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Archivio per la categoria ‘Sport’

L’ Italia naufraga nella campagna di Russia, ma è giusto così.

13 Novembre 2017 Commenti chiusi

Quello che si temeva si è avverato. Dopo ben sei decenni gl’ Azzurri non andranno a un mondiale di calcio. Ma se lo vogliamo dire tutta è giusto che sia così prima di aspettare ulteriore tempo per poi ingoiare un altra delusione altrove. Almeno avremo tutte le opportunità per ricominciare da zero e sperare in un lontano futuro di ricomporre un altro dignitoso ciclo.
Ma le colpe arrivano da lontano. In primis da un parco giocatori e gerazionale concluso e allo stesso tempo di qualità insufficiente. I vecchi hanno fatto quello che potevano i nuovi sono scarsi in tutti sensi.
Carattere, voglia, talento ed esperienza difettano assai. Inoltre la Federazione che poteva fare di più. Non si tratta di sparare sulla Croce Rossa ma Ventura non è un allenatore per questi livelli, il carisma è assente e le idee sono obsolete mentre il gioco ha sempre latitato.
L’ Italia di oggi rispecchia fedelmente il panorama calcistico della nostra serie A e non me ne voglia nessuno basta vedere come si gioca ogni domenica.

E adesso buona fortuna ce n’è veramente bisogno. E per chi verrà a guidare gl’ azzurri avrà da lavorare sodo e affrontare immensi grattacapi.

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La Juventus chiude il conto prima di aprirlo. Cardiff è all’ orizzonte.

3 Maggio 2017 Commenti chiusi

La finalissima Champions 2016 – 2017 che si giocherà in quel di Cardiff con ogni probabilità sarà Real Madrid – Juventus.

Stavolta è la grande occasione per vincere il trofeo agognato da diversi lustri …senza alibi e senza ombre.

Per il triplete e il quinteple……… ci sono gl’ ultimi ostacoli poi se si salteranno sarà Storia vera ed è bene ricordarsi che la Ruota della Fortuna gira una volta sola.

L’ avversario è duro ma battibile. Oltre agli sforzi calcistici, sarà necessario non cadere nella presunzione, di sentirsi vincitori prima della fine, concentrazione massima con un occhio e molti piedi di riguardo per CR7.

A sbagliare e cadere basta un attimo e tutto andrebbe perduto. Gl’ almanacchi della pelota sono pieni di episodi simili.

Ma veniamo ad ora. La urna delle stelle aveva dispensato fortuna ( un altro segno dell’ – Bydd yn flwyddyn dwyfol –   anno divino – in lingua gallese ) regalando ai torinesi l’ antagonista più debole.

E siccome il calcio vive di gelosie e polemiche qualcuno ha parlato di trucchetto favorito…….manolesta, ecc. ecc.

Potrebbe darsi ma le prove non ci stanno e nessuno sarà indagato….oramai non si può fare continuamente un processo ( mediatico ) all’ intenzioni.

A Montercarlo i ragazzi di Allegri si sono imposti per due reti a zero. Squadra attenta e pronta a colpire.

Risolve la questione una doppietta di Higuan.

Bravo e decisivo Dani Alves con assist di pregevole fattura.

In campo la differenza non è solo nei gol ma anche nei valori tecnici e di personalità.

Per il Monaco la strada adesso è  con una pendenza di salita intorno al 30 per cento.

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Juve: notte straordinaria. Un mezzo passo avanti verso l’ agognata Champions League.

11 Aprile 2017 Commenti chiusi

Splendida Juve……..forse è l’ anno buono se avrà un pizzico…… ma…… un pizzico di fortuna.

Tre a zero al Barcellona per tentare di volare alle semifinali però servirà grande attenzione al ritorno poichè non si sa mai……….il Barca è specializzato nelle remuntade.

Dybala, Dybala di nuovo e poi Chiellini hanno firmato l’ impresa con un gioco all’ italiana e senza sbagliare nulla.

Azulgrana in fase calante rispetto al passato con la  difesa inguardabile.

Messi e soci in serata no e con poche idee.

Ottima la tattica e gli schemi di Allegri.

Ritorno tra una settimana al Camp Nou.

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Juve, doppia doppietta. Tim Cup ai bianconeri.

