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Archivio per la categoria ‘Primo piano’

Un pensiero per Srebrenica.

Saranno ” solamente ” 175 le vittime che verranno tumulate domani, 11 luglio 2014, nel diciannovesimo anniversario della strage di Srebrenica.

Un numero minore rispetto agl’ altri anni ma che non deve ” ingannare ” sia perché il ritrovamento non vedrà in tempi brevi la luce della fine, sia perché  molti familiari delle vittime non hanno collaborato o perlomeno non hanno donato il proprio sangue per il confronto dei test del Dna.

In realtà, come ha dichiarato uno dei responsabili dell’ Istituto Nazionale, le vittime ricomposte nell’ anno passato sono circa 700.

La cittadina accoglierà migliaia di persone provenienti da tutta la Bosnia Erzegovina ma anche da altri paesi e come di consueto ci sarà una marcia della Pace per poi proseguire in una solenne e commovente cerimonia.

Un giorno che ho vissuto nel 2011 e che non dimenticherò mai.

Nonostante siano passati quasi due decenni e la sofferenza non sia cessata, i media, almeno quelli italiani, quest’ anno hanno dato meno risalto agl’ aggiornamenti di quelle questioni tuttora irrisolte.  

E’ quindi ancora una volta doveroso avere un pensiero per Srebrenica e il suo popolo.

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Srebrenica – Potocari, Bosnia Erzegovina, 11 Luglio 2011.

Sedici anni non bastano per alleviare il dolore. Nel giorno della commemorazione la Bosnia Erzegovina si stringe intorno ad altre 613 vittime che sono state pietosamente ricomposte e riconosciute tramite la scienza e i test del dna. Un lavoro complesso eseguito da antropologi forensi e che continua senza un attimo di sosta, con pochi mezzi a disposizione e senza sapere quando finirà.

Suljic Hazan Nedzad era nato nel 1975. E’ stato assassinato a soli venti anni ed è uno dei più giovani di questi ultimi ritrovamenti. La lapide con la mezzaluna porta la numero 451. Oggi sarebbe stato un adulto con una famiglia e un onesto lavoro. La madre siede mestamente davanti alla fossa in attesa che venga sotterrato.

Il suo viso è segnato da profonde rughe e dalla sofferenza che contrastano su un candido fazzoletto color crema il quale le raccoglie i candidi capelli bianchi. In quella che fu un aberrante strage ha perso pure il marito che venne trucidato con una raffica di mitra in un magazzino della borgata di Kravica dopo che aveva tentato di scappare attraverso i boschi. Lei assieme ad altri sfollati dei villaggi circostanti fu trasferita nella zona libera di Tuzla.

Alla fine dell’ anno scorso l’ Istituto Nazionale delle persone scomparse le ha comunicato che avevano ritrovato i resti dell’ unico figlio che aveva. Con voce interrotta da un pianto convulso, nelle frasi che mi vengono tradotte dall’ inviato del quotidiano Oslobodenje di Sarajevo, la donna ci racconta che il ragazzo fu preso durante un rastrellamento dei militanti serbi quando erano appena entrati nel centro abitato.

Da allora non ha saputo più niente, ma in tutto questo tempo nonostante la realtà fosse così evidente e tragica si è sempre illusa di riaverlo vivo. Conclude dicendoci che non conosce neppure la dinamica dell’ omicidio e che è possibile soltanto fare delle ipotesi. Fucilato, torturato, sgozzato con un coltello oppure ucciso in ginocchio con un vigliacco colpo di pistola alla nuca. Probabilmente resterà per sempre un atroce mistero.

Neanche il recente ma tardivo arresto dell’ ex Comandante militare Ratko Mladic, il boia dei Balcani, cancella la disperazione e il rancore che questo popolo si porta addosso. Proprio oggi le vedove di Srebrenica hanno usato toni duri e perentori contro quelli lo hanno preso. Sostengono che da tempo il governo serbo era perfettamente a conoscenza del luogo in cui Mladic si nascondeva e guarda caso la cattura è avvenuta nei giorni della visita a Belgrado di Catherine Aston, l’ Alto Rappresentante per gli Affari Esteri dell’ Unione Europea.

Le donne bosniache chiedono risarcimenti per le vite distrutte. Però, dopo oltre tre lustri sono ancora più di un migliaio i casi pendenti. Sebbene alcuni progressi siano stati fatti per tutelare i diritti umani, il piano di recupero fondi destinato alle famiglie degli scomparsi non è stato pienamente attuato e quindi le controversie rimangono insabbiate nella burocrazia.

E’ una giornata toccante, pregna di tristezza. La ricorrenza del genocidio assume una dimensione e un valore simbolico molto profondo. E’ inammissibile restare insensibili di fronte a queste scene, ma purtroppo nei prossimi anni il numero dei morti accertati salirà ancora. Molte bare saranno tumulate nuovamente perchè ulteriori fosse comuni secondarie sono state individuate tra le montagne e andranno ad aggiungersi alle migliaia di vittime che riposano dal 2003 nel memoriale di Potocari.

Sembra non finire mai il massacro di Srebrenica anche se nella regione c’ è un processo di stabilizzazione e in futuro la prospettiva di aderire nell’ Europa che conta. Resta però il fatto che tuttora vige una situazione temporale ma con le amministrative dell’ autunno 2012 molte cose sul piano legislativo potrebbero mutare poiché non sarà concesso lo statuto speciale e avranno diritto a votare soltanto gl’ effettivi residenti.

Tuttavia l’ annullamento dei valori, le metamorfosi politiche, la perdita dell’ identità culturale, la mancanza di opportunità lavorative e la scarsa volontà di ottemperare collaborazioni tra serbi e bosniaci hanno portato la piccola città alla decadenza.

Ovunque è tangibile un senso di vuoto e di afflizione. Volti diffidenti che celano un fondo oscuro mentre le nuove generazioni quando possono si trasferiscono altrove. Attualmente a Srebrenica vivono circa novemila persone che con il deserto dentro l’ anima restano attaccati alla loro terra e al passato.

