Archivio

Post Taggati ‘2016’

Auguri di Buon Natale e un Felice 2017 a tutti voi…..

14 Dicembre 2016 Commenti chiusi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I migliori auguri di Buon Natale e un Felice 2017 a tutti Voi e famiglie.

Merry Christmas and happy new year 2017 to you.
________________________________

 

Rocca Vintage, una galleria dedicata alla fotografia d’ epoca.

16 Novembre 2016 Commenti chiusi

Apre RoccaVintage, la prima galleria a Torino dedicata alla fotografia d’epoca.
In mostra fino al 24 dicembre 2016
“Vedute del Grand Tour: l’Italia fra Ottocento e Novecento nella fotografie degli Archivi Alinari”.


Il prossimo 19 novembre alle ore 17, nello storico palazzo di Via Della Rocca 20, sarà inaugurata RoccaVintage, la prima
galleria in Torino dedicata alla fotografia d’epoca. A lanciarsi in questa attività è Federico Bollarino, architetto e titolare
di una società di comunicazione con in curriculum alcune realizzazioni museografiche.
La galleria apre con una mostra dal titolo “Vedute del Grand Tour” e presenta le straordinarie inquadrature delle nostre
città d’arte che tanto amavano i giovani aristocratici stranieri in viaggio in Italia.
Torino, Venezia, Firenze, Roma Napoli e altri luoghi monumentali furono per secoli le mete preferite del Grand Tour
e le fotografie che le ritraevano sul finire dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, divennero il souvenir desiderato
dai viaggiatori europei. Le immagini furono scattate dai maggiori fotografi dell’epoca: i Fratelli Alinari, Giacomo Brogi,
Domenico Anderson, Anchise Mannelli.
Le fotografie selezionate, tutte in vendita, provengono dagli Archivi Alinari e sono rappresentative sia delle vedute più in
voga, sia delle diverse tecniche di stampa utilizzate all’epoca: dalle stampe all’albumina con il caratteristico color seppia,
alle stampe al carbone dai neri intensi; dai primi esperimenti di stampa al bromuro d’argento, a sei vedute di Torino realizzate
con la raffinata tecnica della collotipia, alle stampe che ancora oggi vengono realizzate a mano da negativi in lastra
di vetro, secondo la tecnica tradizionale.
RoccaVintage ha scelto di esordire presentando a Torino il vasto patrimonio degli Archivi Alinari.
Fondata nel 1852, Fratelli Alinari è la più antica azienda al mondo operante nel campo della fotografia, tutt’ora in attività;
in oltre 160 anni di storia ha creato un corpus di oltre 5 milioni di fotografie, dai primi pionieri dell’obiettivo agli autori
contemporanei. Non a caso ad inaugurare la mostra in via Della Rocca 20 interverrà il presidente di Fratelli Alinari, Claudio
de Polo che ha sempre sottolineato il legame storico tra Firenze e Torino, le prime due capitali d’Italia, nonché ricordato
con ammirazione le generazioni di fotografi torinesi, dei quali alcuni archivi sono conservati nelle collezioni Alinari.
Sulle motivazioni che lo hanno indotto a dar vita a RoccaVintage, Federico Bollarino dice: “Una passione che si è alimentata
negli ultimi anni, da quando per chiunque è diventato normale scattare una foto con il proprio smartphone.
Questa nuova abitudine ha sancito il confine tra le istantanee digitali immediatamente visibili e le fotografie analogiche
che contenevano il margine di incertezza fino al momento dello sviluppo in camera oscura. Incertezza che imponeva al
fotografo una grande attenzione nella composizione dell’inquadratura, nella messa a fuoco, nel tempo di esposizione, e
che solo al momento dello sviluppo del negativo in camera oscura avrebbe confermato la sua bravura: tutti elementi che
emergono in maniera spiccata nelle prime immagini dei pionieri della fotografia.
In particolare alle fotografie d’epoca che ritraggono Torino e il Piemonte si aggiunge il fascino della rivelazione. Scoprire
cosa è cambiato dall’altro ieri a oggi, permette di capire meglio i luoghi in cui viviamo e immaginarne potenzialità di cui
abbiamo perso la memoria”.
Le “Vedute del Grand Tour” saranno esposte in galleria fino al 24 dicembre, ma è già in programma nel corso del 2017 una
nuova mostra dedicata alla fotografia di un autore eclettico molto conosciuto e apprezzato a Torino: l’architetto Carlo Mollino.
Vedute del Grand Tour: l’Italia fra Ottocento e Novecento nella fotografie degli Archivi Alinari
Rocca Vintage Photogallery – Torino, via Della Rocca 20
Orari: giovedì e venerdì 16-19; sabato 10-13 16-19; domenica 16-19
Info: photogallery@roccavintage.it – 011 19780920 Sito: www.roccavintage.it – www.alinari.it
Ufficio Stampa: Fratelli Alinari Idea press@alinari.it – 055 2395204

Dodici immagini di Impossible Naples in mostra al PAN di Napoli.