La Storia si ripete, quasi fosse venuta noia ai più. Oramai è quasi diventato un rituale in cui pare impossibile cambiare. La Juventus conquista la Coppa Italia, la undicesima dell’ almanacco, e come l’ anno precedente ribadisce una ” doppia doppietta “  che lenisce il sogno inappagato della Champions League.

All’ Olimpico di Roma in una finalissima scialba, dai ritmi altalenanti ma con poche vere occasioni da gol ci pensa Morata a decidere la sfida. L’ acerbo talento è oramai diventato grande ed è utilissimo a questa squadra. Sarebbe bene trattenerlo. Più volte ha risolto numerosi problemi in attacco ed ha ancora grandi margini di ottimizzazione.  Appena entrato in campo nel secondo tempo supplementare  con una giocata delle sue ha chiuso qualsiasi possibilità di rimonta dei rossoneri.

Il lavoro di Massimiliano Allegri, quindi, che non era ben cominciato nello scorso autunno si è concluso negi migliori dei modi considerato che l’ organico attuale è minore del precedente.

Il tecnico ha motivato velocemente i nuovi arrivati inserendoli con maestria ed esperienza.

Anche stasera in una gara non facile con alcune assenze importanti è riuscito comunque a prevalere.

Per quanto riguarda il Milan, un altra stagione fallimentare sia sul piano dei risultati, degl’ acquisti e degl’ allenatori i quali è inutile sostituirli se la rosa è composta da mediocri elementi.

Il club milanista non entra in Europa per il terzo anno consecutivo e forse adesso per Silvio Berlusconi è  veramente finita un epoca.

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Anche gli Dei cadono…

Nessuno è invicibile e niente è impossibile. Persino le imprese più ardue. Questa assieme ad altre è una delle imprescendibili leggi della Champions League e di tutto lo sport.

Una giornata storta, sfortuna e quantaltro possono cambiare i responsi e i risultati. E poi il tempo che piano piano modifica tutto…..

Il Barcellona esce dalla Coppa dei Campioni edizione 2016. Quest’ anno la corsa finisce molto presto e già c’ è chi parla di declino, di Lionel Messi che è finito ma sicuramente non sarà così.

Il Barca ancora oggi resta il club più innovativo e il più forte degl’ ultimi anni.

Quarti di finale fatali nel doppio derby con l’ Atletico, il quale tutto sommato merita il passaggio del turno.

Il 2-1 all’ andata per gli azulgrana è troppo flebile e quindi è stato ribaltato da un 2-0 nel match di ritorno.

Anche l’ Italia è protagonista in negativo ( tanto per cambiare NOI non ci smentiamo mai ) con la direzione di Rizzoli che non ha dato un evidente rigore al novataduesimo per un fallo di mano dentro l’ area e che avrebbe riaperto il corso della qualificazione.

Marca e As le due testate sportive più autorevoli  hanno analizzato la gara definendo depressi i catalani e formidabili i madridisti. Dall’ altare alla polvere. I poveri hanno distrutto i ricchi.

Si sa che i giornali iberici ( e qui ci assomigliano ) spesso enfatizzano le imprese e criticano senza pietà i fallimenti. Il sangue è ” caliente ” e la penna diventa ” rossa “……

Un modo di fare giornalismo all’ estremo pur di vendere copie e colpire il cuore del tifoso nelle rivalità più storiche.

Le semifinali se le giocheranno Atletico, Manchester City, Real Madrid e Bayern Monaco.

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Juve, sorpasso per un altro Scudetto.

E così l’ opera sembra compiuta e per certi versi più straordinaria delle precedenti con l’atto decisivo un pò opaco e fortunoso ma quanto basta per tornare in pole position. La rimonta juventina è stata superlativa.

Da stasera il campionato ha una nuova capolista e forse un vecchio padrone che si è ripreso legittimamente il suo trono. Allo Stadium di Torino i bianconeri si aggiudicano lo scontro diretto con i partenopei per una rete a zero. Ha deciso Zaza,  gregario umile e aiutato da una leggera deviazione quando mancavano pochi minuti al fischio finale.

Chi voleva emozioni  è rimasto alquanto deluso quasi a confermare che le aspettative nei momenti importanti di un annata possono rimanere tali.

Match  guardingo, ossessivo possesso palla e dominato da un tatticismo esasperato che lo hanno reso avaro di occasioni e scontentato chi ha pagato il biglietto.

