, in qualità
di professore di letteratura, a trascorrere un anno sabbatico. Questo periodo affascina il giovane e resta impresso
nella sua memoria.

ANNI FOLLI E LUNGHE PASSEGGIATE NOTTURNE

Il fascino per Parigi porta infatti Brassaï a raggiungere la “Ville des lumières” nel 1924, dopo i suoi studi d’arte a
Berlino. Ben presto incontra Robert Desnos e Jacques Prévert, i quali lo inseriscono nell’ambiente degli artisti e degli
intellettuali che hanno contribuito a rinominare gli Anni Folli di Montparnasse e lo introducono al surrealismo.
Brassaï in quegli anni ricerca gli oggetti più ordinari e ne trasforma il significato, osa giustapposizioni insolite e
defamiliarizza la percezione, togliendo il reale dal suo contesto. Il suo pensiero si concentra nel trasformare il reale in
decoro irreale. Ecco come nascerà la sua ostinata ricerca dei graffiti a partire dal 1929.
Allo stesso tempo Brassaï inizia a inseguire, nella luce notturna della città, una Parigi insolita, sconosciuta e finora
non degna di attenzione. Durante le sue lunghe passeggiate che lo portano solo o in compagnia di Henry Miller,
Blaise Cendrars e Jacques Prévert, complici nell’alimentare le sue curiosità, rende visibili le umili prostitute dei
quartieri “caldi” o i lavoratori della notte alle Halles, trasforma il rigore classico dell’architettura parigina in scene
particolari e fissa l’insolita bellezza delle silhouettes fuggitive, delle illuminazioni accecanti o delle nebbie della
Senna. Questo flaneur impenitente descrive la città seguendo i punti di vista che gli sono propri e che la luce
cittadina gli offre, come la visione panoramica di Parigi dall’alto della torre di Notre Dame, il riflesso ripetuto
all’infinito degli archi del ponte sulla Senna, la pavimentazione dei Jardins des Tuileries disegnata dall’ombra dei
cancelli, i fiori del castagno che emergono dalla notte come un bouquet nuziale o le apparizioni delle “belle di notte”
nei portici oscuri.
AMICIZIE SURREALISTE

Nel 1932 Picasso, impressionato dal lavoro di Brassaï, gli affida il compito di fotografare la sua opera scultorea, fino
ad allora sconosciuta e che deve essere pubblicata nel primo numero di una nuova rivista d’arte: “Le Minotaure”. I
due artisti scoprono di avere gusti e affascinazioni in comune che hanno segnato il loro lavoro: le atmosfere sensuali
delle Folies Bergères, e non è sorprendente per questi innamorati delle forme femminili o di quelle, sempre
misteriose, delle feste alle fiere in cui regnano cartomanti e indovini. Tra tanti spettacoli, quello che attira
maggiormente la loro attenzione è certamente il circo. Qui vi ritrovano la bellezza dei corpi umani e la virtuosità
degli sforzi fisici, il dialogo tra la bestia e l’uomo, il senso dell’equilibrio e il gusto per il mistero.
PARIGI, BELLA DI GIORNO

