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Archivio per la categoria ‘Speciale Coppe’

La Juventus chiude il conto prima di aprirlo. Cardiff è all’ orizzonte.

3 Maggio 2017 Commenti chiusi

La finalissima Champions 2016 – 2017 che si giocherà in quel di Cardiff con ogni probabilità sarà Real Madrid – Juventus.

Stavolta è la grande occasione per vincere il trofeo agognato da diversi lustri …senza alibi e senza ombre.

Per il triplete e il quinteple……… ci sono gl’ ultimi ostacoli poi se si salteranno sarà Storia vera ed è bene ricordarsi che la Ruota della Fortuna gira una volta sola.

L’ avversario è duro ma battibile. Oltre agli sforzi calcistici, sarà necessario non cadere nella presunzione, di sentirsi vincitori prima della fine, concentrazione massima con un occhio e molti piedi di riguardo per CR7.

A sbagliare e cadere basta un attimo e tutto andrebbe perduto. Gl’ almanacchi della pelota sono pieni di episodi simili.

Ma veniamo ad ora. La urna delle stelle aveva dispensato fortuna ( un altro segno dell’ – Bydd yn flwyddyn dwyfol –   anno divino – in lingua gallese ) regalando ai torinesi l’ antagonista più debole.

E siccome il calcio vive di gelosie e polemiche qualcuno ha parlato di trucchetto favorito…….manolesta, ecc. ecc.

Potrebbe darsi ma le prove non ci stanno e nessuno sarà indagato….oramai non si può fare continuamente un processo ( mediatico ) all’ intenzioni.

A Montercarlo i ragazzi di Allegri si sono imposti per due reti a zero. Squadra attenta e pronta a colpire.

Risolve la questione una doppietta di Higuan.

Bravo e decisivo Dani Alves con assist di pregevole fattura.

In campo la differenza non è solo nei gol ma anche nei valori tecnici e di personalità.

Per il Monaco la strada adesso è  con una pendenza di salita intorno al 30 per cento.

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Juve: notte straordinaria. Un mezzo passo avanti verso l’ agognata Champions League.

11 Aprile 2017 Commenti chiusi

Splendida Juve……..forse è l’ anno buono se avrà un pizzico…… ma…… un pizzico di fortuna.

Tre a zero al Barcellona per tentare di volare alle semifinali però servirà grande attenzione al ritorno poichè non si sa mai……….il Barca è specializzato nelle remuntade.

Dybala, Dybala di nuovo e poi Chiellini hanno firmato l’ impresa con un gioco all’ italiana e senza sbagliare nulla.

Azulgrana in fase calante rispetto al passato con la  difesa inguardabile.

Messi e soci in serata no e con poche idee.

Ottima la tattica e gli schemi di Allegri.

Ritorno tra una settimana al Camp Nou.

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Juve, doppia doppietta. Tim Cup ai bianconeri.

La Storia si ripete, quasi fosse venuta noia ai più. Oramai è quasi diventato un rituale in cui pare impossibile cambiare. La Juventus conquista la Coppa Italia, la undicesima dell’ almanacco, e come l’ anno precedente ribadisce una ” doppia doppietta “  che lenisce il sogno inappagato della Champions League.

All’ Olimpico di Roma in una finalissima scialba, dai ritmi altalenanti ma con poche vere occasioni da gol ci pensa Morata a decidere la sfida. L’ acerbo talento è oramai diventato grande ed è utilissimo a questa squadra. Sarebbe bene trattenerlo. Più volte ha risolto numerosi problemi in attacco ed ha ancora grandi margini di ottimizzazione.  Appena entrato in campo nel secondo tempo supplementare  con una giocata delle sue ha chiuso qualsiasi possibilità di rimonta dei rossoneri.

Il lavoro di Massimiliano Allegri, quindi, che non era ben cominciato nello scorso autunno si è concluso negi migliori dei modi considerato che l’ organico attuale è minore del precedente.

Il tecnico ha motivato velocemente i nuovi arrivati inserendoli con maestria ed esperienza.

Anche stasera in una gara non facile con alcune assenze importanti è riuscito comunque a prevalere.

Per quanto riguarda il Milan, un altra stagione fallimentare sia sul piano dei risultati, degl’ acquisti e degl’ allenatori i quali è inutile sostituirli se la rosa è composta da mediocri elementi.

Il club milanista non entra in Europa per il terzo anno consecutivo e forse adesso per Silvio Berlusconi è  veramente finita un epoca.

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Juve, onore delle armi. Champions al Barcellona.