Al di là di tutto dobbiamo dare merito al lavoro certosino e costante di Massimiliano Allegri che dopo la partenza inguardabile dell’ inizio torneo ha saputo motivare i giocatori più anziani e inserire al meglio in tempi relativamente brevi i nuovi arrivati. Resta comunque il fatto e ne sono fermamente convinto che sul piano dello spettacolo questa Juventus è meno espressiva delle edizioni passate.

Sebbene ci siano ancora da disputare tredici gare e il vantaggio sia minimo questo successo, oltre la posta in gioco, fa abbassare le quotazioni dei napoletani che comunque potranno continuare a lottare mentre si è alzato il morale dei  bianconeri sul fattore psicologico.

Champions permettendo, l’ esperienza, la qualità della rosa e un calendario tutto sommato più agevole ci viene da pensare che con stanotte si è aperta la porta per il quinto scudetto consecutivo.

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Dieci anni fa moriva George Best.

In  una uggiosa e  piovosa giornata di Novembre, come è giusto che sia di questa stagione, dieci anni fa moriva George Best, uomo di carattere estroverso e matto in tutti i sensi……..

Al di là della sua personalità che potremmo definire anche contraddittoria è stato un  giocatore di talento che faceva impazzire i tifosi, molto ricercato  dalle donne e amato nel suo paese.

Qui sotto quello che scrissi allora.

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Una famosa canzone diceva voglio una vita spericolata, che se ne frega di tutto…..e forse mai più è attinente alla parabola esistenziale di George Best.
Irlandese, 59 anni, genio e dissolutezza, come tutti gl’amanti dei vizi e degl’eccessi è stato un simbolo per la folla e le sue arene, oltre alle capacità calcistiche di una carriera che non lo ha ripagato in pieno e che comunque ha bruciato in tempi brevi.
La lunga agonia di questo atleta, adesso un Uomo vecchio e malato, soprannominato ” Wild Horse “, è oramai giunta al termine e anche se riuscisse a tirare avanti non avrebbe più un futuro molto dinamico. Il suo stato fisico è pressochè vegetativo secondo gl’ultimi bollettini medici.
Hanno sorpreso in questi giorni le clamorose ma efficaci dichiarazioni che ha voluto fare ai giovani tramite il tabloid News of the World: un testamento verbale, quasi si volesse pentire di quello che è stato un lungo percorso di sperperi, di errori, di notti brave, di donne compiacenti e di capricci pagati a caro prezzo, ma che ora vuole rivolgere e consigliare di non farli a chi ama il football e la vita stessa.
George Best è stato un buon giocatore e all’apice delle sue performances vinse anche un Pallone d’oro e una Coppa dei Campioni, ed avrebbe potuto avere molto di più sotto il profilo professionistico.
Mito sportivo di un Irlanda inquieta in un epoca dove il rock prendeva forma e scrisse pagine indelebili della musica del Novecento, in cui esprimeva i maggiori interpreti con i Beatles e i Rolling Stones, paladini di una gioventù ” ribelle ” nell’animo e forse anche più genuina.
Neanche quando appese le scarpe al chiodo riuscì a trovare una maturità necessaria per proseguire il suo percorso esistenziale in modo corretto e senza problemi per lui e i suoi familiari.
Più volte arrestato, un fegato distrutto che neppure un trapianto lo ha fatto guarire, diviso dalle mogli, senza un lavoro stabile, abbandonato dal suo entourage, consumò fino all’ultimo quello che aveva guadagnato in pochi anni di attività calcistica ad alto livello.
Sempre più solo, irascibile, alcolizzato, gl’ultimi decenni sono stati pieni di stenti e qualche pubblica vergogna, ma nonostante ciò gli amanti della pelota di quell’era non hanno mai dimenticato le sue eroiche imprese sull’erba.
Come molti campioni non ha saputo gestirsi ed è l’ennesimo esempio di come un talento senza cervello può ritrovarsi improvvisamente alla rovina totale, ma in fondo era l’indole predominante del suo scapestrato carattere e che nulla avrebbe potuto cambiarlo.

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Juve, campionato ( quasi ) finito.

26 Settembre 2015 Nessun commento

Adesso c’ è da mettere in discussione diverse cose. Non è tempo di processi definitivi ma quasi. Una cosa è certa: la Vecchia Signora non indosserà l’ abito dello Scudetto 2015/2016.

