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Gianluca Fiesoli è nato a Firenze. E’ un fotografo e quasi un giornalista. I suoi lavori sono visibili ai siti ufficiali http://www.gianlucafiesoli.com  e http://www.gianlucafiesoli.it 

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Perchè questo blog si chiama Shipbreaking Yards.

( Questo scritto è una parte di un capitolo del libro ” Personal Observations “ di Gianluca Fiesoli ).

“ Ogni individuo ha diritto alla Vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona “. Questo capitolo è interamente rivolto al lavoro, all’ opera industriale e manuale nelle nazioni del terzo mondo. La tratta degli schiavi è scomparsa dalla metà del XVIII secolo ma ancora oggi intere popolazioni sono costrette a lavorare quasi gratis e sono private della possibilità di studiare, esercitano in totale assenza di garanzia con nessuna sorveglianza sanitaria e quindi in costante pericolo per la propria salute.

Chittagong con oltre due milioni di abitanti è la seconda metropoli del Bangladesh. Non ha moltissime attrattive se si esclude la Città Vecchia ma è di fondamentale rilevanza per l’ industria e il traffico portuale. Sul litorale nord tra Sitakunda e Bhatiara si trova una delle più grandi aree al mondo per lo smantellamento delle navi. Analoghe attività sono collocate ad Aliaga in Turchia, nella regione del Gujarat in India e a Gadani in Pakistan.

Il sistema per la demolizione fu introdotto negl’ anni sessanta in un periodo di fondamentale mutamento economico in cui c’ era una una crescita senza precedenti. Le industrie siderurgiche dell’ occidente non credevano al riciclo dell’ acciaio poichè incontravano grossi problemi di contaminazione, alte imposte da pagare ed erano obbligati a costruire vasti bacini di carenaggio.

Così si preferì inviare gl’ obsoleti bastimenti nei paesi poveri dove le leggi dei governi sono permissive, la manodopera è a costo zero e l’ investimento degl’ arsenali necessita di pochissimo capitale.

Oggi invece il recupero dei rottami è considerato come una forte alternativa alla risorsa non rinnovabile dei minerali e quindi destinati ad esaurirsi.  Questo luogo si presta benissimo perchè le maree consentono alle imbarcazioni di avvicinarsi facilmente alla riva e sono favorite da fondali che hanno un dolce dislivello. Le navi, in prevalenza porta container, petroliere e mercantili di medio e grosso cabotaggio, vengono a morire in un cimitero di ferro e ghisa dopo aver consumato l’ ultima tratta e aver solcato gl’oceani per lunghi decenni.

La nascita di queste ditte avvenne grazie ad una imprevedibile circostanza. Nel 1965 un violento ciclone fece arenare un  gigantesco cargo battente bandiera ellenica che fu abbandonato da tutto l’ equipaggio. La gente del luogo ne prese possesso e cominciò a prelevare i pezzi per poi rivenderli al mercato.

I cantieri di recupero di Chittagong nel corso dei decenni si sono notevolmente ampliati e ora forniscono un terzo di acciaio del fabbisogno nazionale. Una potente industria in cui vi lavorano più di venticinquemila persone dei quali circa il 40 % sono minorenni. La Php Limited è una delle più importanti aziende del settore ed ha la capacità di amministrare e tagliare navi che producono oltre 500 mila tonnellate di acciaio recuperato ogni anno.

Il procedimento della scomposizione delle vecchie amiraglie è semplice poichè non necessita di macchinari particolari ma solamente di uomini disposti a sacrificarsi, fiamme ossidriche e robusti argani con pesanti cavi da tirare sulla battigia per spostare le parti più voluminose. Un travaglio di sforzi e pazienza, in un luogo reso unico per l’ atmosfera che lo circonda, ma contestato con asprezza dalle associazioni dei diritti umani.

I lavoratori si alternano in gravosi turni di 12 ore, giorno e notte e sono pagati circa tremila taka che corrispondono ad una quarantina di dollari al mese. Parecchi sono stati i reportage, le pubblicazioni e i video di denuncia sulla speculazione e ovviamente qua i Media non sono ben visti. Negl’ anni novanta la Bbc arrivò con una troupe ma dovette fare i conti con le autorità locali. Immediatamente vennero ricacciati fuori dai confini nazionali mentre un giornalista australiano è stato picchiato durante il tentativo d’ intervistare dei ragazzi. I boss della zona s’ innervosiscono facilmente quando vedono avvicinarsi uno straniero o qualcuno che fa troppe domande.

I metodi di distruzione richiederebbero una particolare attenzione sulle questioni delle infrastrutture fisiche e sociali, le normative sulla sicurezza e una meticolosa gestione ambientale a difesa dell’ equilibrio ecologico. Infatti l’ inquinamento è uno dei maggiori punti dolenti. La costa ha perso la brillantezza di un tempo, è divieto bagnarsi, il cherosene e l’ olio dei motori sono sparsi ovunque e si mescolano con il fango. Il mare è invaso dai rifiuti ed ha ridotto fortemente la percentuale di placton mentre alcune specie di pesci si sono estinte.

Tuttavia i pericoli provengono anche dal mercurio, dai metalli pesanti, dalla diossina e dall’ amianto che si trovano in forti quantità nelle navi di vecchia data. Senza adeguate operazioni di bonifica le microfibre si disperdono nell’ habitat circostante e se inalate nei polmoni possono causare forme tumorali.

Il problema dello sfruttamento minorile non è solamente negli Ship Breaking Yards ma bensì in tutta la nazione. Sebbene le autorità statali dal 1993 abbiano approvato una legge in cui la scuola primaria è diventata obbligo, la formazione rimane troppo costosa per le famiglie e di conseguenza i genitori non ostacolano i figli ad andare a cercarsi un impiego. Di frequente i bambini per il compenso ricevono solamente un tetto di paglia e un giaciglio duro come la terra. Essi rappresentano una forza facilmente controllabile visto che difendere i loro diritti diventa quasi impossibile e nessuno si preoccupa di strutturare dei sindacati in un paese dove la corruzione è dilagante e il governo è praticamente inesistente nel varare delle misure urgenti. I minori non sottoscrivono un contratto con i loro padroni e pertanto in caso di infortunio non vengono risarciti.

In Bangladesh ogni anno nel mese di dicembre con una cerimonia si ricordano gl’ operai che sono morti durante lo smantellamento delle navi. Ad oggi sono oltre seicento le persone che hanno perso la vita ma sicuramente sono molte quelle che sono state ignorate perchè avvenute dopo che erano diventati dei malati terminali per le lunghe esposizioni alle sostanze velenose.

L’ afflusso di giovani nei cantieri è parte integrante delle migrazioni che hanno luogo dalle remote regioni di Rangpur e Rajshahi. Le costanti alluvioni, l’ erosione dei fiumi, una configurazione sociale simile al feudalesimo e la crisi dell’ agricoltura hanno fatto sì che tanti nuclei familiari svendessero appezzamenti di terreno per trasferirsi nelle città del golfo del Bengala in cerca di nuove occupazioni.

Nonostante la mobilitazione delle organizzazioni non governative e di quelle internazionali come Greenpeace, Unicef, la Commissione delle Nazioni Unite per i diritti dell’ Uomo e la Convenzione di Basilea sui movimenti transfrontalieri stipulata e firmata da oltre 160 paesi, le problematiche restano insormontabili.

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