Lo sterminio del 1995 è un capitolo così riprovevole che l’ Uomo ha saputo creare con l’ odio e l’ ostilità, armandosi di pesante artiglieria, granate e bombe, fino a mettere in atto una pulizia etnica con lo scopo di sopprimere qualsiasi avversario. Un annientamento che ha una lampante similarità con la pazzia del nazionalsocialismo.

Nonostante ciò in Serbia ancora adesso ci sono rigurgiti di negazionismo dovuti all’ importante sostegno della popolazione verso i partiti più radicali che nell’ elezioni politiche del 2007 ha visto registrare un consenso di quasi un terzo degli elettori.

La strada della riconciliazione è ancora lunga e il Parlamento di Belgrado soltanto quindici anni dopo la fine dei combattimenti ha chiesto ufficialmente scusa alle famiglie delle vittime, qualificando Srebrenica come un “ crimine di guerra “ e non come genocidio, rivendicando però che esistono anche dei delitti subiti dal popolo serbo. La dichiarazione è stata raggiunta dopo quasi tredici ore di acceso dibattito e risolta con una risicata approvazione grazie al voto dei democratici e socialisti.

Dopo quattro anni di lotta armata che coinvolse buona parte dei Balcani occidentali e causò quasi centomila morti con seicentomila profughi, gli episodi di Srebrenica furono decisivi per la svolta finale della guerra. La Storia è nota ma presenta ancora delle zone d’ ombra ed è per questo che ci deve essere di grande insegnamento senza scordare i diversi doveri dei paesi, il supporto spirituale della Chiesa ortodossa serba improntato al revanscismo e del ruolo che l’ Onu ebbe in tutta la vicenda.

I caschi blu delle compagnie Dutchbat guidati dal colonnello Thom Karremans assistettero impotenti e non intervennerro. Circostanze poco chiare avvennero in quei giorni fino al punto che la fanteria arrivò a stabilire rapporti molto amichevoli con i paramilitari serbi agli ordini di Ratko Mladic, un generale lucido e spietato che era diventato il braccio destro di Radovan Karadzic. Una festa a base di birra, allegria e scambio di regali prima di abbandonare la base al suo destino e che cominciasse il mattatoio. Tuttora restano gl’ interrogativi del perchè i soldati Onu furono lasciati senza un adeguata copertura aerea sebbene ci fossero stati diversi contatti con il comando operativo di Tuzla.

All’ inizio di luglio del 2011 la sentenza di un Tribunale della Corte di Appello di Amsterdam e che ha ribaltato la precedente del 2008, ha condannato lo stato olandese a risarcire alcuni mussulmani senza però specificarne un preciso indennizzo. Un verdetto sicuramente esemplare e per certi versi “ storico e coraggioso “, il quale ha reiterato la corresponsabilità di quella che doveva essere una missione a protezione dell’ enclave e sancisce la fine dell’ immunità, del garantismo e i privilegi che da sempre hanno avuto i Peacekeeper.

Se verrà confermata in via definitiva nel terzo grado di giudizio potrebbe aprirsi la prospettiva di intentare altre vertenze civili ma molte sono le perplessità che tuttociò possa succedere. E’ comunque una decisione utile a comprendere che nelle guerre sotto l’ egida di un organizzazione che dovrebbe cercare di mantenere la pace con la naturale equanimità, invece si nascondono interessi, finzioni, egoismi e tanto cinismo.

Dopo la fine del processo ancora una volta una volta si è riproposto il dibattito sull’ utilità e l’ efficenza delle Nazioni Unite nelle direttive e nei compiti che svolge. Per antinomia è una struttura che utilizza organici militari di altre nazioni e talora durante le operazioni è in disaccordo con i centri di potere politici.

Dignità ed esternazioni misericordiose squarciano il cielo durante la Salatul Janazah, la preghiera collettiva prima della sepoltura e che chiede la grazia dei defunti ad Allah.

Le Madri di Srebrenica non vestono in luttuoso nero ma continuano a versare copiose lacrime sulle verdi bare dei congiunti. Il verde è il colore della speranza, della giovinezza, della Natura mentre per l’ Islam è il Paradiso nell’ ultimo viaggio e che consentirà allo spirito di evolversi.

Trentamila, forse quarantamila persone sono arrivate fin qui da ogni parte del mondo per non dimenticare e per continuare a volere giustizia e verità. Tante bandiere e una marcia della Pace che è partita due giorni prima dal villaggio di Nezuk ed ha ripercorso i luoghi della strage.

Sotto un torrido sole che sfiora i quaranta gradi non mancano gli svenimenti degl’ anziani intanto che fin dalle prime luci dell’ alba un’ imponente schieramento di poliziotti ha vigilato sulla sicurezza.

Il rumore di un interminabile fila di automobili ha infranto la quiete e i silenzi di questa rigogliosa valle, nella quale niente sarà più come prima.

 

Talvolta le petizioni servono. ( O quasi ).

Il Comitato di redazione del Corriere della Sera ringrazia tutte le persone (quasi 15 mila) che hanno firmato la nostra petizione per bloccare la svendita della sede storica di Via Solferino. E’ un segnale importante ed è un risultato che ha contribuito a muovere le cose. Il contratto di vendita è già stato firmato, ma la partita non è ancora chiusa.

Il Comitato di redazione si sta adoperando per convincere il Comune di Milano, la Provincia di Milano e la Regione a esercitare il diritto di prelazione per rilevare l’immobile di via Solferino. Ci sono solo 60 giorni di tempo. Il presidente della Provincia, Guido Podestà, ha già manifestato interesse. Ora stiamo dialogando con il sindaco Giuliano Pisapia e il presidente della Regione, Roberto Maroni.