Questa squadra sta facendo intravedere dei limiti, il gioco latita, i nuovi non assomigliano  sia nella tecnica e nemmeno come carisma  a chi oramai ha lasciato Torino per sempre.

La difesa ha perduto smalto e il centrocampo non copre abbastanza. Sei gol fatti e sette subiti in sole sei gare sono forti problematiche ovunque, le quali soltanto un grandissimo finale di carriera di Gianlugi Buffon li minimizza ma senza risolverli.

Pogba è tuttora un incognita in quella che dovrebbe essere una stagione che lo vorrebbe  un leader in grado di prendere in mano il collettivo e di consacrarlo come campione a titolo definitivo.

In estate la società piemontese ha  svolto una campagna acquisti insufficiente, errata, forse per rimettere in sesto i conti o probabilmente per strategie di mercato divenute inarrivabili  ripiegando su atleti più acerbi e inadatti a lottare ad altissimi livelli.

Quindi Massimiliano Allegri che deve assemblare un organico rinnovato sta incontrando enormi difficoltà a dargli un impostazione ed è ovvio che viva d’ improvvisazioni tattiche.  Il continuo cambio di modulo indica palesemente le idee confuse di questo allenatore.  In alcuni momenti, a cominciare dalle quotidiane dichiarazioni ai Media, non sembra neanche il lontano parente della notte di Berlino contro lo stratosferico Barcellona.

Le assenze attuali pesano ma non possono essere una giustificazione per un inizio annata a dir poco disastroso. Ci incute paura il fatto che la Juventus non riesce ad imporsi  nemmeno con le squadre di terza fascia.

I bianconeri stasera al  San Paolo di Napoli hanno subito l’ ennesima punizione.

2 a 1 il risultato finale.

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Juve, onore delle armi. Champions al Barcellona.

Come volevasi dimostrare la Juventus lascia un altra finale perduta ma senza eccessivi rimpianti. Stavolta Berlino non ha portato fortuna come lo fu per gl’ Azzurri nel 2006 e il Barcellona si aggiudica la Coppa dei Campioni con indiscutibile merito per tre reti a uno.

Gli spagnoli  hanno dimostrato maggiore personalità e carattere che proprio in queste circostanze innalzano i valori in campo sapendo creare un buon numero di occasioni.

Fondamentali sono stati alcuni episodi come un rigore negato a Pogba nel momento in cui la gara era in parità e la rete di Raktich dopo appena quattro minuti dal fischio di inizio che ha dato una mazzata sul piano psicologico la quale si è risentita a lungo.

Ma non è tempo di recriminare adesso quando il cuore e la generosità comunque sono stati insufficienti per raggiungere il trofeo.

Nonostante l’ amarezza sul filo del traguardo per i bianconeri rimane la soddisfazione di una splendida stagione con la premessa concreta di potere ripetere l’ avventura in un immediato futuro e sopratutto di aver ridato smalto e lustro al calcio italiano con la dimostrazione di potersela giocare con tutti a livello internazionale.

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Juve, comunque vada a finire grazie lo stesso.

Inutile nascondersi dietro un dito. Dovessi scomettere un ” cent ” lo farei per gli spagnoli per quanto sia italiano e ami il mio paese. In qualsiasi caso e chiunque lo rappresenti, il mio spirito nazional popolare non accetta compromessi ma la realtà ha un suo peso e deve essere sempre tenuta in considerazione.

Il pronostico come tante altre volte volge al loro favore e nemmeno di poco. Tralasciamo le percentuali di rito e i numeri che li conosciamo benissimo. Il Barcellona nel corso degl’ ultimi lustri ha costruito un ciclo che lo ha portato nella storia del calcio mondiale. Quattro finalissime Champions League in dieci anni non si ottengono per caso, per fortuna o per un rigore mancato.

Anche i nazionali hanno scritto pagine straordinarie vincendo di tutto e di più, inventando un gioco moderno, un modello che in molti hanno tentato di copiare ma non ci sono mai completamente riusciti.

Se il calcio, oltre ad essere uno sport, è una “ scienza esatta ” intrisa di intelligenza, impegno, denaro in abbondanza, talento, pragmatismo aziendale e marketing al Barcellona di tutto questo  non manca proprio niente.