Come volevasi dimostrare la Juventus lascia un altra finale perduta ma senza eccessivi rimpianti. Stavolta Berlino non ha portato fortuna come lo fu per gl’ Azzurri nel 2006 e il Barcellona si aggiudica la Coppa dei Campioni con indiscutibile merito per tre reti a uno.

Gli spagnoli  hanno dimostrato maggiore personalità e carattere che proprio in queste circostanze innalzano i valori in campo sapendo creare un buon numero di occasioni.

Fondamentali sono stati alcuni episodi come un rigore negato a Pogba nel momento in cui la gara era in parità e la rete di Raktich dopo appena quattro minuti dal fischio di inizio che ha dato una mazzata sul piano psicologico la quale si è risentita a lungo.

Ma non è tempo di recriminare adesso quando il cuore e la generosità comunque sono stati insufficienti per raggiungere il trofeo.

Nonostante l’ amarezza sul filo del traguardo per i bianconeri rimane la soddisfazione di una splendida stagione con la premessa concreta di potere ripetere l’ avventura in un immediato futuro e sopratutto di aver ridato smalto e lustro al calcio italiano con la dimostrazione di potersela giocare con tutti a livello internazionale.

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Juve, comunque vada a finire grazie lo stesso.

Inutile nascondersi dietro un dito. Dovessi scomettere un ” cent ” lo farei per gli spagnoli per quanto sia italiano e ami il mio paese. In qualsiasi caso e chiunque lo rappresenti, il mio spirito nazional popolare non accetta compromessi ma la realtà ha un suo peso e deve essere sempre tenuta in considerazione.

Il pronostico come tante altre volte volge al loro favore e nemmeno di poco. Tralasciamo le percentuali di rito e i numeri che li conosciamo benissimo. Il Barcellona nel corso degl’ ultimi lustri ha costruito un ciclo che lo ha portato nella storia del calcio mondiale. Quattro finalissime Champions League in dieci anni non si ottengono per caso, per fortuna o per un rigore mancato.

Anche i nazionali hanno scritto pagine straordinarie vincendo di tutto e di più, inventando un gioco moderno, un modello che in molti hanno tentato di copiare ma non ci sono mai completamente riusciti.

Se il calcio, oltre ad essere uno sport, è una “ scienza esatta ” intrisa di intelligenza, impegno, denaro in abbondanza, talento, pragmatismo aziendale e marketing al Barcellona di tutto questo  non manca proprio niente.

Però come  ci insegna Davide e Golia oppure nella Guerra di Troia assieme alla Vita stessa i pronostici possono essere ribaltati, cambiati, con inaspettate eccezioni o circostanze che tuttavia anche se avvengono continuano a confermare la regola dove in genere il più forte sovrasta il più debole.

Il Barca sarà al gran completo. Le recenti apparizioni lo hanno visto in forma smagliante con quel trio offensivo che non smette di segnare gol a raffica e da manuale del calcio.

Mentre la Juventus dovrà sopperire il forfait di Chiellini. Un assenza che probabilmente farà posto al rientro di Barzagli anch’ esso guarito  dopo un fastidioso infortunio. Per il resto ci auspichiamo di vedere una grande prestazione di Pogba che potrebbe essere decisivo nel labirinto del centrocampo.

Decifrare una finalissima in una sintesi esplicativa è pressoché inattuabile. Troppi fattori tattici e molteplici elementi in gioco ma credo che i ragazzi di Luis Enrique non cambieranno mentalità sebbene da quando Guardiola sia andato via gl’ azulgrana hanno innestato un po’ più di praticità ( o cinismo ) nello svolgimento della loro manovra.

Restano però intatte le intercambiabilità dei reparti, i sincronismi a memoria, le verticalizzazioni improvvise e il possesso palla costante. Dominanti risolutive dei grandi valori individuali quasi fosse una scuola.

Dall’ altra sponda stavolta Massimiliano Allegri non potrà fare calcoli o esibire prudenze poiché non ci saranno rivincite e nemmeno ritorni. L’ occasione per quanto ardua è una sola. Sarà banale e scontato ma da Berlino si porta a Torino la coppa con le grandi orecchie soltanto se si segna almeno un gol in più. Quindi bisogna cercare di farlo e gli uomini ci sono. Il tecnico prevarrà  per il classico gioco all’ italiana con il contropiede ed l’unica arma a sua disposizione la quale la usa egregiamente.

I bianconeri non hanno niente da perdere. Una sconfitta non scalfisce una splendida stagione senza dover ricorrere ad eccessivi rammarichi.

Per cui comunque vada a finire dovremo dirgli grazie lo stesso.

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Il cielo sopra Berlino si tinge di bianconero.