Deve essere chiaro che i giornalisti del Corriere NON CHIEDONO SOLDI PUBBLICI. Il Comitato di redazione sta lavorando per raccogliere un gruppo di soggetti privati disposti a impegnarsi per strappare via Solferino dalle mani della finanza speculativa. Ci sono possibilità che l’operazione riesca. Perciò vi chiediamo di continuare a sostenerci, condividendo la petizione su Facebook: http://chn.ge/1cNdB2m

Grazie.

Il Comitato di redazione del Corriere della Sera.

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Un convegno sull’ infanzia rubata.

L’INFANZIA RUBATA Lo sfruttamento militare dei bambini Ieri E Oggi.

Giovedì 28 novembre 2013 ore 16,00 – 20,00 Camera dei Deputati, Sala delle Colonne, Via Poli 18 – Roma.

Ore 16:00 PROIEZIONE DEL FILM “I FIGLI DELLA GUERRA”* (Messico,

2004) Regia: Luis Mandoki Sceneggiatura: Oscar Torres Durata: 120’

Ore 18:00 DIBATTITO Apertura: Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute

Intervengono: Eugenia Roccella, Vicepresidente Commissione Affari Sociali Oscar Torres, Scrittore e sceneggiatore del film “I Figli della Guerra” Akwasi Yadom Adarkwah, Presidente del Mother Child Ravera Center, “Family Homes Movement”, Sierra Leone Antonella Napoli, Giornalista, Presidente di “Italians for Darfur” ONLUS Modera e conclude: Fiamma Nirenstein, Giornalista e scrittrice, Presidente di Summit

*Il film si basa sull’infanzia dello scrittore Oscar Orlando Torres, che sarà presente al convegno. Anni ’80, El Salvador: infuria la guerra civile. Indebolito da due anni di scontri, l’esercito è costretto a rifornire le sue fila con i giovani figli della nazione, di solito rapiti negli assalti ai villaggi. Una storia di formazione sullo sfondo di una tragedia collettiva. Si ringrazia Lionsgate, titolare dei diritti internazionali del film, per la gentile concessione della pellicola.

E’ prevista traduzione simultanea inglese-italiano-inglese

E’ necessario accreditarsi: Tel: 06-67605244, cell. 393 805 8906 email:

summitinformation@gmail.com

N. B. Per gli uomini è obbligatorio indossare la giacca

 

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Il fascino di guardare dall’ alto con un workshop di fotografia aerea.

La fotografia aerea è da sempre un ” punto di vista ” affascinante, anche se oramai un pò troppo usata. Resta però il fatto che alcuni autori ne hanno realizzati splendidi libri e anche numerose mostre fino ad ottenere delle astratte geometrie del territorio.

Oltre l’ arte, la foto dall’ alto è sempre e comunque documentazione preziosa, talvolta utilissima persino per azioni di spionaggio.

Un interessante workshop si svolgerà il 14 dicembre 2013 organizzato da ” Alte Luci ” ( http://www.alteluci.it ).

Grazie alla collaborazione con http://www.mongolfiere.it sarà il primo WORKSHOP DI FOTOGRAFIA AEREA in Valle d’Aosta.

Il seminario comprende un volo in mongolfiera, salita fino a 2000/3000 metri e destinazione sconosciuta. Deciderà  la direzione del vento.

Dopo il volo e l’atterraggio si svolgeranno le operazioni di ripiegamento della mongolfiera, il ritorno ad Aosta avverrà con un furgone messo a disposizione dall’organizzazione.

Successivamente pranzo in un locale tipico e poi nel pomeriggio i partecipanti e i docenti si ritroveranno in una sala per scegliere ed ottimizzare le immagini scattate. Si concluderà con uno scambio di opinioni.

Per informazioni, iscrizioni, costi e galleria fotografica potete visitare il sito http://www.alteluci.it/mongolfiere.html

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Rep. Centrafricana: situazione instabile.

Dopo un periodo di relativa tranquillità, a Bangui la situazione è tornata a essere molto instabile. L’insicurezza per la popolazione è palpabile e in città girano moltissimi militari e persone armate. Violenza, furti e rapine sono all’ordine del giorno.

Il nostro personale non ha mai smesso di lavorare, nemmeno nei giorni più caldi del colpo di stato a fine marzo, presso il nostro Centro pediatrico e presso il Complexe pédiatrique dove offre cure chirurgiche.

Tra le conseguenze dell’instabilità degli ultimi mesi c’è un peggioramento della salute della popolazione che tocchiamo con mano ogni giorno. L’impoverimento ha fatto aumentare notevolmente i casi di denutrizione; in più, per la paura di affrontare viaggi lunghi per raggiungere l’ospedale, molti non vengono da noi se non quando la malattia è ormai in stato avanzato.

Per donazioni e informazioni visita il sito http://www.emergency.it

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Storie di migranti………….Le dico nessun problema, ma so di mentire.

Tibia, 7 anni, ha fatto il “viaggio della speranza” con la madre Teweka, incinta di cinque mesi. Il padre è rimasto in Eritrea per adesso, forse non avevano abbastanza soldi per pagare il viaggio di tutti e tre. Tibia e Teweka sono partite dalla Libia e sono sbarcate a Siracusa quattro giorni dopo. Durante il secondo giorno di traversata, una delle taniche di benzina di scorta ha preso fuoco e alcuni passeggeri sono rimasti ustionati. Il viaggio è durato altri due giorni. Arrivati al porto sono stati portati in ospedale, medicati, e poi trasferiti all’Umberto I, dove offriamo assistenza sanitaria gratuita con il nostro Polibus.

Teweka arriva al Polibus con estrema fatica: ha una voluminosa fasciatura sui glutei e sulla coscia destra. Toglierle la fasciatura è uno strazio, piange disperata perché le garze sono attaccate all’ustione. Tibia aspetta chiacchierando con Kalid il mediatore culturale, ma le urla della madre arrivano ben oltre la sala d’attesa, non siamo in grado di proteggerla da questo.

Appena Tibia entra nell’ambulatorio, la mamma le solleva il vestitino: ha le stesse orribili lesioni della madre. Iniziamo a medicare anche lei, e anche lei urla e piange per ogni centimetro di garza che rimuoviamo dalla ferita. Le dico “Maffi muschila”, “nessun problema”, ma so di mentire.