Però come  ci insegna Davide e Golia oppure nella Guerra di Troia assieme alla Vita stessa i pronostici possono essere ribaltati, cambiati, con inaspettate eccezioni o circostanze che tuttavia anche se avvengono continuano a confermare la regola dove in genere il più forte sovrasta il più debole.

Il Barca sarà al gran completo. Le recenti apparizioni lo hanno visto in forma smagliante con quel trio offensivo che non smette di segnare gol a raffica e da manuale del calcio.

Mentre la Juventus dovrà sopperire il forfait di Chiellini. Un assenza che probabilmente farà posto al rientro di Barzagli anch’ esso guarito  dopo un fastidioso infortunio. Per il resto ci auspichiamo di vedere una grande prestazione di Pogba che potrebbe essere decisivo nel labirinto del centrocampo.

Decifrare una finalissima in una sintesi esplicativa è pressoché inattuabile. Troppi fattori tattici e molteplici elementi in gioco ma credo che i ragazzi di Luis Enrique non cambieranno mentalità sebbene da quando Guardiola sia andato via gl’ azulgrana hanno innestato un po’ più di praticità ( o cinismo ) nello svolgimento della loro manovra.

Restano però intatte le intercambiabilità dei reparti, i sincronismi a memoria, le verticalizzazioni improvvise e il possesso palla costante. Dominanti risolutive dei grandi valori individuali quasi fosse una scuola.

Dall’ altra sponda stavolta Massimiliano Allegri non potrà fare calcoli o esibire prudenze poiché non ci saranno rivincite e nemmeno ritorni. L’ occasione per quanto ardua è una sola. Sarà banale e scontato ma da Berlino si porta a Torino la coppa con le grandi orecchie soltanto se si segna almeno un gol in più. Quindi bisogna cercare di farlo e gli uomini ci sono. Il tecnico prevarrà  per il classico gioco all’ italiana con il contropiede ed l’unica arma a sua disposizione la quale la usa egregiamente.

I bianconeri non hanno niente da perdere. Una sconfitta non scalfisce una splendida stagione senza dover ricorrere ad eccessivi rammarichi.

Per cui comunque vada a finire dovremo dirgli grazie lo stesso.

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Il cielo sopra Berlino si tinge di bianconero.

Berlino non è più una speranza. La Juventus ci è arrivata e il sogno continua. Ora rimane solo lo stratosferico  Barcellona con il trio delle meraviglie, ma in novanta minuti a questo punto può succedere di tutto.

Adesso non potremo dire più che non è una squadra da competizioni europee e che vince facile solo in Italia perché non ci sono concorrenti di rango.

Nel ritorno della semifinale in un Bernabeu infuocato e pieno fino all’ inverosimile i bianconeri  hanno vissuto una notte al cardiopalma. Prima hanno provato il brivido dello spettro dell’ eliminazione poi recuperano il punteggio e si aggiudicano la qualificazione alla finalissima.

A Madrid finisce uno a uno. Cristiano Ronaldo dopo una ventina di minuti segna su rigore per un ingenuo fallo di Evra ma risponde nella ripresa l’ ex Morata.

E’ stata però una gara sofferta, a ritmi forsennati, con il cuore in gola e come se non bastasse svoltasi con una temperatura afosa.

Ha prevalso l’ esperienza, il catenaccio, il classico gioco all’ italiana, mischie furibonde e qualche pallone in tribuna in un campo ostile. E in questa atmosfera Massimiliano Allegri ha costruito un capolavoro azzeccando tutte le mosse e i cambi, replicando colpo su colpo.

Il biglietto per l’ atto finale del 6 di giugno è più che meritato nel computo delle due sfide. La Juve non ha mai avuto paura e si è battuta con umiltà conscia delle proprie idee e dei suoi valori contro un Real Madrid che con stanotte ha fallito completamente la stagione dimostrando dei limiti e forse una sopravvalutazione di alcuni giocatori.

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Per la Storia e per Berlino.

Un calciatore, a seconda dell’ intesità della partita ma anche di altre condizioni che adesso non stò a spiegare percorre circa dagl’ otto ai dodici km ogni novanta minuti. La distanza tra il Il Santiago Bernabeu di Madrid  e l’ Olimpia Stadium di Berlino è di cica 2300 chilometri. Stasera ventidue giocatori si batteranno per coprire quel divario.