Scopritore infaticabile della Parigi notturna, Brassaï non è insensibile al fascino della capitale alla luce del giorno. Egli
ci propone così una visione del tutto personale dei giardini del Luxembourg, una sedia abbandonata, un leone
minaccioso sotto la neve, piccoli artigiani – il gelataio, il venditore di palloncini, un fotografo ambulante, il giardiniere
che raccoglie le foglie o le statue svestite.
Prova la stessa naturale empatia per gli argini della Senna che egli percorre per incontrare gli innamorati, i pescatori,
i senza tetto e persino i cani. Passa da un quartiere all’altro – il Quartiere Latino, Bercy, Auteuil – e analizza le
specificità di ciascuno. Mentre documenta la vita reale di questi spazi, sa anche catturare “lo spirito di ogni quartiere
di Parigi: la folla elegante di rue de Rivoli, i passanti davanti ai negozi dei Grands Boulevards, i carbonai lungo la
Senna a Bercy, ma anche l’imponenza dei monumenti, la torre Eiffel, l’Arco di Trionfo e soprattutto Notre-Dame e i
suoi doccioni zoomorfi che rappresenta di giorno, come di notte. Così, da qualsiasi lato si guardi il suo lavoro, vi si
ritrova Parigi, sempre Parigi”.
CONFERENZA STAMPA E INAUGURAZIONE MOSTRA
Giovedì 19 marzo 2015, ore 12 (solo giornalisti) e ore 18 (su invito)
Palazzo Morando | Costume Moda Immagine, via Sant’Andrea 6, Sala Conferenze
INTERVENTI
Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano
Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura del Comune di Milano
Claudio Salsi, Direttore del Settore Soprintendenza Castello, Musei Archeologici e Storici del Comune di Milano
Isabelle Cohen, Direttore Dipartimento Mostre del Comune di Parigi
Claudio De Polo Saibanti, Presidente Fondazione Alinari
Agnès de Gouvion Saint Cyr, Curatrice e commissario mostra

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La Grande Guerra alla Biblioteca Alinari.

4 Marzo 2015 Commenti chiusi

Alinari presenta la mostra fotografica
“La grande Guerra”,
presso la Biblioteca Alinari,
in largo Alinari 15 a Firenze.

Lunghe marce nella neve. Il silenzio della montagna. Il boato ed il fragore di un cannone. Il rombo di un aereo. Contrasti improvvisi e forti, come il bianco ed il nero delle immagini che Alinari propone nella mostra fotografica in ricordo della  Prima Guerra Mondiale, a 100 anni dall’ingresso dell’Italia nel conflitto.

L’esposizione presenta una selezione di 40 immagini che ripropongono la guerra di trincea e i momenti ufficiali, le città, la vita dei soldati e quella dei prigionieri, i “prodigi” dell’industria bellica e del genio militare e i primi velivoli utilizzati in battaglia.

In ogni situazione il protagonista è l’uomo, che nonostante le terribili condizioni cerca di vivere e sopravvivere. Un percorso fotografico che fa riflettere sulla terribile condizione imposta da un conflitto e sulla capacità delle persone, qualunque sia il ruolo assegnatogli, di resistere alle avversità.

È possibile vedere una selezione delle immagini ed un estratto del video presente in mostra al seguente indirizzo internet: http://shop.alinari.it/it/speciali/la_grande_guerra-233

La mostra sarà aperta fino al 30 Aprile con orario: Lunedì e venerdì 9-13.
Da martedì a giovedì 9-13 e 14-18.

Ingresso libero
Biblioteca Alinari
Largo Alinari 15
Firenze

Per ulteriori informazioni:
Fratelli Alinari
press@alinari.it
Tel. +39 055 2395203+39 055 2395203

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ROBERT CAPA IN ITALIA 1943 – 1944.

27 Gennaio 2015 Commenti chiusi

ROBERT CAPA IN ITALIA

1943 – 1944

30 gennaio –26 aprile 2015

stampa giovedì 29 gennaio ore 12

inaugurazione giovedì 29 gennaio ore 18

Spazio Oberdan, Milano

Dopo il successo di Roma, Firenze e Genova arriva allo Spazio Oberdan di Milano la mostra dedicata al grande fotoreporter di guerra Robert Capa, che racconta gli anni della seconda guerra mondiale in Italia.

Per iniziativa della Provincia di Milano, della Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia e del Museo Nazionale Ungherese di Budapest, con il patrocinio del Comune di Milano, la mostra, dal titolo ROBERT CAPA IN ITALIA presenta 78 immagini in bianco e nero scattate nel biennio 1943 – 44.