Berlino non è più una speranza. La Juventus ci è arrivata e il sogno continua. Ora rimane solo lo stratosferico  Barcellona con il trio delle meraviglie, ma in novanta minuti a questo punto può succedere di tutto.

Adesso non potremo dire più che non è una squadra da competizioni europee e che vince facile solo in Italia perché non ci sono concorrenti di rango.

Nel ritorno della semifinale in un Bernabeu infuocato e pieno fino all’ inverosimile i bianconeri  hanno vissuto una notte al cardiopalma. Prima hanno provato il brivido dello spettro dell’ eliminazione poi recuperano il punteggio e si aggiudicano la qualificazione alla finalissima.

A Madrid finisce uno a uno. Cristiano Ronaldo dopo una ventina di minuti segna su rigore per un ingenuo fallo di Evra ma risponde nella ripresa l’ ex Morata.

E’ stata però una gara sofferta, a ritmi forsennati, con il cuore in gola e come se non bastasse svoltasi con una temperatura afosa.

Ha prevalso l’ esperienza, il catenaccio, il classico gioco all’ italiana, mischie furibonde e qualche pallone in tribuna in un campo ostile. E in questa atmosfera Massimiliano Allegri ha costruito un capolavoro azzeccando tutte le mosse e i cambi, replicando colpo su colpo.

Il biglietto per l’ atto finale del 6 di giugno è più che meritato nel computo delle due sfide. La Juve non ha mai avuto paura e si è battuta con umiltà conscia delle proprie idee e dei suoi valori contro un Real Madrid che con stanotte ha fallito completamente la stagione dimostrando dei limiti e forse una sopravvalutazione di alcuni giocatori.

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Per la Storia e per Berlino.

Un calciatore, a seconda dell’ intesità della partita ma anche di altre condizioni che adesso non stò a spiegare percorre circa dagl’ otto ai dodici km ogni novanta minuti. La distanza tra il Il Santiago Bernabeu di Madrid  e l’ Olimpia Stadium di Berlino è di cica 2300 chilometri. Stasera ventidue giocatori si batteranno per coprire quel divario.

Tralasciate semplici ilarità di scrittura, la sfida di ritorno tra Real Madrid e la Juventus sancirà l’ avversaria del Barcellona che ha quasi conquistato la finalissima con un roboante tre a zero ed ha messo ancora una volta in piena luce, se mai ce ne fosse stato bisogno, la straordinarietà di Lionel Messi, del giovane paulista Neymar e di Suarez capaci di far cambiare volto ad un match intricato in soli pochissimi minuti. Un trio fenomenale che non ha uguali al mondo. D’ altro canto non tutti se li possono permettere certi giocolieri e questa è una legge e una realtà incontrovertibile del calcio odierno.

Invece ” Blancos e Zebre “  se la dovranno sudare in una partita che si preannuncia a ritmi serrati. Dopo mercoledì notte non ci saranno ulteriori prove di appello ma nonostante tutto dobbiamo elogiare la Juventus la quale è già andata oltre se stessa. Nessun santone o professore del pallone nel settembre scorso avrebbe previsto tale risultato.

L’ esile vantaggio dei ragazzi di Massimiliano Allegri, come detto in precedenza è un arma a doppio taglio, poichè può essere immediatamente ribaltato e quindi non possiamo farci conto più di tanto. I giocatori devono restare umili senza cadere nella trappola della presunzione o della qualificazione già annunciata.

E’ comunque sempre un qualcosa ed è per questo che la Juventus dovrà tentare di fare almeno un gol in cui la metterebbe sotto il profilo psicologico e dei numeri al possibile riparo dei rischi.

La notizia migliore è che tra le fila del club piemontese rientrerà in pianta stabile Paul Pogba, la cui assenza si era sentita a Torino. Il francese di pelle nera con le leve di gazzella visto in campionato con il Cagliari è apparso in condizioni buone e quindi potrà dispensare fantasia e forza al centrocampo come negl’ interventi di contrasto per arginare la manovra degli spagnoli e sulle palle inattive.

Se il collettivo non può fare a meno dei gol di Carlos Tevez ha pure troppa esigenza dell’ incontrista. Per quanto la rosa dei sostituti sia di buona fattura restano due elementi decisivi negli schemi insegnati dal tecnico toscano.

Mentre per Carletto Ancelotti oltre a Karim Benzema avrà la presenza di Toni Kroos che si era leggermente infortunato nella gara di sabato scorso pareggiata al Bernabeu contro il Valencia. Assente sicuro invece è Modric. Ma il momento dei Galacticos non è proprio ottimale a cominciare dalle prestazioni opache del gallese Gareth Bale in cui la società ha investito moltissimo denaro e le numerose polemiche interne allo spogliatoio.