Tralasciate semplici ilarità di scrittura, la sfida di ritorno tra Real Madrid e la Juventus sancirà l’ avversaria del Barcellona che ha quasi conquistato la finalissima con un roboante tre a zero ed ha messo ancora una volta in piena luce, se mai ce ne fosse stato bisogno, la straordinarietà di Lionel Messi, del giovane paulista Neymar e di Suarez capaci di far cambiare volto ad un match intricato in soli pochissimi minuti. Un trio fenomenale che non ha uguali al mondo. D’ altro canto non tutti se li possono permettere certi giocolieri e questa è una legge e una realtà incontrovertibile del calcio odierno.

Invece ” Blancos e Zebre “  se la dovranno sudare in una partita che si preannuncia a ritmi serrati. Dopo mercoledì notte non ci saranno ulteriori prove di appello ma nonostante tutto dobbiamo elogiare la Juventus la quale è già andata oltre se stessa. Nessun santone o professore del pallone nel settembre scorso avrebbe previsto tale risultato.

L’ esile vantaggio dei ragazzi di Massimiliano Allegri, come detto in precedenza è un arma a doppio taglio, poichè può essere immediatamente ribaltato e quindi non possiamo farci conto più di tanto. I giocatori devono restare umili senza cadere nella trappola della presunzione o della qualificazione già annunciata.

E’ comunque sempre un qualcosa ed è per questo che la Juventus dovrà tentare di fare almeno un gol in cui la metterebbe sotto il profilo psicologico e dei numeri al possibile riparo dei rischi.

La notizia migliore è che tra le fila del club piemontese rientrerà in pianta stabile Paul Pogba, la cui assenza si era sentita a Torino. Il francese di pelle nera con le leve di gazzella visto in campionato con il Cagliari è apparso in condizioni buone e quindi potrà dispensare fantasia e forza al centrocampo come negl’ interventi di contrasto per arginare la manovra degli spagnoli e sulle palle inattive.

Se il collettivo non può fare a meno dei gol di Carlos Tevez ha pure troppa esigenza dell’ incontrista. Per quanto la rosa dei sostituti sia di buona fattura restano due elementi decisivi negli schemi insegnati dal tecnico toscano.

Mentre per Carletto Ancelotti oltre a Karim Benzema avrà la presenza di Toni Kroos che si era leggermente infortunato nella gara di sabato scorso pareggiata al Bernabeu contro il Valencia. Assente sicuro invece è Modric. Ma il momento dei Galacticos non è proprio ottimale a cominciare dalle prestazioni opache del gallese Gareth Bale in cui la società ha investito moltissimo denaro e le numerose polemiche interne allo spogliatoio.

Come se non bastasse si sono allontanate le speranze di aggiudicarsi il titolo nella Liga grazie alla contemporanea vittoria per due a zero del Barcellona sul Real Societad e che ha rafforzato in vetta il distacco portandolo a quattro punti che probabilmente a questo punto della stagione diventerà irrecuperabile.

La Juventus in finale di Champions League non è più un utopia, non è più un astrazione e nemmeno una sciocca illusione sportiva ma bensì un sogno da vivere e da tramutare in realtà andando oltre il massimo sforzo e con un pizzico di fortuna il che non guasta mai.

Inutile nasconderlo. Il conseguimento di questo obbiettivo adesso è alla loro portata ed è stato ampiamente dimostrato nella partita di andata.

Visto e considerato i recenti arbitraggi delle semifinali nella Europa League per le italiane, e qui le vibranti proteste del Presidente De Laurentis in conferenza stampa sono state più che legittime e giustificate, ci auspichiamo di non dovere lasciare la Champions League per una direzione arbitrale un pò iniqua o per interessi di federazioni.

Non lo vogliamo nemmeno pensare.

Sarebbe un peccato per il calcio e per la Juventus la quale non se lo merita.

Che vinca il migliore.

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Juve, l’ ostacolo è tosto ma l’ impresa non è impossibile.

Delle quattro è la più debole o meglio  le manca quel Top Player che le farebbe fare quel salto di qualità definitivo. Se la Vecchia Signora avesse tra le sue fila un Messi un Cristiano Ronaldo o comunque un ” 10 ” offensivo chiamato in vecchio stile calcistico una mezz’ala  che segna in quantità con le tre semifinaliste partirebbe alla pari. Ma la Juventus sebbene sia brava è stata anche ” fortunata ” poichè dei tre concorrenti ha pescato si un osso duro ma con la polpa.