9 Novembre 2016 Commenti chiusi

Impossible Naples Project è una mostra-happening che avrà luogo grazie al contributo di oltre 130 appassionati di Napoli e grandi sostenitori che attivamente hanno sostenuto un crowdfunding avvenuto dal 10 giugno al 20 luglio.

DOVE E QUANDO

PAN – Palazzo delle Arti di Napoli, via dei Mille, 60
Dal 30 novembre al 13 dicembre 2016.
Inaugurazione 30 novembre ore 17.00.

LA MOSTRA

Dodici immagini di Marco Maraviglia fotografo e grafico napoletano molto apprezzato sono relative a una sua ricerca artistico-professionale che rappresentano la città in maniera metafisica e surreale e che stimolano una percezione visiva insolita della città con luoghi impossibili di Napoli che l’autore definisce “inesistenze” o “visionarismo contemporaneo”.
Tra queste vi è Metamorfosi Reloaded, il panorama di Napoli più lungo del mondo che sarà esposto per la prima volta nella sua versione definitiva in una lunghezza di oltre 8m.

L’HAPPENING

Durante l’esposizione, il pubblico potrà partecipare gratuitamente al riconoscimento dei luoghi e monumenti di Napoli presenti in ognuna delle opere.
Basterà prendere all’ingresso una scheda da compilare ed infilarla in un’urna.
L’11 dicembre l’organizzazione ritirerà l’urna con tutte le schede per effettuare lo spoglio e contatterà tutti i partecipanti per invitarli al finissage durante il quale sarà proclamato il vincitore.
Colui che avrà dato il maggior numero di risposte esatte potrà scegliere come premio una delle opere esposte (esclusa Metamorfosi Reloaded). In caso di ex aequo si procederà a un sorteggio.
Al momento del prelievo dell’urna, l’organizzazione applicherà nello spazio espositivo una tabella con le soluzioni.

INGRESSO

L’ingresso alla mostra e la partecipazione all’happening, saranno gratuiti.

CATALOGO

Presentazioni di:
- Michele Smargiassi ( Repubblica )
- Luca Sorbo

ORGANIZZAZIONE

Associazione Culturale Photo Polis (ringraziamenti speciali a Massimo Vicinanza e Livio Caldore).
In collaborazione con l’Assessorato Turismo e Cultura del Comune di Napoli e del PAN – Palazzo delle Arti di Napoli
Patrocinio morale del Touring Club Italiano – Club di territorio di Napoli

CONTATTI INFORMAZIONI

associazione@photopolis.org

http://impossiblenaples.weebly.com/blog/12-immagini-di-impossible-naples-in-mostra-al-pan

________________________

La balla dei proiettili di gomma degl’ israeliani…..

5 Novembre 2016 Commenti chiusi

La situazione in West Bank e nella Striscia di Gaza con lo scorrere degl’ anni non è per niente migliorata. Una lunga scia di sangue continua imperterrita senza che la Comunità Internazionale riesca a trovare delle soluzioni adeguate mentre tra arabi ed ebrei si convive, per così dire, senza esclusioni di colpi:  barriere, occupazioni, attentati, villaggi devastati….

E se il succedersi dei ” Grandi Uomini Politici ” non è servito a niente ci sono persone comuni che sul campo cercano di portare pace, solidarietà, aiuti umanitari e speranza.

Sono loro tra mille difficoltà e con rischi molto alti che fanno realmente qualcosa di positivo.

I proiettili di gomma sparati dall’ IDF ( Israeli defense forces ) nell’ infinita diatriba con i palestinesi sono da sempre una frottola.
E’ vero che vengono usati ma molto raramente e a loro totale discrezione.
Senza entrare nel merito e nel dettaglio delle regole d’ ingaggio e nemmeno sui diritti umani poiché sarebbe un discorso estremamente lungo e complesso, questa mia immagine ne è l’ ennesima dimostrazione.

FOTO: il corpo esanime di un giovane palestinese colpito dalle forze di sicurezza israeliane viene raccolto dai volontari della Mezzaluna Rossa Internazionale.
Dintorni dl Al Mughraqa – Striscia di Gaza 2000 – Gianluca Fiesoli.

_________________

 

 

 

15 anni fa i giorni di Genova…….

18 Luglio 2016 Commenti chiusi

15 anni fa, giovedì 19 Luglio 2001 cominciavano i tragici giorni di Genova.