“La Provincia di Milano è lieta e oltremodo orgogliosa di ospitare una mostra di eccezionale prestigio, dedicata al celeberrimo pioniere del fotogiornalismo di guerra del ventesimo secolo Robert Capa. Un emblema dell’Arte della Fotografia di guerra, che ha saputo avvicinare intere generazioni ai suoi scatti memorabili ripudiando, nella sua totale accezione, il concetto di guerra.”  Evidenzia l’Assessore alla Cultura della Provincia di Milano – Novo Umberto Maerna.

L’esposizione è curata da Beatrix Lengyel e promossa dal Ministero delle Risorse Umane d’Ungheria e dal Consolato Generale di Ungheria di Milano.

Considerato da alcuni il padre del fotogiornalismo, da altri colui che al fotogiornalismo ha dato una nuova veste e una nuova direzione, Robert Capa (Budapest, 1913 – Thái Binh, Vietnam, 1954) pur non essendo un soldato, visse la maggior parte della sua vita sui campi di battaglia, vicino alla scena, spesso al dolore, a documentare i fatti: “se le tue fotografie non sono all’altezza, non eri abbastanza vicino”, ha confessato più volte.

In oltre vent’anni di attività ha seguito i cinque maggiori conflitti mondiali: la guerra civile spagnola, la guerra sino-giapponese, la seconda guerra mondiale, la guerra arabo-israeliana del 1948 e la prima guerra d’Indocina.
A settanta anni di distanza, la mostra racconta lo sbarco degli Alleati in Italia con una selezione di fotografie provenienti dalla serie Robert Capa Master Selection III conservata a Budapest e acquisita dal Museo Nazionale Ungherese tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009. La serie, composta da 937 fotografie scattate da Capa in 23 paesi di 4 continenti, è una delle tre Master Selection realizzate da Cornell, fratello di Robert Capa, anch’egli fotografo, e da Richard Whelan, biografo di Capa, all’inizio degli anni Novanta e oggi conservate a New York, Tokyo e Budapest. Le serie, identiche tra loro e denominate Master Selection I, II e III, provengono dalla collezione dell’International Center of Photography di New York, dove è conservata l’eredità di Capa.

Esiliato dall’Ungheria nel 1931, Robert Capa inizia la sua attività di fotoreporter a Berlino e diventa famoso per le sue fotografie scattate durante la guerra civile spagnola tra il 1936 il 1939. Quando arriva in Italia come corrispondente di guerra, ritrae la vita dei soldati e dei civili, dallo sbarco in Sicilia fino ad Anzio: un viaggio fotografico, con scatti che vanno dal luglio 1943 al febbraio 1944 per rivelare, con un’umanità priva di retorica, le tante facce della guerra spingendosi fin dentro il cuore del conflitto.

Le immagini colpiscono ancora oggi per la loro immediatezza e per l’empatia che scatenano in chi le guarda. Lo spiega perfettamente John Steinbeck in occasione della pubblicazione commemorativa di alcune fotografie di Robert Capa “Capa sapeva cosa cercare e cosa farne

dopo averlo trovato. Sapeva, ad esempio, che non si può ritrarre la guerra, perché è soprattutto un’emozione. Ma lui è riuscito a fotografare quell’emozione conoscendola da vicino”.

Ed è così che Capa racconta la resa di Palermo, la posta centrale di Napoli distrutta da una bomba ad orologeria o il funerale delle giovanissime vittime delle famose Quattro Giornate di Napoli. E ancora, vicino a Montecassino, la gente che fugge dalle montagne dove impazzano i combattimenti e i soldati alleati accolti a Monreale dalla gente o in perlustrazione in campi opachi di fumo, fermo immagine di una guerra dove cercano – nelle brevi pause – anche il recupero di brandelli di umanità.