In qualsiasi modo vada a finire l’ avventura bianconera il Real Madrid è comunque l’ antagonista più alla loro portata, più attinente alle sue caratteristiche ed ha qualche punto debole che forse Bayern e Barcellona non hanno. Per quanto siano gl’ attuali campioni in carica.

Se la punta di diamante è il lusitano Ronaldo insieme a tutto il reparto offensivo, il tallone d’ Achille dei Galacticos si chiama difesa. E qui la Juve dovrà trarne fuori il massimo con un cavallo di Troia.

La Storia dei bianchi di Madrid è ricca come è grandioso il suo palmares. Niente da obbiettare ma nonostante il blasone, i tanti soldi a disposizione sfogliando l’ Almanacco europeo ci si trovano pure periodi minori.

Prima della finale 2014 allo Estadio da Luz di Lisbona sono state ben 12 le edizioni in cui non giocavano in una finalissima ( 2002 a  Glasgow ) e se si esclude l’ epoca straordinaria degl’anni Cinquanta dei vari Gento, Santamaria, Zarraga, Di Stefano dal 1966 è dovuto trascorrere 22 anni con una matchball perso nel 1981 ad opera del Liverpool al Parco dei Principi a Parigi prima di rigiocare una finale.

Se guardiamo la classifica della Liga oltre l’ attuale secondo posto il Real Madrid ha segnato una caterva di gol come il Barcellona. Ben 105 centri fino ad oggi. Ma la retroguardia madridista nonostante tra i pali ci sia il  pregevole Casillas ne ha incassati ben 32 contro i 19 degl’ azulgrana.

Anche l’ Atletico Madrid, il Valencia e il Villareal hanno subito meno reti. Per quanto il Real Madrid nel corso del tempo abbia cambiato faccia e modo di giocare, aggiungendo più tatticismo nelle loro partite certe priorità di gioco sono rimaste le stesse.

Insomma hanno vinto tantissimo, un po’ come la nazionale del Brasile ma qualche volta si sono presi delle improvvise batoste. La chiave dell’ accesso alla notte di Berlino è sicuramente la partita di domani sera allo Stadium di Torino.

La Juventus orfana di Pogba che mai come questa volta avrebbe regalato fantasia, potenza e imprevedibilità  in mezzo al campo non dovrà partire a testa bassa ma avrà il dovere di fare la gara con intelligenza e di cercare almeno un gol che le consentirebbe di lasciare qualche speranza nella seconda sfida al Bernabeu. Con un pari tra le mura di casa potremmo considerarci quasi fuori dalla Champions League.

E questo Massimiliano Allegri lo ha ben intuito annunciando alla vigilia che giocherà con la difesa a quattro nella pura tradizione italiana e quindi più aperto, forse con una manovra razionale come ha fatto altre volte, quasi a voler far capire che dovrà appellarsi alle giocate di Carlos Tevez, il quale sta vivendo la migliore stagione della sua carriera e alle punizioni di Andrea Pirlo.

Proprio da queste ultime, colpi balistici di grande qualità, potrebbero rendere le Merengues vulnerabili come è successo nel match con lo Schalke 04. E proprio dalle statistiche più accurate si evince che una buona percentuale di falli importanti degli spagnoli avvengono nei pressi della loro area di rigore quando si tratta di fermare atleti avversari in velocità e frequentemente sono sanciti dagl’ arbitri con calci da fermo.

Tutte e due le squadre stanno attraversando un periodo di forma complessivamente buono, ma ambedue nel corso della stagione hanno avuto qualche alternanza di rendimento. Il Real Madrid dovrà a fare a meno dell’ attaccante Karim Benzema mentre è assicurata la presenza di Rodríguez e Bale.

Nel computo dei pronostici sulla qualificazione gl’ iberici sono favoriti, e lo confermano anche i bookmakers, ma la Juventus ha dalla sua uno Scudetto conquistato, una Coppa Italia a portata di mano mentre le motivazioni assieme alle aspettative sono altissime.

Il fattore psicologico è di fondamentale importanza, l’ ambiente juventino appare in tranquillità e inoltre è cresciuta l’ autostima e la fiducia con il raggiungimento della semifinale.

Come dire: l’ ostacolo è tosto ma l’ impresa non è impossibile.

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Il poker dei più forti.

Trenta ? Trentuno ? Trentatré ? Ventinove ? Non ha molta importanza il passato è lontano e oramai sepolto.