FOTOGRAFIA: Genova 2001 – Un manifestante inchiodato alla serranda di un negozio e con le mani dietro la schiena da due agenti di polizia – Gianluca Fiesoli


Testo tratto dal libro ” Personal Observations ” di Gianluca Fiesoli,

https://www.youtube.com/watch?v=W2pgSbaffJ0&feature=youtu.be

_____________________

Senza alcuna ombra di dubbio i giorni che vanno dal giovedì 19 alla domenica del 22 luglio 2001 sono stati tra i più ignominiosi della Storia della Repubblica italiana. Un escalation di violenza in cui il bilancio poteva essere più pesante e dove le incolpazioni sono da dividersi tra tutti. Stato, forze dell’ ordine che si trovarono impreparati davanti ad un evento dalla valenza così straordinaria, municipalità, ambientalisti, Black Bloc e dimostranti. Fin dalla scelta della città, Genova sembrò completamente inadatta per ospitare un importante sessione di incontri tra i Grandi della Terra, i quali secondo il governo italiano necessitavano di imponenti servizi di coordinamento civili e militari per garantirne la sicurezza durante lo svolgimento.

La topografia del capoluogo ligure mostra che il tessuto urbano non ha una grandissima espansione. Il centro è angusto mentre alle spalle le colline sono sovrastanti e pertanto sbarrano le vie di fuga. Se poi viene istituita un area “ off limits “ con grate di ferro alte tre metri, tombini saldati e barriere di container è palese che per molti sembrò una restrizione alla libertà e quindi era facile prevedere che ci sarebbero stati dei disordini. Lo stesso Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri da pochi mesi, durante un sopralluogo organizzativo confermò queste preoccupazioni sottolineando che l’ indicazione di Genova era stata designata dall’ esecutivo precedente e quindi era oramai troppo tardi per inventare soluzioni immediate e alternative.

Il movimento dei No – Global, più comunemente chiamato “ Popolo di Seattle “, si era formato alla fine del 1999 ed aveva aumentato sensibilmente il numero dei consensi e nel frattempo in Italia gli anarchici avevano ripreso ad esternare il proprio disappunto. Si viveva un declino dell’ ideologia di sistema, le crisi sociali erano evidenti e una parte del mondo della cultura manifestava una certa insofferenza per l’ Italia clericale. Ci si preparava con scetticismo alla nascita dell’ Euro e diverse erano le correnti di pensiero che sostenevano con tenacia il ripristino dell’ effettiva emancipazione dei mercati economici attraverso una politica di deregolamentazione. Una sfida in comune organizzata sulla collaborazione reciproca tra centinaia di gruppi, associazioni di carattere nazionale, studentesche e ambientaliste ma disapprovato da alcuni di non avere molto realismo politico e poco spessore morale se al suo interno si potevano nascondere delle frange eversive in grado di sobillare la violenza. Nonostante il propugnare l’ uguaglianza dei diritti, la globalizzazione è diventata un processo a cui difficilmente si potrà tornare indietro ed impone la graduale riduzione d’ intervento dei singoli governi nell’ economia mondiale, allargando così il divario tra i paesi ricchi e quelli poveri con l’ accrescimento del potere plutocratico alle multinazionali.

Se la manifestazione del giovedì scivolò via senza intoppi, escluso qualche sporadica tensione, invece il peggio doveva ancora arrivare. Il fuggifuggi dei cittadini, la serrata totale degl’ esercizi commerciali e delle banche ne erano la conferma mentre le polemiche televisive, le dietrologie dei partiti, le minaccie via web nelle chat più intransigenti e gl’ allarmi bomba facevano presagire una situazione in caduta irreversibile. Numerosi cortei oramai erano stati programmati e la chiusura della frontiera italo – francese, che aveva l’ intento di respingere i facinorosi, non dette i frutti sperati.

Lo stesso successe per il tentativo di autorizzare marce considerate tranquille e non consentire quelle che venivano definite pericolose. Nella mattinata i manifestanti iniziarono a radunarsi, ognuno con la sua forma di protesta e all’ ora di pranzo si registrarono i primi incidenti. Corso Torino, Via Caffa, Via Tomelaide, Piazza Danovi, Corso Buenos Aires, via Crimea e intorno al carcere di Marassi divennero teatro per un susseguirsi di provocazioni che sfociarono in sassaiole, auto in fiamme, barricate e cariche dei battaglioni della polizia. Un clima surreale e l’ impotenza da parte di quelli che erano rimasti a casa travolse Genova oramai avviluppata dalla nebbia pungente dei gas lacrimogeni. I reparti delle forze dell’ ordine agivano senza una tattica precisa dovuta ad inesattezze di valutazione mentre le comunicazioni radio con la Questura non sempre erano perfette. Il caos regnava totale, il sangue cominciava a scorrere e le strade erano piene di una collera che urlava sempre più forte.

Ma l’ apice si verificò in Piazza Alimonda con la morte di Carlo Giuliani, 23 anni, freddato dai colpi di pistola dell’ ausiliario Mario Placanica. Una tragedia che marchierà per sempre la storia dei summit del G8. Il giovane cessò di vivere nell’ atto di lanciare un estintore contro un “ defender “ dei carabinieri che era rimasto bloccato da un cassonetto della spazzatura mentre stava subendo la furia di un gruppo di estremisti.