Finita la medicazione diamo loro gli antibiotici necessari a combattere l’infezione. Tibia si siede di fronte a me e inizia a fare un disegno, una casa, un albero, il sole, una nuvola bianca, tre persone: i bambini, ovunque siano nati, qualunque sia il colore della loro pelle, disegnano sempre una casa, un albero, il sole, una nuvola bianca e delle persone… Sorrido, le indico la prima bimba che ha disegnato dicendo “Tibia?” e lei “La! Inti!”, “No! Tu!”.

Adesso il disegno è appeso al finestrino dell’ambulatorio.

Daniela, medico sull’ambulatorio mobile di Emergency a Siracusa

Per maggiori informazioni, donazioni ecc. visita il sito  http://www.emergency.it/

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Hai sete ? Bene…….per bere una birra un terzo lo devi dare alla Stato.

Il Governo italiano ha recentemente deciso di aumentare di nuovo le accise sulla birra. 

Il primo aumento scatta il 10 ottobre 2013. Altri aumenti sono previsti a gennaio 2014 e a gennaio 2015. In tutto, le tasse sulla birra potrebbero aumentare del 35% in meno di 15 mesi. Già oggi più di un sorso di birra su tre se lo beve il fisco. Se le decisioni del Governo saranno confermate dal Parlamento, a partire dal 2015 quasi un sorso su due della nostra birra se ne andrà in tasse!

AssoBirra, Associazione degli Industriali della Birra e del Malto, nasce nel 1907 e riunisce le aziende che producono e commercializzano birra in Italia.

Noi produttori di birra riteniamo che aumentare ancora le tasse sulla birra sia ingiusto, inefficace e dannoso. La birra è l’unica bevanda a bassa gradazione alcolica a pagare l’accisa nel nostro Paese. Quando aumentano le accise, aumenta anche il prezzo della birra e questo produce una contrazione dei consumi. Di conseguenza le entrate per le casse dello Stato non migliorano, anzi rischiano di ridursi.

Ma soprattutto, aumentare le accise sulla birra danneggia tutti, non solo chi la birra la beve (che finirà per pagarla di più) e le oltre 500 aziende italiane che la producono, tra grandi marchi e micro birrifici artigianali. Danneggia le 4.700 persone che lavorano direttamente nel settore birrario e i 144.000 che lavorano nell’indotto. E i 300 imprenditori, soprattutto giovani, che negli ultimi 5 anni hanno aperto un micro birrificio, trovando così nella birra una opportunità imprenditoriale. Danneggia anche gli agricoltori italiani, perché le aziende birrarie acquistano le materie prime, come l’orzo, prevalentemente da coltivatori locali.

E i gestori dei pubblici esercizi, oltre 200.000 imprese tra bar, ristoranti, alberghi, dove la birra è protagonista e rappresenta una importante voce di fatturato e reddito.

Per chi volesse contrastare c’ è una petizione: AssoBirra via Change.org

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Balcani, terre ignote e guerre incomprese. 1991 -2013

 

Balcani, terre ignote e guerre incomprese. 1991 -2013

Venerdì 4 ottobre ore 17

Associazione Culturale “IL CHIASSINO”

Piazza del Plebiscito, 21

56041 Castelnuovo di Val di Cecina

Cell. 331 1101172 – Per maggiori informazioni

http://www.chiassino.it/

Conferenza e confronto con:

Claudio Gherardini – giornalista indipendente

Simone Malavolti

Dottore di ricerca in Storia contemporanea specializzato in Storia dei Balcani
occidentali, lavora per l’Associazione Trentino con i Balcani.

Durante l’incontro sarà proiettato il video:

Personal (hi)stories è una video-inchiesta che raccoglie le testimonianze di
chi ha deciso di raccontarsi, un’opportunità per chi non vuole che le memorie
rimangano e si perdano tra le mura domestiche, uno strumento di ascolto,
raccolta e valorizzazione di testimonianze.

 

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Il reato di omofobia deve valere anche per organizzazioni politiche, sindacali, culturali, religiose. ( E’ in corso una petizione ).

21 Settembre 2013 Nessun commento

Se delinqui da solo sei un delinquente, se delinqui in gruppo sei meno colpevole. Sembra questo il principio ispiratore del sub emendamento alla legge sull’omofobia, votato il 20 settembre alla Camera, che assolverebbe partiti e associazioni dal reato di discriminazione. Una sorta di salvacondotto e immunità per tutte quelle organizzazioni, a partire da Forza Nuova che fondano la loro propaganda sull’intolleranza nei confronti delle diversità.

Stefano Corradino, direttore di Articolo21, un sito per la libertà di espressione, solleva il caso con una petizione che si può firmare sul sito Change. org. ( http:://www.change.org )

Una libertà che però non puó mai essere confusa con la licenza di insultare ed offendere e soprattutto di discriminare in base al colore della pelle o alle preferenze sessuali. E ciò vale per i singoli quanto per i gruppi organizzati.

Con questa petizione chiede ai capigruppo di tutti i partiti presenti al Senato che il reato di omofobia approvato alla Camera sia esteso anche alle organizzazioni politiche, sociali, culturali e religiose che, tra l’altro, ancor più dei singoli individui dovrebbero essere ispirate, nei propri statuti e codici etici, a criteri di tolleranza e di rispetto delle differenze.

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IL “RECORD” CHE NON VORREMMO BATTERE

“Tra gennaio e luglio, i nostri ospedali di Lashkar-gah e Kabul hanno registrato un aumento del 55% di ammissioni di feriti di guerra rispetto al 2012, del 70% rispetto al 2011.
Nell’ospedale di Lashkar-gah l’incremento è stato del 90% rispetto al 2012 e del 111% rispetto al 2011″.