Errori arbitrali ? Aiuti ? Aiutini ? Dentro o fuori ? Niente di più di tanto. Chiacchere da televisione o da bar sebbene il calcio sia anche questo se visto dal lato della passione o del passatempo.

La Vecchia Signora ha dato un altra lezione allo sport italiano che affanna su diversi fronti e perde pezzi di società gloriose a causa di dissesti monetari e di pragmatismi sbagliati.

Ma oltre la vittoria, che con il senno del poi all’ inizio stagione non era così scontata, i bianconeri ci ridanno fiato, fiducia e lustro in campo internazionale dove da diversi anni subiamo umiliazioni e incontriamo amarezze.

E non è poco. Considerato che il nostro calcio sta vivendo un epoca con moltissimi problemi di ogni tipo. Ne sa qualcosa la Nazionale, specchio e termometro di questa disciplina.

Senza cadere nella retorica, poiché ne siamo pienamente a conoscenza, il parco giocatori juventino per qualità, equilibrio e valore tecnico è indubbiamente il più completo in Italia ma talvolta non basta per vincere un trofeo.

Agevolato da avversari in perenne crisi, Milan e Inter in primis, ha avuto il favore di combattere contro una Roma che non si è mai completata e guidata da un tecnico forse non del tutto adatto all’ ambiente e alla serie A .

Il poker odierno porta due firme fondamentali oltre ai giocatori che ci hanno messo il sudore, il talento e la forza. La prima è quella che un consiglio di amministrazione che ha saputo ricostruire in questi anni con efficacia, investimenti mirati e con una crescita esponenziale, vedi la Champions League, ma soprattutto senza esibire fanfare o presunzioni. In due parole ha operato con intelligenza.

La seconda è di Massimiliano Allegri. Il toscano dopo un esperienza un po’ frustrante e disattesa al Milan è arrivato in Piemonte suscitando numerose perplessità.

Chi non ricorda i titoli: non è un allenatore da Juve !!! Chi non ricorda il disappunto della tifoseria ? E l’ ombra di Conte a lungo ha aleggiato sulla sua testa. Adesso il tecnico si è tolto qualche sassolino dalle scarpe e dobbiamo rendergli merito per il lavoro svolto con oculatezza e serietà.

Non era assolutamente semplice far dimenticare Antonio Conte dopo un triennio, gestire un nuovo spogliatoio in cui i senatori hanno il loro peso. Allegri ha alternato anche modulo rispetto al suo predecessore. Ha plasmato una Juve meno brillante, meno furiosa e dirompente. insomma più normale ma ugualmente vincente.

In alcuni momenti poco moderna   ma ha saputo sopperire con l’ esperienza e la saggezza. Simpatico o antipatico, milanista o livornese, diplomatico o freddo, Max  per gli amici ora ha davanti la grande occasione nelle prossime settimane per entrare di diritto nella Storia e Berlino già altre volte ha portato fortuna.

Gl’ ultimi ostacoli, a cominciare dalla sfida di martedì con i Blancos spagnoli,  sono i più duri tuttavia guardando come vanno le cose potrebbe essere la volta giusta.

Glielo auguriamo di vero cuore.

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Juve basta lo 0 – 0 è tra le prime quattro d’ Europa.

Dopo tanti anni la Juventus raggiunge nuovamente la semifinale della Champions League insieme ai tedeschi del Bayern, il Real Madrid e il Barcellona.

Lo zero a zero di stasera nel Principato di Monaco in una gara spinosa e con molta tensione, a tratti sofferente ha fatto rilevare le difficoltà di attacco dei francesi che non è riuscita a sfondare il muro bianconero.

Match prudente, forse troppo da parte dei ragazzi di Massimiliano Allegri che conseguono l’ obbiettivo ma con qualche ombra per una tattica che sfiora il catenaccio e per niente intraprendente. Insomma con il minimo sindacale ora si trova in semifinale ma nel prossimo turno questo atteggiamento non potrà pagare e non potrà essere all’ occorrenza tenuto.

Se adesso è più che lecito sognare la notte di Berlino presto si conoscerà l’ avversario che senza nessun alibi sarà tosto e forte poiché tutte le altre  sono superiori tecnicamente ai torinesi.

Anche nel fattore dell’ esperienza internazionale che a questi livelli ha un certo peso.

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