Come se non bastasse si sono allontanate le speranze di aggiudicarsi il titolo nella Liga grazie alla contemporanea vittoria per due a zero del Barcellona sul Real Societad e che ha rafforzato in vetta il distacco portandolo a quattro punti che probabilmente a questo punto della stagione diventerà irrecuperabile.

La Juventus in finale di Champions League non è più un utopia, non è più un astrazione e nemmeno una sciocca illusione sportiva ma bensì un sogno da vivere e da tramutare in realtà andando oltre il massimo sforzo e con un pizzico di fortuna il che non guasta mai.

Inutile nasconderlo. Il conseguimento di questo obbiettivo adesso è alla loro portata ed è stato ampiamente dimostrato nella partita di andata.

Visto e considerato i recenti arbitraggi delle semifinali nella Europa League per le italiane, e qui le vibranti proteste del Presidente De Laurentis in conferenza stampa sono state più che legittime e giustificate, ci auspichiamo di non dovere lasciare la Champions League per una direzione arbitrale un pò iniqua o per interessi di federazioni.

Non lo vogliamo nemmeno pensare.

Sarebbe un peccato per il calcio e per la Juventus la quale non se lo merita.

Che vinca il migliore.

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Juve, l’ ostacolo è tosto ma l’ impresa non è impossibile.

Delle quattro è la più debole o meglio  le manca quel Top Player che le farebbe fare quel salto di qualità definitivo. Se la Vecchia Signora avesse tra le sue fila un Messi un Cristiano Ronaldo o comunque un ” 10 ” offensivo chiamato in vecchio stile calcistico una mezz’ala  che segna in quantità con le tre semifinaliste partirebbe alla pari. Ma la Juventus sebbene sia brava è stata anche ” fortunata ” poichè dei tre concorrenti ha pescato si un osso duro ma con la polpa.

In qualsiasi modo vada a finire l’ avventura bianconera il Real Madrid è comunque l’ antagonista più alla loro portata, più attinente alle sue caratteristiche ed ha qualche punto debole che forse Bayern e Barcellona non hanno. Per quanto siano gl’ attuali campioni in carica.

Se la punta di diamante è il lusitano Ronaldo insieme a tutto il reparto offensivo, il tallone d’ Achille dei Galacticos si chiama difesa. E qui la Juve dovrà trarne fuori il massimo con un cavallo di Troia.

La Storia dei bianchi di Madrid è ricca come è grandioso il suo palmares. Niente da obbiettare ma nonostante il blasone, i tanti soldi a disposizione sfogliando l’ Almanacco europeo ci si trovano pure periodi minori.

Prima della finale 2014 allo Estadio da Luz di Lisbona sono state ben 12 le edizioni in cui non giocavano in una finalissima ( 2002 a  Glasgow ) e se si esclude l’ epoca straordinaria degl’anni Cinquanta dei vari Gento, Santamaria, Zarraga, Di Stefano dal 1966 è dovuto trascorrere 22 anni con una matchball perso nel 1981 ad opera del Liverpool al Parco dei Principi a Parigi prima di rigiocare una finale.

Se guardiamo la classifica della Liga oltre l’ attuale secondo posto il Real Madrid ha segnato una caterva di gol come il Barcellona. Ben 105 centri fino ad oggi. Ma la retroguardia madridista nonostante tra i pali ci sia il  pregevole Casillas ne ha incassati ben 32 contro i 19 degl’ azulgrana.

Anche l’ Atletico Madrid, il Valencia e il Villareal hanno subito meno reti. Per quanto il Real Madrid nel corso del tempo abbia cambiato faccia e modo di giocare, aggiungendo più tatticismo nelle loro partite certe priorità di gioco sono rimaste le stesse.

Insomma hanno vinto tantissimo, un po’ come la nazionale del Brasile ma qualche volta si sono presi delle improvvise batoste. La chiave dell’ accesso alla notte di Berlino è sicuramente la partita di domani sera allo Stadium di Torino.

La Juventus orfana di Pogba che mai come questa volta avrebbe regalato fantasia, potenza e imprevedibilità  in mezzo al campo non dovrà partire a testa bassa ma avrà il dovere di fare la gara con intelligenza e di cercare almeno un gol che le consentirebbe di lasciare qualche speranza nella seconda sfida al Bernabeu. Con un pari tra le mura di casa potremmo considerarci quasi fuori dalla Champions League.

E questo Massimiliano Allegri lo ha ben intuito annunciando alla vigilia che giocherà con la difesa a quattro nella pura tradizione italiana e quindi più aperto, forse con una manovra razionale come ha fatto altre volte, quasi a voler far capire che dovrà appellarsi alle giocate di Carlos Tevez, il quale sta vivendo la migliore stagione della sua carriera e alle punizioni di Andrea Pirlo.

