La Signora è tornata sul trono.
E adesso non c’ è più niente da dire. Si chiude il sipario. Polemiche comprese, gol fantasma, rigori non dati……non servano più le parole….parlano soltanto i fatti……
C’ è tanto da gioire per l’ immenso popolo bianconero e stanotte sarà scorribanda a Torino.
La Vecchia Signora è tornata sul trono e si è ripresa lo scettro dopo una battaglia che è durata quasi un anno.
Chi l’ avrebbe mai detto l’ estate scorsa quando l’ acquisto di Aguero rimase un miraggio ? Nemmeno i luminari del pallone avrebbero scommesso un euro sulla vittoria, al massimo si poteva sperare per un terzo – quarto posto.
La Juventus è Campione d’ Italia con una giornata di anticipo. Se sia la terza stella o meno da mettere sulla maglia, poco importa ci penserà la Federcalcio a risolvere il problema, questo è uno dei titoli più belli degl’ ultimi venti anni.
Vinto con merito, con passione, imbattuta, esprimendo il gioco migliore senza tanti fronzoli o noiose primedonne, all’ occorrenza anche duttile, con un organico testardo e compatto. Ma soprattutto non ha mai chinato la testa anche quando soffriva di ansia di pareggio.
Antonio Conte ha saputo plasmare un collettivo che ha fame imprimendo una mentalità quasi ossessiva e molto orgogliosa, trascinandola e rispondendo picche a chi cercava di metterlo in difficoltà con diatribe sterili e senza motivo. Anche i più scettici si sono dovuti ricredere.
Ma è la squadra che ha saputo rendere al meglio seppure favorita dal fatto che non doveva giocare in competizioni internazionali. Lo dico poiché i guai decisivi del Milan sono cominciati dopo l’ uscita dalla Coppa dei Campioni.
Giocare in Europa con un calcio che va a mille e quindi quasi ogni tre giorni richiede un dispendio di energie e di stress che raramente si riesce a sopportare.
Difatti il Diavolo si è bruciato sul rush finale. Una stagione maledetta, sfortunata fin dall’ inizio con quella partenza lenta e che lo ha messo in condizione di dover rincorrere. Forse sta lì la chiave di questo scudetto mancato. Ma anche gl’ infortuni, francamente troppi. Una difesa che se manca T. Silva ha difficoltà a reggere l’ urto degl’ avversari. E poi ” il papero “ sempre in cura e più tra le grazie di Barbara Berlusconi che in campo.
Una cosa è certa: forse questa squadra è stata un pò sopravvalutata.
E’ lo Scudetto di Pirlo, un campione frettolosamente scaricato. Determinante in ogni match. Andrea ha ridato linfa, geometrie assist ed equilibrio ad un centrocampo che nelle ultime stagioni correva però non inventava. E’ anche il titolo di Alessandro Del Piero, l’ ennesimo, nonostante la delusione del benservito dalla società per evidenti ragioni di età, e a questo punto ci auspichiamo in un ripensamento da parte della dirigenza……. sarebbe un bel gesto.
Pinturicchio ha accettato il ruolo di umile e saggio, pronto a rimettersi in gioco anche per pochi minuti a partita. E scusate se è poco. Un altro se ne sarebbe andato via prima.
Vidal, Marchisio, Pepe, Vucnic, Matri, Buffon, Chiellini, Bonucci e tutti gli altri hanno fatto una delle migliori stagione delle loro carriere. E se l’ attacco non ha avuto un top player di grido che garantiva venti centri, la difesa ha incassato solamente 19 reti. Una media di un gol ogni due gare. Stratosferica e conferma ancora una volta che al successo si arriva innazitutto con la mentalità di coprirsi bene.
Adesso la Coppa Italia. Poi il futuro. Dopo lo champagne, i titoloni sui giornali e le feste notturne da domenica prossima quando i riflettori saranno definitivamente spenti comincerà il difficile.
Riconfermarsi è sempre un impresa, ( vedi Milan ), e in Champions League con tanti pareggi si va poco lontano.
Lì i sogni hanno tutta un’ altra dimensione.
Andrea Agnelli, Marotta, Conte e gli altri sono avvisati.
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