La camionetta aveva preso parte all’ assalto del dodicesimo Battaglione Sicilia che voleva colpire sul fianco la marcia delle Tute Bianche, le quali probabilmente avevano l’ intenzione di violare la zona rossa. Erano le cinque e mezza del pomeriggio e la dinamica si svolse in maniera così repentina che non ci fu il tempo e il modo di evitarla. Poi la jeep riuscì a disincagliarsi e passò per ben due volte sopra il corpo esanime disteso sul selciato. La notizia fece il giro del mondo e dentro il Palazzo Ducale alcune riunioni vennero temporaneamente sospese mentre i servizi degli accordi politici finirono in secondo piano nelle edizioni dei telegiornali della sera.

Nella giornata di sabato la solidarietà per la morte del giovane e l’ impatto emotivo sull’ opinione pubblica fecero affluire trecentocinquantamila persone che parteciparono alla grande manifestazione sul lungomare, la quale doveva concludersi nella zona della Fiera. Però ancora una volta il buonsenso da ambo le parti non riuscì a prevalere. La spirale dell’ odio riprese il sopravvento, oramai era guerra aperta. Il corteo si spezzò in due enormi tronconi, dai quali scapparono gente disarmata e con famiglia per evitare di essere coinvolti negli scontri collettivi.

Durante la notte si consumò l’ ultimo atto di violenza che venne imposto con un ordine dall’ alto. L’ irruzione di trecento agenti nella scuola Diaz, sede provvisoria del Genoa Social Forum, è un palese tentativo di massacro e di vendetta, peraltro svolto alla cieca, con prove simulate per giustificarlo e messo in atto solamente su un centinaio di innocenti che comprendevano diversi stranieri. Persino i soprusi e le angherie avvenuti nella caserma di Bolzaneto ribadiscono che i metodi usati dalla polizia non erano certamente conformi ai principi teorici e pratici della democrazia. Sistemi ambigui, che possiamo definirli vicini a quelli dell’ epoca del fascismo e finiscono per compromettere l’ immagine e l’ etica di un organo del potere esecutivo dello Stato.

E’ trascorso più di un decennio da quei convulsi giorni e in questo tempo si è scritto, detto e deplorato con tanta acrimonia. La Giustizia ha svolto lentamente il suo corso e le sentenze dei processi hanno confermato nei vari gradi le responsabilità degli elementi in divisa e di qualche vertice ma numerosi sono i procedimenti archiviati per l’ impossibilità di identificare le persone implicate. Anche dei dimostranti sono stati condannati con l’ imputazione di saccheggio e distruzione. Per i fatti della Diaz in primo grado il Tribunale ha assolto i capi della Mobile, del Servizio della Centrale, i vicedirettori dell’ Ucigos e altri funzionari che durante il dibattimento avevano alzato un impenetrabile cortina di omertà negando così evidenti responsabilità.

Dopo l’ istanza da parte della Procura, l’ appello del 2010 ha ribaltato la sentenza precedente. La Corte di Genova reputò gl’ imputati tutti colpevoli anche se alcune pene vennero considerate lievi e non corrispondenti a quello che aveva chiesto l’ accusa. Venticinque saranno le condanne per complessivi novantotto anni di reclusione. Nel luglio 2012 la Suprema Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva questo giudizio e potrebbe costringere alcuni dirigenti a lasciare gli incarichi. Una sentenza che gran parte dell’ ambiente politico italiano ha definito “ importante ma che non restituisce una completa giustizia “.

Mario Placanica ha chiuso con l’ Arma ed è stato congedato. Dopo un periodo di riposo adesso lavora come impiegato all’ Ufficio del Catasto di Catanzaro. Indagato assieme al collega Filippo Cavataio le differenti giurie, compresa quella della Corte Europea dei Diritti dell’ Uomo, hanno sancito che agì per legittima difesa e conseguentemente è stato prosciolto. Però il ritorno alla normalità per l’ ex carabiniere si sta rivelando più difficoltoso del previsto e per diverse volte è salito sulla ribalta della cronaca. Prima per uno strano incidente di auto, poi per delle minacce di morte ricevute da ignoti.

In un secondo tempo è stato sottoposto ad intercettazioni telefoniche e che sono state pubblicate da un settimanale milanese. In esse raccontava di avere seri problemi psicologici dovuti alla vicenda che gli era accaduta, di dover ricorrere giornalmente a dosi di antidepressivi e di soffrire di idee suicidarie. Nella primavera del 2009 il Placanica è stato inquisito dalla Procura della Repubblica calabrese con la grave accusa di violenza sessuale e maltrattamenti nei confronti della figlia dell’ ex convivente, la quale in precedenza aveva sporto denuncia. Insomma, quella tragica settimana di luglio gli ha sicuramente cambiato la vita.