Emanuele, coordinatore del Programma Afghanistan

Forse ti sembrerà di aver già letto questa e-mail: i combattimenti in Afghanistan che si intensificano, i feriti che aumentano, i nostri ospedali pieni. Quante volte abbiamo parlato, negli ultimi anni, di “record” di feriti di guerra, un “record” che faremmo volentieri a meno di battere?

Per far fronte all’aumento del numero dei feriti, negli ultimi mesi abbiamo potenziato la nostra presenza in Afghanistan avviando nuovi Posti di primo soccorso, per essere presenti in modo ancora più capillare sul territorio e per garantire ai pazienti più gravi un trasferimento rapido e sicuro verso i nostri ospedali. Abbiamo offerto cure tempestive, gratuite e di qualità a bambini, donne, uomini, vittime di un conflitto che non accenna a fermarsi.

Continueremo a farlo finché sarà necessario: in Afghanistan c’è bisogno di Emergency e del tuo aiuto.

http://www.emergency.it

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Codice della strada: giro di vite del governo. Patente a punti anche per i motorini.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge che consentirà al Governo di formare un nuovo codice della strada. Diverse le novità tra cui la patente a punti che includerà anche i motorini  e minicar.

Con questo emendamento è’ chiaro l’ intento di cercare di portare i minorenni ad essere soggetti a sanzioni pesanti, cosa che fino ad oggi li escludeva completamente. Anche a chi guida le minicar potrà essere sospesa la patente.

Sul tema della sicurezza  la riforma del Testo Attuale si prefigge lo scopo di ridurre fortemente il tasso di mortalità che insanguina le nostre strade. Una particolare attenzione sarà per i ciclisti che molto spesso sono delle vittime innocenti. incidenti mortali dovuti alla manutenzione delle vie di comunicazione.

Infine novità per inasprimento delle sanzioni per i comportamenti considerati pericolosi, in paticolar modo per chi è recidivo. E’ previsto un coordinamento tra i procedimenti amministrativi e quelli legali che dovrebbe ridurre i tempi dei ricorsi semplificando le competenze e gli ambiti di appartenenza.

Ma soprattutto per evitare che le misure amministrative cautelari di sospensione della patente di guida perdano efficacia prima della definizione del procedimento penale.

Così chi è fermato alla guida di un’autovettura e sarà trovato sotto l’influenza di sostanze stupefacenti oppure di alcool, non potrà riottenere la patente fino a quando sarà definito tale procedimento.

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A volte siamo in mano a dei veri imbecilli !!!

26 Luglio 2013 5 commenti

E’ proprio vero la nostra vita spesso è in mano altrui….e qualche volta a dei veri imbecilli. Parlo bene ma dovrei adottare un altro frasario !!!!!

Non ci è bastato un Capitan Schettino presuntuoso, un pò vigliacco e pieno di sè per le sue conquiste ( presunte ) amorose che i morti dell’ Isola del Giglio si rivoltano ancora nella tomba mentre probabilmente i loro familiari non avranno mai giustizia. Senza contare il disastro ambientale, il turismo in calo, tuttora da recuperare. Più errori si compiono e più si cerca di farne. L’ esperienza non insegna nulla a nessuno.

E’ a dir poco scandaloso, vergognoso, il disastro ( voluto ) del treno deragliato in Spagna nei pressi di Santiago. I morti sono più di ottanta e quelli che resteranno segnati fisicamente chissà quanti saranno. Scene apocalittiche. Le perizie tecniche definiranno i dettagli e individueranno in pieno le responsabilità, le indagini delle Autorità  e la Giustizia faranno luce su tutto ma è disarmante il comportamento del macchinista.

Un uomo, Francisco Garzon Amo,  con oltre trenta anni di militanza sui binari  che si vantava sui socialnetwork delle sue bravate a duecento all’ ora. Addirittura dopo averlo fotografato metteva nel post l’ immagine del tachimetro fermo a tre cifre !!! E rideva…… sghignazzava…… prendendo in giro pubblicamente il suo datore di lavoro. Roba da manicomio.

E’ chiaro che verrà condannato, verrà punito, in una misura che comunque sia sarà insufficiente ( in Spagna non esiste la pena di morte ) e che non riporterà in vita le vittime.

Per poi non parlare dei risarcimenti.  Le Ferrovie, come qualsiasi ente, quando ci sono tragedie di tale tipo, faranno di tutto pur di minimizzarlo.

In questi casi qualsiasi pacifista, ottimista o buonista, non può non pensare alla pena capitale. Io per primo che amo la Pace ( con la P maiuscola ) non avrei dubbi nel ripristinarla in alcuni casi. Il perdono per quanto utile, necessario per andare avanti non deve essere un arma per far sviare le persone davanti a gravi ed evidentissime responsabilità dovuta alla follia mentale e la presunzione di una vanagloria da rete web.

L’ imbecillità non è consentita dalla Legge, ma soprattutto non è ammessa dalla gente.

Senza parole.

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Arriva il gran caldo e aumenta la voglia del condizionatore. Attenzione a come lo installi perché si possono avere dei problemi.

Con l’arrivo dell’estate molti italiani, per difendersi dal caldo, ricorrono
all’installazione di un condizionatore. Ma attenzione: se si vive in
condominio, ci sono delle regole da rispettare.

Lo segnala la Confedilizia precisando che, secondo la giurisprudenza, è
illegittima la collocazione di un voluminoso condizionatore sulla facciata
condominiale, poiché tale istallazione turba l’equilibrio estetico complessivo
dell’edificio; e ciò, anche quando tale facciata non sia esposta al pubblico,
ma solo ai condòmini (Tribunale di Milano, sentenza 9.1.’04).

Sempre secondo la giurisprudenza, la circostanza che la facciata dell’edificio risulti già
deturpata da altri interventi, non autorizza comunque a deturpare ancora di più
(Cassazione, sentenza n. 1286/’10).

Il fatto, poi, che l’edificio non sia di
particolare pregio non esclude, di per sé, che possa sussistere un’alterazione
apprezzabile del decoro architettonico (Cassazione, sentenza citata).