Le settantotto fotografie esposte a Spazio Oberdan mostrano una guerra fatta di gente comune, di piccoli paesi uguali in tutto il mondo ridotti in macerie, di soldati e civili, vittime di una stessa strage. L’obiettivo di Robert Capa tratta tutti con la stessa solidarietà, fermando la paura, l’attesa, l’attimo prima dello sparo, il riposo, la speranza.

Così Ernest Hemingway, nel ricordare la scomparsa, descrive il fotografo: ? stato un buon amico e un grande e coraggiosissimo fotografo. Era talmente vivo che uno deve mettercela tutta per pensarlo morto”.

Accompagna la mostra un catalogo con testi di Beatrix Lengyel, Ilona Stemlerné Balog, Éva Fisli e Luigi Tomassini, bilingue italiano/inglese, di 192 pagine e 80 fotografie. E’ una coedizione Museo Nazionale Ungherese di Budapest e Fratelli Alinari, Fondazione per la Storia della Fotografia, prezzo di copertina 35 euro, prezzo speciale in mostra 30€.

Sede : Spazio Oberdan – Milano

Data: 30 gennaio –26 aprile 2015

Orari : 10-19.30

chiuso lunedì

aperta il giorno di Pasqua, il Lunedì dell’Angelo e il 25 aprile

Biglietti: € 8,00 intero – € 6,50 ridotto per gruppi di almeno 15 persone, visitatori oltre i 65 anni, minori da 6 a 18 anni, studenti fino a 25 anni, titolari di apposite convenzioni e coupon - € 3,50 ridotto speciale per scuole - Ingresso gratuito per minori di 6 anni, portatori di handicap e accompagnatori, giornalisti, guide turistiche, un accompagnatore per gruppo, due insegnanti accompagnatori per classe. Prenotazioni al numero 0277406300.

Informazioni al pubblico

Provincia di Milano/Spazio Oberdan, tel. 02 774063.02; www.provincia.milano.it/cultura

Uffici stampa:

-  Alinari/Valeria Cossu. 055

press@alinari.it

- Provincia di Milano/Cultura – tel.02 774063.58

p.merisio@provincia.milano.it

ROBERT CAPA IN ITALIA

 Mostra a cura di:

Beatrix Lengyel

Direzione e produzione:

Museo Nazionale Ungherese

Direttore generale: László Csorba

Vice direttore finanziario: Attila Zsurki

Organizzazione:

Fratelli Alinari Fondazione

Presidente: Claudio de Polo

Coordinamento:Valeria Cossu

Progetto grafico:

Andrea Bak

Filippo Corretti Design

Traduzioni:

Katalin Bognár, Maurizio Ceccarelli,

Lilla Zsófia Cseh, Christopher Ryan

Collaboratori:

Andrea Bitainé Kovács, Dóra Csordás,

Éva Fisli, Ákos Marosfalvi,

Gyula Miklovics, Edit Miszlai,

József Ormos, János Pataki,

Zita Sor, László Tokai, Anna Váradi

Cornici: SZS Dekor Bt.

Assicurazione: Uniqua Insurance Company

Trasporti: Hungart Logistic Ltd.

Fotografie: Robert Capa ©International Center of Photography/Magnum

Collezione del Museo Nazionale Ungherese

Testi in mostra tratti dal volume:

Robert Capa, Leggermente fuori fuoco,

traduz. P. Berengo Gardin, Ed. Contrasto

Robert Capa, Slightly Out of Focus, Henry Holt Company, New York, 1947

Si rigrazia per la gentile collaborazione:

Robert Koch e Alessandra Mauro, Contrasto

Dorottya Batik e Tommaso Goli, Università di  Firenze

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Free via Skype

Un messaggio per te ( A message for you ) al Museo Alinari.

Riceviamo e pubblichiamo.

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La Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia presenta a Firenze al MNAFA MESSAGE FOR YOU” una mostra dedicata a Guy Bourdin, uno dei fotografi più innovativi e provocatori del XX secolo, realizzata in collaborazione con Samuel Bourdin, Nicolle Meyer, la musa del fotografo e Shelly Verthime, la curatrice del progetto.