Carlo Giuliani ha pagato carissimo per il fatto di essersi trovato al posto sbagliato nel momento inopportuno, ma soprattutto per una certa sprovvedutezza e follia che talvolta sono proprie della gioventù. Cercare di farne un eroe e altresì un martire è francamente eccessivo da qualsiasi punto di vista si guardi la questione poiché la violenza non è mai giustificata.

Per motivi diversi alcuni anni dopo sono tornato a Genova. E’ sempre bella, imperiosa, affacciata sull’ immensità del mare scuro con i palazzi nobiliari restaurati. Le parole di Paolo Conte si dissolvono nello zefiro di ponente…..” Genova ha i giorni tutti uguali, i gamberoni rossi sono un sogno e il sole è un lampo giallo al parabrise “. Delle rabbie antiche non rimane che uno sbiadito ricordo e una targa alla memoria.

In un carruggio una scritta rossa campeggiava su di un muro d’ ardesia.

Hanno ammazzato Carlo……..Carlo vive.

____________________

Testo tratto da ” Personal Observations ” Gianluca Fiesoli

https://www.youtube.com/watch?v=W2pgSbaffJ0&feature=youtu.be

Srebrenica, un anniversario in tono minore.

12 Luglio 2016 Commenti chiusi

Dopo Sarajevo anche Srebrenica ha reso omaggio alle vittime in quello che oramai è giunto al ventunesimo anniversario del massacro avvenuto nel 1995.

E’ stato come sempre il giorno della Bosnia ma stavolta in tono minore sia come partecipazione che nel fatto di solennità. Le vittime ricomposte negl’ ultimi dodici mesi erano infatti “solamente “ 127 prima di effettuare l’ ultimo viaggio verso il mausoleo di Potocari e la sensazione a questa cerimonia è che le nuove generazioni che stanno venendo avanti importa poco di quella lontana guerra.

Ma questo anniversario è stato lacerato da violente polemiche, in particolar modo politiche, a causa del rifiuto di ospitare i leader serbi. Un diniego che non aiuterà a migliorare i rapporti tra i due paesi in cui l’intento dovrebbe essere quello di cercare di ricostruire un futuro più positivo.

Oltre l’ odio, lo scoglio maggiore, è l’ oramai noto “ riconoscimento “ di genocidio da parte dei serbi, i quali continuano a non ammetterlo sia su carta che a livello internazionale.

Lo stesso dicasi per l’ Unione Europea dove le autorità bosniache assieme all’ associazione delle Madri di Srebrenica non perdono occasione di criticarla per il fatto di non aver agito abbastanza in tutti questi anni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FOTO 1: Preghiera davanti alle bare, Srebrenica – Gianluca Fiesoli ©.

FOTO 2: Trasporto dei feretri alla sepoltura, Srebrenica – Gianluca Fiesoli ©.

 

__________

Juve, doppia doppietta. Tim Cup ai bianconeri.

La Storia si ripete, quasi fosse venuta noia ai più. Oramai è quasi diventato un rituale in cui pare impossibile cambiare. La Juventus conquista la Coppa Italia, la undicesima dell’ almanacco, e come l’ anno precedente ribadisce una ” doppia doppietta “  che lenisce il sogno inappagato della Champions League.

All’ Olimpico di Roma in una finalissima scialba, dai ritmi altalenanti ma con poche vere occasioni da gol ci pensa Morata a decidere la sfida. L’ acerbo talento è oramai diventato grande ed è utilissimo a questa squadra. Sarebbe bene trattenerlo. Più volte ha risolto numerosi problemi in attacco ed ha ancora grandi margini di ottimizzazione.  Appena entrato in campo nel secondo tempo supplementare  con una giocata delle sue ha chiuso qualsiasi possibilità di rimonta dei rossoneri.

Il lavoro di Massimiliano Allegri, quindi, che non era ben cominciato nello scorso autunno si è concluso negi migliori dei modi considerato che l’ organico attuale è minore del precedente.

Il tecnico ha motivato velocemente i nuovi arrivati inserendoli con maestria ed esperienza.

Anche stasera in una gara non facile con alcune assenze importanti è riuscito comunque a prevalere.

Per quanto riguarda il Milan, un altra stagione fallimentare sia sul piano dei risultati, degl’ acquisti e degl’ allenatori i quali è inutile sostituirli se la rosa è composta da mediocri elementi.

Il club milanista non entra in Europa per il terzo anno consecutivo e forse adesso per Silvio Berlusconi è  veramente finita un epoca.

_______________

Quei disegni dei bambini sul filo spinato di Idomeni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una situazione esplosiva, tragica, dove ancora una volta la dignità dell ‘ Essere Umano è andata completamente perduta.