Nel collocare un condizionatore sulla facciata comune – evidenzia
l’Organizzazione storica dei proprietari di casa –  è bene, pertanto, aver
chiaro tutto questo, così da prevenire eventuali controversie.

Ciò, naturalmente, con la precisazione che, se il condominio è dotato di un
regolamento di origine contrattuale (cioè, approvato da tutti i condòmini o da
tutti espressamente accettato) che disponga al riguardo, è necessario attenersi
a quanto il regolamento prevede.

Altro aspetto da non trascurare – segnala sempre la Confedilizia – è che
l’installazione in questione non deve essere tale da recare pregiudizio ai
vicini. Il che può avvenire, ad esempio, riducendo loro la veduta oppure quando
dal condizionatore derivino rumori molesti.
Sul sito Internet della Confedilizia (www.confedilizia.it) è disponibile un approfondimento sul
tema, con ulteriori e più estesi riferimenti alle regole da tenere a mente per
l’installazione di un condizionatore.

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Salute e sicurezza sul lavoro: arrivano con il nuovo decreto le semplificazioni.

Con l’ attuazione  ” Decreto del fare ” voluto dal Governo Letta inseriamo qui sotto un interessante articolo sulle recenti novità in materia di sicurezza del lavoro e salute.

Il pezzo è a firma del Dott. Maurizio Magri – Ipsoa Editore e Pmi Microsoft – Tutti i diritti sono riservati ©.

http://www.microsoft.com/business/it-it/Microsoft-News/Pagine/article.aspx?cbcid=174

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Pubblicato il decreto legge 21 giugno
2013, n. 69 “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”,
recante le nuove misure per imprese, infrastrutture e in materia di
semplificazione amministrativa, fiscale e di giustizia civile.

In particolare il provvedimento,
riprendendo il motto di “più sicurezza e meno carte”, mira a semplificare
alcuni adempimenti formali in materia di lavoro, con riferimento a quelli
riguardanti la salute e la sicurezza, senza toccare gli aspetti sostanziali
della disciplina, in modo da garantire l’effettività delle tutele
prevenzionistiche con minori costi e oneri amministrativi per le imprese,
soprattutto medie e piccole.

Nelle nuove disposizioni, che passano
ora all’esame di Camera e Senato per la conversione in legge, vi è la
previsione di utilizzo di modelli e procedure semplificate che, riducendo gli
adempimenti formali e rendendo più facile da parte delle imprese il corretto
adempimento degli obblighi sostanziali, possano liberare risorse per la tutela effettiva
della sicurezza, agevolando nel contempo il controllo da parte degli organi di
vigilanza e la partecipazione dei lavoratori e delle loro rappresentanze.

Obiettivi certamente ambiziosi e di non
facile raggiungimento, che si dovranno scontrare sia con i tempi per la
traduzione in legge delle nuove disposizioni sia con l’attuazione pratica
attraverso i successivi decreti secondari di completamento previsti, i quali, a
causa dell’iter procedurale, potrebbero arrivare anche a distanza maggiore dei
termini ordinamentali previsti.

Le nuove misure normative previste si
sostanziano essenzialmente in otto punti.

 

La prima novità, in riferimento agli
obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera, di servizi e di forniture o
di somministrazione, concerne le modifiche all’art. 26, commi 3 e 3-bis del
D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., in tema di necessità di DUVRI (Documento
Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali). E’ ora disposto che il datore
di lavoro committente promuova la cooperazione ed il coordinamento dei lavori,
servizi e forniture, eseguiti presso i propri luoghi di lavoro, elaborando un
unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per
eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da
interferenze, allegato al contratto di appalto e adeguato in funzione
dell’evoluzione dei lavori, servizi e forniture.

 

Limitatamente ai settori di attività a
basso rischio infortunistico, individuati con decreto del Ministro del lavoro e
delle politiche sociali, da adottare, sentita la Commissione consultiva
permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e previa intesa in sede di
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, entro 90 giorni dall’entrata in vigore del
decreto legge sulla base di criteri e parametri oggettivi desunti dagli indici
infortunistici di settore dell’INAIL, il datore di lavoro potrà anche solo
individuare un proprio incaricato, in possesso di formazione, esperienza e
competenza professionali, tipiche di un preposto, nonché di periodico
aggiornamento e di conoscenza diretta dell’ambiente di lavoro, per
sovrintendere a tale cooperazione e coordinamento, della cui individuazione o
della cui sostituzione debba essere data immediata evidenza nel contratto di
appalto o di opera.

La semplificazione sulla redazione del
DUVRI non tocca le già vigenti norme di esclusione per i servizi di natura
intellettuale e per le mere forniture di materiali o attrezzature, mentre è
stata introdotta l’esclusione delle redazione del DUVRI per i lavori o servizi
la cui durata non sia superiore ai dieci uomini-giorno, sempre che essi non
comportino rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici,
atmosfere esplosive o dalla presenza dei seguenti lavori con rischi
particolari:

  • lavori che espongono i lavoratori a rischi di seppellimento o di
    sprofondamento a profondità superiore a m 1,5 o di caduta dall’alto da altezza
    superiore a m 2, se particolarmente aggravati dalla natura dell’attività o dei
    procedimenti attuati oppure dalle condizioni ambientali del posto di lavoro o
    dell’opera;
  • lavori che espongono i lavoratori a sostanze chimiche che presentano rischi
    particolari per la sicurezza e la salute dei lavoratori oppure comportano
    un’esigenza legale di sorveglianza sanitaria;
  • lavori con radiazioni ionizzanti che esigono la designazione di zone
    controllate o sorvegliate, quali definite dalla vigente normativa in materia di
    protezione dei lavoratori dalle radiazioni ionizzanti;
  • lavori in prossimità di linee elettriche aree a conduttori nudi in
    tensione;
  • lavori che espongono ad un rischio di annegamento;- lavori in pozzi, sterri
    sotterranei e gallerie;
  • lavori subacquei con respiratori;- lavori in cassoni ad aria compressa;
  • lavori comportanti l’impiego di esplosivi;.- lavori di montaggio o
    smontaggio di elementi prefabbricati pesanti.