Proprio da queste ultime, colpi balistici di grande qualità, potrebbero rendere le Merengues vulnerabili come è successo nel match con lo Schalke 04. E proprio dalle statistiche più accurate si evince che una buona percentuale di falli importanti degli spagnoli avvengono nei pressi della loro area di rigore quando si tratta di fermare atleti avversari in velocità e frequentemente sono sanciti dagl’ arbitri con calci da fermo.

Tutte e due le squadre stanno attraversando un periodo di forma complessivamente buono, ma ambedue nel corso della stagione hanno avuto qualche alternanza di rendimento. Il Real Madrid dovrà a fare a meno dell’ attaccante Karim Benzema mentre è assicurata la presenza di Rodríguez e Bale.

Nel computo dei pronostici sulla qualificazione gl’ iberici sono favoriti, e lo confermano anche i bookmakers, ma la Juventus ha dalla sua uno Scudetto conquistato, una Coppa Italia a portata di mano mentre le motivazioni assieme alle aspettative sono altissime.

Il fattore psicologico è di fondamentale importanza, l’ ambiente juventino appare in tranquillità e inoltre è cresciuta l’ autostima e la fiducia con il raggiungimento della semifinale.

Come dire: l’ ostacolo è tosto ma l’ impresa non è impossibile.

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Juve basta lo 0 – 0 è tra le prime quattro d’ Europa.

Dopo tanti anni la Juventus raggiunge nuovamente la semifinale della Champions League insieme ai tedeschi del Bayern, il Real Madrid e il Barcellona.

Lo zero a zero di stasera nel Principato di Monaco in una gara spinosa e con molta tensione, a tratti sofferente ha fatto rilevare le difficoltà di attacco dei francesi che non è riuscita a sfondare il muro bianconero.

Match prudente, forse troppo da parte dei ragazzi di Massimiliano Allegri che conseguono l’ obbiettivo ma con qualche ombra per una tattica che sfiora il catenaccio e per niente intraprendente. Insomma con il minimo sindacale ora si trova in semifinale ma nel prossimo turno questo atteggiamento non potrà pagare e non potrà essere all’ occorrenza tenuto.

Se adesso è più che lecito sognare la notte di Berlino presto si conoscerà l’ avversario che senza nessun alibi sarà tosto e forte poiché tutte le altre  sono superiori tecnicamente ai torinesi.

Anche nel fattore dell’ esperienza internazionale che a questi livelli ha un certo peso.

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Juventus, la semifinale è vicina ma è vietato sbagliare.

22 Aprile 2015 Commenti chiusi

Le partite di ritorno dei quarti di finale della Champions League offrono allo spettatore e al tifoso dello sport più bello del mondo possibili spunti tecnici assieme alle emozioni e danno un taglio netto per arrivare all’ agognato trofeo.

Entrare tra le prime quattro d’ Europa è già di per sè un grosso traguardo per la maggioranza dei club oltre naturalmente alle solite note che nella loro storia di frequente conquistano degl’ importanti risultati. Da qui in avanti si comincia seriamente a pensare che ci si può fare………

Il Monaco è una dignitosa squadra ma non straordinaria. Ben organizzata tatticamente, ordinata ma non ha elementi di grande spicco, nel calcio di oggi comunemente enfatizzato con il nome di Top Player.

I migliori della rosa sono il trentaquatrenne bulgaro Dimitar Berbatov, ex M. United, un ” dieci intelligente ” che è bravo a smarcarsi sottoporta. L’ esperto centrale Ricardo Carvalho che registra la difesa, l’ italiano Raggi ex di Bologna e Sampdoria alla sua terza stagione nella France Ligue, il lusitano Moutinho, centrocampista d’ ordine e per finire il giovanissimo attaccante francese A. Martial uno dei maggiori realizzatori del Monaco nell’ attuale stagione.

I risultati parlano chiaro: i transalpini esprimono un gioco più efficace nelle partite in trasferta dove si aprono gli spazi mentre in casa se deve condurre la gara oppure recuperare di fronte  ad avversari chiusi ed arcigni può avere delle difficoltà.

Figli del lavoro di Jardim che li allena, la filosofia resta quella del calcio portoghese moderno ma naturalizzato latino con una retroguardia più coperta e pronti all’ occorenza ad usare il giocodi rimessa. Nel campionato francese il Monaco si è stabilizzato intorno alle prime posizioni ma tuttavia è ancora distante dal discorso dello scudetto.