Lo specchio di un Europa incapace di decidere, di agire con una politica unitaria e che ha sottovalutato l’ importanza  in quello che nel XXI secolo è diventato un grosso problema e che non risolverà certamente con il recente accordo assieme all’ ambiguo governo turco, il quale lo rispetterà solamente in parte e peraltro molto difficile anche da attuare sul piano tecnico, pratico ed economico.

A Idomeni ad un centinaio di chilometri dall’ antica Tessalonica, sta morendo pure la speranza. Scappati da conflitti con regimi totalitari oramai al tramonto, braccati dall’ Isis, un fiume di oltre diecimila persone affamati come bestie, stremati da un viaggio senza vedere la luce della fine e che adesso si è bloccato da una barriera innalzata dall’ autorità macedone, la quale sta impiegando numerosi blindati  e i reparti migliori della sicurezza.

Soldati con i pugni stretti e l’ astio tra i denti che ricordano molto negli sguardi la ex jugoslavia di alcuni decenni addietro.

Sotto il blu del cielo di Idomeni donne, vecchi, famiglie numerose senza più niente sono accampate nella sporcizia, a rischio di epidemie. La solidarietà delle organizzazioni umanitarie sta facendo il possibile per arginare l’ afflusso che comunque continuerà ad arrivare poiché al momento è la via più breve per raggiungere il cuore del continente.

Le proteste in queste ultime settimane sono state frequenti, i tentativi di attraversare il confine anche aggirando il valico di Erzinovi sono risultati vani come gli scioperi della fame, gli slogan e il darsi fuoco da parte di alcuni profughi.

Storie di disperazione ma forse per chi si trova ad Idomeni fanno tenerezza vedere quei tanti disegni  attaccati sull’ interminabile muro spinato.

Schizzi di pennarello, di lapis spuntati in cui si evince l’ innocenza, il candore della fantasia, dell’ amore alla Vita non ancora del tutto sbocciata e soprattutto consumata.

Ma con la consapevolezza di soffrire per delle colpe delle quali non sono assolutamente responsabili.

__________________________

FOTOGRAFIE:

1) Bambini che protestano con dei cartelli davanti ad un agente della polizia greca, 23 Marzo 2016 – G. Fiesoli.

2) Campo profughi di Idomeni, confine Grecia e Macedonia, 24 Marzo 2016 – G. Fiesoli.

Auguri di Buona Pasqua 2016.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Con la presente s’ inviano i migliori auguri di una Felice Pasqua 2016 a tutti Voi e famiglie.

Happy Easter 2016 to you and family.

_________________________

 

Juve, sorpasso per un altro Scudetto.

E così l’ opera sembra compiuta e per certi versi più straordinaria delle precedenti con l’atto decisivo un pò opaco e fortunoso ma quanto basta per tornare in pole position. La rimonta juventina è stata superlativa.

Da stasera il campionato ha una nuova capolista e forse un vecchio padrone che si è ripreso legittimamente il suo trono. Allo Stadium di Torino i bianconeri si aggiudicano lo scontro diretto con i partenopei per una rete a zero. Ha deciso Zaza,  gregario umile e aiutato da una leggera deviazione quando mancavano pochi minuti al fischio finale.

Chi voleva emozioni  è rimasto alquanto deluso quasi a confermare che le aspettative nei momenti importanti di un annata possono rimanere tali.

Match  guardingo, ossessivo possesso palla e dominato da un tatticismo esasperato che lo hanno reso avaro di occasioni e scontentato chi ha pagato il biglietto.

Al di là di tutto dobbiamo dare merito al lavoro certosino e costante di Massimiliano Allegri che dopo la partenza inguardabile dell’ inizio torneo ha saputo motivare i giocatori più anziani e inserire al meglio in tempi relativamente brevi i nuovi arrivati. Resta comunque il fatto e ne sono fermamente convinto che sul piano dello spettacolo questa Juventus è meno espressiva delle edizioni passate.

Sebbene ci siano ancora da disputare tredici gare e il vantaggio sia minimo questo successo, oltre la posta in gioco, fa abbassare le quotazioni dei napoletani che comunque potranno continuare a lottare mentre si è alzato il morale dei  bianconeri sul fattore psicologico.

Champions permettendo, l’ esperienza, la qualità della rosa e un calendario tutto sommato più agevole ci viene da pensare che con stanotte si è aperta la porta per il quinto scudetto consecutivo.

____________________

Circeo: il massacro infinito. Si riesuma la salma di Andrea Ghira.

Le tragedie non finiscono mai e la Verità completa talvolta è irraggiungibile in specialmodo quando vi è una Giustizia obsoleta e un pò incapace.

E’ di poche ore la notizia lanciata dai Media che la Procura di Roma ha disposto la riesumazione della salma del vero ( o presunto ) Andrea Ghira già avvenuta il 14 novembre del 2005.