L’evento è inserito nelle manifestazioni di Pitti Immagine Uomo 83.

Guy Bourdin è considerato uno degli autori più interessanti del panorama artistico e fotografico del XX secolo: un artista con una percezione dell’arte, della moda, della pubblicità e della vita, unica nel suo genere, caratterizzata da una costante ricerca della perfezione.

Alla fine degli anni ’70 con i suoi scatti Bourdin è stato il promotore e fautore di un radicale cambiamento nell’ambito della fotografia di moda e della creazione per immagini. Nella sua carriera ha lavorato per Vogue e Harper’s Bazaar firmando molte collaborazioni e campagne importanti come quelle per Charles Jourdan, Versace, Gianfranco Ferrè, Ungaro, Lancetti e Roland Pierre. E proprio quaranta anni fa, nel 1972,  pubblicava il suo primo servizio fotografico per Vogue Italia.

Ispirato dal suo mentore Man Ray, dal fotografo Edward Weston e dai pittori surrealisti René Magritte e Balthus, Bourdin ha trascorso gli anni della sua formazione nella Francia reazionaria del dopo guerra, culturalmente intrisa di taboo e censure. Influenzato dalla libertà di espressione tipica del movimento surrealista, e con un certo gusto per la provocazione e la stilizzazione, ha esplorato con grande passione il concetto di desiderio come espressione autentica dell’essere, proponendo nelle sue fotografie ricostruzioni sceniche ambigue, narrazioni suggestive e un’estetica dirompente. La ricerca della bellezza, il tema della vita e della morte, e la sessualità, da lui considerati momenti chiave di ogni esistenza, sono aspetti che ricorrono spesso nei suoi lavori più noti. Visionario dall’immaginazione fervida nelle sue fotografie ha utilizzato spesso la metafora per indagare realtà contraddittorie esaltandone le qualità più sublimi e irrazionali. Capace di creare immagini affascinanti sotto il profilo narrativo, della composizione e dei colori, Bourdin ha esplorato la distanza fra l’assurdo e il sublime. Per quanto molte siano state le sue fonti di ispirazione il suo corpus di lavori restituisce una visione artistica unica e mai convenzionale, il suo sguardo ha rotto ogni convenzione preesistente nella fotografia commerciale e ha contribuito a rinnovare, e spesso a espandere, i limiti della fotografia di moda e dei suoi immaginari più consueti.

A distanza di anni le fotografie di Bourdin non hanno perso quella forza provocatoria che le ha viste nascere e, a quasi 18 anni dalla sua morte, la sua eredità artistica è celebrata dai musei di tutto il mondo e continua a ispirare generazioni di fotografi.

Nata come una ricerca e divenuta poi una pubblicazione e una mostra, A MESSAGE FOR YOU raggruppa la produzione di Bourdin della fine degli anni ‘70 quando, nel pieno della sua maturità artistica, il suo sguardo attento registra i cambiamenti sociali di quel periodo: la libertà sessuale, il capitalismo, gli eccessi del consumismo e la presenza crescente dei media. Tutti temi che trovano la loro perfetta collocazione sulle pagine patinate delle riviste di moda. La mostra cattura il periodo più significativo della sua carriera focalizzandosi su un corpus unico di lavori che Guy Bourdin produsse in collaborazione  Nicolle Meyer, sua musa e modella, che conobbe quando lei era appena diciassettenne.