Il vantaggio di uno a zero è sempre un risultato ” ambiguo “. Lo sa pure Massimiliano Allegri che in questa vigilia ha gettato molta acqua sul fuoco. Però è pur sempre un qualcosa che può tornare comodo. Anche con una sconfitta di due reti ad uno la Vecchia Signora oltrepassa il turno ed è quindi fondamentale segnare un gol per mettersi al riparo dalle sorprese mentre sarebbe un marchiano errore scendere in campo con la mentalità del pareggio.

La Juventus quest’ anno in Europa ci ha regalato prestazioni alterne. Sostanzialmente s’ intravede una certa ( lenta ) crescita a livello tecnico ma resta, secono il mio modesto giudizio, ancora inferiore ad almeno un paio di grandi club stranieri.

Se lo strapotere in Italia è a dir poco assoluto, in Coppa dei Campioni ha avuto la fortuna di pescare nei quarti un avversario più debole ma come ben sappiamo nelle sfide dentro e fuori non ci si può permettere gravi distrazioni.

Comunque, come detto più volte, i bianconeri ci sembrano maturati rispetto alle passate edizioni. Anche senza la presenza diPogba non le mancano i talenti per decidere una partita così. Pirlo con le sue punizioni, Tevez con la sua rapidità insieme all’ ariete Alvaro Morata e al temperamento del jolly Vidal.

Arbitrerà W. Collum, scozzese di 36 anni dal 2006 con il badge internazionale della Fifa che ha già diretto i bianconeri per ben tre volte ed è sempre andata bene.  Gl’ assistenti saranni i britannici MacGraith e G. Chambers.

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Tim Cup: Juve irresistibile per un opaca Fiorentina. 3 a 0 e finale.

7 Aprile 2015 Commenti chiusi

Sembra essere proprio il suo anno.  Questa Juventus targata Massimiliano Allegri, non solo ha dimenticato in fretta l’ epoca di Antonio Conte cambiando anche per l’ occasione mentalità e talvolta modulo di gioco, ma anche quando va in apnea ha un pò la ruota della fortuna dalla sua parte.

E se lo cose stanno così non ci sarebbe da meravigliarsi se questa stagione diventasse  completa e vincente sotto tutti gli aspetti.

Con il campionato chiuso in anticipo gl’ addetti ai lavori prevedevano che tutte le energie mentali e fisiche fossero spese per andare avanti nella Champions League, visto e considerato che l’ Europa negl’ ultimi anni ha regalato soltanto delusioni al club degl’Agnelli.

A causa della sconfitta in semifinale di andata a Torino per due reti a uno in pochi avrebbero scommesso stasera sul passaggio del turno.

Ma la Juventus ancora una volta continua a sorprenderci e a ribadire che nei momenti topici di una stagione c’ è sempre e in Italia resta assolutamente la più forte.

Con o senza Tevez assieme ad  altre assenze eccellenti la Juventus è scesa al Franchi, da sempre un campo ostile, e ha fatto una ” signora partita “.

Aiutata, ma non più di tanto, da una Fiorentina distratta, scarsamente reattiva, disposta male da Montella e forse un pò presentuosa credendo di avere già la finalissima in tasca, la gara è stata senza storia già nel primo tempo.

Una reazione importante, significativa e che ci sottolinea che la Juventus ha ancora molta fame ma sopratutto per il lavoro di preparazione svolto nei mesi precedenti poichè esibisce quasi sempre una forma apprezzabile anche quando utilizza il turn over o deve fare i conti con degl’ infortuni.

Tre a zero il finale. Le reti  in successione sono di Matri, Pereyra e Bonucci.

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Bella Viola, Juve ko.

6 Marzo 2015 Commenti chiusi

Coppe maledette, sembra un fato e forse è proprio così. Se la Vecchia Signora in campionato appare giovane e disinvolta, nelle altre competizioni sono vistose le rughe profonde. Dispiace, ma non vorremmo che diventasse un ipocondria ben nota in vista anche del ritorno con il Borussia in Champions League.

La Juventus non perdeva da tempo nello splendido ” Stadium ” . Ci avevano provato un pò tutti. Un dato importantissimo e non per caso, quasi fosse una garanzia.

Nella semifinale di andata della Coppa Italia i bianconeri inciampano in una pericolosissima sconfitta. Errori in fase difensiva e in attacco.Manovra appannata, a tratti idee confuse. Difetti che vengono solamente attenuati dal fatto che Massimiliano Allegri ha usato il turn over in prospettiva della prossima trasferta tedesca e probabilmente credeva che stasera fosse tutto più semplice……

Certo, non tutto è perduto. Al momento gli obbiettivi primari sono altri ma rimediare a Firenze tra un mese sarà un impresa per niente facile.