Il Tribunale ( e la scienza )  sono convinti che con le nuove tecniche sviluppate nell’ ultimo decennio sia possibile stabilire l’ identita del defunto con maggiore certezza.

Un colpo di scena quindi, in quello che potremmo definire un ” massacro infinito ” dove alcuni errori giudiziari sono stati compiuti mentre i colpevoli  hanno pagato parzialmente le loro reponsabilità a causa anche di permessi inconcepibili come quello hanno per Simone Izzo che lo ha portato a fare  nuovi omicidi nel molisano.

Adesso si apre un nuovo capitolo, forse scontato o forse no, ma se l’  indagine scientifica risultasse negativa all’ identità di Andrea Ghira viene da chiedersi se ad oggi il criminale sia ancora vivo e pertanto in libertà.

Una tesi che in molti sostengono. Ci sono delle fotografie riconducibili per somiglianza al delinquente e scattate nel corso di questi anni ma che non risolvano del tutto il dubbio.

Quando era in vita l’ ipotesi era avvalorata pure da Donatella Colasanti, la quale si era battuta con forza e coraggio in quello che è stato per lei e la Lopez un infelice destino in tutti i sensi.

___________________

Buon Natale 2015 e Felice anno 2016 a tutti voi.

Con l’ avvicinarsi delle Festività, un sincero augurio di Buon Natale e Felice anno 2016 a tutti voi e famiglie.

 

Merry Christmas to you and happy new year 2016.

 

Gianluca Fiesoli

Azzurri, che amarezza, peggio del Pontremoli ( che non me ne vogliano da quelle parti ).

L’ Italia non è più Campione del Mondo e lascia Southafrica 2010. Quello che ci si aspettava da tempo si è puntualmente avverato nel giorno di San Giovanni. I ritorni sono sempre stati difficilissimi ma questa brutta figura ha sicuramente dei complici e degl’ attori non all’ altezza della situazione e che sono i colpevoli della disfatta odierna.

Umiliati, sbeffeggiati, surclassati, inguardabili, gl’ azzurri quattro anni dopo la meravigliosa notte berlinese  conoscono una delle più cocenti amarezze della loro storia.

Stavolta chi ci crocifigge si chiama Slovacchia. Modesta compagine che  ci ha condannato definitivamente e che ci ridicolizza regolandoci all’ ultimo posto del girone, ma il fallimento come sempre ha radici lontane.

Vergogna ! E’ questo l’ unica parola che qualcuno ha usato con titoli a quattro colonne. Non tanto per essere usciti al primo turno, ma bensì per il modo in cui si è consumato. Sembrava essere nelle comiche grottesche di Ridolini…..e nel campionato regionale dell’ Eccellenza……peggio del Pontremoli…….( che non me ne vogliano da quelle parti per il paragone…….).

Perdere, fa parte della giostra della Vita e quindi del roboante circo calcistico  ma in qualsiasi circostanza è obbligatorio tirare fuori le palle o perlomeno l’ orgoglio, motore che spesso salva l’ onore e la dignità ma che purtroppo abbiamo irrimediabilmente smarrito.

Senza cercare un solo colpevole, un capro  espiatorio  da bruciare con rabbia sull’ altare infuocato dalla polemica del Dio Eupalla, Marcello Lippi stavolta ha sbagliato parecchie cose e valutazioni. Un ostinazione da vecchio guru del pallone, forse un po’  presuntuoso e troppo ossequioso delle sue idee fino ad arrivare a non ascoltare gl’ altri. Prigioniero di un sogno impossibile, quello di rivincere per la seconda volta consecutiva un titolo mondiale.

Visto e considerato l’ attuale panorama  del calcio italiano non sarebbe stato errato due anni fa  rinunciare ad un incarico temporaneo che lo ha portato ad una ingloriosa debacle.

Per ironia della sorte Roberto Donadoni ha fatto meglio all’ europeo del 2008 uscendo ai quarti contro una Spagna che poi avrebbe vinto la competizione.  Oggi l’ ex milanista sicuramente si toglie qualche sassolino dalle scarpe.  

Poco amato nelle stanze della Figc, voluto soprattutto dall’ amico di tante avventure, Demetrio Albertini,  da ieri sarà un po’ rivalutato.

Puntare su alcuni giocatori datati, visibilmente consunti, senza stimoli,  forse solamente per un senso di gratitudine è stato un marchiano errore che gli è costato caro  al Paul Newman del Tirreno, il quale ha occultato i difetti che erano alla vista di tutti e in particolar modo sottolineati sui giornali e le televisioni, ma che poi nel momento della Verità sono esplosi senza avere il tempo oramai di poter trovare una efficiente soluzione.