Per uomini-giorno si dovrà intendere
l’entità presunta dei lavori, servizi e forniture rappresentata dalla somma
delle giornate di lavoro necessarie al completamento dei lavori, servizi o
forniture considerato con riferimento all’arco temporale di un anno dall’inizio
dei lavori. Ovviamente resta ferma la disciplina di cui al Titolo IV del
decreto 81 per i lavori considerati edili e di genio civile in tema di
risoluzione delle interferenze.

 

La seconda novità riguarda l’aggiunta
del comma 6-ter all’art. 29 del D.Lgs. n. 81/2008 e sm.i. in tema di
elaborazione del documento di valutazione dei rischi (DVR). E’ previsto
che, con il medesimo decreto già citato, siano individuati settori di attività
a basso rischio infortunistico e che, per le aziende ivi comprese, i datori di
lavoro potranno attestare di avere effettuato la valutazione dei rischi di cui
agli articoli 17, 28 e 29 del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., fermi restando i
relativi obblighi, utilizzando un apposito modello semplificato allegato al
decreto, in aggiunta alla facoltà di utilizzare le procedure standardizzate, di
cui al decreto ministeriale 30 novembre 2012.

 

La terza novità riguarda gli obblighi di
formazione ed aggiornamento dei responsabili del servizio di prevenzione
e protezione (RSPP) e dei dirigenti, preposti, lavoratori, di cui agli artt. 32
e 37 del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. Si prevede infatti che in tutti i casi di
formazione e aggiornamento in cui i contenuti dei percorsi formativi si
sovrappongano, in tutto o in parte, a quelli previsti per le figure della
sicurezza citate, sia riconosciuto un credito formativo per la durata ed i
contenuti della formazione e dell’aggiornamento corrispondenti erogati.

 

La quarta novità riguarda la semplificazione
della notifica all’organo di vigilanza
, di cui all’art. 67 del D.Lgs. n.
81/2008 e s.m.i. E’ statuito ora che, in caso di costruzione e di realizzazione
di edifici o locali da adibire a lavorazioni industriali, nonché nei casi di
ampliamenti e di ristrutturazioni di quelli esistenti, ove è prevista la
presenza di più di tre lavoratori, i relativi lavori debbano essere eseguiti
nel rispetto della normativa di salute e sicurezzae e debbano essere comunicati
all’organo di vigilanza competente per territorio gli elementi informativi
relativi alla descrizione dell’oggetto delle lavorazioni e delle principali
modalità di esecuzione delle stesse e alla descrizione delle caratteristiche
dei locali e degli impianti.

 

La comunicazione dei dati dovrà essere
effettuata dal datore di lavoro nell’ambito delle istanze, delle segnalazioni o
delle attestazioni presentate allo sportello unico per le attività produttive
(SUAP) con le modalità stabilite dal regolamento di cui al D.P.R. n. 160/2010,
mediante modelli uniformi da approvare, entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore del decreto legge, con decreto del Ministro del lavoro e delle
politiche sociali e del Ministro per la pubblica amministrazione e la
semplificazione, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. La trasmissione dei
dati così effettuata sarà poi rigirata per via telematica all’organo di
vigilanza competente per territorio.

 

La quinta novità concerne modifiche alle
modalità e alle tempistiche delle verifiche periodiche delle attrezzature di
lavoro
, di cui all’art. 71, comma 11 e 12, del D.lgs. n. 81/2008 e s.m.i.
E’ previsto adesso che il datore di lavoro sottoponga le attrezzature di lavoro
riportate nell’allegato VII del decreto 81 a verifiche periodiche volte a
valutarne l’effettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza,
con la frequenza indicata nel medesimo allegato; la prima di tali verifiche
sarà effettuata dall’INAIL che vi provvederà nel nuovo termine di
quarantacinque giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il datore
di lavoro potrà avvalersi delle ASL o, ove ciò sia previsto con legge
regionale, dell’agenzia regionale per la protezione ambientale (ARPA), ovvero
di soggetti pubblici o privati abilitati; le successive verifiche saranno
effettuate dalle ASL o, ove ciò sia previsto con legge regionale, dall’ARPA,
che vi provvederanno nel termine di trenta giorni dalla richiesta, decorso
inutilmente il quale il datore di lavoro potrà avvalersi di soggetti pubblici o
privati abilitati. E’ precisato, rispetto alla disciplina odierna, che l’INAIL,
le ASL o l’ARPA avranno l’obbligo di comunicare al datore di lavoro, entro
quindici giorni dalla richiesta, l’eventuale impossibilità ad effettuare le
verifiche di propria competenza, fornendo adeguata motivazione; e in tal caso
il datore di lavoro si potrà avvalere dei soggetti pubblici o privati abilitati
alle verifiche.

 

La sesta novità riguarda alcune modiche
al Titolo IV del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. Oltre all’esclusione dal campo di
applicazione del Titolo IV ai lavori relativi a impianti elettrici, reti informatiche,
gas, acqua, condizionamento e riscaldamento, nonché ai piccoli lavori la cui
durata presunta non è superiore ai dieci uomini-giorno, finalizzati alla
realizzazione o manutenzione delle infrastrutture per servizi, che non
comportino lavori edili o di ingegneria civile di cui all’allegato X del
decreto 81, è prevista la semplificazione, nei cantieri temporanei e mobili,
della modalità di redazione del Piano Operativo di Sicurezza (POS), cioè
il documento di valutazione dei rischi che il datore di lavoro dell’impresa
esecutrice redige in riferimento al singolo cantiere interessato dalle sue
lavorazioni.

 

Con decreto del Ministro del lavoro e
delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, da adottare sentita la Commissione consultiva permanente per la
salute e sicurezza sul lavoro e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legge, saranno infatti
individuati modelli semplificati per la redazione del piano operativo di
sicurezza, connotati da praticità e semplicità di elaborazione e lettura.