Dovrà fare la partita e i viola potranno giocare di rimessa e in velocità.

La Fiorentina da diversi anni è una discreta squadra ma le manca almeno un paio di talenti significativi che possono fare la differenza per entrare nell’ olimpo del calcio italiano.

Però a conti fatti la politica calcistica dei fratelli Della Valle è abbastanza proficua anche in considerazione degl’  altissimi costi che le società di seconda fascia non possono permettersi.

Stavolta potrebbe essere l’ occasione buona per portare a casa un trofeo, che nonostante quel che si voglia dire è sempre di valore e all’ occorrenza per taluni rimette in sesto qualsiasi stagione opaca. Insomma si snobba ma può tornare utile a chiunque e fa cassetta.

Stasera a Torino la Fiorentina ha battuto per due reti a uno la Juve. Vittoria ineccepibile e meritata. Eroe della serata il simpatico egiziano M. Salah che ha siglato una splendida doppietta e che da quando è approdato in Toscana sta facendo vedere cose pregevoli.

Il “ruggito delle zebre ” è stato firmato da Llorente.

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Juve: l’ Europa è inarrivabile.

1 Maggio 2014 Commenti chiusi

Dopo l’ uscita anzitempo dalla Coppa dei Campioni anche l’ Europa League  diventa maledetta. E pensare che un occasione così ghiotta con una finalissima tra le proprie mura chissà quando ricapiterà. Senza contare la perdita finanziaria che procurerà questo disastro.

La Juventus non va oltre uno scialbo zero a zero nella gara di ritorno di semifinale con il Benfica dopo essere stata sconfitta di misura all’ andata e così esce mestamente dalla piccola Europa quando il traguardo sembrava essere a portata di mano.

Ma il mea culpa viene da lontano. Nel doppio confronto i bianconeri hanno compiuto dei grossolani errori e gli sbagli nel calcio come nella vita si pagano a carissimo prezzo. Non si tratta di sfortuna ma bensì di disattenzioni, imprecisioni e poca lucidità nel momento decisivo.

Oltre i confini dello stivale la Juventus dimostra tutti i suoi limiti. Insomma, al momento, non è una squadra da Europa e questo dovrà far riflettere la società sulle scelte future sia di mercato che di giocatori da cedere.

In particolar modo non è un organico ancora del tutto maturo e incontra serie difficoltà con club che praticano un calcio differente. Inoltre anche il fattore psicologico del dentro o fuori nell’ arco di 180 minuti è alquanto disarmante e pericoloso per i bianconeri.

Un analisi che dovrà essere approfondita e non indolore. E’ troppo diverso il rendimento tra la Serie A e le coppe. Nel campionato la Juventus domina con degli avversari che hanno perso la bussola da tempo. Tre scudetti in tre anni non sono un caso e si vincono solamente se si ha un organico potente, equilibrato e capace di tenere alti i ritmi in tutti i periodi della stagione.

Dobbiamo però anche aggiungere che se si esclude la Roma le altre squadre sono di un livello abbastanza modesto in considerazione agl’ anni passati. Il nostro calcio sta attraversando una fase opaca e un livellamento dovuto da tanti fattori come quello della crisi economica e della penuria di ricambi dai vivai giovanili che impediscono alle societa delle ricostruzioni immediate. Un esempio su tutte sono l’ Inter e Milan.

Con il fallimento di stanotte anche il ruolo di Antonio Conte potrebbe subire una revisione. L’ allenatore salentino per quanto determinato e carismatico può darsi che non sia ancora all’ altezza per il proscenio continentale e l’ esperienza in manifestazioni internazionali sia tutta da acquisire. Lo stesso dicasi per un modulo e una mentalità di gioco che forse dovrebbe diventare più flessibile.  D’ altro canto proprio sul discorso delle coppe ci sono stati recentemente degl’ attriti tra lui e la dirigenza.

Ma soprattutto per vincere in futuro i rinforzi dovranno essere di peso se no l’ Europa rimarrà ancora inarrivabile per diversi anni.

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Un altra stagione in bianco e nero: Juve, bella vittoria in Supercoppa.

18 Agosto 2013 2 commenti

A pochi passi dall’ inizio del campionato di serie A il calcio estivo utile per torchiare i muscoli e fare cassetta se  ne  va in congedo. Da stasera si fà sul serio  e le aspettative per quelli che hanno ambizioni di vittoria  diventano immediatamente più ardue.

La Juventus inizia alla grande la stagione 2013/2014 aggiudicandosi la Supercoppa. Rifila un poker in casa della Lazio ( 4-0 ) che proprio l’ anno scorso l’ aveva eliminata dalla Coppa Italia.