Aggrapparsi alla speranza del recupero di Pirlo, l’ unico con i piedi decenti in questi 23 italiani trasferiti momentaneamente in terra africana, poiché Montolivo è solamente un centrocampista evoluto ma con scarsa e incostante visione di gioco, ci ha fatto capire che nell’ organico non c’era un giocatore in grado di dare fantasia dalla tre quarti in su.

 L’ esperimento, poi fallito,  dello scialbo e acerbo Marchisio dietro le punte è la conferma di questa cruda realtà come la pochezza di Pepe sulle corsie esterne.

Ma nonostante tutto nel rapporto tra allenatore e ambiente circostante, mai come ora   la stampa italiana aveva portato, anche se con una punta di scetticismo, rispetto a Marcello Lippi che partiva come campione in carica.

Questa Nazionale è nata male e finisce in tragedia, beninteso sportiva poiché i veri problemi del paese sono altri.

Migliaia di disoccupati, operai in cassa integrazione, pensionati con seicento euro che non arrivano alla fine del mese, famiglie  terremotate che aspettano un tetto,  sarebbe un insulto paragonarli ad uno spaurito gruppo di sportivi strapagati e incapaci di buttare una palla nel sacco.

Un nitido e fluido gioco, anche se le  qualificazioni erano state conquistate in anticipo, non si è mai visto e il cambiare soventemente modulo, schemi, tattiche era un segnale più che tangibile in cui il tecnico viareggino non sapeva che pesci pigliare. E difatti nel 2010 non ha mai vinto una partita.

Un altro sbaglio di Lippi è il fatto di essersi affidato al blocco juventino e di credere essenzialmente nella forza caratteriale e l’ unità del gruppo come se questo potesse oltrepassare qualsiasi difficoltà oggettiva e battere qualunque avversario. Essere volenterosi e uniti è una cosa…..essere bravi e capaci è un altra…….

Anche se le alternative non erano poi moltissime, e qui ha perfettamente ragione quando dice che a casa non erano rimasti fenomeni, sono in tanti a chiedersi  il perché di questa scelta, quando la Vecchia Signora ha giocato una delle peggiori stagione della propria storia e dopo Moggiopoli quasi mai si è resa protagonista.

Sicuramente la presenza di Totti, Cassano, che già giocato agl’ Europei senza poi entusiasmare, Balotellli, Perrotta, Bonucci o quant’ altro non avrebbe modificato il corso degl’ avvenimenti. L’ esperienza ci insegna  che una Nazionale quando vince un mondiale quattro anni dopo farà una prestazione mediocre, salvo rarissime eccezioni. Ci riusci il mitico Pozzo negl’ anni Trenta, ma il calcio di allora era tutta un altra cosa.

Però le chiare colpe di Lippi non assolvono una Federazione che stenta ad affermarsi politicamente con l’ Uefa e la Fifa.

L’ ingessato Abete più volte ha sorvolato con diplomazia  sugli  “ sgarbi “ di protocollo del despota Blatter ed è risaputa la poca sintonia con Platini, ma soprattutto ha già collezionato due importanti insuccessi che ribadiscono la scarsa considerazione a livello internazionale. Abete è ” figlio ” della disastrosa generazione di Carraro e soci, un dirigente che ha operato per lunghi anni dietro le quinte, un ” signorsì ” fidato e forse dopo questo tracollo anche un cambio ai vertici del Palazzo sarebbe stato  più che appropriato. Non per usare un eufemismo, ma in Italia siamo più attaccati alla poltrona che alla mamma !!

Gl’ Europei del 2012 si giocheranno in Ucraina e Polonia ma di recente pure l’ assegnazione del 2016 è andata alla rivale Francia quindi anche sulle progettualità dei grandi eventi l’ Italia segna il passo.

Adesso che i giochi sono fatti non ci resta che sbollire velocemente l’ amarezza e continuare a  guardare un mondiale che sotto il profilo tecnico e dello spettacolo è sicuramente deficitario, ma a mio modestissimo giudizio, Spagna,  Germania, Brasile e Argentina sono le favorite per il trionfo finale.

Poi comincerà l’ era Prandelli. La ricostruzione del buon Cesare avviene in momento buio ma soprattutto incerto per il calcio italiano, oberato di debiti, stadi mezzi vuoti, razzismo sempre presente, scarsità di talenti nostrani, poca voglia di valorizzare i giovani e un numero eccessivo di campioni stranieri che scorrazzano negl’ impianti obsoleti. Le qualificazioni per l’ Europeo sono alle porte e quindi il bergamasco dovrà agire in fretta supportato dalla Federazione.

Non ci sarebbe da meravigliarsi se avesse ragione Fabio Cannavaro quando dice che bisogna svegliarsi se no toccherà aspettare altri ventisei  anni per fregiarsi di un nuovo titolo. Lui lo aveva già capito da tempo e per questo che la prossima tappa  del Capitano sarà la dorata Dubai.

_____________________