 

Analogamente nello stesso decreto citato
saranno adottati modelli semplificati del piano di sicurezza e coordinamento
(PSC), che si ricorda è il piano costituito da una relazione tecnica e da
prescrizioni correlate alla complessità dell’opera da realizzare ed alle
eventuali fasi critiche del processo di costruzione, atte a prevenire o ridurre
i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi i rischi
particolari, nonché la stima dei costi della sicurezza, nei cantieri temporanei
e mobili in cui è prevista la presenza, anche non contemporanea, di due o più
imprese.

Anche del fascicolo dell’opera (FO),
cioè quel documento, adattato alle caratteristiche dell’opera in realizzazione,
contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e della protezione
dai rischi cui sono esposti i lavoratori successivamente al termine dei lavori,
sarà prodotto un modello semplificato. Inoltre, ricordato che il piano
di sicurezza sostitutivo (PSS) è il documento che l’appaltatore od il
concessionario di opere pubbliche, rientranti nel campo di applicazione del
D.Lgs. n. 163/2006 e s.m.i,. deve redigere e consegnare ai soggetti
aggiudicatori entro trenta giorni dall’aggiudicazione, e comunque prima della
consegna dei lavori quando il piano di sicurezza e di coordinamento non sia
previsto, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di
concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentita la
Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore del decreto legge, saranno individuati modelli semplificati per la
redazione di tale piano di sicurezza sostitivo del PSC.

 

La settima novità riguarda la
possibilità per il datore di lavoro di effettuare per via telematica, anche per
mezzo degli organismi paritetici o delle organizzazioni sindacali di categoria,
le comunicazioni previste all’articolo 225, comma 8 (informazione ai
lavoratori del superamento dei valori limite di esposizione professionale ad
agenti chimici), all’articolo 240, comma 3 (comunicazione all’organo di
vigilanza del verificarsi eventi non prevedibili o incidenti che possono
comportare un’esposizione anomala dei lavoratori ad agenti cancerogeni o
mutageni), all’articolo 250, comma 1 (notifica all’organo di vigilanza delle
attività lavorative che possono comportare, per i lavoratori, un’esposizione ad
amianto, quali manutenzione, rimozione dell’amianto o dei materiali contenenti
amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, nonché bonifica delle
aree interessate), all’articolo 277, comma 2 (informazione alll’organo di
vigilanza territorialmente competente, nonché ai lavoratori ed al
rappresentante per la sicurezza, degli incidenti che possono provocare la dispersione
nell’ambiente di un agente biologico appartenente ai gruppi 2, 3 e 4).

 

Infine l’ottava novità reca modifiche al
testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli
infortuni sul lavoro e le malattie professionali di cui al D.P.R. n. 1124/1965
e s.m.i., in materia di denuncia degli infortuni. L’articolo 54
(sull’obbligo di notiziare l’autorità locale di pubblica sicurezza di ogni
infortunio sul lavoro che abbia per conseguenza la morte o l’inabilità al
lavoro per più di tre giorni) sarà abrogato e l’articolo 56 (in tema di
inchiesta amministrativa infortuni) è riformulato nel senso che nel più breve
tempo possibile, e in ogni caso entro quattro giorni dalla presa visione,
mediante accesso alla banca dati INAIL dei dati relativi alle denunce di
infortuni, la direzione territoriale del lavoro dovrà procedere, su richiesta
del lavoratore infortunato, di un superstite o dell’INAIL, all’inchiesta al
fine di accertare le condizioni per l’indenizzabilità ai fini assicurativi.

Sarà previsto inoltre che le autorità di
pubblica sicurezza, le aziende sanitarie locali, le autorità portuali e
consolari, le direzioni territoriali del lavoro e i corrispondenti uffici della
Regione Siciliana e delle province autonome di Trento e di Bolzano competenti
per territorio acquisiranno dall’INAIL, mediante accesso telematico, i dati
relativi alle denunce di infortuni sul lavoro mortali e di quelli con prognosi
superiore a trenta giorni.

 

Tali modifiche normative decorreranno
dal centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del
decreto di cui all’articolo 8, comma 4, del decreto 81, ossia quel decreto,
tanto atteso ma non ancora emanato, che dovrà definire le regole tecniche per
la realizzazione e il funzionamento del Sistema informativo nazionale per la
prevenzione (SINP) nei luoghi di lavoro.

 

Ai sensi della circolare del Ministero
del Lavoro del 18 marzo 2004, le considerazioni espresse sono frutto esclusivo
dell’autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’amministrazione
di appartenenza.

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La calma apparente di Bangui…….

“Sono passate più di sette settimane e apparentemente a Bangui sta
tornando la calma: non si sentono più i colpi di arma da fuoco e le
persone hanno ripreso a muoversi in città. La paura, però, non è
passata.
Ci sono ancora bande armate per le strade: al loro passaggio le donne
del quartiere cominciano a battere le pentole per richiamare
l’attenzione delle forze di sicurezza.
Nelle province non c’è nessun tipo di controllo: armi, furti, saccheggi e incendi continuano a terrorizzare la popolazione ormai allo stremo e anche gli aiuti umanitari non riescono ad arrivare a destinazione.
Al Centro pediatrico di Emergency il numero dei malati cresce
ogni giorno perché gli ambulatori fuori città sono ancora chiusi e le
medicine non si trovano o costano sempre di più.

Riceviamo più pazienti e in condizioni aggravate dall’attesa e dal
viaggio. Alcuni giorni fa una mamma in cerca di aiuto per il suo bambino
è partita da un villaggio a 85 km da qui. Per strada ha trovato un
ambulatorio aperto, ma senza i farmaci necessari per curarlo: quando è
arrivata da noi, per il bambino era ormai troppo tardi.”

Per maggiori informazioni e donazioni all’ associazione visitare il sito http://www.emergency.it

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