Le 75 stampe moderne esposte in mostra sono una raccolta di alcune immagini pubblicate su Vogue France e di diverse campagne pubblicitarie come Charles Jourdan, il calendari Pentax e Versace, oltre a una collezione di immagini mai pubblicate provenienti dall’archivio di Guy Bourdin. Completa l’esposizione una proiezione che raccoglie 150 immagini presentando una sorta di viaggio attraverso i paesaggi visivi di Guy Bourdin. Si tratta di una selezione che raccoglie polaroid, testi, annotazioni, negativi, ritratti di Bourdin, che anticipano le fotografie future: un viaggio nella mente curiosa dell’artista, intenso, sorprendente e allo            stesso tempo pieno di humour.
La mostra è accompagnata dal catalogo Guy Bourdin A MESSAGE FOR YOU, a cura di Nicolle Meyer e Shelly Verthime, pubblicato da Steidldangin, edizione inglese (48 euro).

Maggiori informazioni - http://www.alinari.it/mostre/Guy_Bourdin/

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Somewhere there’s music…..firmato Larry Flink.

Si concluderà il nove di settembre la mostra al Museo Alinari della fotografia che vede ospitare uno dei migliori autori dell’ immagine sul variopinto e affascinante mondo della musica. Larry Flink da diverse decine di anni è un ottimo ritrattista che si potrebbe definire alla pari nel genere, al mai dimenticato Francis Wolff e al bravo Tim Motion. I suoi lavori sono cominciati in tenera età seguendo i mostri sacri dell’ epoca come Coltrane, T. Monk, Davis e tanti altri, dal Cool Jazz al Be Bop e successivamente il free Jazz.

Prosegui la lettura…

Alinari vince la " guerra " con Locchi.


La ? guerra ? durava da tempo e talvolta è stata sulle pagine dei quotidiani anche nazionali. Si è conclusa con ? il fatto non sussiste ? la vertenza giuridica tra l?Alinari e l?altro archivio storico fiorentino Foto Locchi.
Il giudice ha assolto famosa azienda e i suoi responsabili da quella che la Foto Locchi rivendicava la paternità di alcuni scatti importanti nella Storia del nostro Paese.
Immagini di Mussolini e Hitler in visita a Firenze nel 1938, patrimonio di un epoca importantissima sia della città che del Mondo intero.
I Fratelli Alinari, come il loro vastissimo archivio avevano inserito sul visitatissimo sito molte di quella serie di negativi mentre la vicenda assunse proporzioni da denuncia quando in una mostra organizzata dallo stesso Alinari sarebbero state esposte una ventina di stampe di quelle giornate inerenti alla visita dei due capi di stato.
La ditta Locchi presentò un esposto e secondo una loro ricerca accurata anche le foto su internet erano state contraffatte occultando il logo.
Ma in realtà i fatti, secondo i giudici andarono diversamente, poiché in quell?anno il Comune di Firenze commissionò a proprie spese una pubblicazione della storica visita dei due leader politici..
Il volume poi è stato comprato dagl?Alinari in tutti suoi diritti d?autore, avvalendosi della legge che concede tali diritti agl?Enti pubblici soltanto per 20 anni.
Le foto invece sono state ritirate dal sito web.
Quella tra Alinari e Locchi è una diatriba che conferma ancora una volta quanto sia fragile e intricata, ma allo stesso tempo importantissima, la legge sui diritti d?autore in Italia che molto spesso è sottovalutata specialmente per quanto riguarda il Mondo del Web, facile prateria per razzie incontrollate di foto digitali indirizzate per illustrare a proprio piacimento gli spazi a disposizione, senza magari non citarne nemmeno le fonte.
Si potrebbe poi anche andare oltre e parlare delle stampe o delle pubblicazioni non pagate.
Questa controversia naturalmente è l?apice tra due grandi aziende nel settore della fotografia italiana, ma non di rado si accendono polemiche e anche querelle tra fotografi, editori e privati, per immagini facilmente perdute o stampate da altre parti senza che l?autore o il professionista ne sia a conoscenza e abbia avuto il compenso dovuto.
Pertanto, come ripetuto altre volte e può sembrare anche stupido, è bene sempre informarsi, per quanto possibile, sulle provenienze delle immagini prelevate.
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Riferimenti: Alinari.