Successo più che meritato. I bianconeri dimostrano di avere ancora fame e non tradiscono gl’ appuntamenti importanti, ma soprattutto hanno impressionato per la facilità della manovra e  la freschezza delle idee.

Non c’ è mai stata gara. Le reti portano la firma di Pogba, Chiellini, Lichtsteiner e Tevez. Quest’ ultimo, arrivato da poco, ha fatto vedere una buona intesa con Vucnic mentre tutti i reparti sono apparsi in grande spolvero e ben connessi l’ uno con l’ altro.

Un anteprima che considerando il recente passato e l’ ultimo calciomercato potrebbe far presagire un annata ancora una volta tutta torinese.

Aspettiamo, ma la vedo molto dura.

Il tempo ci dirà la verità.

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Juve, è dovere provarci.

Le rimonte sono sempre state difficili. Per diversi motivi. A cominciare da quello psicologico, tecnico, per finire a quelle sulla lunga distanza. Ce lo insegna la storia ma anche quest’ anno dove in un disastroso avvio di campionato il Milan  ha perso il treno per competere ( almeno ) nella lotta dello Scudetto. Eppure le giornate a disposizione erano tante ma non sono bastate. In Europa poi quando si compie il destino in soli 180 minuti la questione è ancora più ardua. D’ altra parte chi sta davanti oppure ha un vantaggio cospicuo acquisito all’ andata, le statistiche ci ricordano che l’ ottanta per cento delle volte approda al turno successivo.

Tuttavia non è una regola assoluta anche se le eccezioni sono poi la conferma della stessa. E’ bene essere chiari e realisti lasciando in un angolo qualsiasi tipo di circonlocuzione:  due gol da recuperare sono tanti e non tutti si chiamano Barcellona, Milan di Sacchi o il Real Madrid di Gento, Puskas, Di Stefano e Santamaria mentre i panzer tedeschi non si possono certamente paragonare all’ Albinoleffe. ( Che non me ne vogliano da quelle parti ).  Robben e soci sono vecchie volpi del pallone e di esperienza ne hanno da vendere.

La Vecchia Signora al momento ha un piede fuori della Champions League. Qualche errore di valutazione e anche tattico nella notte di Monaco di Baviera è stato fatto ma è inutile recriminare o lanciare colpe ad Antonio Conte. ” I rimpianti non servono a niente: abbandonarvisi vuol dire perdere il tempo presente per un passato che non ci  appartiene più “. Lo scriveva Abel Dufresne, letterato francese dell’ Ottocento e ancora oggi mai parole furono più vere………sia nel calcio che nella vita.

I bianconeri hanno il dovere di provarci con il cuore e l’ anima, con il talento che hanno a disposizione assieme al sostegno del loro pubblico. Per continuare a sognare una stagione che comunque vada a finire questo match, resta straordinaria e sarà d’ insegnamento anche per il prossimo futuro.

E’ vero che il gap con alcuni blasonati club europei ha una differenza significativa, ma al momento è quello che passa il convento e le casse della Exor ( la finanziaria di maggioranza ). E scusate se è poco. Tralasciando ogni forma di campanilismo se guardiamo le altre squadre italiane sono già fuori dalle coppe e soprattutto giocano peggio.

Quello che però ci fa dubitare nonostante sia saldamente prima in classifica in Italia è che in alcune occasioni la squadra juventina abbia smarrito qualche convinzione, cosa che non deve accadere mercoledì sera poiché è meglio perdere con l’ onore delle armi che non aver lottato in una battaglia. Sarebbe imperdonabile.

Alcuni uomini chiave seppure non si chiamino Messi o Maradona posso fare inventare il colpo giusto e il Bayern che vince i titoli in Bundesliga con sei giornate d’ anticipo, correndo completamente da solo, ha un organico di tutto rispetto ma resto della modesta opinione che sia un collettivo forte tra le proprie mura e un po’ meno fuori. E poi a seconda delle squadre che incontra. Vedi l’ Arsenal, che per un soffio non è riuscito nell’ impresa di buttare fuori i tedeschi agl’ ottavi.

La Juventus deve fare la partita senza timori sorta, come spesso ci ha abituato nell’ ultimo biennio. A questo punto giocare di rimessa è pressoché impossibile poiché è probabile lo faranno i bavaresi.

E sperare nella dea bendata con la consapevolezza che giocare con il modulo 4-3-3  potrebbe essere esiziale. Non diamo consigli a Conte poichè non ne ha nessun bisogno ma un 4 – 3-1- 2 oppure un 4-4-2 sarebbero più coperti nella retroguardia e sulle fasce.

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